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Il Lupo “Il Lupo è un individuo sociale, quindi docile, duttile, intelligente. La natura sociale del Lupo, questo suo progredire per la vita di branco, la sua estrema disponibilità e coscienza verso ‘l’alleanza’ – la capacità di comunicare, di disporsi in maniera assennata affinché esista l’ordine, di controllare la propria indole aggressiva , di aiutare nell’allevamento dei cuccioli, di collaborare nella caccia – ha consentito il processo di addomesticamento, agevolando l’uomo nella trasformazione da Lupo a Cane.” Cenni di storia Già 15.000 anni fa, o forse più, l’uomo aveva iniziato
questo splendido lavoro. - In ogni Cane si cela un giovane Lupo che ben si presta ad accontentare il suo capo-branco, a servirlo e onorarlo pur di avere la sua protezione e mantenere un posto all’interno del clan. - tratto dal libro: 'Alfa, questa sconosciuta' di Barbara Tullio e Palo Caldora
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Il Lupo (Canis lupus, Linnaeus 1758) è un mammifero
placentato appartenente alla famiglia dei Canidi, ordine sistematico
dei Carnivori. Le dimensioni del lupo variano a seconda della sottospecie,
ma generalmente questo animale ha la taglia di un grosso cane: i maschi,
generalmente più grandi delle femmine, misurano da 135 a 170
cm di lunghezza, mentre l'altezza al garrese varia da 45 a 90 cm; 30-35
cm spettano alla coda. Il peso in genere è di 25-35 kg, anche
se spesso raggiunge i 40-45 Kg. Questa espansione è da attribuire, verosimilmente, a tanti fattori favorevoli: 1. La protezione legale della specie, 2. L'abbandono di molte aree montane e sub montane, 3. Il ritorno in molte aree dei grossi Ungulati selvatici. Inoltre, l'espansione della popolazione balcanica di lupi, che ormai ha raggiunto il confine italiano, lascia prevedere una rapida colonizzazione anche delle Alpi orientali. In Calabria, dove è sempre rimasto uno dei nuclei più
consistenti della popolazione italiana, l'areale, che nel recente passato
comprendeva il Pollino, la Sila e parte della Catena Costiera, si è
espanso verso sud fino all'Aspromonte da dove era scomparso da alcuni
decenni.
Esistono molte sottospecie, differenti a seconda di caratteristiche fenotipiche, genetiche e comportamentali, tra cui: Cane - Canis lupus familiaris Lupo europeo - Canis lupus lupus Lupo delle steppe - Canis lupus campestris Lupo della tundra d'Eurasia - Canis lupus albus Lupo della tundra - Canis lupus tundrarum Lupo dei boschi o Lupo del Canada - Canis lupus lycaon Da ricordare anche Canis lycaon, ovvero il Lupo del Canada orientale, presente a est del Canada, da non confondersi col precedente. Originalmente si pensava che fossero lo stesso lupo, ma nuovi dati e test genetici hanno rivelato che i Lupi che occupano la regione del Parco Algonquin nel Canada sono specie molto diverse dai lupi dei Boschi, e che sono molto più imparentati con il lupo rosso Canis rufus. Lupo del Nebraska - Canis lupus nubilus Lupo del Messico - Canis lupus baileyi Lupo bianco - Canis lupus arctos Lupo appenninico - Canis lupus italicus NOTA: Lupo della Russia - Canis lupus communis Dingo - Canis lupus dingo Lupo di Honshu - Canis lupus hodophilax Lupo indiano - Canis lupus pallipes Lupo di Hokkaido - Canis lupus hattai Lupo del Mar Caspio - Canis lupus cubanensis Lupo Arabo - Canis lupus arabus Lupo Egiziano - Canis lupus lupaster Lupo della Valle Mackenzie - Canis lupus occidentalis Vanno ancora ricordati: Lupo Rosso - Canis rufus Lupo d'Etiopia o Lupo di Abissinia o Caberù o Volpe di Simen o Sciacallo di Simen - Canis simiensis E' una tra le più rare e minacciate specie di canidi . Vive sulle montagne dell'Etiopia, a circa 3.000 metri di altezza sul livello del mare. Ne sopravvivono solo 12 branchi, per un totale di 550 esemplari adulti. Qui di seguito sono riportate delle sottospecie che, come si puo' notare dal nome sia italiano che latino, differiscono quasi sempre per la localizzazione geografica: Lupo dell'isola di Newfoundland - Canis lupus beothucus Lupo di Bernard - Canis lupus bernardi Lupo della Mongolia - Canis lupus chanco Lupo della Columbia Britannica - Canis lupus columbianus Lupo dell'isola di Vancouver - Canis lupus crassodon Canis lupus filchnevi Lupo delle Montagne delle Cascate (Riserva delle Cascate di Banfora,
Burkina Faso)- Canis lupus fuscus Lupo grigio-bianco - Canis lupus griseoalbus Lupo Hudson - Canis lupus hudsonicus Lupo delle Montagne Rocciose settentrionali -Canis lupus irremotus Lupo di Labrador - Canis lupus labradorius Lupo dell'Arcipelago Alexander - Canis lupus ligoni Lupo dei territori nord-occidentale - Canis lupus mackenzii Lupo dell'isola di Baffin - Canis lupus manningi Lupo austro-ungarico o Lupo dei canneti - Canis lupus minor Lupo sud-occidentale - Canis lupus mogollonensis Lupo del Texas- Canis lupus monstrabilis Lupo groenlandese - Canis lupus orion Lupo dell'Alaska - Canis lupus pambasileus Lupo iberico - Canis lupus signatus Lupo delle Montagne Rocciose meridionali - Canis lupus youngi A cura di Luca Barducci da http://www.animalinelmondo.com/animali/mammiferi/544/lupo.html
Sottospecie - suddivisione Wikipedia Lupo europeo (Canis lupus lupus), è la sottospecie
più diffusa in Europa e in Asia, presente dalla Scandinavia all'Himalaya.
Tabella delle sottospecie Sottospecie discusse Sottospecie Classificazione Status areale storico Sottospecie trasferite Ex sottospecie Sottospecie estinte Album fotografico delle sottospecie Roma tratto da http://www.wikipedia.org
Il fascino del Lupo ha entusiasmato gli animi di molti personaggi... cinofili, etologi, semplici amatori, ne hanno fatto l'obiettivo della loro vita... volendo rinforzare il compagno Cane nella resistenza alle malattie, nella forza caratteriale, nell'addestrabilità, hanno inserito il sangue del Lupo in quello del Pastore Tedesco (la leggendaria razza sovrana fra le razze per equilibrio)... Cane Lupo Cecoslovacco (Repubblica Ceca) - Sito delle adozioni di CLC Cane Lupo di Saarloos (Olanda) Che la buona creanza e il rispetto per la vita, consigli tutti coloro che mostrano il desiderio di accogliere nella propria dimora una creatura tanto singolare, non solo per lo splendore di ciò che rappresenta, ma anche, se non soprattutto, per la particolarità del carattere che la diversifica da tutti gli altri. Se un ibrido di Lupo non troverà un Branco, non si darà pace finchè non l'avrà trovato. Un ibrido di Lupo ha bisogno della semplicità della Natura non della socialità cittadina. Che il dio-denaro e il fanatismo non prendano mai posto nel cuore di chi alleva. Grazie
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Ci sono due modi per affrontare questo argomento. Partendo dal dato archeologico, possiamo osservare che nella grande arte parietale delle caverne, che si sviluppò in area Franco-Cantabrica, anche con propaggini in Italia, tra circa 30.000 e 15.000 anni fa, non vi è traccia di cani, nonostante siano dipinte scene di caccia e numerosi animali preistorici, come mammut, cervi, lupi, leoni etc.. Questo fa pensare che il cane non fosse allora presente in Europa. Le prime figure che indubitabilmente ritraggono cani preistorici si datano intorno a 11-10.000 anni fa circa nell'arte rupestre del Levante spagnolo e del Deserto Libico. Sono scene che mostrano l'interazione tra cani slanciati e cacciatori muniti di arco e frecce, che collaborano nella caccia a mammiferi selvatici. I primi fossili di cani risalgono invece a 16-13.000 anni fa circa e sono rappresentati da due grossi crani senz'altro di cane recuperati presso capanne fatte di ossa di mammut in un accampamento preistorico in Bielorussia (Eliseievichi 1). Un altro fossile coevo, ma meno completo, viene dalla Germania, reperti di poco posteriori (12.000 anni fa circa) da Israele. Questi ultimi cani medio-orientali erano relativamente piccoli e ne fu supposta l'origine indipendente dal piccolo lupo arabo, mentre il grande lupo europeo sembrava essere correlato ai fossili russi e tedeschi. A partire da circa 10.000 anni fa, comunque, il cane era diffuso in tutta l'Eurasia, l'Africa ed il Nord America. La sua diffusione fu quindi estremamente rapida. Questo discorso archeologico, abbastanza logico, è stato di recente sconvolto da ricerche molecolari importanti, pubblicate a firma principale rispettivamente di Wayne e di Savolainen sulla rivista Science, nel 1997 e nel 2002. Queste ricerche dimostravano origini complesse dei cani dai lupi, nell'un caso spostando all'indietro i tempi d'origine dei cani sino ad oltre 100.000 anni fa, nell'altro relegando l'origine del cane alla Cina, tra 40,000 e 16.000 anni fa, da cui successivamente il cane si sarebbe diffuso in Europa. Questi lavori si basavano su un sistema di datazione detto "orologio molecolare", scandito dai tempi di mutazione del Dna. Questo cosiddetto orologio, in base a dati recenti, non è preciso per datare tempi misurabili in migliaia di anni, mentre può valere per dimensioni temporali più vaste. Quindi il problema del quando non può essere affrontato utilizzando questi lavori. Il dove, basato sulle affinità genetiche, indicava per Savolainen la Cina, in contrasto con il dato archeologico che indica l'Europa e l'Asia Occidentale. Questo può spiegarsi con il fatto che i dati genetici di Savolainen erano viziati dall'introduzione nello studio di numerosi cani asiatici di origini non controllate. Per ottenere dati sulla situazione antica, abbiamo quindi datato al radiocarbonio le ossa fossili dei cani e dei lupi preistorici da cui, con grande fatica, è stato possibile recuperare informazione genetica. Questo ci permette di dire che tra 15.000 e 10.000 anni fa l'Italia era popolata da lupi da cui furono tratti antenati dei cani. Noi abbiamo potuto dimostrare che l'origine del cane avvenne in più luoghi nel continente Euroasiatico, ma che pur essendo l'origine multicentrica, un ruolo importante fu svolto dall'Europa Meridionale ed Orientale. Le popolazioni di lupi che ancora sopravvivono in Bulgaria, Romania, Grecia, negli stati dell'ex Iugoslavia e nella Russia sud-occidentale sono quelle geneticamente più vicine ai cani ed in particolare sono geneticamente vicine a cani fossili recuperati in Italia. Anche i lupi fossili italiani sono vicini geneticamente o addirittura hanno sequenze di Dna corrispondenti a quelle presenti nei più importanti gruppi di cani attuali. Questo indica che le popolazioni di lupi che esistevano, alla fine dell'ultima glaciazione, tra 22.000 e 10.000 anni fa, nelle vaste steppe che occupavano l'Europa meridionale ed orientale, fornirono animali di sesso femminile, abbiamo studiato il Dna dei mitocondri, trasmesso solo dalle femmine, che contribuirono allo sviluppo dei cani. Il movimento dei lupi e degli uomini preistorici in queste steppe era facilitato dai bassi livelli marini, l'Adriatico infatti era una distesa stepposa in gran parte all'asciutto, solcata al centro dal fiume Po. Queste distese di steppe comprendevano le aree dei siti archeologici in cui sono stati rinvenuti i primi cani. Quindi un importante ruolo dei lupi e dei cacciatori preistorici europei nello sviluppo del cane. Per inciso, il nostro studio mostra anche che i lupi italiani di 10-15.000 anni fa erano geneticamente molto diversi tra di loro, cosa che contrasta con la situazione attuale in cui tutti i lupi italiani e francesi, che discendono dal lupo d'Abruzzo, derivano da una stessa madre ancestrale. Questo collo di bottiglia genetico è quindi l'effetto verosimile delle persecuzioni cui il lupo fu sottoposto in Italia per secoli. D'altra parte, l'Italia, e l'Abruzzo in particolare, hanno avuto un ruolo determinante nella conservazione del lupo in Europa, cui va dato atto. tratto da: http://www.asae-onlus.it/progetti/cani/addomesticamento.php
DOMESTICAZIONE ED EVOLUZIONE DEI CANI: DATI GENETICI, ...I dati paleogenetici ottenibili da resti biologici antichi sono
di necessità scarsi ed estremamente
Il Lupo addomesticato sconfisse i Neanderthal Corriere scienza. Nuova ipotesi di uno studioso Usa Nuova ipotesi di uno studioso Usa Il lupo addomesticato sconfisse i Neanderthal Questo avrebbe garantito una vita migliore Uno dei piu' accesi dibattiti della paleoantropologia moderna verte sulla causa dell' estinzione dell' uomo di Neanderthal, sostituito nei suoi territori (Europa e parte dell' Asia) dall' Homo sapiens sapiens, il nostro diretto antenato. Ora un biologo del California Institute of Technology, John Allman, pensa di avere la risposta: Homo sapiens sapiens ha potuto sbarazzarsi dei neanderthaliani, e di altre specie, grazie all' addomesticamento del lupo. Quando gli uomini moderni si affacciarono al di fuori della loro culla africana, si scontrarono con le popolazioni gia' esistenti nei territori che andavano occupando: in Europa e parte dell' Asia con i Neanderthal, nell' Asia orientale probabilmente con Homo erectus. Nel giro di poche migliaia di anni Homo sapiens ebbe la meglio in maniera completa. Come abbia fatto a liberarsi delle altre specie e' un interrogativo ancora aperto anche se, forse, la soluzione e' sotto gli occhi di tutti. In alcune aree europee si sono trovate le prove di una fase di convivenza e anche di una rapida sostituzione tra le due specie e in tutti i siti studiati e' risultata evidente una netta superiorita' tecnologica dei sapiens rispetto a quella dei Neanderthal. Quindi, e' forse sufficiente guardare a quello che e' accaduto e sta ancora accedendo - ad esempio - alle moderne popolazioni indie, che sono collassate appena sono entrate in contatto con gli europei, detentori di una tecnologia piu' avanzata. La capacita' di addomesticazione del lupo e il suo utilizzo come compagno di caccia potrebbe appunto rientrare in quel bagaglio "tecnologico" che determino' l' affermazione dei sapiens sapiens. Secondo John Allman, che ha divulgato le sue idee nel libro "Evolving brains", i sapiens, appena giunti in Europa, incontrarono i branchi di lupi e intuirono per primi i vantaggi di una alleanza con loro. In un processo durato migliaia di anni, i lupi si sono prima avvicinati ai campi degli uomini, sono stati catturati e pian piano addomesticati. Sfruttando la capacita' di caccia di questi predatori, i sapiens sapiens sarebbero riusciti a raggiungere un' efficienza di sfruttamento delle risorse ambientali che nessun' altra specie aveva raggiunto. E aumentare l' efficienza di caccia significa anche poter occupare piu' territori, migliorare le proprie condizioni di vita, e, infine, aumentare la velocita' di riproduzione. E chi si riproduce piu' velocemente, dice l' ecologia evoluzionistica, ha la meglio sulle specie con cui entra in conflitto. L' ipotesi di Allman e' sostenuta anche dalla scoperta compiuta due anni fa da Robert Wayne, dell' Universita' di Los Angeles, che ha dimostrato, con lo studio del DNA mitocondriale del lupo e del cane, che quest' ultimo non e' altro che un lupo addomesticato. Secondo lui, il primo contatto tra lupo e uomo risale a oltre centomila anni fa, molto prima di quanto pensassero gli zoologi. Ed e' proprio il periodo in cui Homo sapiens sapiens raggiunse l' Europa. Ferrari Marco -Pagina 22 - (31 gennaio 1999) - Corriere della Sera
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In viaggio con il Lupo "Il lupo apparirà davanti a
te. Prendilo come tuo fratello, È un canto funebre rumeno, recitato ancora nei primi del ‘900. La visione del Lupo come psicopompo, cioè guida verso
l’aldilà, è antica quanto le origini dell’uomo;
lo testimoniano anche i ritrovamenti di urne cinerarie a foggia cinocefala,
attribuite alla culture indo-europee. Una visione molto diversa da come
oggi la nostra cultura considera il Lupo: come siamo giunti ad un tale
cambiamento e cosa ha indotto l’uomo a considerare l’Animale
da compagno a minaccia da sterminare? I più recenti studi etologici
ci consegnano l’immagine di un essere mite, monogamo, sollecito
con la prole, dotato di comportamenti sociali e non aggressivo nei confronti
dell’uomo. Una creatura, tutto sommato, piuttosto diversa dall’immagine
leggendaria di malvagio e sanguinario predatore che l’uomo gli
ha cucito addosso nei secoli. L’uomo primitivo migrò col Lupo durante le glaciazioni, dall’America del Nord, all’Eurasia, accompagnando le stirpi indo-arie nella loro diffusione nell’Europa e nel sub-continente indiano. Nell’allora sistema sociale di tipo nomade (cacciatori – raccoglitori) il Lupo era un competitore che, nella medesima nicchia ecologica, perseguiva le stesse prede; ma era più abile, perché più veloce, dotato di sensi più acuti, con un’invidiabile visione notturna e “armato” dalla natura con zanne e artigli. L’uomo, pur rivaleggiando con lui, lo venerava quale mirabile esempio di predatore, dal quale carpire tattiche ed astuzie. Il cacciatore, per eccellere nel suo intento, doveva perciò ingraziarsene lo spirito che, nelle culture sciamaniche, avveniva per via emulativa; vale a dire facendosi “colmare” dall’essenza della bestia sino ad assumerne il comportamento, l’aspetto e fin’anche i poteri. Questo fu, con ogni probabilità, il primo esempio di “licantropia”: ovvero la capacità umana di trasformarsi (col sussistere di certe condizioni) nel proprio animale totemico, nel nostro caso il Lupo. La trasformazione avveniva (e continuerà ad avvenire, come vedremo, almeno sino al X secolo) tramite rituali estatici che prevedevano l’emulazione delle movenze ferine e l’assunzione di specifiche sostanze (funghi sacri, piuttosto che alcol o bevande a base di erbe); indossando la pelle dell’animale se ne assumeva l’aspetto e le movenze, grazie all’ingestione della “sostanza sacra” se ne acquisiva la spiritualità, la forza ed il coraggio. Ora lo sciamano era la divinità-lupo che guidava danze propiziatorie piuttosto che la caccia stessa, come sembrano dimostrare alcune pitture rupestri. Agli albori dell’Età del Bronzo la maggioranza delle stirpi adottava ormai uno schema sociale di tipo stanziale, basato su: agricoltura, caccia ed artigianato, con culti femminili e “lunari”, incentrati sui riti di fertilità e scanditi dalle lunazioni che cadenzavano una vita sociale basata su ritmi stagionali tipici della forma societaria stanziale. L’incontro tra queste numerose realtà con
le popolazioni nomadi, il cui culto virile si basava su immagini solari
e sciamaniche, diede luogo ad un’affascinante fusione di culture
alla cui base stanno i numerosi “miti degli inizi” che vedono
il Lupo quale protagonista. Febo e Artemide (rispettivamente legati
a Sole e Luna) che vennero partoriti da Latona, trasformata in Lupa.
I Sabini stessi si proclamavano “figli del Lupo” ed è
per questo, forse, che ad una Lupa venne affidata la protezione ed il
sostentamento dei divini gemelli Romolo e Remo, fondatori di Roma. Ancora
più a Sud lo stesso Osiride, dopo lo smembramento del suo corpo
ad opera del malvagio fratello, rinasce sotto forma di canide. Infine
anche nella cultura mongola il Lupo Celeste è progenitore di
eroi, l’ultimo dei quali fu il noto Gengis Khan. Cito, a tal proposito, i lupercali dell’antica Roma dove i seguaci del Dio Luperco (attorno a metà febbraio) percorrevano seminudi le vie dell’urbe percuotendo le donne in età fertile con corregge di pelle, rievocando così gli albori della fondazione della Città trasfigurati nell’evidente rituale di fecondità e rinascita praticato. Il Lupo tuttavia non si limitò ad incarnare i miti
di nascita e fecondità, già ai primordi dell’età
del ferro le culture guerriere norrene e mitteleuropee consideravano
il Lupo (e suoi totemici parenti, quali l’Orso ed il Cane) come
modelli di coraggio e possanza: simboli di una casta guerriera d’elité.
Riassumendo le varie fonti giunte sino a noi (la maggior parte tardive
e contaminate dalla fede cattolica dei redattori) siamo in grado di
tracciare un profilo plausibile di quello che poteva essere un Ulfhednar
(guerriero-lupo) o un Berserkr (guerriero-orso) e la loro evoluzione
nell’ambito dell’Europa. Impossibile a questo punto trascurare la progressiva trasformazione della figura del Lupo in un elemento temibile, a tratti inquietanti e comunque legato ad un’azione violenta (quella guerriera, appunto). Del resto simile metamorfosi avviene anche presso il Monte Liceo, in Arcadia, presso il quale si compivano riti di antropofagia in onore dell’animale. Qui è lo stesso Giove ad “intervenire” e condannare Licaone (capo spirituale di tale culto) alla dannazione, folgorandone la reggia e tramutando lo stesso re in Lupo. Già dall’evo antico quindi la figura lupesca assume connotazioni chiaramente minacciose ed esecrabili dove il regno dei morti è sorvegliato da Cerbero (lupo a tre teste) e Ade, sovrano degli inferi, indossa una pelle di Lupo che gli dona l’invisibilità. Anche presso gli Etruschi il Re dell’oltretomba (Ajita) indossa il medesimo pellame e, presso i Celti, il Lupo è carnivoro funebre e lo si rappresenta seduto sui posteriori nell’atto di divorare un uomo. L’evoluzione culturale rende scomoda e pericolosa
la vecchia immagine del Lupo Maestro alla quale si compivano sacrifici
propiziatori, trasformandoli, a poco a poco, in gesti di scongiuro:
non si prega più perché il Grande Predatore interceda
ma perché sia lontano. Ed anche lo Sciamano, che assumeva in
se lo spirito della tribù, si trasforma in creatura esecrabile,
gettando le fondamenta per il futuro stregone dedito a culti infernali. Nell’Europa cinquecentesca la figura dell’Uomo-Lupo era ormai inesorabilmente legata con quella dello stregone schiavo del demonio; giunge così alla parabola più bassa il mito del Lupo: trasformato da Spirito tutelare e guida delle Anime a demone da evocare quale trastullo di Satana o per soddisfare la sete di sangue grazie al camuffamento animalesco. E sarà in questo status, in cui il sacro ha dato luogo al bestiale, che prenderanno vita le innumerevoli leggende, racconti e fiabe legate al Lupo Mannaro ed alle sue trasmutazioni nelle notti di plenilunio. Con buona pace dell’Inquisizione la figura del Lupo Mannaro ha la sua massima diffusione in Europa tra il quattrocento e seicento; in questi anni infatti assistiamo ad una vera e propria epidemia di licantropismo al quale vengono attribuite tutte le caratteristiche ed i sintomi utili all’identificazione ed allo sterminio di tale razza satanica. Diviene licantropo chi nasce in occasione di festività cristiane importanti (perché il suo venire in un tempo sacro è vista una profanazione), ma anche dormire a volto scoperto sotto la luna non lascia scampo alla trasformazione. Più spesso si diventa Lupi Mannari per intercessione diretta del Diavolo, che così da origine ad un manipolo di schiavi per il Sabba scegliendoli, ovviamente, tra persone dalla condotta esecrabile. E poi ancora la persona suscettibile di trasformazione era riconoscibile da alcune peculiarità: corpo eccezionalmente peloso, occhi iniettati di sangue, dentatura ferina e comportamento irascibile. E potremo continuare per molto con miti e leggende create dall’ignoranza popolare e dall’astuzia del braccio inquisitorio. Dopo secoli e secoli di ininterrotta persecuzione il Lupo
oggi sopravvive a stento in poche aree protette, costantemente monitorate
contro la stupidità e nefandezza dell’animo umano. Un Lupo
che negli ultimi anni pare incrementare a fatica il proprio numero di
esemplari, quasi volendo dimostrare che, nonostante le crudeltà
e l’immagine temibile attribuitagli, Lui ancora c’è.
Pronto a riassumere il ruolo che gli spetta: compagno, guida, amico
e coraggioso aiutante. Helvarr di Bibrax da http://www.bibrax.org
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Quel che spinge un animale a formare un branco, può dipendere da più fattori. Il nutrimento - un lupo da solo può uccidere un cervo, correndo molti rischi e impegnando notevole fatica; un cervo pesa circa 70 kg. e a lui ne bastano una decina per nutrirsi; con una simile preda quindi si possono soddisfare 7/8 soggetti. Un alce del peso di 400 kg. circa può sfamare un intero branco per giorni e giorni.. La difesa del territorio - è fondamentale per la sopravvivenza tenere lontani dalla tana e dal cibo altri predatori. La delimitazione del territorio, viene segnalata dai lupi, con rimarchi odorosi e visivi. La difesa della cucciolata - dalla progenie deriva la nuova forza. Tutti i membri del branco collaborano per il sostentamento della femmina Alfa - mamma dei cuccioli - e dei suoi piccoli. La scissione di un branco può avvenire per motivi di sovraffollamento (più di 10 elementi in un territorio scarso di selvaggina); nel periodo degli amori (non potendo soddisfare il proprio istinto, i giovani lupi decidono di staccarsi per andare alla ricerca di una compagna e dar vita, a loro volta, ad un nuovo nucleo familiare. I legami affettivi che hanno stretto con il vecchio branco, possono però rimanere forti. Incontrandosi nuovamente, può accadere che le due famiglie si riuniscano in un grande branco o comunque vivano a stretto contatto nel rispetto gli uni degli altri); con il sopraggiungere della vecchiaia (l’emarginato segue il branco a distanza controllata e si nutre dei resti di cibo). Il branco - Animali rispettosi della legge e delle autorità. La saggezza dei lupi sta nell’unirsi per sopravvivere e per continuare
a lasciare le proprie impronte sulla terra. La natura sociale del lupo, questa sua evoluzione per la vita di branco, con le necessarie qualità “sociali” (la capacità di comunicare, di vivere fianco a fianco, di sopire la propria aggressività impulsiva, di collaborare per l’allevamento dei cuccioli, di cooperare nella caccia), ha consentito lo sviluppo del processo evolutivo da lupo a cane. L’intera vita di un lupo è motivata da un altissimo senso
altruistico, tipico di animale perfettamente socializzato. Anche il cane sa che la famiglia umana nella quale si trova, è la sua vita. Per questo si piega a qualunque soluzione pur di restarvi, accettando anche maltrattamenti di ogni genere. Basti pensare al cane abbandonato che in qualunque modo gli è possibile, cerca di tornare da chi lo ha tradito.
La struttura sociale richiede un grado di interazione elevatissimo:
la caccia, il mantenimento dei territori, le gerarchie e l’insegnamento
ai giovani. Tali interazioni sono consentite da un sistema di comunicazione
molto complesso e allo stesso tempo semplice e naturale. L’ugual
messaggio, a seconda della posizione gerarchica, richiede una diversa
forza di trasmissione. Quel che il leader comunica con un cenno, da
un subalterno deve essere trasmesso con forza ed insistenza. Segnali olfattivi - l’olfatto è estremamente sviluppato
e di vitale importanza: per stanare la preda, per conoscere un simile,
per riconoscere un membro del branco, per segnare il territorio, per
evitare invasioni, per camuffarsi… “Apprendimento = mutamento individuale temporaneo o definitivo di un modulo comportamentale innato dovuto alle esperienze fatte a contatto con l’ambiente”. “Il menù di un lupo va dai funghi alle bacche ai topi e su, su fino ad animali grossi e combattivi quali l’alce e il bisonte. Di prede di questo genere non si riesce ad aver ragione con il solo istinto, si rivela invece molto più opportuna una specifica attitudine all’apprendimento. (…)E.Trumler - Il cane preso sul serio. L’effettivo progresso si ha quando sia possibile trasmettere alle generazioni successive quanto il singolo individuo è riuscito ad apprendere. Perché sia possibile trasmettere ai discendenti quanto si è appreso, deve esistere in questi una predisposizione all’apprendimento. Ma questa predisposizione è possibile solo se vi è un’accettazione dell’esperienza di chi è più anziano. (…) Il riconoscimento dell’autorità è decisamente il principio portante di tutte quelle forme nate per vivere in società.(…) A tali forme appartengono le specie di cani gregari e l’uomo.” E.Trumler - Il cane preso sul serio.
Tecniche di caccia Questa tipologia di cibo può essere procurata in solitaria, per gli ungulati bisogna agire in branco. La ricerca del soggetto giusto può iniziare anche da una distanza
che non è alla portata della vista, il lupo infatti è
in grado di capire, passando sul pascolo precedentemente calpestato
dagli ungulati, se esistono animali di adeguata portata, anche solo
dalla perlustrazione dell'erba biascicata, un esempio: la bocca di un
soggetto anziano, lascia segnali visivi e olfattivi particolari. Similitudini fra Lupo e Cane Possiamo qui riconoscere, le gesta dei cani caccia e dei conduttori
di greggi, senza l’esito finale naturalmente. Il cane da caccia
si limiterà a segnalare la selvaggina e il cane da pastore a
ricondurre l’individuo smarrito. Per evitare lo scempio finale,
i cani dovranno essere seriamente inibiti dal proseguire l’opera. Le caratteristiche di razza – ogni razza selezionata dall’uomo, segue uno schema di attributi fisici e mentali di cui bisogno sempre fare riferimento allo schema neotenico ma in più ci sono delle varianti che rimangono utili allo svolgimento del lavoro del cane stesso. Es.: un breton – cane da caccia inseguitore e stanatore, quindi decisamente predatore ovvero terzo stadio, ma le orecchie sono lunghe e pendenti. L’uomo l’ha selezionato così perché è un cane che deve intrufolarsi nelle sterpaglie, i ramoscelli rimangono impigliati al pelo delle orecchie e non si infilano nel canale uditivo, in più quando il soggetto è con la testa china al suolo, le orecchie gli fanno da imbuto, in questo modo l’odore s’incanale risultando più forte. L’aggressività e il possesso sono stati invece sopiti e la ragione mi sembra ovvia. Il linguaggio Sottomissione: passiva - mostrare l’addome in modo tale per poter esser esaminati (sottomissione totale); attiva - insieme di posture e movimenti giocosi simulando quelli dei cuccioli alla vista di un adulto. Aggressione - paura e attacco – Lorenz aveva schedato una serie
di combinazioni mimiche per riconoscere lo stato d’animo di un
lupo. In situazione neutrale le orecchie sono erette, la bocca serrata,
il pelo dorsale accostato al corpo, la coda in riposo. Con il sopraggiungere
della paura, le orecchie vengono portate all’indietro fino a schiacciarsi
contro il cranio. Aumentando l’aggressività, la bocca si
apre, le labbra si sollevano e vengono mostrati i denti. Crescendo la
paura crescono i ringhi e gli abbai acuti. Tutto ciò può
avvenire anche simultaneamente. La paura è segno di debolezza
e l’aggressività che scaturisce da essa, è mostrata
in modo tale, per spaventare l’avversario. Se ciò non fosse,
l’avvisaglia sarebbe molto meno appariscente e rumorosa. Inibizione a mordere – nel momento in cui decide di attaccare,
ogni lupo è consapevole del fatto che può essere morso
a sua volta; poiché ogni ferita mette a repentaglio la vita,
il timore di prenderle inibisce l’aggressività. I soggetti
sottomessi attuano la mimica infantile per frenare l’aggressore;
la risposta che possono ricevere è di tolleranza e quindi di
desistenza; oppure rispondono all’attacco, questo dipende dalle
esperienze vissute in precedenza - la paura di essere morsi fa salire
l’aggressività – e dalla motivazione dell’attacco
– presa di posizione. Dominanza - il soggetto è in piedi, rigido, la coda è
alta, con lo sguardo fisso scruta un subordinato – privilegio
di elementi di alto rango. La risposta appropriata del lupo che viene
fissato, è quella di distogliere immediatamente lo sguardo e
ritirarsi. I lupi di alto rango possono atteggiarsi anche in modo meno
pacifico. La postura del corpo è simile. In aggiunta abbiamo
il pelo sulla dorsale eretto, la coda vibrante, le labbra sollevate
a scoprire i denti e dal profondo si ode un ringhio cupo. L’animale
si muove lentamente. L’impressione che dà è di auto-caricamento.
E ancora, un dominante può assumere una postura di punta, a terra,
raccolto come se dovesse lanciarsi su una preda; tale attacco difficilmente
viene concretizzato, è usato in linea di massima verso individui
estranei. Gioco - attività ludica fine a se stessa - gioco solitario.
I cuccioli imparano a dominare meglio i propri movimenti. Il saluto – ogni lupo, dall’ultimo salendo la scala gerarchica,
esibisce movenze di sottomissione attiva (entusiastici colpetti, leccamenti
delle labbra – comportamento del cucciolo che chiede cibo), per
mostrare affetto, riconoscenza, amicizia… ciò permette
di rigenerare i legami inibendo reazioni negative nei propri confronti.
La risposta che ne consegue è, generalmente, di benevola superiorità.
La conclamazione di rinsaldo a conferma della stabilità del branco,
si può apprezzare nella cerimonia di gruppo, nella quale tutti
i membri si riuniscono attorno al leader toccandolo con il muso, sfiorandolo
e leccandolo sulla faccia. Questa cerimonia di saluto festoso, avviene
più spesso quando il maschio Alfa torna dopo breve assenza, o
quando i lupi sono stati temporaneamente separati, con minor evidenza
quando viene fiutata la traccia di una preda, prima di iniziare l’inseguimento.
Dati questi presupposti, è raro che un lupo dominante, debba imporsi su un suo inferiore, utilizzando qualcosa di più serio di una minaccia. Tratto dalle dispense del corso: Primi Passi verso la Conoscenza del Cane - Paolo Caldora e Barbara Tullio
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L'uomo contro il Lupo - da amico a nemico per paura di perdere il potere …La persecuzione e lo sterminio perpetrato ai danni del lupo
hanno origini medioevali, causate dal non saper più discernere
con chiarezza l’antico e mitizzante significato di questo animale
nel linguaggio arcaico. Il prevalere del terrore e dell’aspetto
negativo nell’immaginario popolare portò l’Europa
del Medioevo a inventare le più crudeli strategie di caccia per
sterminarlo. Unica eccezione leggendaria quella del lupo di Gubbio,
ammansito da Francesco d’Assisi, santo che ricordava sapienzialmente
come dialogare con tutti: il lupo visse tranquillo e non più
temuto, ma anzi nutrito e accudito da un’intera comunità. Articolo della professoressa Barbara Spadini Per leggere l’articolo completo: http://vocedellafogna.wordpress.com/2010/11/07/nell%E2%80%99orma-del-lupo-seconda-e-ultima-parte/ * * * IL LUPO E L'UOMO http://digilander.libero.it/alatna66/i%20lupi%20e%20l'uomo.htm * * * CACCIA AL LUPO SIBERIANO… L`ENNESIMA GUERRA Archiviato in: Notizie dal mondo, Pensieri e Riflessioni
— Valerio Russo 2 Febbraio 2010 @ 12:10 http://www.eticanaturale.altervista.org/?p=148 * * * Torna il lupo carico di pregiudizi e leggende Il predatore giunge da est dove le popolazioni, favorite
dalle leggi di protezione e dall’allargamento dell’habitat,
sono in espansione. Umberto Sarcinelli http://guide.supereva.it/parchi_naturali/interventi/2005/02/197191.shtml
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Puoi trovare alcune Leggende Indiane sul Lupo nel sito www.canelupodisaarloos.eu alla voce "leggende"
Giobbe Covatta - Cappuccetto Rosso Vedete bambini, non è difficile scrivere una favola. La nonna di Cappuccetto Rosso vive nel bosco e tiene novantacinque
anni. La mamma di Cappuccetto Rosso è un'altra scimunita. Arrivata nel bosco incontra il lupo più imbecille della storia
del WWF, che non se la mangia ma chiede ansioso: "Dove vai bella
bambina?" - "Dalla nonna" risponde lei. Arriva alla casetta e bussa. E qui abbiamo la conferma che la nonna è completamente arteriosclerotica: mò, pure se Cappuccetto Rosso tiene la voce di Fausto Leali durante una crisi d'asma, come può la nonna confonderla con un lupo? A questo punto il lupo entra e si mangia la nonna. Qui avviene il capolavoro della storia. Arriva Cappuccetto Rosso, che i più intimi chiamano Einstein per la sua intelligenza pronta e vivace, entra, guarda il lupo e invece di chiamare il 113, oppure dirgli: "Imbecille, come ti sei combinato, hai perso completamente tutta la dignità di lupo, guarda là, sembri Ave Ninchi", come reagisce??? Dice: "Oh, nonna, che peli lunghi che hai!" Ora bambini: chiunque di voi possieda un cane provi a mettergli una
cuffia e un paio di occhiali da vista e veda se somiglia alla nonna!
Se sì, fate abbattere vostra nonna o consegnatela alle autorità.
UN POPOLO CHE HA SEMPRE RISPETTATO IL LUPO RISPOSTA DI CAPO SEATTLE DEGLI SUQUAMISH AL GOVERNATORE BIANCO ISAAC STEVENS IN UNA FREDDA GIORNATA DI DICEMBRE DEL 1853. Ogni pezzo di questa terra è sacro per il mio popolo. Ogni lucente ago di pino, ogni tenera riva, ogni vapore negli oscuri boschi, ogni raduna, ogni insetto ronzante, sono sacri, nella memoria e nell'esperienza del mio popolo.
La linfa che scorre negli alberi porta con sè i ricordi dell'uomo rosso. I morti dell'uomo bianco dimenticano il luogo della propria nascita quando camminano tra le stelle. I nostri morti non dimenticano mai questa bellissima terra. perchè essa è la madre degli uomini rossi. I nostri morti continuano ad amare e a ricordare, i rapidi fiumi della terra, le scintillanti increspature sulla superficie degli stagni, gli sfarzosi colori degli uccelli. Noi siamo parte della terra ed essa è parte di noi.
il cervo, il cavallo, la grande aquila, questi sono nostri fratelli. Le creste rocciose, gli spiriti dei prati, il calore del corpo del cavallo e l'uomo appartengono tutti alla stessa famiglia. Così quando il Grande Capo di Washington ci fa sapere che desidera comperare la nostra terra, ci chiede tanto. Su quello che Capo Seattle dice, il Grande Capo di Washington può contare, così come i nostri fratelli bianchi possono contare sul ritorno delle stagioni. Le mie parole sono come le stelle. Esse non tramontano.
Questo è gentile da parte sua. Così noi valuteremo la vostra offerta di comperare la nostra terra. Non sarà facile. Per noi la terra è sacra. Noi siamo felici nei boschi e sui torrenti che scorrono veloci. L'acqua che pulsa nei ruscelli non è acqua, ma il sangue dei nostri antenati. Se vi venderemo la nostra terra, dovrete ricordarvi che essa per noi è sacra, e dovrete insegnare ai vostri figli che essa è sacra. Ogni riflesso spettrale sulla limpida acqua dei laghi racconta eventi e memorie della vita del mio popolo. Il gorgoglio dell'acqua è la voce del padre di mio padre. I fiumi sono nostri fratelli; essi spengono la nostra sete. I fiumi, nel tenero abbraccio delle loro rive, trasportano le nostre canoe dove essi vogliono. Se venderemo la nostra terra, dovrete ricordare e insegnare ai vostri figli che i fiumi sono nostri fratelli, e vostri, e voi dovrete d'ora innanzi trattare i fiumi con la stessa gentilezza con la quale trattereste un vostro fratello.
Ci penseremo su. L'uomo rosso ha sempre indietreggiato all'avanzare dell'uomo bianco, come la bruma sui pendii montani fugge davanti al sole del mattino. Per noi le ceneri dei nostri padri sono sacre. Le loro tombe sono terreno consacrato, e così queste colline, questi alberi. Questa parte di terra per noi è sacra.
Per lui ogni pezzo di terra è uguale a un altro, poichè egli è un vagabondo che arriva di notte, e prende dalla terra tutto ciò di cui ha bisogno. La terra non è sua sorella, ma il suo nemico, e quando nella lotta risulta vincitore, se ne va. Si lascia alle spalle le tombe dei suoi padri, e non gliene importa. Toglie la terra ai suoi figli. E non gliene importa. Le tombe dei suoi padri e il diritto di nascita dei suoi figli vengono dimenticati dall'uomo bianco, che tratta sua madre la terra e suo fratello il cielo alla stregua di cose da comperare, depredare, e vendere come si fa con le pecore, il pane o le perline luccicanti. In questo modo, i cani dell'avidità divoreranno la fertile terra e lasceranno solamente un deserto.
E la coda diventa sempre più corta. Le nostre usanze sono diverse dalle vostre. Noi non viviamo bene nelle vostre città, che sembrano un'infinità di nere verruche sulla faccia della terra. La vista delle città dell'uomo bianco fa male agli occhi dell'uomo rosso come la luce del sole che colpisce gli occhi di chi emerge da una grotta buia. Nelle città dell'uomo bianco ci si sforza sempre di superare in velocità una valanga.
Ma che senso ha di vivere se non si riesce a sentire il verso solitario del tordo o il gracidare delle rane di notte intorno ad uno stagno? Ma io sono un uomo rosso e non capisco. Io preferisco il vento che dardeggia sulla superficie di uno stagno e il profumo del vento stesso, purificato da uno scroscio di pioggia a mezzogiorno. L'aria è preziosa per l'uomo rosso, perchè tutte le cose condividono lo stesso respiro; gli animali, gli alberi, e l'uomo, partecipano tutto dello stesso respiro. L'uomo bianco non si preoccupa dell'aria fetida che respira. Come un uomo che ormai soffre da molti giorni, è insensibile al tanfo.
dovrete ricordare che per noi sono preziosi l'aria, e i nostri alberi, e gli animali. Il vento dona all'uomo il suo primo respiro e riceve il suo ultimo respiro. E se noi venderemo la nostra terra, voi la preserverete come isola sacra, come un luogo dove persino l'uomo bianco può recarsi per sentire il profumo del vento addolcito dai fiori di campo.
Se decideremo di accettare, in questo momento voglio porre una condizione: l'uomo bianco deve trattare gli animali di questa terra come fratelli. Mi hanno raccontato di migliaia di bisonti lasciati a imprudire nelle praterie dagli uomini bianchi che avevano sparato loro da treni in corsa. Io non capisco. Per noi gli animali sono nostri fratelli, e noi uccidiamo solo per sopravvivere. Se noi venderemo all'uomo bianco questa terra, egli deve fare la stessa cosa, perchè gli animali sono nostri fratelli. Che cosa è l'uomo senza gli animali? Persino il lombrico mantiene soffice la terra perchè l'uomo possa camminarci. Se tutti gli animali scomparissero, gli uomini morirebbero a causa della grande solitudine. Perchè tutto ciò che succede agli animali, succede all'uomo perchè noi tutti partecipiamo dello stesso respiro.
Non mandate uomini a chiederci di decidere in fretta. Noi decideremo con i nostri tempi. Se dovessimo accettare, in questo momento pongo una condizione: non ci verrà mai negato il diritto di camminare delicatamente sulle tombe dei nostri padri, delle nostre madri e dei nostri amici, né l'uomo bianco potrà profanare queste tombe.
Allora l'acqua cadrà lievemente sui verdi germogli e filtrerà lentamente in basso per inumidire le labbra riarse dei nostri antenati e spegnere la loro sete. Se vi venderemo questa terra, voglio porre subito questa condizione: dovrete insegnare ai vostri figli che la terra sotto i loro piedi risponde più teneramente ai nostri passi che ai vostri, perchè è ricca delle vite dei nostri simili. Insegnate ai vostri figli ciò che noi abbiamo insegnato ai nostri, che la terra è nostra madre. Tutto ciò che accade alla terra, accade ai figli della terra. Se gli uomini sputano sulla terra, sputano su se stessi. Questo noi lo sappiamo. La terra non appartiene all'uomo bianco, l'uomo bianco appartiene alla terra. Questo noi lo sappiamo. Tutte le cose sono legate come il sangue che unisce la nostra famiglia. Se noi uccideremo i serpenti, i topi selvatici si moltiplicheranno e distruggeranno il nostro mais.
Tutto ciò che accade alla terra accade ai figli e alle figlie della terra. L'uomo non ha intrecciato il tessuto della vita; ne è solamente un filo. Tutto ciò che egli fa al tessuto, lo fa a se stesso. No, il giorno e la notte non possono vivere insieme. Valuteremo la vostra offerta.
" Che cos'è che l'uomo bianco vuole comperare?" Per noi quest'idea è strana. Come si può comperare o vendere il cielo, il calore della terra, la velocità dell'antilope? Come possiamo vendervi queste cose? E voi, come potete comperarle? La terra diventa forse vostra per farne ciò che volete semplicemente perchè l'uomo rosso firma un pezzo di carta e lo da all'uomo bianco? Se noi non possediamo la freschezza dell'aria e lo scintellio, voi, come potete comperarli da noi? Potete forse ricomperarvi il bisonte quando ormai l'ultimo è morto? Ma noi valuteremo la vostra offerta. Nel suo fugace momento di forza, l'uomo bianco pensa di essere un dio che può trattare sua madre, la terra, e fiumi, che sono suoi fratelli, e i suoi fratelli rossi come gli pare. Ma l'uomo che comprerebbe e venderebbe la propria madre i propri fratelli e le proprie sorelle, brucerebbe i propri figli per stare al caldo.
Il giorno e la notte non possono vivere insieme. La vostra offerta sembra equa, e penso che la mia gente l'accetterà e andrà nella riserva che le avete destinato. Vivremo separati, e in pace. Le tribù sono fatte di uomini, nulla più. Gli uomini vanno e vengono come le onde del mare. Anche i bianchi dovranno scomparire; forse prima di tutte le altre tribù. Continuando a insudiciare il letto in cui dorme, una notte l'uomo bianco soffocherà nella propria sporchizia.
infiammato dalla forza del dio che lo condusse su questa terra e che, per qualche scopo preciso, gli diede il potere su di essa. Per noi questo destino è un mistero, perchè non riusciamo a capire che cosa può mai diventare la vita quando tutti i bisonti sono stati massacrati, tutti i cavalli selvaggi domati, gli angoli della foresta sono oppressi dall'odore di molti uomini, e il panorama delle colline rovinato dai cavi del telegrafo. Dov'è il boschetto? Sparito. Dov'è l'aquila? Sparita. E che cosa significa dire addio al cavallo veloce e alla caccia? La fine della vita e l'inizio della sopravvivenza.
sui boschi e sull'uomo rosso, per qualche scopo preciso, ma questo destino è un mistero per l'uomo rosso. Noi forse potremmo arrivare a capire se sapessimo che cosa sogna l'uomo bianco, quali sono le speranze di cui parla ai propri figli nelle lunghe notti d'inverno, quali sono le visioni che marcano a fuoco i suoi occhi e che questi desidereranno all'indomani. I sogni dell'uomo bianco sono ignoti, noi ce ne andremo sulla nostra strada.
Se accetteremo, sarà per assicurarci la riserva che ci avete promesso. Là, forse, potremo trascorrere come desideriamo i pochi giorni che ci restano. C'è poco in comune tra noi. Se vi venderemo la nostra terra, essa si riempirà dei giovani audaci, delle teneri madre, delle donne sagaci, e dei bimbi che un tempo vivevano ed erano felici quì.
mentre i nostri morti ritornano alla terra che amano. L'uomo bianco non sarà mai solo a meno che, in un lontano futuro, non distrugga le montagne, gli alberi, i fiumi e l'aria. Se sulla terra si dovesse arrivare a questo, e gli spiriti dei nostri morti, che amano la terra, non desiderassero più ritornare a trovare i propri cari, allora in quella luce accecante di mezzogiorno che ferisce gli occhi l'uomo bianco camminerà nel suo deserto nella più grande solitudine. tratto da http://www.umbertoarciero.it/index.php?page=pellerossa
In difesa del Lupo - Jim & Jamie Dutcher Senator John Kerry invites you to join Jim and Jamie Dutcher, the Board of Directors and the staff of LIVING WITH WOLVES for the debut exhibit of A collection of large photographs uniquely capturing wolf behavior at the Russell Senate Office Building Rotunda April 11-15, 2011
Hours: April 11th -12th and 14th-15th 8 a.m. to 7 p.m. April 13th 8 a.m. to 4 p.m.
Please enter through the door on corner of Constitution Avenue and Delaware Avenue. Handicapped access by elevator through first door on left on Delaware Avenue.
By car: nearest public parking at Union Station, three blocks away By Metro: Union Station stop
THE TRUTH ABOUT WOLVES
THE ENDANGERED SPECIES ACT IN PERIL Congressional removal of wolves from Endangered Species protection sets a precedent of prioritizing politics over science, contrary to biological reintroduction benchmarks wisely set forth in the Endangered Species Act.
If wolves can be removed by legislation driven by political pressure, any species considered "inconvenient" could be next, without scientific examination of facts.
FACT VERSUS FICTION ABOUT WOLVES A key driver of the delisting legislation and of anti-wolf sentiment is the perceived impact on elk hunting. There are natural fluctuations of elk population, influenced by many factors that include wolves, but the overall population of elk in states where wolves live continues to increase. Wolves are not decimating elk herds. However, elk have become more vigilant in the presence of wolves, making hunting more challenging.
Wolves, like any other predator, do not decimate their prey base. Predators and prey have evolved over millennia to coexist in the same territory. Nor do wolves kill for sport. The only animal that kills for sport is man.
Anotherleading cause of anti-wolf sentiment is the perceived impact on the ranching industry. Contrary to what is being said, wolf-livestock conflicts are greatly exaggerated.Wolf/livestock incidentsare down in Idaho by more than 35% since last year, and at the lowest levels in eight years in Wyoming. Solutions are readily available to solve conflicts between livestock and predators of all kinds, and are already successfully employed by numbers of Western and Canadian ranchers.
Wolves account for a nominal percentage of actual livestock mortalities. Deaths from birthing problems, from weather, and from disease and old age are far more prevalent, and have far more financial impact, but are often blamed on wolves without rigorous investigation. Deaths caused by other predators (coyotes, bears, mountain lions, etc.) often match or exceed those caused by wolves, but are frequently blamed on wolves as well.
A large and growing body of scientific research clearly illustrates the remarkable, undeniable and widespread ecological benefits that reintroduction of wolves has brought to the ecosystem of Yellowstone Park and other areas of the West.
Indiscriminate killing of individual wolves often leads to more problems, not fewer, as packs are broken up and disoriented.
Not one human being has been killed or attacked by wolves since they were reintroduced 16 years ago in the lower 48 states. Wolves are afraid of people.
WHY STATES AREN'T READY TO TAKE OVER WOLF MANAGEMENT If Congress circumvents the Endangered Species Act, and takes wolves off the list of protected animals, wolf management will be turned over to the states of Idaho and Montana. Both of these states have clearly indicated their intention to greatly reduce their wolf populations through methods that will include baiting, trapping and hunting. These suggested hunting quotas could easily lead to biologically unsustainable wolf populations, potentially sacrificing the nation's $35-million wolf recovery investment. Idaho has been particularly aggressive about their plans to kill wolves.
On the extreme end of radical legislative efforts, last week Idaho's House and Senate passed a bill (H 343) declaring a "disaster state of emergency" because of wolves in Idaho. The incendiary language includes statements such as, "The Idaho legislature finds that public safety has been compromised, economic activity has been disrupted and private and public property continue to be imperiled. The uncontrolled proliferation of imported wolves on private land has produced a clear and present danger to humans, their pets and livestock, and has altered and hindered historical uses of private and public land, dramatically inhibiting previously safe activities such as walking, picnicking, biking, berry picking, hunting and fishing."
Public input on this bill was intentionally truncated and biased. This "disaster state of emergency" is a politically motivated hoax. Clearly, Idaho has demonstrated that it is not ready to handle wolf management responsibly. This bill needs only Idaho Governor "Butch" Otter's signature to become Idaho law. He has already said that he liked what he saw.
WHY WOLVES ARE NOT LIKE ELK, DEER OR DUCKS Wolves live in family groups, with advanced social structures very similar to those found in elephants, whales, dolphins and gorillas. We have stopped hunting those animals for these very reasons.
It is tragic and ironic that wolves, the direct genetic forebears of our family dogs, are being once again subjected to brutal slaughter based on irrational, non-scientific fear and deliberate misinformation.
Ci sono tanti lupi al mondo, e vi chiederete perché parlo di uno di loro in particolare. Romeo è un lupo famoso, noto anche per ...
Il forum su Romeo - http://wildfangs.forumfree.it/?t=35615865 Il gruppo di Facebook - http://www.facebook.com/home.php?sk=group_12480405930
A 2011 Year-end Summary
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