3 gennaio 2018 - atrocità nel reatino NEW  

Il Lupo

“Il Lupo è un individuo sociale, quindi docile, duttile, intelligente. La natura sociale del Lupo, questo suo progredire per la vita di branco, la sua estrema disponibilità e coscienza verso ‘l’alleanza’ – la capacità di comunicare, di disporsi in maniera assennata affinché esista l’ordine, di controllare la propria indole aggressiva , di aiutare nell’allevamento dei cuccioli, di collaborare nella caccia – ha consentito il processo di addomesticamento, agevolando l’uomo nella trasformazione da Lupo a Cane.”

Cenni di storia

Già 15.000 anni fa, o forse più, l’uomo aveva iniziato questo splendido lavoro.
Sfruttò la curiosità di alcuni soggetti (lupi) verso gli accampamenti, e cercò di accattivarseli offrendo loro, avanzi di cibo. Una volta conquistatane la fiducia, li seguì nella caccia per imitarne le tecniche di predazione e cattura, al fine di perfezionare le proprie, oppure, per approfittare degli esemplari già catturati. Si servì delle loro voci e del loro comportamento all’avvicinarsi di un intruso, per mettersi in allerta e proteggere così gli insediamenti.
Nell’arco di “anni e anni” selezionò il Cane.
Ne modificò l’aspetto corporeo, per far ‘sì, che fosse più adeguato alle mansioni lavorative alle quali lo avrebbe destinato; ne modificò leggermente il carattere, alterandone o meno certune particolarità, sempre mirando ad uno specifico impegno operativo. Ma nella maniera più assoluta, non volle mutarne le qualità sociali.
Abbiamo ora, nel cane, alcune diversità nella crescita fisica e mentale a seconda della razza selezionata, ma non abbiamo, anche nelle razze più progredite, una completa crescita della personalità rispetto al progenitore lupo, vale a dire, l’evoluzione psicologica del cane si ferma allo sviluppo mentale di un lupo di un anno circa, non arriva cioè, allo stadio di maturità in cui, il branco ove è nato, comincia ad andargli stretto e così, tenta la scalata sociale per arrivare al posto di leader, o, nel caso in cui ciò non gli riuscisse, si stacca dal nucleo familiare, per formarne un nuovo.

- In ogni Cane si cela un giovane Lupo che ben si presta ad accontentare il suo capo-branco, a servirlo e onorarlo pur di avere la sua protezione e mantenere un posto all’interno del clan. -

tratto dal libro: 'Alfa, questa sconosciuta' di Barbara Tullio e Palo Caldora

Il Lupo - Canis Lupus

Il Lupo (Canis lupus, Linnaeus 1758) è un mammifero placentato appartenente alla famiglia dei Canidi, ordine sistematico dei Carnivori. Le dimensioni del lupo variano a seconda della sottospecie, ma generalmente questo animale ha la taglia di un grosso cane: i maschi, generalmente più grandi delle femmine, misurano da 135 a 170 cm di lunghezza, mentre l'altezza al garrese varia da 45 a 90 cm; 30-35 cm spettano alla coda. Il peso in genere è di 25-35 kg, anche se spesso raggiunge i 40-45 Kg.
Il mantello invernale ha pelo lungo e fitto e la colorazione tende al grigiastro, contrariamente a quello estivo in cui il pelame è corto, rado, poco denso e di colore marrone-rossiccio.
Una macchia bianca si estende ai lati del muso e sulle guance, mentre la punta della coda é nera. Nella popolazione italiana e in quelle mediterranee in genere, gli arti anteriori frontalmente sono sempre percorsi da una sottile striscia longitudinale scura. Le orecchie sono triangolari, arrotondate, erette e più corte che nel cane. Gli occhi sono in genere di colore giallo dorato o ambrato.
Il Lupo in tempi storici era comune e diffuso in tutto il Nord America e l'Eurasia, con l'esclusione di Indocina e Indonesia. Attualmente, sia per la persecuzione diretta da parte dell'uomo che per l'alterazione degli ambienti idonei, la distribuzione è notevolmente più limitata e frammentata e, in Europa, le popolazioni relitte sono confinate nella ex Unione Sovietica europea, nelle penisole balcanica, iberica e italiana.
In Italia, fino a pochi anni fa, la presenza del Lupo era limitata, con poco più di 100 esemplari, alle regioni centrali e meridionali, ma negli ultimissimi anni si è verificato un incremento demografico (attualmente gli individui stimati sono 380-500) e una notevole espansione dell'areale che ora comprende anche l'Appennino settentrionale ed i primi rilievi montuosi francesi.

Questa espansione è da attribuire, verosimilmente, a tanti fattori favorevoli:

1. La protezione legale della specie,

2. L'abbandono di molte aree montane e sub montane,

3. Il ritorno in molte aree dei grossi Ungulati selvatici.

Inoltre, l'espansione della popolazione balcanica di lupi, che ormai ha raggiunto il confine italiano, lascia prevedere una rapida colonizzazione anche delle Alpi orientali.

In Calabria, dove è sempre rimasto uno dei nuclei più consistenti della popolazione italiana, l'areale, che nel recente passato comprendeva il Pollino, la Sila e parte della Catena Costiera, si è espanso verso sud fino all'Aspromonte da dove era scomparso da alcuni decenni.
Le popolazioni isolate sopravvissute nell'Europa meridionale (Italia, Spagna e Balcani) soprattutto grazie alla presenza di ambienti relativamente aspri, selvaggi e poco sfruttabili da parte dell'Uomo e a pratiche pastorali meno intensive e più tradizionali, fondate più sulla difesa delle greggi che non sulla distruzione del predatore, rappresentano i centri di diffusione per la ricolonizzazione di almeno una parte dell'areale europeo centrale e meridionale da cui il Lupo é scomparso da lungo tempo.


Sottospecie

Esistono molte sottospecie, differenti a seconda di caratteristiche fenotipiche, genetiche e comportamentali, tra cui:

Cane - Canis lupus familiaris
E' la sottospecie da cui deriva il cane domestico.

Lupo europeo - Canis lupus lupus
E' la sottospecie più diffusa in Europa e in Asia, presente dalla Scandinavia all'Himalaya.

Lupo delle steppe - Canis lupus campestris
Vive nelle vaste steppe dell'Asia centrale. E' grigio-rossastro.

Lupo della tundra d'Eurasia - Canis lupus albus
E' presente nel nord della Russia e della Siberia, di colore chiaro.

Lupo della tundra - Canis lupus tundrarum
Vive nelle regioni dell'Alaska.

Lupo dei boschi o Lupo del Canada - Canis lupus lycaon
Presente in Canada e Stati Uniti, fu la prima sottospecie a essere identificata in America Settentrionale.La lunghezza varia dai 150 ai 180 cm, includendo anche la coda. Gli esemplari più grossi possono avere una coda anche lunga più di 50 cm, raggiungendo anche i due metri. L'altezza al garrese varia dai 65 agli 85 cm.
Il lupo dei Boschi riesce a raggiungere un peso superiore ai 45 Kg, l'esemplare maschio medio pesa attorno ai 35 Kg, mentre l'esemplare femmina medio pesa circa 30 Kg.Tipicamente, il Lupo dei boschi possiede una pelliccia color argento o grigio-marrone, e il pelo, nella sua parte inferiore ha un colore marrone-chiaro o color crema. Durante i mesi invernali il pelo tende a diventare più scuro.

Da ricordare anche Canis lycaon, ovvero il Lupo del Canada orientale, presente a est del Canada, da non confondersi col precedente. Originalmente si pensava che fossero lo stesso lupo, ma nuovi dati e test genetici hanno rivelato che i Lupi che occupano la regione del Parco Algonquin nel Canada sono specie molto diverse dai lupi dei Boschi, e che sono molto più imparentati con il lupo rosso Canis rufus.

Lupo del Nebraska - Canis lupus nubilus
Presente nelle Montagne Rocciose, in Canada e in Alaska, cacciato legalmente in parte del territorio canadese.

Lupo del Messico - Canis lupus baileyi
Presente in Messico e in parte del Texas e dell'Arizona; è stato reintrodotto in Arizona a partire dal 1998, allo stato attuale la popolazione selvaggia è di 35-50 individui.
La sua lunghezza non supera quasi mai i 135 cm. La sua altezza non supera quasi mai gli 80 cm e il suo peso varia dai 27 ai 45 Kg.
La sua pelliccia è di colore grigio, alcune volte, accompagnato da qualche tinta rossiccia.

Lupo bianco - Canis lupus arctos
Presente in Groenlandia e nell'Artico del Canada, dal tipico manto bianco o crema.
Sono lunghi circa dai 90 ai 150 cm includendo anche la coda, la loro altezza al garrese varia dai 65 agli 80 cm e il loro peso supera spesso i 45 Kg arrivando anche a superare gli 80 Kg negli esemplari completamente sviluppati.

Lupo appenninico - Canis lupus italicus
Presente nella Penisola italiana e in regime di protezione legale dal 1992, anno in cui è stato dichiarato "specie particolarmente protetta". Il lupo appenninico è più piccolo rispetto al lupo comune: il peso di un esemplare maschio si aggira attorno ai 30-35 Kg, mentre nell'esemplare femmina il peso è di circa 20-25 Kg. La lunghezza media è di circa 120 cm, mentre l'altezza media è di circa 50-70 cm. Il pelo è di colore grigio-marrone. A partire dagli inizi del '900, incominciarono le persecuzioni nei confronti del lupo degli Appennini. Rapidamente, la popolazione diminuì di numero: il lupo scomparì definitivamente dalle Alpi ,dalla Sicilia, e negli anni successivi anche negli Appennini si riscontrò un forte calo della popolazione.Nel dopoguerra la situazione divenne sempre più grave, finché negli anni '70 la popolazione raggiunse un numero di 100-110 esemplari. A partire dagli anni '70 si attuarono quindi le prime politiche di conservazione riuscendo ad arrivare così ad una popolazione di circa 200 individui un decennio dopo,e di circa 400 lupi negli anni'90. La popolazione odierna conta circa 500-600 esemplari, secondo le ultime stime. Purtroppo continuano tuttora alcune campagne di persecuzione attraverso fenomeni come il bracconaggio.Il lupo, oggi, è presente sull'intera catena degli Appennini, sulle Alpi Occidentali, in Lazio e in Toscana.

NOTA:
Il Lupo appenninico è uno dei "protagonisti" della storia del Lupo Italiano, una razza canina nata da una selezione partita da un cucciolo di una femmina di Lupo appenninico e di un maschio di Pastore tedesco.

Lupo della Russia - Canis lupus communis
Presente in Russia centrale, in declino ma cacciato legalmente.

Dingo - Canis lupus dingo
Presente in Australia.

Lupo di Honshu - Canis lupus hodophilax
Sottospecie estinta dal 1905. Era presente sulle isole di Honshu, Shikoku, e Kyushu.

Lupo indiano - Canis lupus pallipes
Presente in Medio Oriente, Afghanistan, Pakistan e India. Da questa sottopsecie probabilmente deriva il dingo.

Lupo di Hokkaido - Canis lupus hattai
Estinto dal 1889, abitava nell'isola giapponese di Hokkaido e marginalmente in Siberia meridionale (Russia).

Lupo del Mar Caspio - Canis lupus cubanensis
Presente, con popolazione in declino, tra il Mar Caspio e il Mar Nero.

Lupo Arabo - Canis lupus arabus
Presente, con popolazione in declino, in Arabia Saudita, Yemen e Oman.

Lupo Egiziano - Canis lupus lupaster
E' una piccola sottospecie dell'Africa settentrionale, oramai relegata ai monti del Sinai in Egitto ed è considerato in pericolo critico. Si nutre di ciò che quelle aride terre offrono e può entrare in competizione colla sottospecie di leopardo ivi presente ossia (Panthera pardus jarvisi). "

Lupo della Valle Mackenzie - Canis lupus occidentalis
Presente in Alaska e in Canada, è stata la sottospecie oggetto del programma di reintroduzione iniziato nel 1995 nel Parco Nazionale di Yellowstone.

Vanno ancora ricordati:

Lupo Rosso - Canis rufus
Presente nel sud degli Stati Uniti.
Si ritiene che in origine fosse diffuso in gran parte della porzione orientale del Nordamerica, dalla Pennsylvania al Texas. Nell'ultimo secolo, tuttavia, la caccia, la distruzione dell'habitat e l'ibridazione con il coyote hanno portato la specie sull'orlo dell'estinzione. Attualmente rimangono solo 270 esemplari, 170 dei quali in cattività e 100 reintrodotti nella Carolina del Nord.In passato erano diffuse tre sottospecie del lupo rosso, due delle quali sono estinte. Il Canis rufus floridianuss si è estinto nel 1930, mentre il Canis rufus rufus è stato dichiarato estinto nel 1970. Il Canis rufus gregoryi, la sottospecie sopravvissuta, allo stato selvatico si è estinta nel 1980.La classificazione tassonomica del lupo rosso è stata a lungo dibattuta: tradizionalmente, è sempre stato considerato una specie a sé stante. Altri ritengono che il lupo rosso sia semplicemente frutto dell'incrocio fra il lupo grigio e il coyote.

Lupo d'Etiopia o Lupo di Abissinia o Caberù o Volpe di Simen o Sciacallo di Simen - Canis simiensis E' una tra le più rare e minacciate specie di canidi . Vive sulle montagne dell'Etiopia, a circa 3.000 metri di altezza sul livello del mare. Ne sopravvivono solo 12 branchi, per un totale di 550 esemplari adulti.

Qui di seguito sono riportate delle sottospecie che, come si puo' notare dal nome sia italiano che latino, differiscono quasi sempre per la localizzazione geografica:

Lupo dell'isola di Newfoundland - Canis lupus beothucus
Presente sull'isola di Newfoundland, sulla costa est del Canada. E' estinto.

Lupo di Bernard - Canis lupus bernardi
Presente in Nord-America. E' estinto.

Lupo della Mongolia - Canis lupus chanco
Vive in tutti gli ambienti. Dalla tundra alla taiga fino alle steppe.

Lupo della Columbia Britannica - Canis lupus columbianus

Lupo dell'isola di Vancouver - Canis lupus crassodon

Canis lupus filchnevi

Lupo delle Montagne delle Cascate (Riserva delle Cascate di Banfora, Burkina Faso)- Canis lupus fuscus
E' estinto.

Lupo grigio-bianco - Canis lupus griseoalbus

Lupo Hudson - Canis lupus hudsonicus

Lupo delle Montagne Rocciose settentrionali -Canis lupus irremotus

Lupo di Labrador - Canis lupus labradorius

Lupo dell'Arcipelago Alexander - Canis lupus ligoni
Presente nelle regioni dell'Alaska presso l'arcipelago Alexander.

Lupo dei territori nord-occidentale - Canis lupus mackenzii

Lupo dell'isola di Baffin - Canis lupus manningi
Presente sull'isola Baffin (Baffin Island), appartenente al Canada, la maggior isola dell'Arcipelago artico canadese.

Lupo austro-ungarico o Lupo dei canneti - Canis lupus minor
E' una sottospecie di dimensioni particolarmente modeste che visse fino all'inizio del XX secolo in Ungheria e nella parte orientale dell'Austria. E' estinto.

Lupo sud-occidentale - Canis lupus mogollonensis
E' estinto.

Lupo del Texas- Canis lupus monstrabilis
E' estinto.

Lupo groenlandese - Canis lupus orion

Lupo dell'Alaska - Canis lupus pambasileus

Lupo iberico - Canis lupus signatus
E' il lupo della penisola Iberica.

Lupo delle Montagne Rocciose meridionali - Canis lupus youngi

A cura di Luca Barducci da http://www.animalinelmondo.com/animali/mammiferi/544/lupo.html

Sottospecie - suddivisione Wikipedia
La specie lupo è suddivisa in 13 sottospecie, differenti a seconda di caratteristiche fenotipiche, genetiche e comportamentali:

Lupo europeo (Canis lupus lupus), è la sottospecie più diffusa in Europa e in Asia, presente dalla Scandinavia all'Himalaya.
Lupo italiano (Canis lupus italicus), presente nella Penisola italiana e in regime di protezione legale dal 1992, anno in cui è stato dichiarato "specie particolarmente protetta".
Lupo della tundra d'Eurasia (Canis lupus albus), presente nel nord della Russia e della Siberia, di colore chiaro.
Lupo dei boschi o lupo del Canada (Canis lupus lycaon), presente in Canada e Stati Uniti, fu la prima sottospecie a essere identificata in America Settentrionale.
Lupo del Nebraska (Canis lupus nubilus), presente nelle Montagne Rocciose, in Canada e in Alaska, cacciato legalmente in parte del territorio canadese.
Lupo del Messico (Canis lupus baileyi), presente in Messico e in parte del Texas e dell'Arizona; è stato reintrodotto in Arizona a partire dal 1998, attualmente la popolazione allo stato selvaggio è di 35-50 individui.
Lupo bianco (Canis lupus arctos), presente in Groenlandia e in Canada, dal tipico manto bianco o crema.
Canis lupus arabs, con popolazione in declino, presente in Arabia Saudita, Yemen e Oman.
Canis lupus cubanensis, con popolazione in declino, presente tra il Mar Caspio e il Mar Nero.
Canis lupus lupaster, piccola sottospecie dell'Africa settentrionale.
Canis lupus hattai †, estinto dal 1889 nell'isola giapponese di Hokkaido.
Canis lupus hodophilax †, estinto dal 1905 nelle isole giapponesi di Honshu, Shikoku e Kyushu.
Canis lupus pallipes, presente in Medio Oriente, Afghanistan, Pakistan e India.
Canis lupus occidentalis, presente in Alaska e in Canada, è stata la sottospecie oggetto del programma di reintroduzione iniziato nel 1995 nel Parco Nazionale di Yellowstone, è la sottospecie più grande.
Canis lupus communis, presente in Russia centrale, in declino ma cacciato legalmente.

Tabella delle sottospecie
Sottospecie Classificazione Status Areale storico
Lupo arabo Canis lupus arabs Criticamente minacciato, in diminuzione Israele meridionale, Arabia Saudita, Yemen, Oman
Una sottospecie molto piccola. Generalmente bruno screziato o completamente bruno con un mantello rado. Cacciato regolarmente come animale nocivo, nonostante si incontri raramente.
Lupo artico Canis lupus arctos Stabile Artico canadese, Groenlandia
Una sottospecie di medie dimensioni. Quasi completamente bianco o bianco crema con un mantello folto. Cacciato legalmente, nonostante si incontri raramente.
Lupo del Caspio Canis lupus cubanensis Minacciato, in diminuzione Tra il Caspio e il mar Nero
Una tra le sottospecie più piccole. Cacciato come animale nocivo.
Dingo Canis lupus dingo Vulnerabile
(razza pura) Australia e Asia sudorientale
Cacciato come animale nocivo. La razza pura è in declino a causa dell'incrocio con i cani domestici.
Cane domestico Canis lupus familiaris Stabile In tutto il mondo
Generalmente, è una delle sottospecie più piccole, con un cervello più piccolo del 20%, sistema immunitario meno potente ed un senso dell'olfatto meno sviluppato. Viene allevato come animale domestico, sebbene esistano anche piccole popolazioni inselvatichite. In alcune parti del mondo è ricercato per la sua carne. È utilizzato per condurre il greggie e per la ricerca molecolare.
Lupo dei boschi orientale Canis lupus lycaon A rischio Canada sudorientale, Stati Uniti orientali
Una tra le sottospecie più grandi. La sua colorazione comprende tutto lo spettro di colori canini, sebbene predominino pelami di colore misto. Fu la prima sottospecie ad essere riconosciuta in Nordamerica. Cacciato legalmente in alcune regioni del Canada.
Lupo eurasiatico Canis lupus lupus Stabile Europa occidentale, Scandinavia, Russia, Cina, Mongolia, Himalaya
Una sottospecie di dimensioni medio-grandi. Mantello generalmente corto e grigio misto. Ha l'areale più esteso di tutte le sottospecie di lupo. È la sottospecie di lupo più comune in Europa e Asia. La popolazione si aggira sui 100.000 esemplari. Cacciato legalmente in alcuni luoghi, protetto in altri.
Lupo delle grandi pianure Canis lupus nubilus Stabile Montagne Rocciose meridionali, Stati Uniti centro-occidentali, Canada orientale e nordorientale, estremità sudoccidentale del Canada e Alaska sudorientale
Una sottospecie di medie dimensioni. Solitamente grigio, nero, marroncino e rossastro. È la sottospecie più comune negli adiacenti U.S.A.. Cacciato legalmente in alcune regioni del Canada.
Lupo appenninico Canis lupus italicus Minacciato Italia, Svizzera, Francia
Una sottospecie di medie dimensioni. Colore rappresentato da tutti i colori dello spettro canino. Occupa territori relativamente poco estesi. Protetto.
Lupo della valle del Mackenzie Canis lupus occidentalis Stabile Alaska, Montagne Rocciose settentrionali, Canada occidentale e centrale
Una sottospecie molto grande. Solitamente nero, grigio misto o bruno, ma manifesta tutti i colori dello spettro. Questa sottospecie è stata reintrodotta nel parco nazionale di Yellowstone e nell'Idaho a partire dal 1995. Cacciato legalmente in Alaska e in alcune regioni del Canada. Protetto nelle aree adiacenti.
Lupo messicano Canis lupus baileyi Criticamente minacciato Messico centrale, Texas occidentale, Nuovo Messico meridionale e Arizona
Una tra le sottospecie più piccole. Solitamente bruno chiaro o di color ruggine. Reintrodotto in Arizona a partire dal 1998. La popolazione selvatica attuale è di 35-50 esemplari; quella in cattività di 300. Protetto.
Lupo russo Canis lupus communis Stabile, in diminuzione Russia centrale
Una sottospecie molto grande. Cacciato legalmente.
Lupo dell'Asia sud-occidentale Canis lupus pallipes Stabile Israele settentrionale, Arabia Saudita, Turchia, Afghanistan, Iran
Una piccola sottospecie. Cacciato legalmente in alcuni luoghi, protetto in altri.
Lupo della tundra Canis lupus albus Stabile Russia settentrionale, Siberia
Una grossa sottospecie. Generalmente grigio, con ciuffi di peli neri, ruggine e argentati, sebbene possa essere di tutti i colori dello spettro. Cacciato legalmente.
Lupo di Vancouver Canis lupus crassodon Minacciato Vancouver
I lupi di Vancouver sono di medie dimensioni e spesso di colore grigio.

Sottospecie discusse
In passato, la classificazione del lupo grigio è stata molto transitoria. Così ci sono ancora delle discussioni sullo status di alcune possibili sottospecie. Queste vengono elencate sotto.

Sottospecie Classificazione Status areale storico
Lupo iberico Canis lupus signatus Stabile Portogallo settentrionale, Spagna nord-occidentale
Potrebbe fare parte di C. l. lupus. Una sottospecie di medie dimensioni. Si distingue per le chiazze nere e per il pelame rosso ruggine. Dipendente dalla conservazione.

Sottospecie trasferite
Sottospecie Classificazione Status areale storico
Sciacallo egiziano Canis aureus lupaster Criticamente minacciato, sconosciuto Estremità settentrionale dell'Africa
La più grande sottospecie di sciacallo, in passato classificata come una sottospecie più piccola di lupo del deserto. Presenta solitamente un manto brizzolato, grigio sfumato o bruno. Molto snello. Si incontra molto raramente.

Ex sottospecie
Sottospecie Classificazione Status Areale storico
Lupo del Canada orientale Canis lycaon Non valutato Occupa l'area del parco provinciale di Algonquin e i suoi dintorni, nell'Ontario e si avventura anche nelle adiacenti regioni del Québec, in Canada.
Originariamente si pensava fosse una forma variante di Canis lupus lycaon. Più piccolo dei lupi grigi.
Lupo himalayano Canis himalayensis Criticamente minacciato India settentrionale e Nepal orientale
In passato C. l. chanco. Più piccolo dei lupi grigi.
Lupo indiano Canis indica Minacciato Subcontinente indiano orientale
Ritenuto in passato una varietà di C. l. pallipes, ora si è scoperto che questa è una specie ben distinta dell'India. Più piccolo dei lupi grigi. Generalmente rossastro, marroncino o color sabbia.

Sottospecie estinte
Sottospecie Classificazione Status Areale storico
Lupo di Hokkaido Canis lupus hattai Estinto Isola giapponese di Hokkaido
Una tra le sottospecie più piccole. Si è estinto nel 1889 in seguito alle campagne di avvelenamento.
Lupo di Honshu Canis lupus hodophilax Estinto isole giapponesi di Honshu, Shikoku e Kyushu
Una sottospecie molto piccola. Si è estinto nel 1905 a causa della rabbia e dello sterminio da parte dell'uomo.
Lupo bianco di Terranova Canis lupus beothucus Estinto Terranova, Canada
Si è estinto nel 1911 in seguito allo sterminio da parte dell'uomo e alla diminuzione delle prede maggiori.

Album fotografico delle sottospecie

Roma
La Lupa è l'animale simbolo della città di Roma.

tratto da http://www.wikipedia.org

Ibridi di Lupo - le razze

Il fascino del Lupo ha entusiasmato gli animi di molti personaggi... cinofili, etologi, semplici amatori, ne hanno fatto l'obiettivo della loro vita... volendo rinforzare il compagno Cane nella resistenza alle malattie, nella forza caratteriale, nell'addestrabilità, hanno inserito il sangue del Lupo in quello del Pastore Tedesco (la leggendaria razza sovrana fra le razze per equilibrio)...

Cane Lupo Italiano (Italia)

Cane Lupo Cecoslovacco (Repubblica Ceca)

Cane Lupo di Saarloos (Olanda)

Album fotografico delle razze

Che la buona creanza e il rispetto per la vita, consigli tutti coloro che mostrano il desiderio di accogliere nella propria dimora una creatura tanto singolare, non solo per lo splendore di ciò che rappresenta, ma anche, se non soprattutto, per la particolarità del carattere che la diversifica da tutti gli altri. Se un ibrido di Lupo non troverà un Branco, non si darà pace finchè non l'avrà trovato. Un ibrido di Lupo ha bisogno della semplicità della Natura non della socialità cittadina.

Che il dio-denaro e il fanatismo non prendano mai posto nel cuore di chi alleva.

Grazie

L'addomesticamento

Ci sono due modi per affrontare questo argomento. Partendo dal dato archeologico, possiamo osservare che nella grande arte parietale delle caverne, che si sviluppò in area Franco-Cantabrica, anche con propaggini in Italia, tra circa 30.000 e 15.000 anni fa, non vi è traccia di cani, nonostante siano dipinte scene di caccia e numerosi animali preistorici, come mammut, cervi, lupi, leoni etc.. Questo fa pensare che il cane non fosse allora presente in Europa. Le prime figure che indubitabilmente ritraggono cani preistorici si datano intorno a 11-10.000 anni fa circa nell'arte rupestre del Levante spagnolo e del Deserto Libico. Sono scene che mostrano l'interazione tra cani slanciati e cacciatori muniti di arco e frecce, che collaborano nella caccia a mammiferi selvatici. I primi fossili di cani risalgono invece a 16-13.000 anni fa circa e sono rappresentati da due grossi crani senz'altro di cane recuperati presso capanne fatte di ossa di mammut in un accampamento preistorico in Bielorussia (Eliseievichi 1). Un altro fossile coevo, ma meno completo, viene dalla Germania, reperti di poco posteriori (12.000 anni fa circa) da Israele. Questi ultimi cani medio-orientali erano relativamente piccoli e ne fu supposta l'origine indipendente dal piccolo lupo arabo, mentre il grande lupo europeo sembrava essere correlato ai fossili russi e tedeschi. A partire da circa 10.000 anni fa, comunque, il cane era diffuso in tutta l'Eurasia, l'Africa ed il Nord America. La sua diffusione fu quindi estremamente rapida. Questo discorso archeologico, abbastanza logico, è stato di recente sconvolto da ricerche molecolari importanti, pubblicate a firma principale rispettivamente di Wayne e di Savolainen sulla rivista Science, nel 1997 e nel 2002. Queste ricerche dimostravano origini complesse dei cani dai lupi, nell'un caso spostando all'indietro i tempi d'origine dei cani sino ad oltre 100.000 anni fa, nell'altro relegando l'origine del cane alla Cina, tra 40,000 e 16.000 anni fa, da cui successivamente il cane si sarebbe diffuso in Europa. Questi lavori si basavano su un sistema di datazione detto "orologio molecolare", scandito dai tempi di mutazione del Dna. Questo cosiddetto orologio, in base a dati recenti, non è preciso per datare tempi misurabili in migliaia di anni, mentre può valere per dimensioni temporali più vaste. Quindi il problema del quando non può essere affrontato utilizzando questi lavori. Il dove, basato sulle affinità genetiche, indicava per Savolainen la Cina, in contrasto con il dato archeologico che indica l'Europa e l'Asia Occidentale. Questo può spiegarsi con il fatto che i dati genetici di Savolainen erano viziati dall'introduzione nello studio di numerosi cani asiatici di origini non controllate.

Per ottenere dati sulla situazione antica, abbiamo quindi datato al radiocarbonio le ossa fossili dei cani e dei lupi preistorici da cui, con grande fatica, è stato possibile recuperare informazione genetica. Questo ci permette di dire che tra 15.000 e 10.000 anni fa l'Italia era popolata da lupi da cui furono tratti antenati dei cani.

Noi abbiamo potuto dimostrare che l'origine del cane avvenne in più luoghi nel continente Euroasiatico, ma che pur essendo l'origine multicentrica, un ruolo importante fu svolto dall'Europa Meridionale ed Orientale. Le popolazioni di lupi che ancora sopravvivono in Bulgaria, Romania, Grecia, negli stati dell'ex Iugoslavia e nella Russia sud-occidentale sono quelle geneticamente più vicine ai cani ed in particolare sono geneticamente vicine a cani fossili recuperati in Italia. Anche i lupi fossili italiani sono vicini geneticamente o addirittura hanno sequenze di Dna corrispondenti a quelle presenti nei più importanti gruppi di cani attuali. Questo indica che le popolazioni di lupi che esistevano, alla fine dell'ultima glaciazione, tra 22.000 e 10.000 anni fa, nelle vaste steppe che occupavano l'Europa meridionale ed orientale, fornirono animali di sesso femminile, abbiamo studiato il Dna dei mitocondri, trasmesso solo dalle femmine, che contribuirono allo sviluppo dei cani. Il movimento dei lupi e degli uomini preistorici in queste steppe era facilitato dai bassi livelli marini, l'Adriatico infatti era una distesa stepposa in gran parte all'asciutto, solcata al centro dal fiume Po. Queste distese di steppe comprendevano le aree dei siti archeologici in cui sono stati rinvenuti i primi cani. Quindi un importante ruolo dei lupi e dei cacciatori preistorici europei nello sviluppo del cane. Per inciso, il nostro studio mostra anche che i lupi italiani di 10-15.000 anni fa erano geneticamente molto diversi tra di loro, cosa che contrasta con la situazione attuale in cui tutti i lupi italiani e francesi, che discendono dal lupo d'Abruzzo, derivano da una stessa madre ancestrale. Questo collo di bottiglia genetico è quindi l'effetto verosimile delle persecuzioni cui il lupo fu sottoposto in Italia per secoli. D'altra parte, l'Italia, e l'Abruzzo in particolare, hanno avuto un ruolo determinante nella conservazione del lupo in Europa, cui va dato atto.

tratto da: http://www.asae-onlus.it/progetti/cani/addomesticamento.php

DOMESTICAZIONE ED EVOLUZIONE DEI CANI: DATI GENETICI,
ARCHEOZOOLOGICI E RUOLO DEL DNA ANTICO

...I dati paleogenetici ottenibili da resti biologici antichi sono di necessità scarsi ed estremamente
frammentari, ma possono essere corredati di datazione assoluta e sono direttamente riferibili a
specifici contesti paleogeografici e paleoambientali1. Grazie a queste caratteristiche il DNA
antico può aprire nuovi orizzonti allo studio dei processi evolutivi.
L’evoluzione delle specie domestiche...

leggi tutto l'articolo su: http://www.asae-onlus.it/progetti/cani/Med_Sec18-5-2006.pdf

Il Lupo addomesticato sconfisse i Neanderthal

Corriere scienza. Nuova ipotesi di uno studioso Usa
Il lupo addomesticato sconfisse i Neanderthal
Questo avrebbe garantito una vita migliore

Nuova ipotesi di uno studioso Usa Il lupo addomesticato sconfisse i Neanderthal Questo avrebbe garantito una vita migliore Uno dei piu' accesi dibattiti della paleoantropologia moderna verte sulla causa dell' estinzione dell' uomo di Neanderthal, sostituito nei suoi territori (Europa e parte dell' Asia) dall' Homo sapiens sapiens, il nostro diretto antenato. Ora un biologo del California Institute of Technology, John Allman, pensa di avere la risposta: Homo sapiens sapiens ha potuto sbarazzarsi dei neanderthaliani, e di altre specie, grazie all' addomesticamento del lupo. Quando gli uomini moderni si affacciarono al di fuori della loro culla africana, si scontrarono con le popolazioni gia' esistenti nei territori che andavano occupando: in Europa e parte dell' Asia con i Neanderthal, nell' Asia orientale probabilmente con Homo erectus. Nel giro di poche migliaia di anni Homo sapiens ebbe la meglio in maniera completa. Come abbia fatto a liberarsi delle altre specie e' un interrogativo ancora aperto anche se, forse, la soluzione e' sotto gli occhi di tutti. In alcune aree europee si sono trovate le prove di una fase di convivenza e anche di una rapida sostituzione tra le due specie e in tutti i siti studiati e' risultata evidente una netta superiorita' tecnologica dei sapiens rispetto a quella dei Neanderthal. Quindi, e' forse sufficiente guardare a quello che e' accaduto e sta ancora accedendo - ad esempio - alle moderne popolazioni indie, che sono collassate appena sono entrate in contatto con gli europei, detentori di una tecnologia piu' avanzata. La capacita' di addomesticazione del lupo e il suo utilizzo come compagno di caccia potrebbe appunto rientrare in quel bagaglio "tecnologico" che determino' l' affermazione dei sapiens sapiens. Secondo John Allman, che ha divulgato le sue idee nel libro "Evolving brains", i sapiens, appena giunti in Europa, incontrarono i branchi di lupi e intuirono per primi i vantaggi di una alleanza con loro. In un processo durato migliaia di anni, i lupi si sono prima avvicinati ai campi degli uomini, sono stati catturati e pian piano addomesticati. Sfruttando la capacita' di caccia di questi predatori, i sapiens sapiens sarebbero riusciti a raggiungere un' efficienza di sfruttamento delle risorse ambientali che nessun' altra specie aveva raggiunto. E aumentare l' efficienza di caccia significa anche poter occupare piu' territori, migliorare le proprie condizioni di vita, e, infine, aumentare la velocita' di riproduzione. E chi si riproduce piu' velocemente, dice l' ecologia evoluzionistica, ha la meglio sulle specie con cui entra in conflitto. L' ipotesi di Allman e' sostenuta anche dalla scoperta compiuta due anni fa da Robert Wayne, dell' Universita' di Los Angeles, che ha dimostrato, con lo studio del DNA mitocondriale del lupo e del cane, che quest' ultimo non e' altro che un lupo addomesticato. Secondo lui, il primo contatto tra lupo e uomo risale a oltre centomila anni fa, molto prima di quanto pensassero gli zoologi. Ed e' proprio il periodo in cui Homo sapiens sapiens raggiunse l' Europa.

Ferrari Marco -Pagina 22 - (31 gennaio 1999) - Corriere della Sera

In viaggio con il Lupo

"Il lupo apparirà davanti a te. Prendilo come tuo fratello,
perché il lupo conosce l’ordine delle foreste.
Egli ti condurrà per via piana verso il paradiso…".

È un canto funebre rumeno, recitato ancora nei primi del ‘900.

La visione del Lupo come psicopompo, cioè guida verso l’aldilà, è antica quanto le origini dell’uomo; lo testimoniano anche i ritrovamenti di urne cinerarie a foggia cinocefala, attribuite alla culture indo-europee. Una visione molto diversa da come oggi la nostra cultura considera il Lupo: come siamo giunti ad un tale cambiamento e cosa ha indotto l’uomo a considerare l’Animale da compagno a minaccia da sterminare? I più recenti studi etologici ci consegnano l’immagine di un essere mite, monogamo, sollecito con la prole, dotato di comportamenti sociali e non aggressivo nei confronti dell’uomo. Una creatura, tutto sommato, piuttosto diversa dall’immagine leggendaria di malvagio e sanguinario predatore che l’uomo gli ha cucito addosso nei secoli.
Piuttosto è facile distinguere delle assonanze tra Lupi ed umani tanto che si perde nella notte dei tempi l’usanza di tenere come compagno, sorvegliante di greggi o compagno di caccia, il Lupo nella sua più diffusa “trasformazione” - “il Cane”.

L’uomo primitivo migrò col Lupo durante le glaciazioni, dall’America del Nord, all’Eurasia, accompagnando le stirpi indo-arie nella loro diffusione nell’Europa e nel sub-continente indiano. Nell’allora sistema sociale di tipo nomade (cacciatori – raccoglitori) il Lupo era un competitore che, nella medesima nicchia ecologica, perseguiva le stesse prede; ma era più abile, perché più veloce, dotato di sensi più acuti, con un’invidiabile visione notturna e “armato” dalla natura con zanne e artigli. L’uomo, pur rivaleggiando con lui, lo venerava quale mirabile esempio di predatore, dal quale carpire tattiche ed astuzie. Il cacciatore, per eccellere nel suo intento, doveva perciò ingraziarsene lo spirito che, nelle culture sciamaniche, avveniva per via emulativa; vale a dire facendosi “colmare” dall’essenza della bestia sino ad assumerne il comportamento, l’aspetto e fin’anche i poteri. Questo fu, con ogni probabilità, il primo esempio di “licantropia”: ovvero la capacità umana di trasformarsi (col sussistere di certe condizioni) nel proprio animale totemico, nel nostro caso il Lupo. La trasformazione avveniva (e continuerà ad avvenire, come vedremo, almeno sino al X secolo) tramite rituali estatici che prevedevano l’emulazione delle movenze ferine e l’assunzione di specifiche sostanze (funghi sacri, piuttosto che alcol o bevande a base di erbe); indossando la pelle dell’animale se ne assumeva l’aspetto e le movenze, grazie all’ingestione della “sostanza sacra” se ne acquisiva la spiritualità, la forza ed il coraggio. Ora lo sciamano era la divinità-lupo che guidava danze propiziatorie piuttosto che la caccia stessa, come sembrano dimostrare alcune pitture rupestri.

Agli albori dell’Età del Bronzo la maggioranza delle stirpi adottava ormai uno schema sociale di tipo stanziale, basato su: agricoltura, caccia ed artigianato, con culti femminili e “lunari”, incentrati sui riti di fertilità e scanditi dalle lunazioni che cadenzavano una vita sociale basata su ritmi stagionali tipici della forma societaria stanziale.

L’incontro tra queste numerose realtà con le popolazioni nomadi, il cui culto virile si basava su immagini solari e sciamaniche, diede luogo ad un’affascinante fusione di culture alla cui base stanno i numerosi “miti degli inizi” che vedono il Lupo quale protagonista. Febo e Artemide (rispettivamente legati a Sole e Luna) che vennero partoriti da Latona, trasformata in Lupa. I Sabini stessi si proclamavano “figli del Lupo” ed è per questo, forse, che ad una Lupa venne affidata la protezione ed il sostentamento dei divini gemelli Romolo e Remo, fondatori di Roma. Ancora più a Sud lo stesso Osiride, dopo lo smembramento del suo corpo ad opera del malvagio fratello, rinasce sotto forma di canide. Infine anche nella cultura mongola il Lupo Celeste è progenitore di eroi, l’ultimo dei quali fu il noto Gengis Khan.
Notiamo che l’antica sovrapposizione tra i culti della caccia e quelli della fertilità investono, un po’ in tutte le culture, il Lupo come animale propiziatore delle fecondazioni.

Cito, a tal proposito, i lupercali dell’antica Roma dove i seguaci del Dio Luperco (attorno a metà febbraio) percorrevano seminudi le vie dell’urbe percuotendo le donne in età fertile con corregge di pelle, rievocando così gli albori della fondazione della Città trasfigurati nell’evidente rituale di fecondità e rinascita praticato.

Il Lupo tuttavia non si limitò ad incarnare i miti di nascita e fecondità, già ai primordi dell’età del ferro le culture guerriere norrene e mitteleuropee consideravano il Lupo (e suoi totemici parenti, quali l’Orso ed il Cane) come modelli di coraggio e possanza: simboli di una casta guerriera d’elité. Riassumendo le varie fonti giunte sino a noi (la maggior parte tardive e contaminate dalla fede cattolica dei redattori) siamo in grado di tracciare un profilo plausibile di quello che poteva essere un Ulfhednar (guerriero-lupo) o un Berserkr (guerriero-orso) e la loro evoluzione nell’ambito dell’Europa.
Già Tacito (nella sua opera “Germania” ) ci riferisce di feroci guerrieri (gli Arii) con scudi neri, dal corpo nudo e tinto che prediligono gli scontri notturni, facendo così eco ad una tradizione guerresca che affonda profonde radici nella mitologia nordica. Lo stesso Odino è forte del suo manipolo di sacri guerrieri che lo affiancano nella Valhalla e che spesso vengono associati agli Ulfhednar e Berserkr. Nella società guerriera germano-scandinava questa elite militare combatteva in reparti di altissimo prestigio, organizzati in caste militari fortemente gerarchizzate e legate alla divinità cui erano consacrate, godendo così di un’aura di potente sacralità, rispetto e terrore. Ispirati dalle remote, e già citate, pratiche sciamaniche dei loro antenati essi incarnavano l’essenza dell’Animale Lupo (o Orso), la ferocia, l’astuzia ed il temibile aspetto. Questi uomini erano soggetti ad iniziazioni sacerdotali condotte con l’assunzione di sostanze alcoliche e psicotrope (funghi, erbe, idromele o birra) e rituali di tipo estatico, durante i quali il guerriero cadeva in uno stato di trance di tipo sciamanico. Non possiamo escludere che una delle prove da sostenere fosse la caccia e l’uccisione dell’animale che, con l’assunzione delle carni e del sangue, entrava letteralmente nel corpo del guerriero elargendogli le tanto ambite qualità. Questa gente vestiva pelli di Lupo, portava lacci di cuoio alle gambe e rumorosi anelli metallici, mordeva gli scudi e “ululava” durante le battaglie per atterrire oltremodo il nemico.

Impossibile a questo punto trascurare la progressiva trasformazione della figura del Lupo in un elemento temibile, a tratti inquietanti e comunque legato ad un’azione violenta (quella guerriera, appunto).

Del resto simile metamorfosi avviene anche presso il Monte Liceo, in Arcadia, presso il quale si compivano riti di antropofagia in onore dell’animale. Qui è lo stesso Giove ad “intervenire” e condannare Licaone (capo spirituale di tale culto) alla dannazione, folgorandone la reggia e tramutando lo stesso re in Lupo. Già dall’evo antico quindi la figura lupesca assume connotazioni chiaramente minacciose ed esecrabili dove il regno dei morti è sorvegliato da Cerbero (lupo a tre teste) e Ade, sovrano degli inferi, indossa una pelle di Lupo che gli dona l’invisibilità. Anche presso gli Etruschi il Re dell’oltretomba (Ajita) indossa il medesimo pellame e, presso i Celti, il Lupo è carnivoro funebre e lo si rappresenta seduto sui posteriori nell’atto di divorare un uomo.

L’evoluzione culturale rende scomoda e pericolosa la vecchia immagine del Lupo Maestro alla quale si compivano sacrifici propiziatori, trasformandoli, a poco a poco, in gesti di scongiuro: non si prega più perché il Grande Predatore interceda ma perché sia lontano. Ed anche lo Sciamano, che assumeva in se lo spirito della tribù, si trasforma in creatura esecrabile, gettando le fondamenta per il futuro stregone dedito a culti infernali.
Certamente le invasioni delle genti nordiche con i loro guerrieri-lupo contribuì a rafforzare e consolidare il rapporto tra le tradizioni scaimaniche-pagane ed il demonio del nuovo culto cristiano; demonio che la chiesa cattolica combatté con campagne di evangelizzazione cruenta proprio nel seno di quelle popolazioni norrene che ben lo rappresentavano. Così la figura dell’Ulfhednar perde l’aura di orrore sacrale per assumere il nuovo carattere di maledizione diabolica, entrando così in pieno nella casistica della stregoneria.

Nell’Europa cinquecentesca la figura dell’Uomo-Lupo era ormai inesorabilmente legata con quella dello stregone schiavo del demonio; giunge così alla parabola più bassa il mito del Lupo: trasformato da Spirito tutelare e guida delle Anime a demone da evocare quale trastullo di Satana o per soddisfare la sete di sangue grazie al camuffamento animalesco.

E sarà in questo status, in cui il sacro ha dato luogo al bestiale, che prenderanno vita le innumerevoli leggende, racconti e fiabe legate al Lupo Mannaro ed alle sue trasmutazioni nelle notti di plenilunio.

Con buona pace dell’Inquisizione la figura del Lupo Mannaro ha la sua massima diffusione in Europa tra il quattrocento e seicento; in questi anni infatti assistiamo ad una vera e propria epidemia di licantropismo al quale vengono attribuite tutte le caratteristiche ed i sintomi utili all’identificazione ed allo sterminio di tale razza satanica. Diviene licantropo chi nasce in occasione di festività cristiane importanti (perché il suo venire in un tempo sacro è vista una profanazione), ma anche dormire a volto scoperto sotto la luna non lascia scampo alla trasformazione. Più spesso si diventa Lupi Mannari per intercessione diretta del Diavolo, che così da origine ad un manipolo di schiavi per il Sabba scegliendoli, ovviamente, tra persone dalla condotta esecrabile. E poi ancora la persona suscettibile di trasformazione era riconoscibile da alcune peculiarità: corpo eccezionalmente peloso, occhi iniettati di sangue, dentatura ferina e comportamento irascibile. E potremo continuare per molto con miti e leggende create dall’ignoranza popolare e dall’astuzia del braccio inquisitorio.

Dopo secoli e secoli di ininterrotta persecuzione il Lupo oggi sopravvive a stento in poche aree protette, costantemente monitorate contro la stupidità e nefandezza dell’animo umano. Un Lupo che negli ultimi anni pare incrementare a fatica il proprio numero di esemplari, quasi volendo dimostrare che, nonostante le crudeltà e l’immagine temibile attribuitagli, Lui ancora c’è. Pronto a riassumere il ruolo che gli spetta: compagno, guida, amico e coraggioso aiutante.
Nelle foreste torneranno gli occhi brillanti dei Lupi ed i loro ululati accoglieranno pleniluni più luminosi che mai… pronti, ancora una volta, a guidarci in un mondo nel quale continuiamo a comportarci come ospiti disinteressati piuttosto che come figli devoti.

Helvarr di Bibrax da http://www.bibrax.org

Il Branco

"L’unione fa la forza"

Quel che spinge un animale a formare un branco, può dipendere da più fattori. Il nutrimento - un lupo da solo può uccidere un cervo, correndo molti rischi e impegnando notevole fatica; un cervo pesa circa 70 kg. e a lui ne bastano una decina per nutrirsi; con una simile preda quindi si possono soddisfare 7/8 soggetti. Un alce del peso di 400 kg. circa può sfamare un intero branco per giorni e giorni.. La difesa del territorio - è fondamentale per la sopravvivenza tenere lontani dalla tana e dal cibo altri predatori. La delimitazione del territorio, viene segnalata dai lupi, con rimarchi odorosi e visivi. La difesa della cucciolata - dalla progenie deriva la nuova forza. Tutti i membri del branco collaborano per il sostentamento della femmina Alfa - mamma dei cuccioli - e dei suoi piccoli.

La scissione di un branco può avvenire per motivi di sovraffollamento (più di 10 elementi in un territorio scarso di selvaggina); nel periodo degli amori (non potendo soddisfare il proprio istinto, i giovani lupi decidono di staccarsi per andare alla ricerca di una compagna e dar vita, a loro volta, ad un nuovo nucleo familiare. I legami affettivi che hanno stretto con il vecchio branco, possono però rimanere forti. Incontrandosi nuovamente, può accadere che le due famiglie si riuniscano in un grande branco o comunque vivano a stretto contatto nel rispetto gli uni degli altri); con il sopraggiungere della vecchiaia (l’emarginato segue il branco a distanza controllata e si nutre dei resti di cibo).

Il branco - Animali rispettosi della legge e delle autorità.

La saggezza dei lupi sta nell’unirsi per sopravvivere e per continuare a lasciare le proprie impronte sulla terra.
La collaborazione nella caccia (scelta la preda più debole - vecchia, malata, ferita – la isolano e la accerchiano, in due la immobilizzano dalla coda e dal collo – spesso rompono la colonna, recidono la giugulare e l’agonia della preda termina – e gli altri la finiscono); il rigurgitare il cibo una volta rientrati al campo base (per la fem. Alfa quando ancora è in fase di allattamento, per i cuccioli in età di svezzamento); l’aggressività verso gli esterni e verso chi non si confà alle regole (aggressione che può degenerare nell’uccisione dell’aggredito, solo nel caso in cui quest’ultimo non sceglie la fuga); la scalata al vertice da parte di chi si sente in grado di affrontare la prova (ciò accade se viene a mancare uno dei leader, per evitare che il branco possa finire nel caos) e la fiducia che alcuni compagni ripongono in chi osa, fino a seguirlo nella scissione se serve, dal gruppo; il mettere in discussione il diretto superiore per arrivare ad avere un posto di maggior riguardo, il che significa cibo di miglior qualità e più considerazione (saranno così solo i più forti ad occupare posti di vitale importanza); il comportamento altruistico di collaborazione, fan del lupo un esempio di armonia ed equilibrio.

La natura sociale del lupo, questa sua evoluzione per la vita di branco, con le necessarie qualità “sociali” (la capacità di comunicare, di vivere fianco a fianco, di sopire la propria aggressività impulsiva, di collaborare per l’allevamento dei cuccioli, di cooperare nella caccia), ha consentito lo sviluppo del processo evolutivo da lupo a cane.

L’intera vita di un lupo è motivata da un altissimo senso altruistico, tipico di animale perfettamente socializzato.
Quest’individuo ha livelli di integrazioni così completi da indurre comportamenti rischiosi per il singolo quando il branco è in pericolo. Il lupo sa che il gruppo è la sua fonte vitale.

Anche il cane sa che la famiglia umana nella quale si trova, è la sua vita. Per questo si piega a qualunque soluzione pur di restarvi, accettando anche maltrattamenti di ogni genere. Basti pensare al cane abbandonato che in qualunque modo gli è possibile, cerca di tornare da chi lo ha tradito.


I comportamenti innati

La struttura sociale richiede un grado di interazione elevatissimo: la caccia, il mantenimento dei territori, le gerarchie e l’insegnamento ai giovani. Tali interazioni sono consentite da un sistema di comunicazione molto complesso e allo stesso tempo semplice e naturale. L’ugual messaggio, a seconda della posizione gerarchica, richiede una diversa forza di trasmissione. Quel che il leader comunica con un cenno, da un subalterno deve essere trasmesso con forza ed insistenza.
L’ordine sociale è affidato esclusivamente alla trasmissione di messaggi.

Segnali olfattivi - l’olfatto è estremamente sviluppato e di vitale importanza: per stanare la preda, per conoscere un simile, per riconoscere un membro del branco, per segnare il territorio, per evitare invasioni, per camuffarsi…
Segnali visivi - per imporsi; per sottomettersi; per evitare uno scontro; per esprimere stati d’animo…
Segnali uditivi - per manifestare soddisfazione, insoddisfazione, eccitazione, contentezza, paura, dominanza, nervosismo; per riunire il branco, richiamare l’attenzione, chiedere aiuto, invitare a giocare…
Segnali meccanici o tattili - leccamenti per pulire le ferite, per chiedere cibo, per mostrarsi inferiore, per conoscersi; toccate per giocare, per sfidarsi, per dominanza, per richiesta, per insicurezza...
Segnali amichevoli - insieme di movimenti rilassati per esprimere benevolenza.

“Apprendimento = mutamento individuale temporaneo o definitivo di un modulo comportamentale innato dovuto alle esperienze fatte a contatto con l’ambiente”.

“Il menù di un lupo va dai funghi alle bacche ai topi e su, su fino ad animali grossi e combattivi quali l’alce e il bisonte. Di prede di questo genere non si riesce ad aver ragione con il solo istinto, si rivela invece molto più opportuna una specifica attitudine all’apprendimento. (…)E.Trumler - Il cane preso sul serio.

L’effettivo progresso si ha quando sia possibile trasmettere alle generazioni successive quanto il singolo individuo è riuscito ad apprendere. Perché sia possibile trasmettere ai discendenti quanto si è appreso, deve esistere in questi una predisposizione all’apprendimento. Ma questa predisposizione è possibile solo se vi è un’accettazione dell’esperienza di chi è più anziano. (…) Il riconoscimento dell’autorità è decisamente il principio portante di tutte quelle forme nate per vivere in società.(…) A tali forme appartengono le specie di cani gregari e l’uomo.” E.Trumler - Il cane preso sul serio.


Luoghi importanti
La tana - deve essere rialzata rispetto al terreno per evitare gli allagamenti durante le piogge. Di norma è un antro scavato a misura dalla femmina Alfa, con un piccolo spiazzo antistante ove i cuccioli hanno la possibilità di muoversi ma non di allontanarsi. Attorno ad essa, quando ci sono i piccoli, è la vita del branco.
Zone di riposo- situate appena fuori la tana. Di estensione limitata, i cuccioli vi rimangono quando, ormai grandicelli (otto settimane circa), vengono lasciati soli dagli adulti per le manovre di caccia. È anche il punto di ritrovo al momento del rientro
Sentieri periferici- sono la delimitazione del territorio. Vanno battuti spesso per controllare eventuali intrusioni e per ribadire i marchi territoriali.
Dispense sotterranee- quando le prede sono abbondanti, i lupi ne sotterrano una parte; nei periodi difficili avranno di che sfamarsi.

Tecniche di caccia
Il lupo è in grado di cacciare prede di diverse dimensioni – dal topo al grande alce – perché sa adottare a seconda dell’animale che ha di fronte una tecnica specifica.
I piccoli animali (topi, conigli,ecc.) vengono atterrati con un balzo parabolico e schiacciati a terra con gli anteriori. Con prede leggermente più grandi (volpi) usano dare delle vigorose scrollate. Le medie (pecore) sono uccise con morsi alla gola per recidere la carotide e i grossi tronchi nervosi.

Questa tipologia di cibo può essere procurata in solitaria, per gli ungulati bisogna agire in branco.

La ricerca del soggetto giusto può iniziare anche da una distanza che non è alla portata della vista, il lupo infatti è in grado di capire, passando sul pascolo precedentemente calpestato dagli ungulati, se esistono animali di adeguata portata, anche solo dalla perlustrazione dell'erba biascicata, un esempio: la bocca di un soggetto anziano, lascia segnali visivi e olfattivi particolari.
I lupi si aggirano nei grandi branchi cercando il soggetto giusto (malato, vecchio, ferito). Essendo gli ungulati fortissimi corridori, la tecnica messa in atto sarà di accerchiamento: uno o due gruppi di lupi si portano a monte della preda e si appostano, un altro gruppo si getta all’inseguimento spingendola verso l’agguato, in tal modo convergendo da più parti, i gruppi accerchiano la vittima e la attaccano contemporaneamente.

Similitudini fra Lupo e Cane

Possiamo qui riconoscere, le gesta dei cani caccia e dei conduttori di greggi, senza l’esito finale naturalmente. Il cane da caccia si limiterà a segnalare la selvaggina e il cane da pastore a ricondurre l’individuo smarrito. Per evitare lo scempio finale, i cani dovranno essere seriamente inibiti dal proseguire l’opera.
Dallo schema neotenico possiamo raggiungere il livello di progresso mentale del cane; dalle sue azioni, quali atteggiamenti, vocalizzi, maturità fisica, possiamo arrivare al suo grado di evoluzione mentale.

Le caratteristiche di razza – ogni razza selezionata dall’uomo, segue uno schema di attributi fisici e mentali di cui bisogno sempre fare riferimento allo schema neotenico ma in più ci sono delle varianti che rimangono utili allo svolgimento del lavoro del cane stesso. Es.: un breton – cane da caccia inseguitore e stanatore, quindi decisamente predatore ovvero terzo stadio, ma le orecchie sono lunghe e pendenti. L’uomo l’ha selezionato così perché è un cane che deve intrufolarsi nelle sterpaglie, i ramoscelli rimangono impigliati al pelo delle orecchie e non si infilano nel canale uditivo, in più quando il soggetto è con la testa china al suolo, le orecchie gli fanno da imbuto, in questo modo l’odore s’incanale risultando più forte. L’aggressività e il possesso sono stati invece sopiti e la ragione mi sembra ovvia.

Il linguaggio

Sottomissione: passiva - mostrare l’addome in modo tale per poter esser esaminati (sottomissione totale); attiva - insieme di posture e movimenti giocosi simulando quelli dei cuccioli alla vista di un adulto.

Aggressione - paura e attacco – Lorenz aveva schedato una serie di combinazioni mimiche per riconoscere lo stato d’animo di un lupo. In situazione neutrale le orecchie sono erette, la bocca serrata, il pelo dorsale accostato al corpo, la coda in riposo. Con il sopraggiungere della paura, le orecchie vengono portate all’indietro fino a schiacciarsi contro il cranio. Aumentando l’aggressività, la bocca si apre, le labbra si sollevano e vengono mostrati i denti. Crescendo la paura crescono i ringhi e gli abbai acuti. Tutto ciò può avvenire anche simultaneamente. La paura è segno di debolezza e l’aggressività che scaturisce da essa, è mostrata in modo tale, per spaventare l’avversario. Se ciò non fosse, l’avvisaglia sarebbe molto meno appariscente e rumorosa.
La volontà e lo stato fisico dell’aggressività attiva, sono evidenziati solo dal comportamento stesso, l’attacco.

Inibizione a mordere – nel momento in cui decide di attaccare, ogni lupo è consapevole del fatto che può essere morso a sua volta; poiché ogni ferita mette a repentaglio la vita, il timore di prenderle inibisce l’aggressività. I soggetti sottomessi attuano la mimica infantile per frenare l’aggressore; la risposta che possono ricevere è di tolleranza e quindi di desistenza; oppure rispondono all’attacco, questo dipende dalle esperienze vissute in precedenza - la paura di essere morsi fa salire l’aggressività – e dalla motivazione dell’attacco – presa di posizione.
Un soggetto sicuro di sé può non rispondere con aggressività, mostrando una postura rigida, prendendo a spallate l’aggressore o dando colpi con il posteriore, cercherà di mostrare non considerazione (scoraggiamento). Solo se non otterrà l’inibizione, la reazione sarà di comportamenti difensivi, ed infine di lotta.

Reazione di fuga - aggressività passiva. Se un soggetto viene minacciato e non ha il coraggio di affrontare lo sfidante, la paura condizionerà la sua aggressività e lo porterà a fuggire. Se questo però non sarà possibile, reagirà con una posizione difensiva, tutto raccolto sotto di sé, palesemente spaventato, mostrerà i denti e pizzicherà l’aria. Un soggetto di medio rango inserirà un fare più minaccioso, drizzando il pelo e inserendo vocalizzi mentre sbatte i denti in prossimità dell’avversario - stok dei denti, movimento della lingua appena fuori delle labbra, corpo ritratto e inarcato, fuga se possibile, attacco se chiuso (istinto di sopravvivenza).

Dominanza - il soggetto è in piedi, rigido, la coda è alta, con lo sguardo fisso scruta un subordinato – privilegio di elementi di alto rango. La risposta appropriata del lupo che viene fissato, è quella di distogliere immediatamente lo sguardo e ritirarsi. I lupi di alto rango possono atteggiarsi anche in modo meno pacifico. La postura del corpo è simile. In aggiunta abbiamo il pelo sulla dorsale eretto, la coda vibrante, le labbra sollevate a scoprire i denti e dal profondo si ode un ringhio cupo. L’animale si muove lentamente. L’impressione che dà è di auto-caricamento. E ancora, un dominante può assumere una postura di punta, a terra, raccolto come se dovesse lanciarsi su una preda; tale attacco difficilmente viene concretizzato, è usato in linea di massima verso individui estranei.
Fra intimi si nota: subordinato a terra, dominante in piede sopra trasversalmente al subordinato; oppure il superiore prende delicatamente in bocca, senza ferirlo, il muso dell’altro. Più appariscente il “montare sul dorso”. Si presenta in due forme diverse: una, il dominante sale sul dorso del subordinato ponendogli di traverso, sulle spalle, gli avambracci; due, montando da dietro come nel gesto sessuale, mordendo simbolicamente il collo. Quest’ultima esibizione è anche la dimostrazione delle prerogative sociali all’interno del branco.

Gioco - attività ludica fine a se stessa - gioco solitario. I cuccioli imparano a dominare meglio i propri movimenti.
Gioco di gruppo - in un primo tempo è più rude, poi con l’esperienza, che insegna quanto si può osare senza esasperare i compagni, si fa più pacifico e rilassato.
Il gioco diverrà nuovamente pesante nell’età giovanile, con il crescere delle esigenze biologiche.
Gioco Sociale – ha scopo tattico - di carattere gerarchico; con l’intento di sottrarsi ad una sfida; per rubare una porzione di cibo (gioco simulato).
Il gioco simulato è indice di astuzia. Le tecniche vengono affinate con l’esperienza (un lupo adulto non si farà rubare tanto facilmente un pezzo di carne con un invito al gioco).
Fra gli adulti il gioco è usato spesso nei conflitti sociali, nelle relazioni gerarchiche, come iniziativa a scopo sessuale, per la gestione delle risorse vitali (vitto e alloggio).
Usando atteggiamenti giocosi, non si rischia un conflitto diretto che può degenerare in una lotta. I gregari sono molto condizionati da questo comportamento, poiché la pressione sociale li obbliga ad una continua “dar prova del proprio valore”. La permanenza nel branco spesso dipende da questi atteggiamenti.

Il saluto – ogni lupo, dall’ultimo salendo la scala gerarchica, esibisce movenze di sottomissione attiva (entusiastici colpetti, leccamenti delle labbra – comportamento del cucciolo che chiede cibo), per mostrare affetto, riconoscenza, amicizia… ciò permette di rigenerare i legami inibendo reazioni negative nei propri confronti. La risposta che ne consegue è, generalmente, di benevola superiorità. La conclamazione di rinsaldo a conferma della stabilità del branco, si può apprezzare nella cerimonia di gruppo, nella quale tutti i membri si riuniscono attorno al leader toccandolo con il muso, sfiorandolo e leccandolo sulla faccia. Questa cerimonia di saluto festoso, avviene più spesso quando il maschio Alfa torna dopo breve assenza, o quando i lupi sono stati temporaneamente separati, con minor evidenza quando viene fiutata la traccia di una preda, prima di iniziare l’inseguimento.
Il saluto è un gesto da subordinato che ha origine direttamente dalla richiesta di cibo del cucciolo.

Dati questi presupposti, è raro che un lupo dominante, debba imporsi su un suo inferiore, utilizzando qualcosa di più serio di una minaccia.

Tratto dalle dispense del corso: Primi Passi verso la Conoscenza del Cane - Paolo Caldora e Barbara Tullio

L'uomo contro il Lupo - da amico a nemico per paura di perdere il potere

…La persecuzione e lo sterminio perpetrato ai danni del lupo hanno origini medioevali, causate dal non saper più discernere con chiarezza l’antico e mitizzante significato di questo animale nel linguaggio arcaico. Il prevalere del terrore e dell’aspetto negativo nell’immaginario popolare portò l’Europa del Medioevo a inventare le più crudeli strategie di caccia per sterminarlo. Unica eccezione leggendaria quella del lupo di Gubbio, ammansito da Francesco d’Assisi, santo che ricordava sapienzialmente come dialogare con tutti: il lupo visse tranquillo e non più temuto, ma anzi nutrito e accudito da un’intera comunità.
In ogni villaggio spagnolo attorno al 1100, invece, il sabato si organizzava obbligatoriamente una battuta di caccia al lupo; a Vicenza nel 1300 vennero erette mura di cinta come barriere per i lupi; in molti paesi europei il lupo veniva catturato, processato e impiccato come i ladri; nel 1308 Filippo il Bello istituì un corpo speciale di cacciatori preposti al lupo denominato Louveterie; in Inghilterra, il pregiudicato che avesse voluto riscattare i propri reati era tenuto a consegnare alla corte cento teste di lupo; in Russia la caccia al lupo divenne prerogativa nobiliare e aristocratica, resa più divertente dal legare dietro una slitta in corsa la carcassa sanguinante di un animale domestico, lasciare che un branco di lupi entrasse in quella scia e sparare sul gruppo a più non posso; nel 1560 i Savoia diedero il permesso di cacciare senza restrizione i lupi in Piemonte; fino ai primi decenni del Novecento era comune in Italia la figura del “lupanaro”, uccisore di lupi di professione, armato di tagliole, uncini, scure e corde che aspettava il passaggio dei lupi nei boschi, nascosto sugli alberi. Tanto ha potuto la natura umana, generalmente vittima della propria tendenza egemonica, apportatrice, nel corso di errori accumulati nei secoli, di danni anche ecologici e ambientali.
Così nel 1500 veniva abbattuto in Inghilterra l’ultimo lupo; nel 1800 in Francia non ne rimaneva nemmeno la traccia; in Scozia e in Irlanda gli ultimi lupi furono intravisti fra il 1700 e il 1770; in Italia fu eliminato dalle Alpi nel 1927, dal Cuneese nel 1921, dalla Pianura Padana nel 1830.
Credo che l’attuale revisione della fama del lupo e il suo reinserimento, almeno nei parchi naturalistici di tutto il mondo, siano una piccola speranza accesa, una fiaccola tenue che serve comunque a dare risalto ai bagliori di splendida libertà che si possono ammirare nei suoi occhi, così come credo profondamente che nell’omega del mondo – e all’interno di ogni tipo di fede – tornerà il tempo in cui lupi e agnelli condivideranno senza prevaricazioni gli stessi spazi, infiniti, liberi ed eterni.

Articolo della professoressa Barbara Spadini

Per leggere l’articolo completo: http://vocedellafogna.wordpress.com/2010/11/07/nell%E2%80%99orma-del-lupo-seconda-e-ultima-parte/

IL LUPO E L'UOMO
Tipico dell’uomo è attribuire ad animali capaci di suscitare in lui una qualche suggestione, virtù o vizi che, in realtà, appartengono solo alla nostra specie. Il lupo, avendo da sempre stimolato l’immaginario umano, ricorre frequentemente nella cultura, tradizione e folklore della maggior parte delle civiltà dell’emisfero boreale, suscitando in generale sentimenti contrastanti, ovvero di odio e ammirazione. Aldilà di altre caratteristiche del lupo che hanno influenzato la sua considerazione presso l’uomo, l’ululato - il suo tipico mezzo di comunicazione - ha indubbiamente toccato corde profonde dell’emotività umana fin dalla notte dei tempi, costituendo uno dei suoni più impressionanti udibili in natura, affascinante ed inquietante allo stesso tempo. Una vocalizzazione lamentosa, e per certi versi sinistra, che ha accompagnato da tempi immemori la storia e lo sviluppo delle civiltà dell’emisfero settentrionale.
Occorre risalire al Paleolitico (tra 1 e 2 milioni di anni fa) per comprendere l’origine del complesso rapporto tra uomo e lupo, quando l’Eurasia era costituita da tundre e taighe, ed il clima glaciale faceva fluttuare con le sue intermittenze una formidabile fauna di renne, cavalli selvatici, bisonti uro e cervi. In quell’epoca due cacciatori straordinariamente simili per tecniche e capacità venatorie, l’uomo ed il lupo, si spartivano questa ricchezza di prede senza conflitti. Entrambi caratterizzati dall’appartenenza a gruppi sociali strutturati gerarchicamente al loro interno in modo ben definito, ma soprattutto dall’attitudine ad abbattere prede dalla mole più grande della propria, grazie alle potenzialità offerte dalla "caccia sociale", ovvero grazie all’azione concertata e coordinata dei vari membri del gruppo, oltre che alle fini capacità di comunicazione. L’uomo ed il lupo, in questo modo, si affermarono da un punto di vista evolutivo, in ambito boreale, come predatori di primo piano, in seguito alla sparizione da questo scenario dei grandi felini.
Tutto sembra indicare che fino a quando l’uomo non iniziò a dedicarsi alla pastorizia, esso condivise con il lupo i propri territori senza entrare in competizione diretta. Infatti, gli equivalenti moderni e contemporanei dei cacciatori nomadi paleolitici, ovvero gli Indiani Nord Americani e gli Eschimesi, non odiano il lupo, ma al contrario, gli attribuiscono tutte le virtù del perfetto cacciatore, spesso venerandolo addirittura come divinità positiva. Fra i pellerossa era infatti comune che i guerrieri più audaci, nonché i migliori cacciatori portassero il nome di questo animale (Lupo Rosso, Lupo Grigio, etc). Gli Eschimesi d’altra parte considerano il lupo una divinità positiva, Amorak, identificata nella luce solare. I Mongoli invece identificavano in questo animale il mitico progenitore di Gengis Khan. Questi fatti testimoniano chiaramente l’ammirazione che l’uomo cacciatore provava, e prova tutt’oggi, per la resistenza, la forza, l’intelligenza, la tenacia ed il coraggio del lupo.
Si ritiene che il lupo sia entrato in conflitto diretto con l’uomo - e da quel momento sia divenuto così un proscritto da combattere ed annientare - allorché questi si dedicò alla pastorizia. Infatti il lupo, predatore altamente adattabile, generalista ed opportunista, ebbe ben presto modo di sperimentare ed apprezzare i vantaggi derivanti dalla predazione sugli animali domestici che, avendo perso la capacità di difendersi dai predatori nel corso del processo di domesticazione, rappresentavano, e rappresentano, una preda allettante e facile rispetto ai loro progenitori selvatici. Da quei tempi la inclinazione dei lupi ad approfittare di questa relativamente facile fonte di nutrimento - con frequenze estremamente variabili a livello locale a seconda delle caratteristiche ambientali e delle contingenze stagionali (e.g., scarsità di ungulati selvatici) - ha influenzato pesantemente il suo rapporto con l’uomo. Un altro conflitto irrisolto, completamente sovrapponibile a quello tra uomo e lupo, è quello che vede un altro canide, il coyote (Canis latrans), come protagonista, in qualità di saccheggiatore di greggi, nel settore occidentale degli USA. La tentazione dei coyotes a effettuare "prelievi" sistematici dai greggi di certe zone è stata suggestivamente stigmatizzata come equivalente alla situazione di un bambino che si ritrovi, senza il controllo dei genitori, in un negozio di caramelle (Sacks 1996).
Per molti secoli gran parte della popolazione umana dell’Europa settentrionale fu costituita da pastori nomadi. A quel tempo i pascoli disponibili erano scarsi rispetto alla copertura forestale, ed il clima di molte di queste regioni europee obbligava i pastori a lunghi e continui trasferimenti. La densità della popolazione umana era relativamente bassa e le distanze da coprire così ampie che era impossibile per questi pastori conoscere in dettaglio i territori che via via frequentavano, nonché di avere a disposizione strutture atte al ricovero notturno delle bestie. Questo fatto, in aggiunta alle difficoltà da parte dei cani da pastore di poter svolgere il loro ruolo in tragitti così lunghi e attraverso luoghi così diversi, spinse questi pastori a combattere sistematicamente i lupi attraverso intense campagne di eradicazione della specie (Mc Namee 1997).
Nell’Europa meridionale invece, dal clima più mite e quindi più ospitale, la pastorizia si sviluppò fin dall’inizio come attività stanziale. Il bestiame veniva cioè allevato, durante il corso di tutto l’anno, su pascoli relativamente circoscritti, e gli spostamenti stagionali venivano effettuati, fino a non poco tempo fa, lungo tragitti tradizionali (i.e., transumanze), di minor scala spaziale rispetto a quelli intrapresi dai pastori erranti del Nord Europa. Inoltre, differenza significativa, i pastori stanziali utilizzavano ricoveri per le greggi. Questi pastori hanno quindi vissuto per secoli in fattorie e villaggi adiacenti ai pascoli, in rapporto di vicinanza con territori accidentati e riccamente forestati abitati dai lupi. I greggi venivano mantenuti anno dopo anno sugli stessi pascoli, estivi ed invernali, cosa che permetteva al pastore di sviluppare una intima conoscenza del territorio che frequentava. Questo costituiva certamente un notevole vantaggio nel contrastare efficacemente i potenziali pericoli dovuti alla presenza dei lupi, in quanto il pastore sapeva perfettamente quanti branchi vivevano nei paraggi, e le loro abitudini nel corso delle stagioni. Il pastore aveva così la possibilità di mettere in atto le contromisure del caso, semplici ma efficienti, tramandate di generazione in generazione, come l’uso di cani da pastore appositamente selezionati ed addestrati all’uopo (e.g., il pastore maremmano), la sorveglianza ed il ricovero notturno del bestiame in determinate condizioni etc. In altre parole si creò un rapporto di convivenza più o meno pacifico tra il predatore lupo e l’ex-predatore uomo, basato sulla reciproca conoscenza e rispetto (Mc Namee 1997). D’altra parte anche il rapporto tra queste società pastorali stanziali ed il lupo non è sempre stato pacifico, anzi. I sentimenti contrastanti suscitati dal lupo in questi popoli, si riflettono nel modo in cui l’animale veniva rappresentato nelle loro culture e miti. La figura di una lupa rappresenta nella cultura classica la madre adottiva di Romolo e Remo, i mitologici fratelli fondatori e capostipiti di Roma. Ma è proprio con l’avvento delle religioni monoteistiche, che si accompagnarono alle civiltà pastorali stanziali, che il lupo venne rappresentato quale simbolo di malvagità, crudeltà e perfino eretismo. Sebbene momentaneamente riabilitato da San Francesco d’Assisi nel XIII sec., il lupo continua ad essere tuttora associato, nelle leggende, nei detti popolari e nelle tradizioni degli ambienti rurali, a qualità essenzialmente negative.
Si crede dunque che questo differente modo di rapportarsi al lupo da parte dei pastori nomadi settentrionali e da parte di quelli stanziali meridionali, abbia determinato l’areale di distribuzione di questo predatore/competitore dell’uomo nell’Europa dei tempi storici. Ossia, praticamente sterminato nell’Europa nord-occidentale, il lupo continuava a sopravvivere nelle sterminate regioni dell’Europa nord-orientale - fino alle propaggini più estreme della Siberia - grazie alle basse densità umane (che implicavano una bassa pressione persecutoria), e nell’Europa meridionale, in un equilibrio sofferto ma complessivamente stabile con le popolazioni rurali.
La persecuzione del lupo si è però acuita in Occidente nel corso del 900, in particolar modo dopo il secondo conflitto mondiale, parallelamente al progressivo ed inarrestabile incremento demografico delle popolazioni umane, imponendo al lupo una ulteriore drastica riduzione del suo areale di distribuzione. Durante questi due secoli sono stati usati allo scopo i mezzi più disparati, dai bocconi avvelenati, alle tagliole, alla distruzione sistematica delle tane, alle aquile reali addestrate all’uopo dai Kirghisi, fino alla recente caccia da velivoli. Lo sterminio del lupo è stato particolarmente efficiente e sistematico negli Stati Uniti, dove il canide venne praticamente eradicato da 48/49 dei 50 stati contigui, già nella prima metà del secolo. Nel quadro sopra esposto non meraviglia quindi che il lupo sia persistito in densità naturali solo nei territori più inospitali e freddi - e per questo meno ambiti dall’uomo - dell’emisfero boreale, ovvero nelle regioni dell’estremo nord, in Canada, Alaska e Russia.

http://digilander.libero.it/alatna66/i%20lupi%20e%20l'uomo.htm

CACCIA AL LUPO SIBERIANO… L`ENNESIMA GUERRA

Archiviato in: Notizie dal mondo, Pensieri e Riflessioni — Valerio Russo 2 Febbraio 2010 @ 12:10
Radicata nell’immaginario collettivo è la figura del lupo quale emblema del male assoluto. Una simile connotazione gli viene attribuita dalla letteratura gotica, ma anche dall’iconografia cristiana e dalla religione zoroastriana, secondo le quali questo animale rappresenterebbe il male insito nella natura umana.
Vi sono tuttavia, altre visioni totalmente opposte a quelle sopra descritte, basterà pensare che secondo il mito fu una lupa ad allattare e proteggere Romolo e Remo, o guardare alla mitologia celtica, irlandese e greca, dove il lupo assunse la connotazione di divinità.
A tal proposito, le parole dello scrittore e filosofo Mark Rowlands lasciano molto riflettere:
“In greco, «lupo» si dice lykos, una parola così simile all’aggettivo leukos, «bianco», «splendente» (e quindi tale da evocare la luce), che i due termini sono stati spesso associati. Può darsi, quindi, che tale associazione sia derivata semplicemente da errori di traduzione, oppure che fra le due parole ci fosse un nesso etimologico più profondo. Ma, quale che fosse la ragione, Apollo veniva considerato il dio sia del sole sia dei lupi”¹.
Allora perché è più diffusa la tendenza secondo la quale il lupo viene identificato come un essere pericoloso, una creatura appartenente alle tenebre ed al malvagio?
So che molti potrebbero non apprezzare il rispondere ad una domanda con un’altra domanda ma credo che ciò possa aiutarci, e la domanda suona così: Quanto risulta vantaggioso in una guerra identificare il ‘nemico’ quale incarnazione del male?
Qualcuno riterrà inopportuna la parola ‘guerra’, eppure, l’uso di tale termine non sembra affatto impreciso, soprattutto se teniamo in considerazione la tendenza dell’uomo a nutrire una profonda ostilità verso qualsiasi cosa gli sia sconosciuto ed, in particolar modo, nei confronti di ogni cosa gli sia d’ostacolo. Se poi, del suddetto ostacolo, si possono accentuare i lati minacciosi e quanto mai pericolosi attraverso un’architettura della paura, ciò può giustificare ogni misura intrapresa.
Si, un’architettura della paura, ossia quella costruzione che si avvale di credenze popolari e racconti non certificabili che vanno a modificare negativamente la predisposizione emotiva verso il soggetto o l’evento trattati. Nella pratica umana, ciò che viene usato per demonizzare l’altro-da-noi, così da poterlo eliminare.
Questo è quanto sta accadendo ad Irkutsk, città della Russia siberiana centrale, dove i cittadini hanno gridato alla minaccia incombente non appena il lupo ha iniziato a ri-popolare le gelide distese siberiane. Utilizzo il termine ri-popolare perché, la taiga di queste terre, è da sempre habitat naturale per questa specie, la quale, tuttavia, è stata minacciata più volte dall’uomo mediante veri e propri stermini.
Ai tempi degli Zar le giornate della caccia al lupo con premi ed onorificenze per tutti erano quasi all’ordine del giorno. Nell’era sovietica, lo sterminio sistematico fu operato dall’esercito che adottò la caccia degli aerei e dei mezzi militari (ne furono uccisi quasi due milioni di esemplari).
I pochi lupi superstiti hanno progressivamente imparato la dura arte della sopravvivenza nascondendosi per evitare di essere uccisi e sciogliendo rapidamente i branchi al minimo sospetto. Ciò ha determinato, in due anni, un incremento della popolazione da duemila a tremila e cinquecento esemplari.
Verrebbe spontaneo definire quanto è avvenuto un vero e proprio miracolo della natura, poiché, dopo essere quasi scomparsi da queste terre, i lupi sono tornati ad abitarle, ma ciò non vale per la cupidigia umana che pretende tutto per sé.
Quello che si chiama nascita, l’uomo la chiama infestazione; quel che è vita deve essere trasformato in morte affinché il dominio dell’essere umano non subisca minacce.
Occorre precisare: Non c’è stato nessun attacco da parte dei lupi a Irkutsk (dato che questi hanno imparato a girare alla larga dall’uomo) eppure, gli abitanti hanno già iniziato a rispolverare tutti gli identikit del lupo quale belva affamata di carne e dunque possibile minaccia per gli allevamenti ed i bambini.
Ecco allora istituiti premi per chiunque contribuisca alla caccia spietata; dai cacciatori di professione, ai dilettanti che hanno sete di soldi e di misera avventura.
La quantità del denaro incassato differisce a seconda che la carcassa appartenga ad un lupo adulto o ad un cucciolo. Si uccide senza remore alcuna, e l’orrore viene sostituito dal guadagno, minore per le prede piccole, maggiore per quelle grandi.
Uno studio recente ha dimostrato che il lupo della Siberia è più forte rispetto alle altre popolazioni della specie per la sua monogamia: una volta scelta una compagna non l’abbandona mai ed insieme vivono una vita da predatori e da braccati fiutando gli allarmi ed aiutandosi luno con l’altro. Inoltre, l’intelligenza di questi animali, consente loro di formare solidi branchi in cui vige una mutua assistenza con conseguente incremento delle abilità di caccia.
Tuttavia, allo stato attuale, questo mammifero è il più delle volte costretto a mangiare rifiuti o carcasse a causa della diminuzione e scomparsa -ad opera dell’uomo- delle sue prede d’ elezione (cervo, capriolo, lepri e topi).
Un ritratto questo che decisamente non coincide con la creatura infernale descritta dalla fantasia popolare.
Torniamo ora all’incipit, all’inizio di tutto, dove ci siamo accorti che la rappresentazione del lupo come lato oscuro era quella che prevaleva nell’immaginario delle persone e chiediamoci come sia nato e sviluppato questo immaginario collettivo sul quale si basano molti dei giudizi attuali.
La risposta è semplice: Alcune di queste storie risalgono ad un’epoca agro-pastorale quando il lupo aggrediva le greggi dei pastori; tuttavia questa immagine è stata caricata nei secoli di significati ancora più perniciosi di quanto in realtà non fosse. Ciò è servito come valida scusante per lo sterminio indistinto di questo animale.
Tutt’oggi, nonostante i rischi che questa specie corre (dal 1982 è stata classificata come specie protetta), la figura del lupo come forza demoniaca serve all’uomo per legittimare le azione intraprese contro questo animale, vere e proprie guerre e massacri sanguinari contro contro un essere che vivendo richiede un suo legittimo posto nel mondo.
Assistiamo così all’uccisione dei lupi mediante le carabine, con le trappole disseminate nei boschi, che provocano atroci sofferenze all’animale, perfino con il veleno, una micidiale miscela a base di fluoro che viene sparsa istericamente un po’ ovunque. Naturalmente tutto ciò mette a rischio anche le altre specie animali.
Possiamo ancora dire che il lupo sia quella creatura assetata di sangue che viene descritta?
Siamo davvero sicuri che l’uomo stia combattendo una guerra contro IL perfido predatore?
Basta guardare ad episodi passati per accorgersi che troppo spesso (e volentieri) l’essere umano ha parlato di creature minacciose e della necessità di difendersi…
Ma quante delle suddette creature minacciano realmente l’uomo?
Vogliamo forse ricordare che prima del lupo ci fu il caso del Far West, in cui vennero offerte ricompense a Buffalo Bill per sterminare i bisonti? Un massacro
Ci fu anche una caccia agli orsi che avevano razziato i pollai in una vallata di Belluno…. Un massacro
Ed ancora quei cinghiali di Sulmona che si erano avvicinati troppo alle abitazioni… Un massacro
Ed allora perché, in tutta questa storia, sembra proprio che l’unico essere perfido è sleale è proprio quello che utilizzando il pretesto di sentirsi minacciato e la diffusione di storie atte a demonizzare l’alterità animale, sta dando vita all’ennesimo massacro?
Valerio Russo
¹ Mark Rowlands, The Philosofer and the Wolf: Lessons from the Wild on Love, Death and Happiness (trad. it. a cura di Nicoletta Lamberti, Il lupo e il filosofo. Lezioni di vita dalla natura selvaggia, Mondadori, Milano, 2009) p. 5

http://www.eticanaturale.altervista.org/?p=148

Torna il lupo carico di pregiudizi e leggende

Il predatore giunge da est dove le popolazioni, favorite dalle leggi di protezione e dall’allargamento dell’habitat, sono in espansione.
Da quando l’uomo è comparso sulla terra ha iniziato due attività: organizzare la propria vita e sterminare i lupi. La prima è riuscita in pieno, la seconda non solo è fallita, ma addirittura si è rovesciata. Adesso l’uomo protegge il lupo. Ma millenni di persecuzioni, dicerie, leggende, falsità, miti, timori, simbolismi, identificazioni, insomma millenni di storia e cultura non sono passati senza lasciare traccia. E questa traccia è nel pregiudizio, nell’atavico timore che perseguita questo magnifico canide, tra i più efficaci predatori selezionati dalla natura.
Lo sterminio del lupo è stato all’inizio un atto di difesa: dalla sua competizione quando i primi uomini erano anch’essi predatori, dalle sue scorreria quando è stato inventata la domesticazione e l’allevamento degli animali; poi un atto religioso quando il lupo è stato identificato, come scrisse Sant’Eucherio, vescovo di Lione nel quinto secolo, nell’incarnazione del demonio («Lupus: diabolus vel haeretici», si legge nel Formulae spiritualis intelligentiae). Competitore, bestia immonda, uccisore di uomini, il lupo è sempre stato, nell’occidente cristiano, un animale-peccato. Nell’età classica è solo il nemico delle greggi o un presagio avverso, nel medioevo evangelizzato diventa il male, pericoloso per gli allevamenti e le stesse persone. Tanto da pianificarne la difesa e l’estinzione (molte città dal XI al XIII secolo si dotano di mura per evitare l’intrusione dei lupi più che degli eserciti nemici). In altre culture, come quelle sciamaniche, è invece un totem, un animale-divinità. La religione che ha al centro l’uomo, il dominatore della natura, pone il lupo come suo massimo nemico, lo eleva a simbolo e ne cancella la naturalità e la scientificità facendolo diventare un essere metafisico. Il nemico è un lupo assassino, l’eretico è un lupo, i potenti avversati sono lupi; ci sono perfino gli uomini che si trasformano in lupi.
Nella religione che pone l’uomo in mezzo alla natura, il lupo è “solo” un predatore, un animale forte e intelligente da prendere a modello anche nella sfera trascendente.
Milioni di lupi sono stati così uccisi, la specie è stata scacciata dalle nostre foreste, allontanata dalle nostre città, cancellata da interi territori. Lo sterminio, l’estinzione è riuscita solo nelle isole. Nel continente europeo la grande mobilità e adattabilità, l’organizzazione sociale, la “cultura”, ha permesso al lupo di resistere, di sopravvivere e di riprendersi i suoi spazi quando l’uomo li abbandona. In sintesi per eliminare definitivamente il lupo occorre distruggere totalmente il suo habitat. Cioè commettere un male infinitamente maggiore e che si perpetua nel futuro, per estirpare un danno tutto sommato minore.
Tutto questo preambolo per dire che la recente segnalazione dell’avvistamento di un lupo nel territorio del parco delle Prealpi Giulie non è una notizia che possa passare inosservata e senza evocare nulla. Il nostro Friuli è pieno di testimonianze sulla presenza del lupo, dai numerosi toponimi (Lovaria, Lovaris, Lovarie e così via) a testimonianze come il grande affresco della parrocchiale di Tauriano di Spilimbergo dedicato nel 1527 allo scampato pericolo per un’invasione di lupi.
L’Università di Udine, il servizio caccia della regione con le omologhe istituzioni slovene ha avviato un progetto Interreg sui grandi predatori (orso, lince). In Slovenia il lupo è stato sempre presente e ora le popolazioni, protette dalle leggi, stanno crescendo di numero (leggete l’articolo qui a fianco), tanto che sono stati autorizzati degli abbattimenti selettivi e in particolare lungo il confine italiano, dal Carso alle valli del Natisone.
Ora queste segnalazioni confermano sia le previsioni degli esperti di una espansione della specie a nord ovest del sistema dinarico-balcanico, che gli sporadici avvistamenti del passato, spesso liquidati con ironia (”tu as bevut”) o non considerati per l’apparente “impossibilità” che fossero veri. In effetti piano piano, passo dopo passo, questo splendido animale, estremamente mobile, molto resistente adattabile a qualunque situazione, è arrivato fino a noi, attuando una colonizzazione parallela a quella che sta avvenendo nell’arco alpino occidentale (fino in Francia e Svizzera) con i lupi provenienti dall’Appennino centro-meridionale. In Friuli Venezia Giulia, invece, i “nuovi arrivi” delle specie animali giungono da est. Il ritorno del lupo è favorito sia dalle leggi di protezione (fondamentali quelle slovene) che dall’espansione delle foreste con conseguenti grandi disponibilità di prede (ungulati, ma anche e soprattutto volpi, carogne, cibo disponibile nelle discariche). Quelli che arrivano nella nostra regione non sono branchi, ma individui erratici o piccoli nuclei familiari. L’Università di Udine sta predisponendo una serie di monitoraggi e una ricerca con il sistemawolf howiling,cioè con le risposte agli ululati lanciati da un registratore. Il lupo sta ritornando, porta con se una grande ricchezza di biodiversità, nuove prospettive di promozione del territorio, ma anche millenari pregiudizi. Più che un affare tecnico-biologico, il successo del ripopolamento del lupo è una questione socio-culturale.

Umberto Sarcinelli http://guide.supereva.it/parchi_naturali/interventi/2005/02/197191.shtml

Puoi trovare alcune Leggende Indiane sul Lupo su http://www.stellagrigia.net/leggende.htm

Giobbe Covatta - Cappuccetto Rosso

Vedete bambini, non è difficile scrivere una favola.
Si prendono due o tre deficienti a caso e si mettono in un castello o in un bosco... Vi faccio un esempio: Cappuccetto Rosso è una favola popolata esclusivamente da imbecilli.

La nonna di Cappuccetto Rosso vive nel bosco e tiene novantacinque anni.
Ma vai all'ospizio, cretina! Come ti viene in mente a novantacinque anni di vivere nel bosco da sola, che costringi i parenti ad andare avanti e indietro, avanti e indietro, avanti e indietro, per la foresta?
E poi uno si stupisce se la gente lascia i nonni sull'autostrada d'estate! E' logico!!!

La mamma di Cappuccetto Rosso è un'altra scimunita.
Dà alla bambina il cestino e le dice: "Tieni, vai dalla nonna e portale da mangiare! Ciao, in bocca al lupo".
Cappuccetto Rosso immediatamente si gratta!

Arrivata nel bosco incontra il lupo più imbecille della storia del WWF, che non se la mangia ma chiede ansioso: "Dove vai bella bambina?" - "Dalla nonna" risponde lei.
E il lupo, invece di mangiarsela sul posto, come farebbe un lupo con un normale quoziente intellettivo, va a casa
della nonna e mette in piedi una sceneggiata che al confronto Mario Merola non è nessuno!

Arriva alla casetta e bussa.
"Toc, toc"
"Chi è?"
"Cappuccetto Rosso"
"Avanti"

E qui abbiamo la conferma che la nonna è completamente arteriosclerotica: mò, pure se Cappuccetto Rosso tiene la voce di Fausto Leali durante una crisi d'asma, come può la nonna confonderla con un lupo?

A questo punto il lupo entra e si mangia la nonna.
Notare l'educazione del lupo che non sarebbe mai entrato a mangiarsi qualcuno senza bussare.

Qui avviene il capolavoro della storia.
La vera genialità: il lupo invece di mettersi dietro la porta con una mazza e dire: "Mò, quando arriva la creatura le do una mazzata in faccia, l'allesso e poi me la sgranocchio", nooo! Il lupo che fa?! Si mette la camicia da notte della nonna, la
cuffietta con le orecchie che escono attraverso apposite asole che lui stesso ha approntato (si sa che i lupi sono sarti provetti) e si infila nel letto.

Arriva Cappuccetto Rosso, che i più intimi chiamano Einstein per la sua intelligenza pronta e vivace, entra, guarda il lupo e invece di chiamare il 113, oppure dirgli: "Imbecille, come ti sei combinato, hai perso completamente tutta la dignità di lupo, guarda là, sembri Ave Ninchi", come reagisce??? Dice: "Oh, nonna, che peli lunghi che hai!"

Ora bambini: chiunque di voi possieda un cane provi a mettergli una cuffia e un paio di occhiali da vista e veda se somiglia alla nonna! Se sì, fate abbattere vostra nonna o consegnatela alle autorità.
Ora... è vero che la nonna non ha riconosciuto la voce del lupo da quella della nipote, d'accordo, ma la nonna tiene novantacinque anni e può essere rincoglionita.
Ma Cappuccetto Rosso come fa a non distinguere sua nonna da un lupo con una cuffietta?! Ma chi tiene per nonna? King
Kong?
Pure se quella non si fa la ceretta dal 1931, chi è? Lucio Dalla? Lo Yeti?
Comunque, tutto è bene quel che finisce bene e il lupo se la mangia.

UN POPOLO CHE HA SEMPRE RISPETTATO IL LUPO

RISPOSTA DI CAPO SEATTLE DEGLI SUQUAMISH AL GOVERNATORE BIANCO ISAAC STEVENS IN UNA FREDDA GIORNATA DI DICEMBRE DEL 1853.

Ogni pezzo di questa terra è sacro per il mio popolo.

Ogni lucente ago di pino, ogni tenera riva,

ogni vapore negli oscuri boschi, ogni raduna,

ogni insetto ronzante, sono sacri, nella memoria e nell'esperienza del mio popolo.

La linfa che scorre negli alberi

porta con sè i ricordi dell'uomo rosso.

I morti dell'uomo bianco dimenticano il luogo della propria nascita

quando camminano tra le stelle.

I nostri morti non dimenticano mai questa bellissima terra. perchè essa è la madre degli uomini rossi.

I nostri morti continuano ad amare e a ricordare, i rapidi fiumi della terra,

le scintillanti increspature sulla superficie degli stagni,

gli sfarzosi colori degli uccelli.

Noi siamo parte della terra ed essa è parte di noi.


I fiori profumati sono nostri fratelli,

il cervo, il cavallo, la grande aquila, questi sono nostri fratelli.

Le creste rocciose, gli spiriti dei prati,

il calore del corpo del cavallo

e l'uomo appartengono tutti alla stessa famiglia.

Così quando il Grande Capo di Washington ci fa sapere che

desidera comperare la nostra terra, ci chiede tanto.

Su quello che Capo Seattle dice,

il Grande Capo di Washington può contare, così

come i nostri fratelli bianchi possono contare sul ritorno delle stagioni.

Le mie parole sono come le stelle.

Esse non tramontano.


Il Capo di Washington ci manda parole di amicizia e di buona volontà.

Questo è gentile da parte sua.

Così noi valuteremo la vostra offerta di comperare la nostra terra.

Non sarà facile.

Per noi la terra è sacra.

Noi siamo felici nei boschi e sui torrenti che scorrono veloci.

L'acqua che pulsa nei ruscelli non è acqua, ma il sangue dei nostri antenati.

Se vi venderemo la nostra terra, dovrete ricordarvi che essa per noi è sacra,

e dovrete insegnare ai vostri figli che essa è sacra.

Ogni riflesso spettrale sulla limpida acqua dei laghi racconta eventi e memorie

della vita del mio popolo.

Il gorgoglio dell'acqua è la voce del padre di mio padre.

I fiumi sono nostri fratelli; essi spengono la nostra sete.

I fiumi, nel tenero abbraccio delle loro rive, trasportano le nostre canoe dove essi vogliono.

Se venderemo la nostra terra, dovrete ricordare e insegnare ai vostri figli

che i fiumi sono nostri fratelli, e vostri,

e voi dovrete d'ora innanzi trattare i fiumi con la stessa gentilezza

con la quale trattereste un vostro fratello.


Così Capo Seattle valuterà l'offerta del Capo di Washington.

Ci penseremo su.

L'uomo rosso ha sempre indietreggiato all'avanzare dell'uomo bianco,

come la bruma sui pendii montani fugge davanti al sole del mattino.

Per noi le ceneri dei nostri padri sono sacre.

Le loro tombe sono terreno consacrato, e così queste colline,

questi alberi.

Questa parte di terra per noi è sacra.


L'uomo bianco non capisce.

Per lui ogni pezzo di terra è uguale a un altro, poichè egli

è un vagabondo che arriva di notte, e prende dalla terra tutto ciò di cui ha bisogno.

La terra non è sua sorella, ma il suo nemico,

e quando nella lotta risulta vincitore, se ne va.

Si lascia alle spalle le tombe dei suoi padri, e non gliene importa.

Toglie la terra ai suoi figli. E non gliene importa.

Le tombe dei suoi padri e il diritto di nascita dei suoi figli

vengono dimenticati dall'uomo bianco,

che tratta sua madre la terra e suo fratello il cielo alla stregua di

cose da comperare, depredare, e vendere come si fa con le pecore,

il pane o le perline luccicanti.

In questo modo, i cani dell'avidità divoreranno la fertile terra

e lasceranno solamente un deserto.


L'uomo bianco è come un serpente che si mangia la coda per vivere.

E la coda diventa sempre più corta.

Le nostre usanze sono diverse dalle vostre.

Noi non viviamo bene nelle vostre città, che sembrano un'infinità

di nere verruche sulla faccia della terra.

La vista delle città dell'uomo bianco fa male agli occhi dell'uomo rosso

come la luce del sole che colpisce gli occhi di chi emerge da una grotta buia.

Nelle città dell'uomo bianco ci si sforza sempre di superare in velocità una valanga.


Il rumore sembra perforare le orecchie.

Ma che senso ha di vivere se non si riesce a sentire

il verso solitario del tordo o il gracidare delle rane di notte intorno ad uno stagno?

Ma io sono un uomo rosso e non capisco.

Io preferisco il vento che dardeggia sulla superficie di uno stagno

e il profumo del vento stesso, purificato da uno scroscio di pioggia a mezzogiorno.

L'aria è preziosa per l'uomo rosso, perchè tutte le cose condividono lo stesso respiro;

gli animali, gli alberi, e l'uomo, partecipano tutto dello stesso respiro.

L'uomo bianco non si preoccupa dell'aria fetida che respira.

Come un uomo che ormai soffre da molti giorni, è insensibile al tanfo.


Ma se venderemo la nostra terra,

dovrete ricordare che per noi sono preziosi l'aria, e i nostri alberi, e gli animali.

Il vento dona all'uomo il suo primo respiro e riceve il suo ultimo respiro.

E se noi venderemo la nostra terra,

voi la preserverete come isola sacra, come un luogo dove persino l'uomo bianco può

recarsi per sentire il profumo del vento addolcito dai fiori di campo.


Così valuteremo la vostra offerta di comperare la nostra terra.

Se decideremo di accettare,

in questo momento voglio porre una condizione:

l'uomo bianco deve trattare gli animali di questa terra come fratelli.

Mi hanno raccontato

di migliaia di bisonti lasciati a imprudire nelle praterie dagli uomini bianchi

che avevano sparato loro da treni in corsa.

Io non capisco.

Per noi gli animali sono nostri fratelli, e noi uccidiamo solo per sopravvivere.

Se noi venderemo all'uomo bianco questa terra,

egli deve fare la stessa cosa, perchè gli animali sono nostri fratelli.

Che cosa è l'uomo senza gli animali?

Persino il lombrico mantiene soffice la terra perchè l'uomo possa camminarci.

Se tutti gli animali scomparissero, gli uomini morirebbero a causa della grande solitudine.

Perchè tutto ciò che succede agli animali, succede all'uomo perchè

noi tutti partecipiamo dello stesso respiro.


Noi valuteremo la vostra offerta di comperare la nostra terra.

Non mandate uomini a chiederci di decidere in fretta.

Noi decideremo con i nostri tempi.

Se dovessimo accettare, in questo momento pongo una condizione:

non ci verrà mai negato il diritto di camminare delicatamente sulle tombe dei nostri padri,

delle nostre madri e dei nostri amici,

né l'uomo bianco potrà profanare queste tombe.


Le tombe dovranno ricevere sempre la luce del sole e la pioggia che cade.

Allora l'acqua cadrà lievemente sui verdi germogli e filtrerà lentamente in basso per

inumidire le labbra riarse dei nostri antenati e spegnere la loro sete.

Se vi venderemo questa terra,

voglio porre subito questa condizione:

dovrete insegnare ai vostri figli che la terra sotto i loro piedi

risponde più teneramente ai nostri passi che ai vostri, perchè è ricca delle vite

dei nostri simili.

Insegnate ai vostri figli ciò che noi abbiamo insegnato ai nostri,

che la terra è nostra madre.

Tutto ciò che accade alla terra, accade ai figli della terra.

Se gli uomini sputano sulla terra, sputano su se stessi.

Questo noi lo sappiamo.

La terra non appartiene all'uomo bianco, l'uomo bianco appartiene alla terra.

Questo noi lo sappiamo.

Tutte le cose sono legate come il sangue che unisce la nostra famiglia.

Se noi uccideremo i serpenti, i topi selvatici si moltiplicheranno e

distruggeranno il nostro mais.


Tutte le cose sono collegate.

Tutto ciò che accade alla terra accade ai figli e alle figlie della terra.

L'uomo non ha intrecciato il tessuto della vita;

ne è solamente un filo.

Tutto ciò che egli fa al tessuto, lo fa a se stesso.

No, il giorno e la notte non possono vivere insieme.

Valuteremo la vostra offerta.


La mia gente mi chiede:

" Che cos'è che l'uomo bianco vuole comperare?"

Per noi quest'idea è strana.

Come si può comperare o vendere il cielo, il calore della terra, la velocità dell'antilope?

Come possiamo vendervi queste cose?

E voi, come potete comperarle?

La terra diventa forse vostra per farne ciò che volete semplicemente perchè

l'uomo rosso firma un pezzo di carta e lo da all'uomo bianco?

Se noi non possediamo la freschezza dell'aria e lo scintillio, voi, come potete comperarli da noi?

Potete forse ricomperarvi il bisonte quando ormai l'ultimo è morto?

Ma noi valuteremo la vostra offerta.

Nel suo fugace momento di forza, l'uomo bianco pensa di essere un dio

che può trattare sua madre, la terra, e fiumi, che sono suoi fratelli,

e i suoi fratelli rossi come gli pare.

Ma l'uomo che comprerebbe e venderebbe la propria madre i propri fratelli e le

proprie sorelle, brucerebbe i propri figli per stare al caldo.


Quindi valuteremo la vostra offerta di comperare la nostra terra.

Il giorno e la notte non possono vivere insieme.

La vostra offerta sembra equa, e penso che la mia gente l'accetterà

e andrà nella riserva che le avete destinato.

Vivremo separati, e in pace.

Le tribù sono fatte di uomini, nulla più.

Gli uomini vanno e vengono come le onde del mare.

Anche i bianchi dovranno scomparire;

forse prima di tutte le altre tribù.

Continuando a insudiciare il letto in cui dorme, una notte l'uomo bianco soffocherà

nella propria sporchizia.


Ma nel momento della morte l'uomo bianco splenderà,

infiammato dalla forza del dio che lo condusse su questa terra e che,

per qualche scopo preciso, gli diede il potere su di essa.

Per noi questo destino è un mistero,

perchè non riusciamo a capire che cosa può mai diventare la vita

quando tutti i bisonti sono stati massacrati, tutti i cavalli selvaggi domati,

gli angoli della foresta sono oppressi dall'odore di molti uomini,

e il panorama delle colline rovinato dai cavi del telegrafo.

Dov'è il boschetto? Sparito.

Dov'è l'aquila? Sparita.

E che cosa significa dire addio al cavallo veloce e alla caccia?

La fine della vita e l'inizio della sopravvivenza.


Il dio dell'uomo bianco gli diede il potere sugli animali,

sui boschi e sull'uomo rosso, per qualche scopo preciso,

ma questo destino è un mistero per l'uomo rosso.

Noi forse potremmo arrivare a capire se sapessimo che cosa sogna l'uomo bianco,

quali sono le speranze di cui parla ai propri figli nelle lunghe notti d'inverno,

quali sono le visioni che marcano a fuoco i suoi occhi e che questi desidereranno

all'indomani.

I sogni dell'uomo bianco sono ignoti, noi ce ne andremo sulla nostra strada.


Quindi valuteremo la vostra offerta di comperare la nostra terra.

Se accetteremo, sarà per assicurarci la riserva che ci avete promesso.

Là, forse, potremo trascorrere come desideriamo i pochi giorni che ci restano.

C'è poco in comune tra noi.

Se vi venderemo la nostra terra,

essa si riempirà dei giovani audaci, delle teneri madre, delle donne sagaci, e dei bimbi

che un tempo vivevano ed erano felici quì.


I vostri morti camminano tra le stelle,

mentre i nostri morti ritornano alla terra che amano.

L'uomo bianco non sarà mai solo a meno che, in un lontano futuro,

non distrugga le montagne, gli alberi, i fiumi e l'aria.

Se sulla terra si dovesse arrivare a questo, e gli spiriti dei nostri morti,

che amano la terra,

non desiderassero più ritornare a trovare i propri cari, allora in quella luce

accecante di mezzogiorno che ferisce gli occhi

l'uomo bianco camminerà nel suo deserto

nella più grande solitudine.

tratto da http://www.umbertoarciero.it/index.php?page=pellerossa

In difesa del Lupo - Jim & Jamie Dutcher

Senator John Kerry

invites you to join

Jim and Jamie Dutcher, the Board of Directors

and the staff of

LIVING WITH WOLVES

for the debut exhibit of

A collection of large photographs

uniquely capturing wolf behavior

at the Russell Senate Office Building Rotunda

April 11-15, 2011

Hours:

April 11th -12th and 14th-15th 8 a.m. to 7 p.m.

April 13th 8 a.m. to 4 p.m.

Please enter through the door on corner of Constitution Avenue and Delaware Avenue. Handicapped access by elevator through first door on left on Delaware Avenue.

By car: nearest public parking at Union Station, three blocks away

By Metro: Union Station stop

THE TRUTH ABOUT WOLVES

THE ENDANGERED SPECIES ACT IN PERIL

Congressional removal of wolves from Endangered Species protection sets a precedent of prioritizing politics over science, contrary to biological reintroduction benchmarks wisely set forth in the Endangered Species Act.

If wolves can be removed by legislation driven by political pressure, any species considered "inconvenient" could be next, without scientific examination of facts.

FACT VERSUS FICTION ABOUT WOLVES

A key driver of the delisting legislation and of anti-wolf sentiment is the perceived impact on elk hunting. There are natural fluctuations of elk population, influenced by many factors that include wolves, but the overall population of elk in states where wolves live continues to increase. Wolves are not decimating elk herds. However, elk have become more vigilant in the presence of wolves, making hunting more challenging.

Wolves, like any other predator, do not decimate their prey base. Predators and prey have evolved over millennia to coexist in the same territory. Nor do wolves kill for sport. The only animal that kills for sport is man.

Anotherleading cause of anti-wolf sentiment is the perceived impact on the ranching industry. Contrary to what is being said, wolf-livestock conflicts are greatly exaggerated.Wolf/livestock incidentsare down in Idaho by more than 35% since last year, and at the lowest levels in eight years in Wyoming. Solutions are readily available to solve conflicts between livestock and predators of all kinds, and are already successfully employed by numbers of Western and Canadian ranchers.

Wolves account for a nominal percentage of actual livestock mortalities. Deaths from birthing problems, from weather, and from disease and old age are far more prevalent, and have far more financial impact, but are often blamed on wolves without rigorous investigation. Deaths caused by other predators (coyotes, bears, mountain lions, etc.) often match or exceed those caused by wolves, but are frequently blamed on wolves as well.

A large and growing body of scientific research clearly illustrates the remarkable, undeniable and widespread ecological benefits that reintroduction of wolves has brought to the ecosystem of Yellowstone Park and other areas of the West.

Indiscriminate killing of individual wolves often leads to more problems, not fewer, as packs are broken up and disoriented.

Not one human being has been killed or attacked by wolves since they were reintroduced 16 years ago in the lower 48 states. Wolves are afraid of people.

WHY STATES AREN'T READY TO TAKE OVER WOLF MANAGEMENT

If Congress circumvents the Endangered Species Act, and takes wolves off the list of protected animals, wolf management will be turned over to the states of Idaho and Montana. Both of these states have clearly indicated their intention to greatly reduce their wolf populations through methods that will include baiting, trapping and hunting. These suggested hunting quotas could easily lead to biologically unsustainable wolf populations, potentially sacrificing the nation's $35-million wolf recovery investment. Idaho has been particularly aggressive about their plans to kill wolves.

On the extreme end of radical legislative efforts, last week Idaho's House and Senate passed a bill (H 343) declaring a "disaster state of emergency" because of wolves in Idaho. The incendiary language includes statements such as, "The Idaho legislature finds that public safety has been compromised, economic activity has been disrupted and private and public property continue to be imperiled. The uncontrolled proliferation of imported wolves on private land has produced a clear and present danger to humans, their pets and livestock, and has altered and hindered historical uses of private and public land, dramatically inhibiting previously safe activities such as walking, picnicking, biking, berry picking, hunting and fishing."

Public input on this bill was intentionally truncated and biased. This "disaster state of emergency" is a politically motivated hoax. Clearly, Idaho has demonstrated that it is not ready to handle wolf management responsibly. This bill needs only Idaho Governor "Butch" Otter's signature to become Idaho law. He has already said that he liked what he saw.

WHY WOLVES ARE NOT LIKE ELK, DEER OR DUCKS

Wolves live in family groups, with advanced social structures very similar to those found in elephants, whales, dolphins and gorillas. We have stopped hunting those animals for these very reasons.

It is tragic and ironic that wolves, the direct genetic forebears of our family dogs, are being once again subjected to brutal slaughter based on irrational, non-scientific fear and deliberate misinformation.

Ci sono tanti lupi al mondo, e vi chiederete perché parlo di uno di loro in particolare. Romeo è un lupo famoso, noto anche per ...

Il forum su Romeo - http://wildfangs.forumfree.it/?t=35615865

Il gruppo di Facebook - http://www.facebook.com/home.php?sk=group_12480405930

 

A 2011 Year-end Summary

Dear Barbara,

With snow again covering the high peaks and valleys around us, we listen, half expecting to hear the sound of wolves, howling in the chilly dark of night. And we remember our time with the Sawtooth Pack. In our tent, relying on the wood stove, we stayed warm while the wolves slept in the deep snow, curled up, tails covering noses.

 

Suddenly, for some reason they didn't share with us, they'd be up and running around, bounding after snowflakes, chasing each other through the silent snowfall, excited, and playing tag in their thick fur coats.

Things have changed since those days, and we now find ourselves in critically important times, with challenges facing us daily. For example, 80% of the wolves in the West live in Montana and Idaho where wolf-hunting is permitted. In Idaho a trapping season is also underway. In 2011, 319 wolves were killed in the state-sanctioned hunting and trapping seasons.And at least another 121 were killed in response to depredation on livestock. Of a two-state population that started the year at 1,316, at least 440 wolves were killed by people in 2011. And 32 more have been shot or trapped in the first ten days of 2012. These figures do not account for the unknown number of poached wolves, which an Idaho Fish and Game study suggests may be close to the number legally killed by hunters. This amounts to a lot of dead wolves, especially considering that the hunting seasons in most of Idaho and Montana are only about halfway through.



Malicious nonsense, bearing no relation to truth, runs rampant on the internet, as wild tales based on ancient myths are brought back to haunt us, part of a propaganda struggle with wolves used as political bargaining chips. The killing is real, however, as their numbers are drastically reduced by the ill-considered actions of governors and legislators, uninformed at best, offering appeasement to their special interest constituencies.

And thousands of eager citizens lay down their cash to buy hunting licenses, ready to kill a wolf, without any knowledge of how a pack lives or functions. Their bravado lacks any awareness of research that suggests picking off individual wolves, as "trophies" or out of sheer malice, makes the situation worse: worse for wild wolves, worse for livestock, and for other wildlife as well.

What can you do about this? As a conscientious, informed donor, committed to trying to do the right thing for wildlife, you have every right to ask, "What exactly will Living with Wolves DO with my contribution? Could I have some specifics, please?" Your mail is full of heart-wrenching stories from groups of all kinds, but where can you find the most impact for the things that matter most to you? Do you know how your money is being spent?

At Living with Wolves, we challenge the misinformation spread by anti-wolf extremists, as we engage both citizens and policymakers, fulfilling our difficult but incredibly rewarding responsibility to these animals. We are laser-focused on one key issue, THE major wildlife issue in the nation today: wolves. And, as a follower of our work, you know we prove consistently that we're in a unique position to fill that role.

Determined to take action wherever it is needed most, we continue to hold the line against those with a distorted vision of what a functional ecosystem should be. First as Emmy award-winning filmmakers and naturalists whose lives were changed by these majestic and complex animals, we then carefully built the foundation of our nonprofit organization with your help.

Living with Wolves is now recognized as an important leader in wolf issues, with a distinguished Honorary Board and Board of Directors, and an Advisory Board comprising an extraordinary group of the top wolf specialists in their fields: wildlife biologists, scientists, economists, ranchers and ethical hunters, all working together. (We encourage you to read their professional biographies on our website.) Our team works hard, but there's no question that our opposition continues to grow, backed by special interest groups with strong political and financial support.

Over the years, with your ongoing support, our work has grown in scope and impact. As we work to protect the progress we have made, we want to share our innovative plans for what lies ahead:

Our Advisory Board, planning for the future: For the first time, we're bringing together all the members of our Advisory Board, assembling these talented and committed leaders to plan collective actions to effectively advance the cause of wolves. Addressing the questions that wolf management has introduced to the biological, human and political scene, a national conference on wolves will be of great benefit to wildlife managers, to the national and local press, to regional economies, and to the general public. Our advisors are eager to get going, and so are we.

Working with Congress: Here's an excellent example of our ability to move quickly when we're needed: Knowing that bills regarding the future of wolves were reaching the floors of the House and Senate, furtively tagged onto the contentious budget bill, we prepared a bound 26-page position paper entitled, "Wolves at a Crossroads: The Endangered Species Act in Peril." Meticulously researched and vetted, it was hand delivered to the office of every member of Congress as these bills moved forward. Former California Senator John Tunney, a member of our Board of Directors who served as the floor manager of the original Endangered Species Act, enclosed a hand-signed personal letter, as did Rhode Island Governor Lincoln Chaffee, a member of the distinguished family of environmentalists. (Copies of this document and their letters can be found on our web site.)

In a one-two punch, we simultaneously presented a museum-quality photographic exhibit in the rotunda of the Russell Senate Office Building in Washington, D.C. Instantly engaging and larger than life, the surrounding photographs of wolves, accompanied by fact-filled panels, greeted members of Congress, their staffs, students on school field trips, and diplomats from around the world as they entered through this main doorway across the lawn from the Capitol building. These extraordinary images told the truth about wolves as Congress was blindly stripping them of their Endangered Species status, jeopardizing all wildlife as well. We have expanded this exhibit and are now looking for funding to establish a travel schedule that will take it around the nation, sharing critical information about wolves in a captivating format.

Working with national, regional and state wildlife officials: Through personal visits, phone meetings and correspondence, we earned the confidence of key administrators in federal and state offices who know that our viewpoint, and yours, matters. We may not win every point, but we're there to make sure your voice is heard, presenting facts from the ground battle in the West, and presenting options that need to be considered. It's an obligation we take seriously. As management of wolves devolves to state and local levels, the intentions of laws can get muddied by the reality on the ground. We will continue to be there to present realistic solutions, to vet reports, to let managers know that we want to work with them, not against them, whenever possible.

Our personal multimedia appearances, winning over audiences: As the founders of Living with Wolves, we continue our educational outreach programs, speaking to groups all over the nation, sharing a stunning multimedia event that changes minds, wins over hearts and spreads honest information. We're now focusing upcoming events in key areas where wolves are reappearing, like the Pacific Northwest. The story of our personal experiences with a wolf pack, and the incredible photographs and film footage that illustrate our observations all reflect the true nature of wolves. To hear the sighs and cheers of people of all ages who are watching (even distracted and skeptical high school kids) is to understand how important this work is. Our social media outreach: Our Facebook page, website, e-blasts and e-newsletters have an influential and dedicated readership, ranging from top administrators in key government agencies at state and federal levels to students of all ages. Thousands of supporters check in regularly to keep up with reliable information. Wildlife managers, and people like you who understand the importance of protecting wolves, depend on our communications. We're consistently a leader with breaking news about wolf issues, providing scrupulously accurate information you can believe in. Our news gathering and reporting is trusted and read by officials, pro and con, in the wildlife community who know we're an important leader in this area. We often provide news that's difficult to find, and is always conveniently accessible from Living with Wolves. Addressing questions, providing answers: Our question and answer format ads have run in Western newspapers, where local residents are flooded with misinformation and outright lies and unfounded nonsense. People who live in these areas still carefully read their local newspapers for community news they can't get elsewhere. They need to keep hearing the truth about wolves. Our ads are low-budget items, but extremely effective and, when copied, make great handouts as well

We are a small, no-nonsense professional staff, zeroed in on one critical issue: wolves. Our impressive Board of Directors and Advisory Board members have signed on with us and together we are dedicated to working toward common goals. As you can see from their biographies, people of this caliber could choose to serve anywhere. We are honored that they have chosen to join forces with Living with Wolves, knowing that we are effective and that together we can make a difference.

You will never find us party to a lawsuit. Although we work in partnership with other groups who handle litigation, we strongly believe that collaboration and advocacy are preferable to legal

confrontation. We won't send you address labels or membership cards, because we know you want your contribution to be directed to helping wolves, not sending you things you don't need. What we will do is send you important news about wolves, and continue working hard every day on your behalf. Every single dollar sent to Living with Wolves goes directly to programming, getting out the truth about wolves in the face of deadly deception and rampant misinformation.

The vicious and counterproductive treatment of wolves in the West is both dangerous and trendsetting. By undermining good science and gutting the Endangered Species Act, it has already impacted the protection of all American wildlife. Together, speaking out for wolves, we have the determination, the expertise, the ability, and the hands-on drive to make a difference. At Living with Wolves, we assure you that we will continue to provide the dedication and effectiveness that you've come to expect, and hard work where it's needed most. But our ability to reach the goals we have set depends a lot on you.

As all of us settle in by the fire on these chilly nights, and another winter blows in, we remember the wolves in our nation's wild lands, knowing that they're enjoying the snow, playing with their packmates, living as they should, and unaware of deadly political decisions designed to kill them with leg-hold traps, snares and gunfire. The record-setting wolf hunting season continues, and the power to fight for the protection of the remaining lucky few is in your hands.

Standing up for wolves is not for the faint of heart. We are honored to have you beside us as we keep moving forward on this journey we started together.

On behalf of the entire staff of Living with Wolves,

Jim Dutcher Jamie Dutcher

Founders, Living with Wolves

P.S. A bloodthirsty trapping season in Idaho has just begun, making a long and violent season even worse for the most persecuted animal in the North America and their families, pack members that depend on each other. Each person on our staff is more than ready to provide the energy to meet this challenge, but we need your help to provide the financial resources to make it all possible. Much depends on the decision you make right now. Your personal courage and determination, as always, does make a difference.

All of our data and statistics are carefully

sourced and verified for accuracy.

Thank you for your support!

Fortorino

"Un cucciolo di lupo, un maschio di circa quattro mesi, denutrito, è stato trovato a Castelfranco in Miscano, a circa 40 chilometri da Benevento. Il lupacchiotto è stato rinvenuto da Alfredo Tariello, veterinario di Montefalcone di Val Fortore, Benevento. Le condizioni del cucciolo sono apparse immediatamente precarie per un evidente dimagrimento dovuto alla denutrizione, ma la robusta costituzione dell'animale e le immediate cure prestate dal veterinario hanno già rimesso in sesto Fortorino, questo il nome che è stato dato al piccolo lupo". leggi tutto l'articolo

Raid nelle campagne: a Martina Franca è emergenza lupi. «A rischio anche i bambini»

www.quotidianodipuglia.it/taranto/martina_franca_emergenza_lupi_rischio_bambini/notizie/1116272.shtml

"mi auguro che nessuno creda a queste idiozie ... il Lupo che nuoce all'ecosistema ...

i bambini che rischiano di diventare cibo per Lupi ... e Forza italia che non sa più come fare per acchiappare voti

- che riaprissero le case chiuse , gioia per tanti sapiens che ragionano con gli attributi !!! -

sono apartitica e ne sono orgogliosa!!! - darò sempre UNA MANO ALLA NATURA!"

Porta fuori il cane e scopre un branco di lupi intorno al cortile (http://torino.repubblica.it/cronaca/2015/01/04/news/porta_fuori_il_cane_donna_assediata_da_un_branco_di_lupi_in_cortile-104246118/)

L'episodio a Jouvenceaux, una frazione di Sauze d'Oulx. Il racconto: "Prima si è avvicinato uno solo, ho gridato e l'ho messo in fuga e sono rientrata. Ma poco dopo si sono presentati in sei"
di FABIO TANZILLI

Un branco di lupi Trovarsi sotto casa un branco di lupi, in un centro abitato e nel pieno della stagione turistica, con le case tutte occupate da villeggianti e sciatori non è un evento così usuale. E' accaduto la notte del 1 gennaio ad una giovane residente a Sauze d'Oulx, Cristina Cimmino, mentre tornava dal lavoro. "Avevo appena finito il mio turno al ristorante, dove lavoro come cameriera - spiega a Repubblica - arrivata a casa, faccio uscire il mio cane nel cortile di casa". La giovane vive con il fidanzato nel centro della frazione Jouvenceaux, raggiungibile con la strada provinciale da Oulx appena sotto l'abitato di Sauze d'Oulx, una zona con molte case vacanza e alloggi: "Dopo cinque minuti che sono in giardino, sento un rumore fortissimo - spiega - il mio cane si allerta, e vediamo dal buio qualcosa che ci corre incontro".

A pochi metri di distanza ecco arrivare un primo lupo. Alla vista del predatore, Cristina reagisce e inizia a urlare: "Si stava avvicinando troppo, a pochissimi metri da noi, e stava puntando il mio cane. Mi sono fatta forza e ho gridato a squarciagola". Il lupo, sentendo le grida della ragazza, si ferma, per poi allontanarsi nel bosco. Ma il cane della giovane ha una reazione inattesa: "Anziché spaventarsi, l'ha rincorso per alcuni metri abbaiando, poi l'ho ripreso per riportarlo a casa". Ed è qui che avviene il fatto eccezionale: appena arrivata nell'abitazione, Cristino Cimmino sveglia il compagno per avvisarlo della presenza del lupo, escono sul balcone e anziché vederne uno, si trovano di fronte l'intero branco: "Siamo rimasti di pietra - dice - erano in sei, tutti sotto casa. Alzando le tapparelle si sono accorti della nostra presenza, e si sono allontanati. Il tempo di andare a prendere la macchina fotografica, e non c'erano già più, ma questo episodio ci ha preoccupati".

Il giorno dopo Cristina ha segnalato l'avvistamento ai guardiaparco del Gran Bosco di Salbertrand che hanno confermato: "Abbiamo appurato dalle tracce che il branco è stato proprio nel cortile di casa - spiega Elisa Ramassa - la giovane è stata fortunata a poter vedere un intero branco così da vicino: ci sono appassionati che pagherebbero oro per vivere una simile esperienza. Ma bisogna tener conto che l'incontro è avvenuto di notte, erano quasi le 3. Può accadere che i lupi, in inverno, si spostino anche vicino alle case di montagna, soprattutto se confinano con i boschi, per trovare ungulati da cacciare". Secondo la guardiaparco l'episodio "è stato comunque particolare, perché l'abitazione della giovane confina con l'area di transito dei tre branchi presenti nelle Alpi Cozie: quello di Bardonecchia, quello del Gran Bosco e quello della Val Chisone".


I lupi trentini in Lessinia riescono a contenere i cinghiali - http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/tempo-libero/2015/02/25/news/i-lupi-trentini-in-lessinia-riescono-a-contenere-i-cinghiali-1.10937493

Grazie al ritorno del predatore, drastico calo di danni nel 2014 in tutta la zona di presenza La biologa Bragalanti: «Il lupo è uno straordinario fattore di equilibrio degli ecosistemi»
di Maddalena Di Tolla Deflorian

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25 febbraio 2015

I lupi trentini in Lessinia riescono a contenere i cinghiali

di Maddalena Di Tolla

La preda, riversa nella neve e non consumata (chi e cosa avrà disturbato il pasto?), questa volta è un cinghiale. Non farà clamore la sua morte, immersa nell’inverno essenziale della natura. Nessuno reclamerà un danno economico o morale, nessuno paventerà improbabili pericoli per gli umani, come accade invece quasi sempre quando le prede sono domestiche.

A seguire nella neve la traccia del branco di lupi (quattro individui, dicono le impronte rilevabili) che ha ucciso l'animale erano, nei giorni scorsi, i ricercatori del Progetto LifeWolfAlps, che si muovevano sul versante trentino della Lessinia, seguendo il programma del monitoraggio previsto, fra altre attività, dal progetto. Il monitoraggio proseguirà fino a marzo ed è svolto in collaborazione da biologi e agenti della forestale su Trentino, Alto Adige, Veneto e Lombardia. Si svolge nella stagione invernale poiché la neve permette di seguire le tracce di lupo con maggior efficacia. Lo scopo è valutare l’entità della popolazione locale e le modalità in cui l’animale usa il territorio.

«Non è certo un’eccezione, questa predazione” - ricorda Natalia Bragalanti, la biologa che, insieme all’Assistente Forestale Tommaso Borghetti, era sul posto quel giorno. Il lupo preda da millenni gli animali selvatici ma, essendone capace, se trova bestiame mal custodito preda anche quello, in modo opportunistico, vista la sua intelligenza sociale. Il tema al centro del dibattito dunque dovrebbe essere soprattutto la prevenzione, fanno notare da tempo gli esperti. La prevenzione come noto si attua con recinzioni elettrificate, cani da guardiania, presenza attiva dei pastori. Il ritorno del lupo in Lessinia, che ha visto la formazione di un giovane branco da due anni a questa parte, è stato segnato da reazioni diversificate, fra queste anche allarme, fastidio, critiche da parte degli allevatori e pastori. Di recente un articolo pubblicato sul quotidiano L'Arena annunciava il drastico calo dei danni da cinghiale denunciati nel 2014 proprio in Lessinia. La probabilità che sia il ritorno del lupo ad aver prodotto questo calo è, sotto il profilo biologico, molto verosimile. Servono studi ulteriori però per accertarlo e capire ancora di più cosa sta accadendo dentro l’ecosistema della Lessinia. La presenza del cinghiale, del resto, specie alloctona e considerata problematica, a sua volta scatena proteste, per i danni che questo ungulato massiccio provoca all'agricoltura. In Trentino si stima che i danni da cinghiale indennizzati ammontino in media ad un importo di quindicimila euro. Nelle Alpi il cinghiale è una specie in espansione. Natalia Bragalanti prosegue il ragionamento ricordandoci che “il lupo è uno straordinario equilibratore ambientale”. A riprova, qualora ve ne fosse bisogno, di questo concetto consolidato per la scienza, c’è l’affascinante storia d’Oltreoceano, giunta all'anniversario ventennale proprio quest'anno, della reintroduzione dei lupi nel mitico Parco nazionale di Yellowstone, appunto risalente a vent’anni fa. I lupi ritornati nell’ambiente hanno prodotto a Yellowstone effetti a catena complessi e positivamente imprevisti, come una migliore condizione delle vegetazione e dei corsi d'acqua, una migliore condizione della popolazione dei castori, dei mustelidi e dell'avifauna, il cambio di uso del territorio e delle prede dei coyote, un riequilibrio delle popolazioni di ungulati. La presenza dei lupi a Yellowstone ha perfino cambiato il corso dei fiumi e la geografia dei luoghi. La situazione nelle Alpi è certo più complessa, essendo la catena alpina ben più popolosa e infrastrutturata anche alle medie quote, delle catene montuose americane.

Resta il dato che la dieta del lupo è nelle Alpi composta principalmente di ungulati selvatici. Intanto, i monitoraggi iniziati a novembre 2014, proseguono e si concluderanno a marzo 2015 in tutte le aree d’intervento del progetto. La metodologia di raccolta dati sistematica opera con la suddivisione del territorio in “transetti”: percorsi lineari rappresentativi dell’habitat frequentato dal lupo, da percorrere contemporaneamente (per evitare “doppi avvistamenti”) sull’intera area monitorata alla ricerca di segni di presenza del predatore: orme, tracce di urina, fatte, ciuffi di pelo. Ad oggi i collaboratori Life Wolfalps incaricati dei monitoraggi hanno percorso ben più di cento chilometri. Lo scenario assume una colorazione diversa pensando ad un dato riscontrato dai due studiosi nella loro perlustrazione del 27 gennaio: presso un punto di sosta del branco le tracce ritrovate nel ghiaccio mostrano chiaramente un’ attività di gioco, fra gli esemplari più giovani, desumono la biologa e il forestale.

I lupi sono animali intelligenti, potenti e profondamente sociali. Se scacciassimo le icone che sovrapponiamo alla loro fisicità e biologia, li capiremmo per quello che sono. Danno la morte a diverse specie e al tempo stesso la permettono e favoriscono per altre specie. Si chiama cascata trofica, è un effetto che oggi è considerato una delle scoperte scientifiche più affascinanti. Nel silenzio del bosco d’inverno si disvelano i vari aspetti di una trama di relazione fra specie diverse, ed anche fra umani e ecosistemi, che gli abitanti delle Alpi possono scrivere d’ora in poi in modi diversi, che spaziano dall’accettazione equilibrata alla distruzione.

Sul Lupo

Leggo un articolo molto interessante riguardante un tema che mi sta molto a cuore www.wilderness.it/news_2.asp?p=n&key=900#.VRzcQ2flrIV

Fino ad un certo punto dello scritto, son in pieno accordo con l’autore, poi, diciamo che le mie idee sono in contrapposizione alle sue. Ognuno è libero di pensare ciò che vuole per carità, però visto che è di realtà che si sta parlando, vorrei che se ne parlasse fino in fondo.
Sui vari attacchi a persone da parte dei Lupi, non posso dire nulla, se non che mi sembra molto improbabile, poiché la diffidenza del Selvatico ne fa un Animale restio al contatto con chi ‘’puzza’’ di altro.
Mi soffermerò quindi su alcuni punti.
In ordine di apparizione:
Discorso ‘’rimborso ai poveri proprietari di bestiame che viene brutalmente decimato da orde assassine di Lupi famelici o anche da un solo elemento tanto affamato da procedere a tentoni fra il gregge o addirittura da volere uccidere tutto per saziarsene fino a scoppiare’’.
Logico che queste mie parole sono un po’ un’esagerazione, però la figura del Lupo, non molto si discosta da questa mia narrazione favolesca. Non so se l’autore è persona completamente estranea alle faccende o se è in esse coinvolto anche solo in piccola parte, però mi sembra che sia un po’ troppo estremista nel dichiarare la falsità degli ambientalisti quando incolpano parzialmente il Lupo, parzialmente il Cane randagio, parzialmente il Cane del cacciatore. Non incolpando mai il bestiame che spaventato, nel recinto dove è stato sorpreso dal predatore/cacciatore, cerca la via di fuga, e nel tentativo di fuggire ecco che in preda al panico, si calpesta, provocandosi gravissime ferite. L’acquirente selvatico, o rinselvatichito o di proprietà, è probabile che alla vista di ciò si inebri fino al midollo e dia sfogo alle sue lussurie, ma sono certa che un Lupo non sbocconcellerebbe mai una preda ne si attarderebbe in luoghi non sicuri. Che poi, incolpare il Lupo, dia i suoi profitti, lo sappiamo bene, anche perché i sussidi statali, incolpando i randagi o i mix-breed, non arriverebbero mai in risarcimenti dei proprietari e così… comunque sia, da quel si sa, i risarcimenti arrivano eccome! Forse se e quando stentano ad arrivare è perché dell’uomo non è conveniente fidarsi, e cioè, è reale l’eccidio oppure è una montatura? … non lo sapremo mai!
Accusando gli ambientalisti, che davvero io non difendo perché penso che il marcio sia un po’ ovunque, ma che neanche attacco perché spero vivamente che il bene esista ancora, chiede ai difensori del buon nome del Lupo, di offrirsi di pagare in vece dello stato o quanto meno di sollecitare, quando è certa la colpevolezza dell’assistito.
Che forse debbano esserci delle associazioni di tutela posso anche essere d’accordo, ma di addossarsi oneri a cui lo stato ha predisposto l’imbonimento, non mi sembra corretto. Se davvero lo stato potesse esimersi dal mantenere certi accordi, non voglio neanche pensare dove finirebbero tutti quei rimborsi.

Discorso ‘’controllo dell’espansione del Predatore’’ … in poche parole credo di aver capito ‘’il controllo delle nascite’’. Ora, che io abbia interpretato male o meno le parole, colgo l’occasione per affrontare il discorso. È vero che può essere vero che il sostentamento del Lupo da parte di taluni organi sia del tutto ‘’interessato’’, però è pur vero che l’uomo, il più terribile fra gli abitanti della Terra, è il maggior azionista della disfatta. Se l’uomo non si fosse arrogato il diritto di prelazione su tutto, il Lupo non avrebbe avuto e non avrebbe oggi, bisogno di sconfinare in territori che in precedenza appartenevano a Lui e agli altri Animali poco evoluti rispetti al sapiens; per cui, inutile gridare al Lupo al Lupo, quando siamo noi la causa di molte invasioni di campo. Invasioni di campo che abbiamo conquistato con le solite lotte sanguinarie che ci contraddistinguono dalle altre specie!
L’uomo è responsabile di molti disastri, fra le estinzioni. Paragonerei la nostra razza a quei disastri delle Ere che hanno cambiato la Flora e la Fauna del Pianeta.
Memori dei disastri avvenuti, dovremmo forse perseverare?

Discorso ‘’ibridazione’’ … l’autore non è d’accordo sulle possibili nascite fra Lupi e Cani? Mi sembra azzardata come ipotesi … non sono biologa quindi non entro nel merito della terminologia e conoscenza approfondita, ma le ibridazioni esistono eccome, e non mi sembra il caso di elencare le possibilità!
Sul fatto che le femminucce di Cane scappate per ‘’amore’’ e tornate a casa a partorire ho dei dubbi che sia la normalità; di fughe dalle famiglie umane e rimanenza nel mondo del naturale o poco limitrofo alla civiltà, invece è più che certo.
Una femmina di Lupo che si avvicina alle comunità umane, forse lo fa perché ha bisogno di sfamarsi come lo farebbe un maschio; forse sono soggetti che non riescono a sopravvivere da soli; forse non sono Alfa, forse lo sono; forse sono solo dei poveracci in cerca di famiglia e trovando a disposizione un consimile, essi, se sono in quel certo periodo dell’anno, rispondono all’istinto o semplicemente all’impulso.
Da cosa nasce cosa e da Branco nasce Branco, dando vita a nuove sottospecie.

Concludendo direi che la faccenda potrebbe essere semplice, ma essendo gestita degli uomini nn lo sarà mai, perché non si saprà mai dove inizia la verità e dove la finzione!

http://report-age.com/2015/02/05/marsica-lupo-azzanna-un-uomo-al-distributore/

Vogliono l'autorizzazione per uccidere i Lupi

Problematiche Lupi perché!
Ultimamente si sta facendo un gran baccano per le ipotetiche razzie del Selvatico in danno degli Animali da macello. I proprietari del bestiame logicamente vedono, in seguito a queste razzie, andare in fumo molti dei loro guadagni prodotti dalla normale macellazione della carne degli Animali destinati all'alimentazione dell'uomo. Da più di un anno gli allevatori stanno cercando di mettere in atto una protesta che coinvolga tutte le persone, per interessare chi di dovere, affinché prenda una decisione per risolvere in maniera definitiva il problema attentati! ... Pur essendo stati stanziati dei sussidi per coloro che rimangono offesi in qualche modo dalle perdite del bestiame, sembra non essere sufficiente per colmare le di loro aspettative(dei richiedenti). C'è chi urla " morte al Lupo" e di contro chi risponde "w il Lupo". Purtroppo c'è anche chi esulta osannando i primi ... E allora mi faccio alcune domande: Perché? Perché si vuole la morte del Lupo?

clicca su questa scritta per leggere tutto l'articolo e le pagine collegate

Sea Wolves

National Geographic puts spotlight on B.C.’s enigmatic Sea Wolves
http://globalnews.ca/news/2239088/national-geographic-puts-spotlight-on-b-c-s-enigmatic-sea-wolves/

Interessantissimo link, postatoci da un Caro Amico - Carlo Laertini -
''Una sottospecie proveniente ''da altri lidi'' cambia il suo status alimentare per sopravvivere; adeguandosi all'ambiente, ci mette su un piatto d'argento informazioni utilissime su risvolti che inducono un Animale a cambiare modalità fisiche per ovviare alla Legge di Sopravvivenza.
Questi dati mi fanno pensare che il nostro ragionamento, in merito al fatto che il Lupo (e qui i media ci inseriscono tutte le sue sottospecie), mangia l'uomo, è una fesseria!!! ... intanto dobbiamo pensare che il Lupo si alimenta di prede erbivore e mai carnivore - probabilmente perchè l'erbivoro è più facile da cacciare e la sua carne più digeribile (non fosse altro perchè il suo organismo è abituato a ''QUEL'' tipo di alimentazione). Mangiare un carnivoro, è facile che gli possa creare dei problemi a livello digestivo ... questo dato, in unione agli altri, è di ancor più facile interpretazione per la sua validità, e cioè, se un Lupo, o qualsiasi altro Animale che vive nel Mondo del Selvatico - nella tanto osannata ''LIBERTA' '' - sta male, si sente male, la sua vita è in pericolo!!! ... non parliamo più tanto quindi della facilità nel cacciare un Animale ''x '' meglio di ''y'', ma proprio della difficoltà a digerirlo!... è certo che il Lupo non si fa tutti questi ragionamenti, ma se l'uomo non fa parte della sua alimentazione (e per cambiare abitudini alimentari egli deve subire un processo che cambi il suo organismo), perchè dovrebbe mangiare l'uomo?''

National Geographic puts spotlight on B.C.’s enigmatic sea wolves

 

The Promise

Dopo 5 anni di lavoro, riportando su scrittura, pensieri e parole di una vita ricca di momenti condivisi con i Figli del Lupo, e a studiare ogni fotogramma di tutto quello che, giorno dopo giorno anno dopo anno, trovavo sui loro meravigliosi Genitori … ecco che mi appare la pubblicità di un video che racchiude scenari del passato e del presente, che mi hanno fatto piangere e sognare … con la penna ancora calda in mano e gli occhi stanchi per le troppe ore rubate al sonno, ecco apparire questo straordinario video ‘’The Promise’’ – il Lupo che ancora oggi si ricorda dell’uomo, il Lupo che ha permesso la nascita del Cane - magistralmente presentato … ecco davanti ai nostri occhi, le tante similitudini fra Cani e Lupi! leggi tutto l'articolo

Spartaco e Cecco

"Spartaco e Cecco sono arrivati al Centro Tutela Fauna Monte Adone ancora cuccioli, in gravi condizioni, a seguito di un incidente stradale.
La loro è stata una battaglia disperata, disputata giorno per giorno, mese per mese, assieme ai volontari del Centro che si sono presi immediatamente cura di loro, passando attraverso le delicate e impegnative fasi di cura e riabilitazione di questi due lupi, nel totale rispetto della loro selvaticità, limitando il contatto con l’uomo allo stretto necessario.
Solo dopo diversi mesi Spartaco e Cecco, diventati nel frattempo due splendidi esemplari e completato il loro complesso iter riabilitativo, sono tornati in libertà sull'Appennino Tosco Romagnolo, grazie a un preciso progetto nato in collaborazione con le province di Rimini e Arezzo, con il supporto tecnico del Wolf Apennine Center e con la supervisione scientifica dell’I.S.P.R.A. (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).
L'emozionante storia di Spartaco e Cecco, dal momento del ritrovamento da cuccioli fino alla completa riabilitazione e liberazione, sarà raccontata in un documentario, “Una Storia di Lupi”, che verrà presentato alla fine dell’anno".
leggi tutto l'articolo

L'importanza dei Lupi per l'ecosistema

"Il suo ritorno non passerà certo inosservato. Stiamo parlando del lupo, la cui presenza in Europa si è drasticamente ridotta negli ultimi due secoli a causa della caccia. Ora che però il lupo è stato dichiarato specie protetta, si cominciano a fare i conti con le conseguenze di questo comportamento scellerato.
Molti degli ecosistemi europei non possono più sostenere l’impatto dei grandi erbivori, che non hanno più predatori naturali. Ecco perché in alcune zone, per esempio in Scozia, si pensa a reintrodurre il lupo per frenare l’attività del cervo rosso (Cervus elaphus), che sta mettendo a dura prova la vegetazione e il delicato equilibrio delle Highland". leggi tutto l'articolo

La Magia del Lupo

Riflessioni sul libro "La Luna è dei Lupi" e i video correlati.

Non conosco l'autore - scrittore naturalista - del libro, di lui so che è l'artefice di altre opere riguardanti la Natura e da quel che ho visto nel video che anticipa la presentazione del suo nuovo scritto, e' persona che prima di pronunciarsi, si informa sul tema che vuole affrontare. Questo gli rende molto onore.
Con molto interesse ho guardato le immagini che penso siano un sunto delle visite da lui effettuate alla riserva/riserve, per apprendere, appunto, quanto più fosse possibile sul comportamento del Lupo.
Finito di vedere i video (di anticipazione del libro e del libro), che mi hanno incuriosita per gli importanti aspetti trattati, sono andata a leggere, nel link indicato dalla presentazione su facebook, le prime 20 pagine che l'autore ha messo gentilmente a disposizione nel web, per dare al lettore un'idea del contenuto, e scegliere o meno così, se comprarne una copia. leggi tutto l'articolo

Lupi sì, ma in modica quantità

Perché è giusto controllare (e se serve, ridurre) il numero di questi predatori in Italia, come sostiene Bernardino Ragni, zoologo ed esperto di gestione faunistica ... leggi l'articolo http://www.panorama.it/scienza/animali-natura/lupi-si-ma-in-modica-quantita/

Per voi la diretta espressione della più alta forma di egoismo ed egocentrismo della nostra preziosissima razza. Un'escursione dal fiorente passato delle Streghe ad oggi, ove le Streghe non sono più le Femministe del ’70, ma le famigerate ‘’Sorelle Sanders’’, tornate dopo che la ‘’candela nera’’ è stata accesa da un VERGINE, a replicare il diritto di uccisione dei bambini per nutrirsi delle loro linfa vitale e vivere così per l’eternità!!!
Nell’art. troviamo anche le grida di coloro che cercano di difendere l’Angelo con una sommatoria di parole che mirano esclusivamente alla preservazione di un ambiente in cui, Tarzan e Mowgli, possano continuare a giocare con le liane.
Ma poi ecco che ad un tratto, esce il Sole da una squarcio del Cielo, mettendo in luce la verità… fra i Cavalieri della Tavola Rotonda, appare la figura di Lucifero!!!

***

I lupi arrivano nel cortile di casa: sbranati tre cani

CANOSSA. Un ritrovamento macabro e raccapricciante, che ha provocato profondo dolore sia per l’orrore della scena che si è parata davanti agli occhi, sia per la tristezza di vedere un animale morto in modo brutale. leggi l'articolo http://m.gazzettadireggio.gelocal.it/reggio/cronaca/2016/03/21/news/i-lupi-arrivano-nel-cortile-di-casa-sbranati-tre-cani-1.13162670

Le bugie hanno le gambe corte, e allora, dove le gambe non arrivano nemmeno indossando gli Stivali delle 7 Leghe, facciamoci arrivare la lingua! Chi scrive, non credo che abbia mai visto ferite provocate da Cani su Cani, e allora porgo un invito a farsi un giro fra i tanti ‘’… lager’’ che esistono sparsi nel Bel Paese, per scioccare la propria mente con visioni spettrali, e rendersi conto che prima di fare cronaca, bisogna conoscere l’ordine delle parole da usare!!! … anche perché, già condividere un ‘’aver legato un Cane per evitare che litigasse con gli altri'', DICE a caratteri cubitali, che quell’Animale può essere stato vittima di un chiarimento di coloro da cui era IGNORAMENTE tenuto lontano con una catena!!! – catena che può limitare lo spostamento del legato, ma non può limitare l’avvicinamento degli altri, e limitando altresì del legato, la via di fuga!!! 1 + 1 fa sempre 2!!!
E se camminare in luoghi particolari, vi fa paura, evitate di frequentare a piedi l’autostrada!
Il Lupo non invade i territori umani, gli uomini hanno invaso il loro e quello di tanti altri Animali, IL PARASSITA E’ L’UOMO, NON IL LUPO E NON GLI ANIMALI!!!

***

Ligonchio, incontro sui lupi «Mai aggressioni all’uomo»

...«in Italia, sebbene siano stimati circa 1.500 esemplari di lupo, non è mai stato registrato un solo caso di aggressione da parte dell’animale sull’uomo, e quindi ritengo opportuno rassicurare la cittadinanza». (l.t.) leggi l'articolo http://gazzettadireggio.gelocal.it/reggio/cronaca/2016/02/17/news/ligonchio-incontro-sui-lupi-mai-aggressioni-all-uomo-1.12978576

...ed ecco, in conlusione del discorso, un articolo che smentisce il precedente!!!

''uomini, fate pace col cervello, fate pace con i diritti, cestinate il registratore di casa e ricominciate a godervi quello che avete senza pensare che l'erba del vicino è più verde della vostra''

***

Ad ornamento del tutto, riporta la splendida lettera di LUPO COLA a chi di dovere!

''Lettera di un lupo al professor Boitani''

''Gentile professor Boitani, ho udito nel vento le tue parole di guerra:

...

Gentile professore, come sappiamo sin troppo bene entrambi, la cattiveria deliberata è una prerogativa esclusiva dell'umanità. ''

leggi l'articolo http://www.lametino.it/Francesco-Bevilacqua/Lettera-di-un-lupo-al-professor-Boitani.html

***

In conclusione di questi ultimi articoli, è interessante vedere una serie di video, che parlano di bestiame, di Lupi, di uomini e di leggi; è importante, durante la visione, saper cogliere il vero significato delle parole dette e delle immagini riportate, perchè è troppo facile gridare ''al Lupo al Lupo'' senza conoscere le realtà del Selvatico, del Reinselvatichito, del Randagismo, dell'Allevamento di bestiame e dei comuni mortali; è facile dare sempre la colpa a chi è in luce o a chi si fa portavoce, perchè serve sempre un assassino da incolpare! ... senza conoscere la verità, non possiamo condannare nessuno!

https://www.youtube.com/watch?v=LxSPIjGSKiM

https://www.youtube.com/watch?v=z9dHPWqoPcQ

https://www.youtube.com/watch?v=FxKzhRbPpkI

https://www.youtube.com/watch?v=0nZ9mXDLcEU

***

Giugno 2016 - Il Movimento 5 stelle si oppone al piano di abbattimento dei Lupi mettendo in evidenza la non veridicità dei fatti. E' facile incolpare "terzi" quando "terzi" non ha la possibilità o la capacità di potersi difendere nello stesso linguaggio parlato dagli accusatori. Che gli uomini, prima di giudicare e di incolpare, siano loro stessi i primi ad avere la coscienza pulita. Finalmente qualcuno che prende le difese del Lupo. Speriamo siano ascoltate, non fosse altro, se degli Animali a chi gli è contro non gliene importa niente, che per salvare l'ecosistema!

http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2016/06/stop-alla-licenza-di-uccidere-i-lupi-soslupo.html Il Governo ha ammesso che il Piano di Conservazione e Gestione del lupo, in Italia, prevede la possibilità di ucciderlo come soluzione estrema, nel caso le 22 misure di prevenzione e indennizzo previste si rivelino insufficienti. Un paradosso, quello della 'licenza di uccidere', in un provvedimento che dovrebbe invece tutelare il lupo in quanto specie protetta. Il M5S non ci sta.

Il modus operandi che il Governo vorrebbe applicare si contraddice con l'immobilismo che l'ha caratterizzato fino ad oggi. Lo dimostrano i dati rilevati nell'ambito del progetto Life Medwolf in Toscana, che ha permesso di registrare come appena lo 0,3% del patrimonio zootecnico ovino colpito nel 2014 sia legato a predazioni, come spiegano in aula alla Camera le nostre portavoce.

Lo stesso studio inoltre dimostra che in realtà le cosiddette 'misure preventive', che dovrebbero garantire la convivenza tra il lupo e attività umane come la pastorizia e l'allevamento, non vengono affatto applicate. Ben il 98% degli allevamenti analizzati non è sorvegliato dal pastore, l'85% non ha recinti anti predatore, il 57% non ha cani da guardia, il 41% ha solo due cani per 500 pecore. Perché allora il Governo introduce la possibilità di uccidere il lupo vincolandola a misure preliminari al momento inesistenti? Perché non s'impegna prima a garantire l'applicazione di queste azioni invece di prevedere, seppur come soluzione estrema, una deroga alla Direttiva Ue Habitat?

Chiediamo che l'Esecutivo, oltre a eliminare la 'licenza d'uccidere' dal Piano del ministero dell'Ambiente, attivi subito le azioni per garantire una convivenza 'uomo-lupo' e un coordinamento nazionale della gestione della specie per superare la discutibile politica frammentaria condotta finora dalle Regioni.

http://video.repubblica.it/natura/monte-adone-la-corsa-della-lupa-alberta-torna-libera-dopo-15-mesi-in-canile/242400/242411?ref=HRESS-2

http://www.centrotutelafauna.org/progetto_Lupo_Monte_Adone.xhtml

Finalmente il Lupo ripopola parte della nostra Penisola.

Il Lupo, Tabù di sempre, ha dei sostenitori che bene o male si prodigano per proteggerlo. Non conosciamo direttamente tutte le persone che dicono di schierarsi in suo favore, ma speriamo vivamente che la spinta che ha animato i loro pensieri, sia sempre mossa, a discapito di tutto il resto, in favore degli Animali seguendo una vera logica animale e non pensando a loro come la consuetudine vuole.

All'interno del nostro sito, abbiamo raccolto una pagina dedicata ai ritrovamenti di Lupi e di Ibridi di Lupo, con i quali l'Ente segnalato nel link, è entrato in contatto. Ricordiamo che è lo stesso Ente che ha collaborato nell'impresa di Spartaco e Cecco.

Clicca qui per leggere la pagina

28 luglio 2016 - Ogni scusa è buona ... adesso neanche Madre Natura ha più il diritto di scegliere cosa è meglio fare

www.latimes.com/science/sciencenow/la-sci-sn-wolf-species-20160727-snap-story-20160727-snap-story.html

Se ciò che è descritto nell'articolo è vero e la Natura lo ha permesso, vuol dire che era importante farlo! Non continuiamo a distruggere quello che la Natura crea ... anche noi facciamo parte della Natura e dovremmo contribuire alla salvaguardia dell'ecosistema!... al contrario di noi, la Natura sa cosa è giusto e cosa non lo è!

Il popolo degli uomini è come le cellule del cancro che stupidamente aggrediscono e si cibano del corpo che hanno invaso, fino a consumarlo del tutto. le stupide cellule del cancro non sanno che uccidendo il corpo, mettono fine anche alla loro vita!!!

Il Lupo in Trentino

Sembra che oramai i primi giorni del mese di settembre siano stati assegnati dal Destino, alle grandi tragedie. Nel mondo degli uomini contemporanei, è l’11 ad essere ricordato, mentre per le povere Pecorine di un Gregge del Trentino, sarà la notte fra 3 e il 4.
Parliamo della Val Venegia, e precisamente del Parco Naturale di Paneveggio, dove, nella notte fra sabato 3 e domenica 4, sono stati aggrediti 250 capi (per alcuni articoli, 500 per altri, chissà, forse fra qualche giorno arriveremo a 1000).

Nei vari articoli letti, viene presentato uno scenario da film dell’orrore, corpi straziati, dispersi qua e là per il territorio, sbocconcellati un poco alcuni, altri uccisi e lasciati lì; 30 anime innocenti vittime di un assassino senza cuore.

È stato dato il nome a questo assassino, poiché la sua immagine è rimasta intrappolata – tempo addietro e non nella notte del dramma – nelle telecamere delle spie delle video/trappole della forestale.

IL LUPO

Come sempre, c’è chi urla ‘’BASTA! ARRIVERA’ ALLE NOSTRE CASE E NOI TUTTI SAREMO IN PERICOLO’’ e chi invece continua ad usare la ragione e a cercare di far capire al popolo che le favole sono solo favole e che spesso sono state create come riflesso di chi le ha scritte.


Ho raccolto oltre alle notizie di questa tragica notte, due articoli dello stesso argomento per cultura di chi vorrà leggere, essi narrano di altri 2 attacchi, in altri siti sempre della Regione Trentino, nei mesi precedenti (marzo – giugno).Nella lettura, vorrei che si ponesse l’attenzione, sul fatto che i danni subiti dai pastori, sono stati rimborsati, pur essendo questi Capi, ‘’anche questi Capi, come quelli a cui facciamo riferimento diretto oggi’’, rimasti incustoditi durante la notte!


Sono molto molto molto addolorata per quelle Bestiole che hanno vissuto il dramma che le ha portate alla morte, una morte che poteva essere benissimo evitata… e proprio in nome di questo mio dolore e di questo inutile dramma, sento il bisogno di analizzare con coscienza i fatti.

- Il Gregge sostava nel pascolo già da tutta l’estate; di giorno veniva assistito dai proprietari, di notte era lasciato incustodito.
- A dichiarazione della proprietaria, ella era preoccupata della scelta di lasciar solo il Gregge di notte, da quando, a ferragosto, era stato localizzato nella Valle Venegia, un Lupo.
Tornando su nel pascolo da casa, tutte le mattine, si presuppone perciò, che si aspettasse una sgradita sorpresa… e allora, mi domando: perché, nonostante la preoccupazione, non ha proposto e realizzato di cambiare la situazione notturna? Poteva rimanere con le Pecorine, alternando il turno con il suo compagno, e i Cani!

- Parlando direttamente dell’attacco: Se davvero a formulare l’attacco è stato un solo esemplare, anche se a stento riesco a crederlo, dobbiamo riflettere su tanto cose:
- l’odore del Lupo, viene avvertito dalle Pecorine; lo sentono, lo vedono, si impauriscono e cominciano a scappare; nel terrore che vivono, forse si urtano, si feriscono fra loro, e poi si disperdono; gli Animali morti e mangiati in parte, e quelli morti e basta, risultano nella prima giornata, 20; altri 10 sono dispersi; i restanti, rispondono all’appello;
- un Lupo, se affamato, inizia la sua caccia; di norma individua un elemento non molto forte perché più facile da catturare e a quello si dedica; per quante Pecorine sono state trovate uccise, e sbocconcellate, non sembra possibile che possa essere stata una guerriglia messa in opera da un Animale selvatico, poiché in Natura, lo spreco di cibo non esiste; certo non eravamo presenti, quindi non possiamo che parlare per ipotesi;
- altra stranezza, è quella che molte Pecorine, risultano senza alcun segno di morso neanche diverso da quello al collo che ne ha causato la morte quasi istantanea; questo è un atto di predazione che si pone nelle fasi di apprendimento, nelle fasi che precedono l’istruzione della caccia o della difesa;
la predazione, la caccia e la difesa, hanno in comune un comportamento iniziale similare, ma poiché non sono messi in atto, questi comportamenti, per la stessa ragione, presentano delle minime differenze ‘’sostanziali’’ che possiamo notare nelle sbavature espressive, fondate quest’ultime su stati d’animo differenti; nel caso delle Pecorine, non c’è dubbio che si tratti di predazione e non di caccia, perché se si fosse trattato di caccia, sarebbero state mangiate (almeno nelle stesse parti di quelle che realmente sono state cacciate);
- perché uccidere in così esagerata sovrabbondanza?
Forse perché si tratta di un individuo giovane che non sa bene quello che fa, che si è divertito prima di mangiare?
A me sembra una sciocchezza questo!
Se ha cacciato per fame, prima ha mangiato e poi davvero non si è messo a giocare con le altre!

È stato presupposto che le abbia uccise per ‘’metterle da parte’’ … ‘’il Lupo uccide seguendo una logica molto particolare, individuata in un metodo specifico che porta l’Animale a fare scorte’’.
Si, risulta da molte osservazioni che il Lupo sotterri parte delle sue prede per cibarsene in seguito, anche nei nostri Cani possiamo ritrovare comportamenti similari… ma se questo Lupo lo ha fatto per questo, perché ha esagerato? Se il Lupo è tornato ad abitare certi ambienti, è perché esiste una situazione agiata per la sopravvivenza; questa agiatezza, ossia ricchezza di cibo, non è riconosciuta nelle Greggi, bensì nella Fauna del luogo. Quindi, se il Lupo è tornato, è perché la PAPPA c’è a prescindere dalle Pecorine! Certo che se poi si trova servito su un piatto d’argento un cotale bottino, facile da catturare già di suo, per di più senza vigilanza…beh…non si può dire che la colpa sia del Lupo!!!

Ci troviamo di fronte per quanto detto finora, ad comportamento non in linea con gli usuali comportamenti dei Lupi. E allora chi sarà questo Animale che uccide con così poca saggezza?

Se è un Lupo solitario, deve essere di certo un soggetto di gran carattere, poiché è chi ha carattere che si stacca dal Branco, non chi non può vivere nemmeno un giorno senza la Famiglia; e in più: soggetti di quest’ultimo tipo, non solo non lasciano il Branco, ma non vengono neanche mai allontanati da esso, perché nel Branco fanno forza, obbediscono, lavorano, sono solidali e non creano problemi, a differenza degli altri, che può essere che a un certo punto, gli venga detto di accompagnarsi alla porta (vedi il documentario di Cenerentola nel Branco di Yellowstone).
Però, se è un Lupo forte l’artefice, perché ha fatto quel casino? Non è un comportamento idoneo alle tecniche di caccia e non lo è per un soggetto forte.

‘’non idoneo alle tecniche di caccia e non lo è per un soggetto forte’’

Continuando a pensare che è un soggetto forte, mi viene da credere che forse nessuno gli ha insegnato le basi della sopravvivenza? Ma se non è un soggetto forte, ossia non idoneo al distacco dal Branco, allora penso che forse qualcuno o qualcosa ha imposto lui la solitudine!

Che sia questo Lupo uno di quegli individui che vengono catturati da piccolini
perché trovati feriti e poi rilasciati una volta guariti?

Per loro non c’è istruzione! Per cui sono soggetti non completi che vagano allo sbaraglio in cerca di fortuna.
Detto questo non sto insinuando di certo che l’individuo è ‘’pazzo’’, ma solo che ‘’improvvisa’’ nella sua solitudine educativa!

Se ‘’l’inquisito’’ fosse uno di questi Lupi rilasciati nella Natura, però avrebbe un radio-collare …
… e se mai lo avesse perduto da qualche parte?
… lo avrebbero ritrovato! …
… allora forse è un individuo a cui è venuto a mancare il Branco…
…e perché?
… perché qualche bracconiere o semplice sapiens di turno, ha ucciso gli elementi importanti, e il resto della comitiva si è sparsa in preda al disorientamento puro…
… quest’ultima ipotesi mi fa venire in mente anche che potrebbe essere stato ‘’non un solo Lupo ‘’ a fare razzia di Pecorine, ma proprio uno di questi Branchetti senza ordine che invece di disperdersi negli elementi, sono rimasti insieme; questi Branchetti io li definisco, dei giovani adolescenti in cerca di formazione… ribadendo non per colpa loro ma per colpa dell’uomo.
…questa ipotesi, pure, però potrebbe non essere quella vera, perché ho letto anche che, tempo addietro, si presupponeva ci fosse in zona, un Gruppo di Cani Rinselvatichiti … e allora, in questo scempio si può riconoscere un loro comportamento vedi il video https://www.youtube.com/watch?v=gBfdOqllkaM

- Questo video è uno dei tanti video che riportano le cruenti immagini di povere Pecore vittime della superficialità. Come dichiarato dai pastori, spesso è la paura dell’attacco a creare più problemi al bestiame che non l’attacco vero e proprio. In questo caso è certo che siano stati dei Cani randagi a creare il dramma, a detta anche di un vecchio pastore che sa ben riconoscere tutto quello che è parte della storia della pastorizia. I proprietari del bestiame vittima, non sembrano molto addolorati per ciò che è avvenuto alle Pecorine e con molta freddezza mostrano Capi vivi con ferite agghiaccianti che ogni persona estranea alla faccenda non tarderebbe un secondo a medicare, fasciare e a chiamare il veterinario per mettere dei punti.
So per esperienza diretta, che gli Animali da cortile non sono dei coraggiosi e si spaventano per molto poco, figuriamoci per un attacco o ipotesi di attacco di altri Animali; questa leggerezza di tempra psicologica, fa si purtroppo che il povero Animale muoia anche per la sola paura, non avendo riportato cioè, ferite particolarmente profonde. È probabile quindi, che i Capi feriti non vengano curati perché comunque la morte è prossima… sinceramente, io non riesco a vedere in alcune di queste Bestiole un panico tale da farle soccombere da lì a poco…non sono del mestiere, è vero, ma in ogni caso le avrei curate (forse lo hanno fatto anche i pastori, e perciò le mie parole sono qui senza senso, però, non è quello che sembra che avessero intenzione di fare…). A differenza del Gregge a cui facciamo riferimento in tutto l’articolo, questo era nei ricoveri… si… ma se io pastore voglio proteggere i miei Animali, li metto di notte in stalle ben chiuse, dove nessuno possa entrare a meno che non abbia la chiave e non sappia aprire i portoni!... stesso discorso vale per le Pecorine dell’articolo; se non voglio correre rischi, non le lascio da sole la notte!
In Trentino i risarcimenti sono veloci, in altre regioni italiane, no… ma a prescindere dalla velocità, non trovo giusto che per colpa della negligenza delle persone, la regione o il comune o lo stato, debba provvedere ai risarcimenti. Le Pecore sono degli Animali deboli, vanno protette! Le mie Capre e le mie Oche non vengono mai lasciate in situazioni di rischio durante il giorno e tantomeno la notte!!! E non perché non mi risarciscono per l’eventuale attacco di chissà quale mostro, ma perché ci tengo!
-


Tornando all’articolo:
In qualunque modo la si voglia guardare, comunque non possiamo dire, la colpa è del Lupo, per me potrebbe anche essere uno scenario marchingegniato per dare la colpa a qualcuno di cui si vive lo spettro!
I Cani Randagi sono un problema e i Cani Rinselvatichiti sono il loro futuro. Un futuro che non ha molte regole, da nessun punto di vista. Ma potrebbe averne!!!

Per quel che riguarda il ritorno del Lupo, dobbiamo riflettere, che Noi abbiamo invaso i territori del Selvatico, e il fatto che il Lupo è tornato dopo 150 anni di esilio voluto dall’uomo, mi preoccupa molto!!! Ma non sono preoccupata per l’avvicinamento all’uomo, perché il Lupo per fortuna ancora ci teme e se noi non ci comportiamo da idioti - per ‘’n’’ ragioni – loro davvero non si avvicinano… sono preoccupata per il Lupo, che mi aspetto di vedere ancora portato ‘’morto in bella mostra nelle piazze’’!!!

I Cani Randagi esistono per colpa dell’uomo!
Il Bestiame viene ucciso, per colpa dell’incuria dell’uomo!

Esistono i rimborsi e i provvedimenti che possono in seguito sfociare nel commercio fancazzista.


Da qualche tempo, per alcuni dei soggetti trovati feriti e curati, la sorte è un po’ cambiata, perché finalmente le tante tantissime parole urlate, hanno fatto breccia nei cuori e nelle teste di chi può fermare la sciocchezza di rilasciare soggetti adulti che non hanno avuto Famiglia. Sto parlando infatti del divieto di rilasciare individui raccolti in età troppo acerba pensando che un domani possano sopravvivere nella giungla del selvatico. Rilasciare soggetti che non hanno avuto accanto qualcuno che ha insegnato loro la sopravvivenza, è omicidio, omicidio in nome della LIBERTA’… si LIBERTA’… si liberi di morire incastrati in qualche tagliola, o per mano attiva di qualche sapiens di turno vedi il video https://www.youtube.com/watch?v=iUJLjwWPBCQ oppure morire di fame!!!... E’ doveroso sapere che i cuccioli, vengono istruiti nelle zone rendez-vous dagli adulti, per le tecniche di caccia, per le direttive del Branco, per il rispetto, per la sopravvivenza e la socialità in genere. Se un individuo adulto, mostra delle stranezze comportamentali, mi viene da pensare che è mancante di educazione, e non di certo che è in preda alla mania omicida … follia omicida, manco fosse un umano!!!... a parte l’uomo, nessun Animale conosce il significato della morte, e tutti loro identificano quello che per noi è ‘’morte’’, nell’immobilità di una resa. Per questo, nessun Animale diverso dall’uomo, prova quel macabro gusto di uccidere!!!

Da qualche tempo, qualcuno ha ascoltato, ma non tutti!!! Il che vuol dire, che ancora molti Lupi vengono rilasciati dopo le cure, pur non avendo cognizione di cosa voglia dire sopravvivere, e di cosa voglia dire ‘’puzzare di uomo’’ odore che ogni Lupo rilasciato, si porta addosso!!!

Ci fai cavoli con l’esperienza atavica, nel mondo del Selvatico!

Per umanizzare la cosa, pensiamo a quant’è difficile la nostra vita nel mondo civilizzato, dove esiste una coscienza assistenziale … e in merito a ciò, non dico altro!

http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/trento/cronaca/2016/09/06/news/sulle-tracce-del-lupo-nella-valle-dell-attacco-1.14064933

http://m.trentinocorrierealpi.gelocal.it/trento/cronaca/2016/09/07/news/lupo-in-val-venegia-gia-pagati-i-primi-danni-1.14076453

http://www.lavocedeltrentino.it/2016/09/07/attenti-al-lupo-trentino-continua-la-strage-dei-capi-di-bestiame/

http://www.secolo-trentino.com/51696/ambiente/valle-venegia-pecore-uccise-da-un-predatore-ancora-in-analisi-saranno-valutati-i-danni-da-lupo.html

http://www.lavocedeltrentino.it/2016/06/22/il-lupo-sbrana-16-pecore-in-primiero-chi-paga-i-danni-la-lega-nord-interroga/

http://www.lavocedeltrentino.it/2016/03/24/assessore-dallapiccola-attenti-al-lupo/

http://www.ambientetrentino.it/2015/02/15/trentino-lupus-in-fabula/

https://orso.provincia.tn.it/Fact-check/IL-LUPO-E-CATTIVO

http://www.ladige.it/taxonomy/term/2071

http://www.ladige.it/popular/ambiente/2016/06/23/ritorno-lupo-trentino-esperti-unattenta-gestione-convivenza-possibile

15 ottobre 2016 - h13:00 - http://www.cdt.ch/svizzera/cronaca/164803/la-caccia-al-lupo-%C3%A8-costata-44-000-franchi

La caccia al lupo è costata 44.000 franchi

L'animale era stato abbattuto dopo due settimane di inseguimento il 28 luglio nei pressi di Attinghausen

ALTDORF (UR) - La caccia al lupo nel canton Uri lo scorso luglio è costata circa 44.000 franchi, secondo l'esecutivo urano. Vi hanno partecipato in totale 23 cacciatori e nove guardiacaccia, che hanno impiegato complessivamente 1.070 ore di lavoro prima di abbattere l'animale.

Il direttore del Dipartimento della sicurezza urano Dimitri Moretti (PS) ha confermato oggi all'ats informazioni apparse sul quotidiano "Urner Zeitung". Dopo che Moretti a metà luglio aveva dato il via libera all'abbattimento dell'esemplare, la caccia era durata quasi due settimane.

Si tratta del primo lupo ucciso nella regione da 160 anni. L'esemplare di origine italiana aveva sbranato oltre 70 pecore.

Le spese per la protezione delle greggi e i risarcimenti per i pastori non sono ancora noti. Nel 2015 alcuni contadini avevano ricevuto 37.500 franchi di risarcimento per 55 pecore sbranate a Isenthal.

Il lupo M68 abbattuto il 28 luglio scorso da un guardacaccia nei pressi di Attinghausen sarà impagliato su decisione del governo urano. I costi per l'impagliatura ammontano a circa 1.500 franchi. Non si sa ancora dove sarà conservato l'animale.

***

Come spendere quando se ne hanno a disposizione più del necessario per campare!!! ... Come guadagnarsi un posto nella storia degli elettori!!! ... Come dare sfogo alle castrazioni personali, sfruttando la paura del MITO creato dall'essere più infimo che abbia mai popolato il Pianeta Terra!!!

Auguri, popolazioni indegne!!!

Il 19 dicembre 2016, Rai 3 trasmette un documentario molto interessante nel quale si parla di fondamentali concetti che da più di 25 anni sto partorendo, studiando e ampliando. Scoprire quindi che anche altre persone sono sulla mia stessa lunghezza d’onda con la Natura, mi rende felice.

La trasmissione si apre riportando un pensiero molto importante: ‘’non si può dare del cattivo ad un animale perché si ciba di un altro animale seguendo una legge di Madre Natura (che nel programma chiamano ‘’mandato che l’evoluzione ha programmato per lui’’); alcuni animali si cibano di carne, altri di erba; entrambi lo fanno per sopravvivere’’;ed io aggiungo, che è la stessa cosa che facciamo noi umani, cioè, pure noi umani mangiamo carni e verdure per sopravvivere… anche se, agli animali, spetta una nota di merito rispetto a noi intorno alla questione, perché mentre loro mangiano solo ed esclusivamente per nutrirsi, noi, spessissimo, aggiungiamo alla ‘’fame’’, la goduria dell’abbuffata, consumando molto più cibo di quanto l’organismo ne abbia realmente bisogno e buttando, oltretutto, molte volte quello che rimane o la scorta che abbiamo accumulato esageratamente in sovrabbondanza.

In Natura, quando il cibo abbonda (una preda molto grande), nel momento in cui i primi a banchettare hanno terminato la loro porzione, ecco che subentrano altri animali, consumando il rimanente seguendo l’equilibrio dell’ordine biologico.

Presentata la nota che scagiona il cacciatore naturale dall’atto crudele, il narratore pone delle domande all’attenzione degli ascoltatori: ‘’gli animali vivono allora, al di sopra del bene e del male?... (in riferimento all’uccisione della preda per alimentarsi, e forse anche come domanda in generale, interrogandosi se comunque sono capaci di capire/vivere il bene e il male e da qui le altre domande)... vivono senza regole?... senza codici di comportamento? … hanno una moralità? …’’

La risposta è: gli animali posseggono un’etica morale:
‘’se certifichiamo che un animale che si nutre di un altro animale non è cattivo (nell’atto), non vuol dire che egli non conosca comunque cattiveria e bontà,non segua delle regole di vita, non abbia una morale’’. E, come dal narratore enunciato:‘’anche se la moralità è sempre stata considerata una prerogativa del genere umano’’, un genere evoluto rispetto a tutti gli altri, ‘’è stato constatato che, anche gli animali specificatamente sociali’’(come noi, ma diversi da noi), ‘’siano individui timorati, emotivi, empatici, che eseguono una normativa etica (aggiungo: conforme alla comunità in cui vivono)…sanno cosa è bene e cosa è male, cosa è giusto e cosa è sbagliato…’’.

Sono perfettamente d’accordo, nel dire che una cosa non esclude l’altra, però (aggiungo ancora) come ‘’in loro’’ non esiste cattiveria nella modalità alimentare, non esiste cattiveria in tutte le altre ‘’loro’’ azioni.
Questo non vuol dire che vivono in maniera arida, tutt’altro, perché la loro comunicazione sociale, è fatta esclusivamente di trasmissione di stati d’animo. E vivendo in comunità sociali, vivono nel rispetto gli uni degli altri.

Stati d’animo, rispetto e collaborazione, sono alla base del loro ordine sociale.

In una tale purezza di vita, non c’è posto per la cattiveria, come non c’è posto per tutto ciò che fuoriesce dalla semplice logica delle coscienze che non hanno consapevolezza del ‘’di più’’ e del ‘’sovrastare per godimento’’ e ‘’non per aiutare/collaborare’’.
Parole come ‘’timorati, emotivi, empatici’’ (che esprimono sentimenti complessi), sono un po’ forti per descrivere la loro emozionalità, ...

Un esempio: Cos’è l’empatia?
Empatia – la capacità di immedesimarsi negli altrui pensieri e stati emozionali e affettivi.
Esser in grado di accorgersi dello stato d’animo del convivente, non vuol dire riuscire ad entrare nella di lui psiche e capire perché si sente bene o male.
L'uomo è in grado di capire lo stato d'animo delle persone perché conosce, per esperienza vissuta, le sensazioni che si provano in determinate situazioni. Ma se anche non le conoscesse, non le avesse vissute, attraverso la spiegazione verbale dell’altro, condita da nuove, ulteriori espletazioni emozionali, riuscirebbe a comprendere ciò che sta accadendo all’interno del suo simile.
Al contrario di noi sapiens, un Animale d’affezione, non conoscendo l’evoluto del pensiero sentimentale, nel momento in cui è triste o è felice, esprime solo ed unicamente sofferenza o felicità e null’altro, e questo sia per quello che riguarda se stesso, sia per quello che riguarda un suo compagno; nulla che abbia a che fare con la sfera umana della trepidazione passionale: se è triste, è triste e basta, se è felice, è felice e basta; così come, parlando degli animali che ci accompagnano da moltissimo tempo (cani e gatti), pur non capendo il perché della nostra tristezza (non capendo la causa e lo sviluppo della nostra tristezza) se ci vedono tristi sono tristi e basta e se ci vedono felici sono felici e basta. Che poi sarebbe più giusto dire quando ci sentono felici o tristi, perché, a parte la nostra mimica corporea e dialettale, quando gli stati umorali variano, variano con loro gli odori del corpo. Per quanto bravi possiamo essere nel cercare di mascherare un nostro stato d’animo, a nessun animale che conosce il nostro odore di quiete, possiamo raccontar balle. Ricordiamo che il primo senso ad attivarsi alla nascita è l’olfatto, ed è all’olfatto che più di tutto di affida per accertarsi e conoscere!
Questa condizione d’intesa, non possiamo chiamarla empatia, perché l’empatia comprende la comprensione del disagio vissuto dall’altro, e non la possibile condivisione del suo effetto.
L’aver specificato il concetto di empatia, vorrei che aiutasse a capire lo spettatore o il lettore o l’ascoltatore, a guardare le cose realmente dal punto di vista animale e non da quello umano, anche se capisco che usare termini umani è per gli umani, più facilmente comprensibile.
Il guaio è che capendo i termini umani, si è poi in grado di riportare il tutto alla semplicità animale? Quanti di noi uomini, non crede che il cane sia geloso, o faccia i dispetti, o ancora (come da notifiche degli ultimi anni) non viva disturbi comportamentali uguali ai nostri? I più frequenti: ansia da separazione, disturbo dell’umore, aggressività idiopatica, iper-attività, carenza di autostima ecc. ecc. (disturbi dati da forme di insicurezza e da non conoscenza delle cause che, se accertata la non deficienza fisica, sono solo parte dell’immaginario e parte di una mancata o eccessiva assistenza infantile, o effetti di una vita che non si accetta – a maggior ragione, pazzesco da affiancare agli animali).

La collaborazione è l’insieme delle azioni svolte nella comunità per interesse comune (il bene per tutti incluso se stesso). L’altruismo è il comportamento volto a beneficio del prossimo (colui che agisce senza alcun tornaconto).
La collaborazione può celare una finalizzazione egoistica: il singolo agisce per il bene collettivo se a lui conviene, altrimenti si esime. Trattando di animali non possiamo parlare di forme egoistiche o altruistiche, ma solo di azioni comunitarie, sempre per lo stesso discorso che non sono in grado di elaborare differenze sociali.

Io per prima, nei miei discorsi, nei miei trattati, parlo da anni della loro sensibilità e del loro attaccamento alla famiglia, della loro spinta a collaborare sempre e alla loro richiesta di avere delle regole e dei compiti da seguire; da anni mi batto per far capire quanto, il linguaggio naturale degli animali, sia ricco solo di stati d’animo e che ogni loro azione è volta alla socialità familiare, però attenzione a non confondere ‘’morale’’ e ‘’etica’’, con bontà sociale.
La moralità è la spinta che induce verso il compimento di opere di bene. Le opere di bene sono attivate solo da altruismo. L’altruismo è l’insieme dei comportamenti volti a beneficio del prossimo.

Gli animali diversi dall’uomo, hanno, per loro fortuna, la conoscenza del positivo e del negativo. Piacevole, sgradevole. E se vogliamo, giusto e sbagliato. Per questo, anche se le due visioni si possono accumunare, sono in realtà diverse, e lo sono per coerenza di ragionamento sulla diversità evolutiva fisica e mentale che esiste fra tutti gli animali, noi compresi. Antropomorfizzare gli animali è mancanza di rispetto verso la diversità!
Leggi articolo ‘’il bene e il male’’ su www.stellagrigia.eu

Gli animali diversi dall’uomo, hanno una sincerità e coerenza nel comportamento sociale, talmente grande e importante, che dovrebbero essere prese a modello dagli uomini.
Le forme di attaccamento e di assistenza che hanno per la Famiglia, sono prove della loro virtù, e lo sono per la loro purezza della quale sono composte. Perciò attenzione ad etichettare il loro modo di pensare e di vivere con eccessi propri solo della nostra specie. Finzione, inganno, rancore, passione…sono le rappresentazioni dei nostri patimenti, non dei loro. La loro società è organizzata nella lealtà, non come la nostra! E la loro ‘’moralità’’ (che chiamerei più idoneamente ‘’rettitudine’’ o meglio ancora ‘’rispetto’’),

Cit. del libro: ‘’Diario: Similitudini fra Cani e Lupi – Illuminanti Riflessioni’’
‘’Ciò che rende la famiglia del Lupo, superiore, sta nella personale individualità che muove ogni sua azione, limitata nel progresso delle emozioni, equilibrata nella spontaneità di espressione, volta al solo benessere collettivo. Ogni singolo comportamento è dettato dalla semplicità del bisogno: il bisogno di unire le proprie forze per sopravvivere in un ambiente ostile, il bisogno di procreare per salvaguardare il proprio stato, il bisogno di assistersi e completarsi per mantenere l’equilibrio. Ogni singolo componente del Branco è votato al compimento della sua mansione.’’

‘’io sono Uno, ma in realtà non sono che una parte di 1’’

http://www.raiplay.it/video/2016/12/Aspettando-Geo-Geo-9efbd3ee-d5f8-4044-9bfe-7a3478111fc3.html

Il 2 febbraio 2017 decreterà la libertà di uccidere legalmente il 5% dei Lupi presenti sul territorio

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- Primo sì tecnico a Piano lupo, prevede abbattimento controllato
Galletti, dobbiamo permettere convivenza lupi-agricoltori. Approvazione politica definitiva il 2 febbraio
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Il problema è sempre lo stesso: ‘’l’uomo ha bisogno di spazio’’. L’uomo ha il diritto di procreare, di riprodursi a suo piacimento, come non ce l’hanno gli altri esseri viventi che abitano il Pianeta Terra. Noi ‘’DEI’’ senza scrupoli, sfruttiamo ogni riserva della Terra fregandocene delle conseguenze.
Tutti gli altri Animali, che con noi hanno la sfortuna di condividere il Pianeta, bilanciano il numero della loro specie in base alle risorse nutritive a disposizione, e saggiamente se queste scarseggiano, per quell’anno niente ‘’cuccioli’’. Noi invece, se non abbiamo di che sopravvivere nei luoghi dei nostri insediamenti, ci spingiamo ben oltre il confine, invadendo territori che appartengono ad altri. Ma d’altronde questa e la storia dell’umanità che da quando decise di lasciare la Patria, la bella Africa, non ha fatto altro che invadere e invadere, annientando tutto quello che sbarrava il cammino della sua evoluzione (o involuzione, dipende dai punti di vista) ed espansione.
All’inizio lo faceva con la sola presenza lasciando residui organici e inorganici un po’ ovunque; poi ha preteso di afferrare ciò che apparteneva ad un altro uomo, con atti di forza fisica prima, e con le armi dopo… tutto in nome del progresso e del bene del popolo.
Si, ma quale popolo?
Quello che invadeva.
E ora, che non sa più cosa invadere o meglio chi sopraffare fra i tanti uomini sopraffatti che si son fatti rivoltosi o non hanno neanche più la libertà del respiro incondizionato, e ha sempre di più bisogno di altro territorio per seminare e pascolare e proliferare, ecco che, come anni fa, si attacca alle credenze popolari per liberarsi del ‘’maligno’’.
Oggi tocca al Lupo, come accadde al tempo delle streghe e prima; il nemico pubblico numero 1, che teme più di ogni altro Animale. Oggi dopo tutti gli anni che ci son voluti per ridare vita a questa specie che per mano dell’uomo ha già rischiato l’estinzione, siamo da capo a dodici, siamo di nuovo ad urlare ‘’morte al Lupo’’.
L’uomo non si ricorda che la buona Pecorella quando avrà finto di brucare l’erbetta di qualche ettaro in più ne vorrà dell’altra e altra e poi altra ancora e così vorrà sua figlia o suo figlio, incuranti del bisogno di parsimonia che conduce a qualche di ristrettezza per ridare vita all’equilibrio.
Tanti uomini, tante pecore, poca erba.
L’erba viene mangiata dalla Pecora, la Pecora dall’uomo … e l’uomo viene mangiato da se stesso …perché idiota come è, altro che evoluto, non si rende conto che togliendo un Animale che tiene sotto controllo l’equilibrio dell’ecosistema, dà a lui (all’uomo) la possibilità di continuare a rompere l’anima alla Madre Terra.
Mi piacerebbe sapere come farà a sopravvivere nel momento in cui avrà brucato, bruciato chiedo scusa, anche l’ultimo filo d’erba… niente più bestiame, niente più cibo.

Invece di gridare al Lupo,
- controlla il tuo bestiame, lavora, alza il deretano dalla sedia e fatica per guadagnarti da vivere!
- smetti di dare vita ad Animali che poi abbandonerai. E che una volta liberi, se riusciranno a non farsi accalappiare per finire i loro giorni in una cella, torneranno ad uno stato di vita semi brado e, conoscendo le tue abitudini, verranno a prendersi un po’ di cibo che gli spetta di diritto
- smettila di invadere i territori,
- smettila di mascherare le tue colpe addossando le conseguenze ad altri,
- smettila di rifugiarti dietro la Pecora che, se lei che ha la nomea di essere la più mansueta e remissiva fra le creature che hanno la fortuna di starti accanto … beh, ragiona una tantum: ei, la Pecora ha più coraggio di te!!!

Queste foto rappresentano ciò che l'uomo fa ai Lupi, sfido chiunque a trovare immagini o notizie reali di qualcosa di analogo che il Lupo ha fatto all'uomo ...

Se passa la legge per l'uccisione dei Lupi, anche se solo per il 5% della popolazione, oltre a dare il via alle uccisioni di massa, ma e' uguale pure se fossero solo quelle programmate (le uccisioni), come fanno a sapere quanto è importante quel soggetto destinato all'uccisione, nell'ambito del suo Branco? ... Non sappiamo niente della loro socialità a parte 4 cose che tutti coloro che hanno occhi per vedere sono in grado di riconoscere e di elaborare... Che ne sappiamo dei danni che possiamo causare ...forse è un individuo solitario ma forse ha Famiglia e sta cercando cibo per la sua Lupa e i suoi Piccoli... La Famiglia è sacra per tutti e non solamente per gli uomini (che oltretutto tirano fuori la sua sacralità solo quando gli fa comodo).

In Abruzzo sulla Maiella hanno risolto il problema e hanno un'ottima convivenza fra Lupi, uomini e greggi; perchè non adottare le stesse misure anche nel resto d'Italia invece di legalizzare le uccisioni? Qui sotto uno scorcio della bellissima trasmissione di Rai Uno "Linea Bianca" del 28 gennaio 2017 in cui si descrive cosa hanno adottato per risolvere semplicemente il problema. Complimenti alla Rai per aver realizzato questo servizio che merita di essere diffuso il più possibile. Tratto da http://www.raiplay.it/video/2017/01/Linea-Bianca-Roccaraso-e-Majella-1b4f833b-56b3-4eca-894d-6a003782aea5.html

28 aprile 2017 Agata

https://www.all4animals.it/2017/02/17/video-vita-e-morte-della-lupa-agata-salvata-dal-cras-e-uccisa-dallignoranza/

Era stata finalmente presa in considerazione la normativa di non reimmettere gli individui soccorsi, in Natura. Anche se il contatto con l'uomo non ha oltrepassato la misura del dovuto sostentamento curativo, l'individuo soccorso, assorbe inesorabilmente odori che appartengono alla civiltà umana. In aggiunta a questo, se il Lupo soccorso è in età in cui, ha ancora bisogno delle cure materne e del Branco, la ''liberazione'' equivale ad una condanna a morte quasi certa. Nel video ''La magia del Lupo'', viene infatti applicata la riflessione, e il cucciolo Merlino, rimane nell'oasi. Nel caso di Agata, abbiamo un cucciolo di nove mesi circa, ancora piccolo per la vita solitaria ... Agata nella sua ripresa ha fatto la conoscenza con un suo consimile e le immagini dei due cuccioloni che giocano felici, inebria i cuori di gioia purissima!!!

... Ma viene liberata!
Libera di morire in Libertà.

La narrativa del video, ci comunica che per una anno intero, Agata ha girovagato ''libera'' per boschi. Nella narrativa, viene presentata questa situazione come ''ottimale''. Ella infatti ha avuto contatti con altri Lupi e ha acontinuato a vivere ''spensierata''.

Domanda: il Lupo è un Animale sociale familiare, questo fa di lui un ''Animale sperduto'' senza la Famiglia, per cui, se per un anno non era riuscita a trovare collocamento in un Branco, come si può dire che viveva tranquilla e aveva tranquille interazioni con i suoi simili?
...e dove la Libertà non fa scontare il suo prezzo, ecco che si aggiunge il dispensatore di morte: l'uomo!

Agata viene avvelenata e poi crivellata di colpi (di arma da fuoco), da un bracconiere ...!!!

Riflessione: aiutatemi a capire per favore - gli Animali selvatici, nascono liberi; i Cani no; i Cani nascono in case, in canili, per strada, fra la spazzatura o liberi nelle campagne; fra le varie tipologie di ''nascita'', consideriamo per un attimo quella del randagio che nasce ''libero''; molti randagi incidentati o semplicemente ''fastidiosi'' per la società, oppure visti come ''infelici'', vengono catturati e viene cercata loro una sistemazione idonea all' ideale di vita di un Cane; esistono Branchi liberi che vivono allo stato ''ferale'', e una volta ''catturati'' non si adeguano alla nuova vita. - Perchè a questi Cani viene obbligata la vita in ''canili'' e non vengono lasciati liberi o rilasciati nel momento in cui (se catturati malati, quindi soccorsi) sono nuovamente idonei alla ''libertà''? Lo stato di libertà conosciuto da questi soggetti, è quello dell'Animale randagio, e perciò, adattarlo a nuova vita, dovrebbe essere una cosa contronatura per le persone che continuano a parlare di obblighi verso il rispetto della quotidianeità!!! - Perchè i trattamenti diversi? - Forse perchè il Cane nasce con l'uomo? ... si ma non tutti, un conto è parlare delle origini e un conto è parlare del risvolto preso nelle situazioni varie.

Tornando ad Agata e ai Lupi - chissà se qualcuno pagherà mai per i soprusi ad altri esseri viventi?!

...aggiungo una foto che sta girando su internet e che mette nero su bianco la realtà del pericolo che corre un Selvatico, quando Madre Natura non ci si mette di mezzo.

Se le punizioni per gli assassini venissero applicate, queste VIOLAZIONI della VITA terminerebbero.

http://www.lanazione.it/livorno/cronaca/lupo-scuoiato-taglia-da-30mila-euro-per-chi-sa-1.3074073

Lupo scuoiato: taglia da 30mila euro per chi sa

La cifra è stata messa a disposizione dall'Associazione italiana difesa animali e ambiente -

Suvereto (Livorno), 29 aprile 2017 - Una taglia di 30.000 euro per «chiunque aiuterà a individuare, denunciare e far condannare i responsabili dell'uccisione e dello scuoiamento del lupo fatto trovare appeso su un cartello stradale nel territorio del comune di Suvereto» è stata messa a disposizione dalla Aidaa, l'Associazione italiana difesa animali ed ambiente... (leggi l'articolo nel link http://www.lanazione.it/livorno/cronaca/lupo-scuoiato-taglia-da-30mila-euro-per-chi-sa-1.3074073)

15 giugno 2017 - IN BASILICATA: VIOLENTATO IL FIUME FRIDO! ''Se ci voleva una prova del come oggi sono gestiti i nostri Parchi Nazionale, ormai sempre visti come risorse o “industrie” procacciatrici di posti di lavoro e di turismo, ovvero per finalità a mero scopo commerciale ed a totale danno del patrimonio naturalistico che in quanto “Parchi” essi avrebbero la mission di tutelare, oggi ne abbiamo l’ennesima: per combattere il surriscaldamento globale, le cui origini antropiche sono estremamente discutibili (ma di cui, non a caso, sono convinti gli appaltatori dei progetti da fonti rinnovabili ed i loro sponsor politici!), anche il Parco Nazionale del Pollino ha autorizzato la costruzione di una centralina idroelettrica sul corso del fiume (o torrente) Frido, tra i Comuni di Viggianello, San Severino Lucano e Chiaromonte, in Basilicata, nei limiti del Parco Nazionale e, quel che è più grave, nella sua Zona 1 a maggiore tutela!'' leggi l'art. pollinowild.blogspot.it/2017/06/fiume-frido-lo-scempio-e-iniziato.html

Se solo l'uomo cominciasse a pensare che è con la salvezza dell'equilibrio che ''esiste'' nella Natura, che il suo futuro potrà ''esistere'' ancora, tutte le grandi opere che seguono le perspicaci supposizioni di chi non sa nulla dell'ecosistema, non avrebbero un seguito!!!
Si parla di energia pultia, di salvare gli alberi, di non contrastare tutto quello è ritenuto ''selvatico'', e poi in nome di queste ''grandi battaglie'' ecco che vengono ''sporcate'' le poche aree rimaste ''libere''.
Voi uomini, se volete fare un favore a voi stessi, cominciate a capire che entrare nel mondo della Natura incontaminata, è un passo che conduce sempre di più verso la vostra fine.
''avete freddo?'', ''avete caldo?'', mettevi un maglione in più addosso, usate un bel ventaglio! ''volete avere gli oggetti che il mercato vi condiziona a credere che siano indispensabili?'', pensate a dove vanno a finire tutti quelli che diligentemente buttate nei rifiuti!
Cominciate a risparmiare sulle piccole cose, sui piccoli accorgimenti e vedrete che oltre che a scatenare l'ira dei commercianti di potere, otterreste un rallentamento a tutto ciò che è sfruttamento della Terra e dei suoi Figli! ... E non dimenticate che fra i Figli della Madre Terra, ci siete anche voi!
Una Madre ci nutre e ci assiste finchè ha la forza di farlo; non arriviamo ad uccidere la nostra Madre, altrimenti non avremo più nutrimento. Rispetta tua Madre!
Se non vuoi farlo per lei, fallo per te stesso, alla maniera tipica dell'uomo, per egoismo!


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20 giugno 2017 - ''Pescasseroli, ritrovati dai Guardiaparco 5 cuccioli di lupo morti'' Pescasseroli. Un’intera cucciolata di lupo, tre maschi e due femmine, è stata trovata senza vita dai Guardiaparco Lorenzo Roselli e Armando Frascone, questa mattina, durante lo svolgimento del Servizio di sorveglianza nel territorio di Opi. I Guardiaparco hanno prontamente allertato il servizio di sorveglianza e il veterinario del Parco ... leggi l'art. www.terremarsicane.it/pescasseroli-ritrovati-dai-guardiaparco-5-cuccioli-di-lupo-morti/

...in attesa del rsponso dei medici veterinari, ci auguriamo che non sia per colpa dell'assenza della Madre, ''CASUALMENTE'' rimasta vittima di qualche ''BRAV'UOMO''!!!


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Luglio 2017 - Forme di attaccamento - Dal tempo in cui si iniziarono le prime osservazioni sui Branchi dei Lupi, si usò classificare gli elementi che li componevano, con i nomi delle lettere dell'alfabeto greco. Da Alfa ad Omega in un susseguirsi di lettere e ruoli. Pensando alle lettere, veniva sempre in mente anche la modalità comportamentale dei soggetti appartenenti a tali titoli. La rigidità con cui erano state usate le lettere era pari alla freddezza con cui erano stati esaminati ruoli e comportamenti dei personaggi in esse/essi identificati. Dalle spiegazioni che venivano date nella presentazione degli atteggiamenti, si facevano apparire, le azioni e i soggetti che le mettevano in atto, come dittatori senza pietà, come soldati assenti di volontà e sempre ligi al dovere per paura delle rivendicazioni, e come, chi occupava l'ultimo rango, gli Omega che tutti guardano con occhi pietosi, come le ultime ruote del carro, sempre pronte ad essere sacrificate! ... in seguito, perseguitati dal concetto del cattivo, del dittatore, dell'amore sottocoperta, ci fu una inversione di marcia e dal Lupo cattivo si passò al credere al personggio dei cartoon, Lupo de Lupis - il Lupo tanto buonino. Non da moltissimi anni si parla di ruoli in seno ad una Famiglia. Si parla quindi di Genitori, Figliolanza e, se il fato a voluto che restassero, di Fratelli e Sorelle appartenenti a cucciolate precedenti. Fu così che i denomi della dittatura, comnciarono a cadere dagli spalti dei raduni lupini, e prese vita il ''buono sempre e comunque, a prescindere da alcun che''.

Non facendo parte (noi che scriviamo) della schiera che grida all'usurpatore ogni volta che sente parlare dell'assassino della favola di Capuccetto Rosso, da sempre (senza volerci accaparrare nessun titolo e nessun merito) abbiamo presentato i Lupi con i ruoli arrivati ora di moda, non disprezzando comunque quelli precedenti, anche perchè, a seconda delle spiegazioni che usiamo dare o altri usano dare, sono a volte più incisivi nomi al posto di altri. Per noi, gli Alfa, i Beta e tutti gli altri, e i Genitori, i Figli, Zii e Zie, anche se sono lupini, appartengono alla Grande famiglia, per cui ci sara sempre fra loro una comunicazione che non intende, furtivamente o no, un intento umano piuttosto che un pensiero Animale.

Adesso, dalla dittatura, alla famiglia, si è passati ad un Clan formati da Amici ... ''l'Amicizia'' regna sovrana e tutto è compiuto in nome di questo proponimento.

Sul piano umano, l'Amicizia ha un valore davvero importante, perchè sottolinea quel grado di interazione che permette (agli uomini) una confidenza e un'assistenza che non ha eguali, oserei dire infatti che va al di sopra dell'amore, perchè nell'amore spesso subentrano emozioni che possono portare a deviazioni dal bene, mentre nell'amicizia no. E' vero che la parola ''Amico'' proviene dal latino ''Amicus'' derivazione di ''Amare'', ma amare qualcuno racchiude un'innumerevole quantità di stati d'animo e innumerevoli considerazioni verso colui che è amato che, dal bene (sentimento positivo), si può passare al male (sentimento negativo), cedendo l'amore, il posto all'odio. Tali eccessi, nell'amicizia non esistono, soprattutto se è mossa da sincerità.

Fra gli Animali, non c'è mai finzione, e non c'è mai passione, il che deporrebbe a favore di questa nuova concezione emozionale che tiene unito il Branco, ma ...

... ma negli Animali non esiste nemmeno il disinteresse.

Le forme comportamentali che possiamo osservare, sono di attaccamento e dipendenza; le stesse che esistono, che sono proprie di una Famiglia.

La Famiglia degli Animali, non necessariamente vuole la sua formazione con elementi dello stesso ceppo di sangue. Per gli Animali, il Branco è la vita, e tanto è importante appartenere alla Famiglia o ad una Famiglia, che non ci sono, per loro neanche distinzioni fra Specie.

Per gli Animali tutto è imperneato sulla collaborazione. Collaborano nella vita di tutti i giorni per la salvaguardia della stessa.

Le loro forme di altruismo sono sempre dipendenti dal benessere globale, e se rischiano, è perchè sono abituati ad agire in collaborazione con il Gruppo...senza il quale non sarebbe loro possibile sopravvivere. Non ci dobbiamo meravigliare se gli adulti Lupi ricercano un luogo sicuro per i cuccioli, o se gli Uccelli difendono la loro nidiata. E' una forza che lega Madre e Figli, e in Natura, lega tutti gli elementi della Famiglia.

Questo legame tanto grande, non si può riconoscere nell'Amicizia, perchè essa prevede ''l'azione senza interesse'', ossia un'azione mossa per il bene dell'altro senza che, chi si muove per far si che ciò sia possibile, possa ricevere un minimo compendio. Unica gratificazione è la felicità dell'altro (di chi è stato aiutato), il che non vuol dire che gli Animali agiscono per azioni sporcate dal ''premio'', ma vuol dire che agiscono non mosse da altro che non sia il legame riconoscibile nelle forme di attaccamento familiare. Secondo noi, questo è molto di più dell'Amicizia. E' molto più inteso e coinvolgente!

''Attaccamento''

Fin dal momento della nascita, si crea fra Madre e Figlio, un legame che diventa sempre più saldo, minuto dopo minuto, ora dopo ora, giorno dopo giorno. E questo accade fra tutte le Mamme che per natura crescono i propri piccoli e tutti i Figli che necessitano di tale assistenza per sopravvivere. Dal libro: ''Diario - Similitudini fra Cani e Lupi - Illuminanti Riflessioni'' pag. 405 - di Barbara Tullio, Paolo Caldora.

Bellissimo il video trasmesso dalla Rai

Dal video nasce una riflessione: La nostra Amicizia verso il resto del Mondo, non ha coscienza, perchè se il Mondo si trova nelle condizioni di sofferenza (e a pagarne le spese sono soprattutto gli Innocenti - vedi le zanzare sui cuccioli e ciò che possono provocare -), è solo colpa dell'uomo e del suo NON ESSERE AMICO DI NESSUNO!


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Un Cane Amico del Lupo - Nel video sotto indicato, viene affrontato ancora il gravissimo problema che ormai è la piaga del nostro mondo! L'intolleranza dell'uomo verso il Selvatico: l'annientamento di intere Famiglie di Lupi!

In questo video ne abbiamo un esempio: la morte dei cuccioli attraverso l'uccisione dei Genitori.

Il Corpo che si occupa del setacciamento delle zone ed eventuale ritrovamento di Individui in difficoltà o deceduti, si affida alla duttilità dei Cani. Cani addestrati nella ricerca, sul controllo e sulla canalizzazione dell'attitudine. Logicamente il Cane non ha coscienza del servigio che porta alla Natura, e il titolo del corto dimostrativo fa parte di una forma di comunicazione umana verso umani, però, ci fa piacere pensare come, a dispetto delle conquiste sapiens, ci sia qualcuno che capisce l'importanza del Selvatico.

www.youtube.com/watch?v=_JFAmGmCcy4


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Lupi - filo spinato In questo video - https://www.facebook.com/100007079315190/videos/2004514159794542/?id=100007079315190 - possiamo vedere uno dei tanti danni che l’uomo fa alla Natura.
Non serve parlare solo di inquinamento atmosferico attraverso lo sfrenato uso di sostante che avvelenano l’aria e la terra (che sono oramai notizie all’ordine del giorno, tanto che nessuno dà più ad esse la giusta importanza); quello su cui vorrei soffermarmi sono tutte le piccole cose/strutture che l’uomo fa/erige senza chiedere il permesso ai veri ‘’proprietari’’ del luogo (non mi riferisco ad altri uomini…), e a cui nessuno bada (non ci badano gli uomini)..
L’invasione del sapiens, dal passaggio dall’Africa al resto del Mondo, segna una disseminazione di materiali che non collimano con l’equilibrio del territorio calpestato. Mi riferisco a tutto ciò che serve all’uomo per vivere nel ‘’tal luogo’’ dove ha messo radici.
Nel video vediamo un Lupo impigliato nel fil di ferro di una recinzione, tirata su sicuramente per tenere lontano qualcuno o mantenerlo al suo interno.
Fatto sta che, i veri padroni del territorio (coloro che da molto più tempo dell’uomo vivono in quell’appezzamento), non sono più liberi di muoversi in esso.
L’uomo ha picchettato il picchettabile, creando confini non marcati con urine ma con materiali ‘’non biodegradabili’’!!!
Gli Animali, non conoscono queste strutture, spesso ci finiscono dentro, e lì rimangono se qualche Angelo del Cielo non corre loro in aiuto.

Il Lupo del video verrà liberato, ma le ferite che ha riportato, gli creeranno problemi?
Non lo sapremo mai.
A noi, che importa della sua salute, dispiace dell’accaduto; chi monta queste recinzioni, probabilmente gode delle negatività causate.
L’uomo si sente Signore della terre, per cui tutto ciò che a lui non serve o intralcia, lo elimina.

 

altri video correlati:

https://www.youtube.com/watch?v=MZ7gIDq6K8Q

https://www.youtube.com/watch?v=MZ7gIDq6K8Q

https://www.youtube.com/watch?v=-vACb9eGJQs


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ATROCITA' NEL REATINO - Siamo cresciuti con le idee confuse, deviate da forme di educazione/addestramento che hanno imperniato la nostra mente di pensieri che non collimano con la realtà. Le Favole, amiche di sempre, compagne di avventura e promotrici di sogni, sono ricche di grandi insegnamenti, molti dei quali però, deviano l’immaginazione dando origine a certezze non esatte.
Ma come le Favole anche le forme religiose hanno le loro colpe.
Mostri e Demoni, Animali malvagi e Animali succubi del Male che vengono (questi ultimi, pur essendo buoni) sacrificati (da chi pensa che siano Buoni) in nome del Bene.
Cresciamo con l’idea che tutto ciò che non è conforme al normale comportamento e allo standard fisico, sia una forma rappresentativa del Maligno; la cattiveria è padrona di quegli Esseri. I loro comportamenti, solo perché ‘’diversi’’, ‘’devono essere non giusti/deviati’’… questo non solo non è vero, ma non è neanche giusto affermarlo.

Perché identificare il male in alcuni Animali e in persone diverse dallo standard a cui si è abituati, perché riconoscere nelle loro azioni e nei loro cuori solo atti e motivazioni funeste?

Quanti di noi sono cresciuti con l’immagine del Lupo che mangia la Nonna di Cappuccetto Rosso? Quanti di noi non hanno tifato per il cacciatore che, uccidendo il Lupo, ridà la libertà alla Nonnina?...
Quanti di noi non hanno avuto una paura soffocante dell’Uomo Nero e del Nano (a parte i Nanetti di Biancaneve)? …
Quanti ancora oggi, non si fanno prendere da un attacco isterico alla vista di un Serpente (che la religione ci insegna essere il cattivo consigliere che spinge Eva a circuire Adamo)? …
Quanti non pensano alla furbizia della Volpe (una furbizia che opera in danno di chi le capita a tiro), e alla stupidità dell’Oca (solo perché la sua forma evolutiva – neotenica arriva solo fino ad un certo grado di necessità)? …
E ancora, quanti di noi hanno la visione della vecchina (una signora che curva dagli anni si trascina per le strade senza rivolgere parola a nessuno) come una Fata e quanti la vedono invece come una Strega? Le Streghe che altro non erano che donne che forse inquietavano gli animi di alcuni uomini e che soprattutto la religione condannava come figlie del peccato!
Nelle favole del mio tempo, v’era sempre la figura della principessa bella e buona promessa al principe che oltre ad essere molto bello era anche molto ricco e ardito; e c’erano le figure cattive delle matrigne, delle sorellastre, dei draghi, degli orchi, eccetera eccetera… tutte figure che ‘’in realtà’’ impersonavano gli aspetti delle creature umane. Vissuti di particolari situazioni, che però, se venivano presentate a noi Bambini come appartenenti alle persone (in possibili atteggiamenti delle persone), sarebbero state (le persone) causa di molteplici insicurezze relazionali. Uscire dal guscio e affrontare la vita, dovendosi guardare da chiunque ci passava accanto, sarebbe stato traumatico, e così, non so chi, ha pensato bene di dare corpo al male attraverso alcune figure solamente. In questo modo era possibile una socializzazione con il sociale extra familiare un pochino più rilassata perché un conto era identificare gli uomini e le donne in Mamme e Papà, e un conto era doversi guardare da tutti coloro che ci passavano accanto (da tutti indistintamente perché chissà quale strano mostro poteva celarsi dentro quei corpi apparentemente così normali).

Eppure chiedo adesso a chi mi sta leggendo: quanti soprusi avete subito da un Animale dichiarato mostruoso o da una persona diversa dalla vostra realtà territoriale (colore e dimensione), e quanti ne avete ricevute da un normalissimo umano?

Il modo in cui siamo stati cresciuti e continuiamo a crescere, trova la sua espressione in episodi come quello riportato nell'articolo sotto indicato. Gli Innocenti pagano per le sciocche e crudeli credenze umane'' !!! ... DICIAMO BASTA A QUESTE ATROCITA'!!!

https://www.amoreaquattrozampe.it/altri-animali/lupo-ucciso-a-vacone-in-provincia-di-rieti-gli-tagliano-testa-e-coda-come-trofeo/26464/

ORRENDA REALTA' - LUPO UCCISO, PRIVATO DELLA CODA E DELLA TESTA, E SPELLATO SULLA PARTE GENITALE


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