home

24 / 25 aprile 2018
Due giorni interessantissimi passati con Eddy, Filippo, Martina, Ambra e Isabella. Due giorni che, sommati agli altri, organizzati da Eddy, e sommati agli incontri che periodicamente facciamo con Isabella, mi stanno aprendo una parte di mondo Saarloos che è sempre rimasto un po’ nell’ombra.
Dacché sono entrata in questa parte dell’Universo ‘’CaneLupo’’, ho assaporato diversi aspetti della razza Saarloos; nel mio intimo, i 7 di casa, mi hanno presentato aspetti similari e non; tutti hanno quel classico carattere che li definisce lupini: sensibili, rituali, con un’alta padronanza del significato del ruolo soggettivo in un Branco/Famiglia, ma ognuno nel suo, ha qualcosa che li differenzia dagli altri.
Le prime due, Arowen ed Eowyn, sono molto tranquille in un ambiente familiare, amano la vita nella Natura, non molto quella cittadina (che superano egregiamente fidandosi ciecamente di Paolo e di me). Le loro manifestazioni sociali (intendendo anche le attività ludiche di apprendimento con noi) non sono mai eccessive; mantengono sempre un livello d’interazione che oserei etichettare come ‘’educato’’.
La loro allevatrice, mi presentò il Saarloos come un Cane assolutamente non incline al lavoro.
Fin da subito questa frase mi mise tanti punti interrogativi, perché non riuscivo a capire come fosse possibile che un Figlio di Pastore Tedesco e di Lupo, potesse aver cancellato dalla sua memoria tutto ciò che è, per loro, l’essenza vitale.
Dopo un po’ che Arowen ed Eowyn arrivarono a casa (mi sembra quasi al compimento dell’anno, o poco meno forse), una ragazza mi postò uno scritto tratto da un forum, dove un’altra ragazza parlava della sua Saarloos. La presentava molto diversa dalle mie; parlava della sua sicurezza in luoghi fortemente disagevoli per un Cane del genere, e fu così che le domande su chi era il Saarloos veramente, cominciarono ad affollarsi copiosamente nella mia testa.
All’inizio credevo che fosse ‘’lei’’ una ‘’fuori-tema’’, e cioè che uscisse un po’ dallo standard, ma poi riflettendo bene, mi risposi che, come nelle altre razze esistono soggetti diversi ‘’e di molto’’, perché in questa doveva essere diverso, visto che poi in questa c’è un richiamo importantissimo all’Avo Lupo?! - (non sto standardizzando un comportamento, lo sto solo generalizzando, perché sono io la prima a dire che ogni individuo è diverso dall’altro – come specifica la parola stessa ‘’individuo’’ / ‘’unico’’) -.
La verità era che in lei, nel suo sangue, c’era un soggetto che ha lascito molte determinanti impronte nella razza, tal ‘’Skog’’.

Dopo tre anni arrivò a casa Faal, un maschio davvero particolare. Molto più sensibile, con comportamenti più vistosi e un’energia diversa. Ok ,mi sono detta senza soffermarmi alle linee di sangue (non le ho escluse ma ero talmente digiuna di conoscenza di linee che davvero non potevo contare su riflessioni del genere), così mi soffermai solo su ‘’è un maschio!’’
Si era un maschio ma … in lui c’era un soggetto molto importante di cui già all’epoca si parlava in modo diverso… sto alludendo a Zazi Zen!!!
Chi era Zazi Zen? Purtroppo non ho avuto il piacere di conoscerlo, ma da quel che si raccontava, era un Saarloos con una punta di nervi sopra le righe.
Era davvero così?!
Non lo sapremo mai perché nessuna delle persone che lo ha conosciuto direttamente ha fatto un esame del suo carattere e della sua personalità in modo veritiero, basato cioè su reali caratteristiche e manifestazioni comportamentali, senza travisare quello che stava vedendo, leggendo in chiave sapiens.
Porto un esempio: in quanti, parlando di ‘’temperamento’’ non pensano all’indole del soggetto e non a quel che realmente è: la capacità di rispondere e creare uno stimolo esterno. E in quanti non pensano che ‘’l’aggressività’’ sia la ‘’cattiveria’’ che spinge ad azioni poco felici, non sapendo che invece è solo una spinta a procedere in avanti (nel suo significato vuol dire ‘’andare verso – leggi articolo ''L'Aggressività''.) ed è la capacità di prendere un qualcosa, di afferrarlo.
Già solo questi due concetti altamente diversi dall’interpretazione umana che a loro si dà, ci indicano un possibile e più che probabile fraintendimento dello spettacolo offerto da Zazi Zen.

Arrivò il momento dell’arrivo dei Marroni Foresta, la cui Mamma mi catturò quando vidi una sua foto. Seguii la loro crescita in allevamento attraverso video che l’allevatrice gentilmente mi mandava. Piano piano Real ed Ekra entrarono sempre più radicalmente dentro il mio cuore … (si ho un cuore grande direte, visto che mi innamoro facilmente :D :D … beh si, quando vedo certi Lupetti con particolarità davvero singolari, mi sdilinquisco facilmente ;) …)

Arrivati a casa, anche loro mostrarono tante diversità (rimanendo sempre in una chiave logica Saarloos).
Erano più completi a livello di Cane, ugualmente sensibili alla maniera lupina platealmente mimici.
Con loro cominciai a dare corpo (in tutti i sensi) alle figure infantili, distinguendo fra sottomessive e dominanti. Purtroppo nessuno sapeva di cosa parlavo, perché purtroppo di rompicoglioni come me ce ne è pochi.
Per leggere i loro comportamenti, e per educarli, mi affidai molto alle sensazioni che ricevevo, a quello che avevo imparato nel tempo sui comportamenti dei Pastori Tedeschi da lavoro e sui Lupi. Ekra era piccina ma aveva un comportamento da vera ‘’Perfidia’’ :D , con una nota frizzante che mostrava che tipo di personalità aveva, ma con alcune peculiarità caratteriali che la tenevano sotto una certa linea. Real invece lo identificai subito con un ottimo soggetto da lavoro; aveva tutto quello che si può desiderare di vedere in un Pastore Tedesco sportivo e un po’ di più, quel po’ di più dato dalla Mamma che rispecchiava invece tutta la determinazione Saarloos con, però, un punta di tempra psicologica al di sotto dello sperato. In questo, Real e Mira (la Mamma) riflettono il lato lupino che in molti identificano come diffidenza ma che io credo invece che sia più un problema di non giusto bagaglio esperienziale che ha tracciato la personalità.

E in ultimo, ecco Chupilandia che approda nel Branco.
Akera e Akisni Lakewolf!
Sarà stata quel po’ di esperienza in più oppure il viscerale trasporto che ho per questa razza - connubio fra l’Amico di sempre, l’adorato Pastore Tedesco e il mitico Lupo - ma…dopo soli quattro giorni che erano nati, non facevo che attendere i video di Eddy e a rimanere incantata di fronte ai comportamenti dei Cuccioli e dei loro Genitori.
La Mamma la conoscevo solo attraverso le riprese che Eddy mi mandava regolarmente e dalle chiacchierate telefoniche che facevamo (Eddy ed io), mentre il Papà avevo avuto modo di ‘’assaggiare’’ esattamente chi fosse, avendolo visto più volte qui al campo con Eddy, la sua Famiglia e gli altri Lakewolfini.
In quei comportamenti c’era qualcosa che rendeva tutto veramente particolare. Si avvertivano: la tranquillità della tana e le forme di attaccamento e relativi comportamenti che spingevano PapàRik a restare sull’entrata della stanza dove si trovava MammaHeilyn con i piccoli, il tutto condito dalla serenità di Eddy, Cleide e le loro Bimbe quando rimanevano a far compagnia a Lady Saarloos. Per non parlare della crescita di questi piccoletti che come niente prendevano forza, coraggio, iniziativa e ‘’andavano’’ … dove? …non saprei ..probabilmente alla ricerca di un particolare stimolo che li motivasse (attivazione del temperamento)… ma quello che davvero mi ha tanto colpito e che hanno sempre dimostrato queste Creature, è stata una forma di tranquillità comune a pochissimi… una tranquillità che parlava di equilibrio e non di ‘’nulla caratteriale’’.
Nota – da sottolineare che l’apparente stato pacifico di un Cane, non è dato sempre da effettivo equilibrio dei nervi, ma anche da assenza di peculiarità caratteriali che spingono lui a ‘’non fare’’ per scarso interesse (non demotivazione ma, ripeto, assenza di qualità naturali che spingono la Creatura ad attivarsi), o spingono (l’individuo) a rimanere ‘’fermo’’ per ‘disagi dati da un’eccessiva ‘’sensibilità nervosa/tempra psicologica bassa – insicurezza’’.
Come si fa a capire la differenza?
L’esperienza nel settore lavoro aiuta moltissimo! …(intendendo chi evolve senza fissare le regole del metodo ma sposando la naturalità dell’espressione che ha visto e toccato con mano nel lavoro, e vede negli atteggiamenti del quotidiano dei propri Cani).

Interessante sapere che dentro le linee di PapàRik e MammaHeilyn, ci sono Zazi Zen e Skog.
Sarà un caso?

Nell’arco di questi ultimi due anni, ho potuto ammirare un Fratello di Akera e Akisni, il bellissimo Anubi, quello che della cucciolata, era il numero Uno. E ho potuto conoscere 4 soggetti loro parenti, della cucciolata successiva di Lakewolf, la cucciolata ‘’B’’.
I ‘’B’’ sono Figli di Rik e di Hastrid, la Sorella di Heilyn.
Hastrid ed Heilyn sono entrambe equilibrate, e in loro, come peculiarità molto marcata della razza Saarloos, hanno delle caratteristiche soggettive diverse: Hastrid è più vitale e spensierata, rispetto ad Heilyn, mentre Heilyn è più stabile nel saper moderare gli entusiasmi. In poche parole, Hastrid possiamo paragonarla ad un’adolescente ed Heilyn ad un’adulta. Ma comunque entrambe estremamente equilibrate.
Quali differenze ci sono fra le due cucciolate?
Per quel che ho potuto osservare, vedo una serietà maggiore nella ‘’A’’, e una maggiore spensieratezza nella ‘’B’’. Ma quello che più di ogni altra cosa vedo, è la completezza caratteriale di questi ‘’personaggi’’ e la loro energia.
Seppur, uno sull’altro eccelle in una specialità, sono tutti ‘’completi’’. Non vi è in loro una ‘’deficienza’’ che li spinge a non poter fare qualcosa, e cosa ancor più incredibile, non mostrano quella ‘’diffidenza di cui taaanto si parla’’, che scagiona l’insicurezza di soggetti carenti caratterialmente (carenza dovuta da una errata e superficialissima selezione in ambito ‘’carattere’’ che moltissimi allevatori, titolati e non o semplici privati che si improvvisano in tale ‘’arte’’, mettono a punto nelle decisioni che prendono in merito agli accoppiamenti – una superficialità data da totale ignoranza nel settore del comportamento)

Cos’è che porta a dire che il Saarloos è un Cane diffidente, schivo?
Non ‘’sfiducia’’ e perciò ‘’diffidenza’’, bensì una ‘’scarsa sopportazione degli stress psicologici’’.

In merito a questo punto, il difficile è capire quando si tratta di dimostrazione di ‘’serenità’’ per reale mancanza di nervi, oppure di ‘’immobilità’’ per mancanza di coraggio o mancanza di ‘’temperamento’’.
Spesso si confonde questa linea che divide sensibilità psichica ed eccitazione dei nervi - che è difficile distinguere anche dal temperamento.

Porto in esempio i miei Saarloos: loro sono tutti un po’ scarsi in quanto all’essere sociali con il mondo esterno, ma questo dipende dal fatto che nessuno di loro, conduce una vita normale nel mondo esterno a casa.
Agli occhi dell’ignorante, possono sembrare ‘’saarloosamente diffidenti’’ ma in vero sono solo ‘’scarsamente conoscenti di quel che c’è fuori dal cancello di casa’’.
E più in loro è evidente la presenza di particolari individui nell’albero genealogico che possiedono, più è marcata la completezza del loro essere.
Sarà un caso?
Non credo!

Chi è il Saarloos? Chi o cosa ha selezionato Leendert Saarloos?
All’epoca in cui questo signore si mise in gioco per fortificare il sangue del Pastore Tedesco, la vita era meno agiata di quella che poi si è andata a creare nell’arco degli anni. Le persone, e i Cani che con loro vivevano, seguivano delle forme di educazione che oggi sarebbero paragonate a quelle ‘’dittatoriali’’.
Noi odierni 50enni (e poco più) non vittime dell’ideologia partorita dai Figli dei Fiori, abbiamo avuto la fortuna di crescere con Genitori allevati in una forma disciplinare di rispetto che è stata purtroppo dimenticata.
Questa forma di educazione ha forgiato la nostra personalità, andando a completare un carattere soggettivamente abbastanza completo o comunque forte quel tanto che basta per non farci arrendere di fronte ad alcune difficoltà.
Leendert Saarloos, accortosi del decadimento fisico in cui stava cadendo (generalizzando) il Cane, nell’intento di fortificarlo, scelse come razza campione il Pastore Tedesco (razza che più di tutte gli stava a cuore). Inserendo il Lupo nel suo sangue, pensò che potesse dar lui quel vigore e, perché no, quell’in più caratteriale, che lo rendesse più robusto e più completo a livello di prestazioni.
Cosa selezionò quindi?
Un soggetto forte sotto tutti i punti di vista che aveva bisogno di una guida in linea con lui e che con lui dividesse oneri/mansioni. Un tal tipo di rapporto crea un consolidamento dell’unione, rendendola sempre più compatta. Senza accorgersene chi opera verso questo indirizzo, ad ogni collaborazione, corrobora il Compagno nel suo aspetto mentale e conseguenzialmente fisico, poiché, come dice l’antico detto ‘’mens sana in corporesano’’.

Cani così forti e in equilibrio, potevano sopportare anche stress un po’ più su delle righe, ma d’altronde, senza arrivare ad appoggiare lo sfruttamento, la vita del Lupo non è davvero facile, e non lo neanche quella del Cane selezionato per appoggiare i militari. (il Pastore Tedesco era anche conosciuto come ‘’Cane al servizio dell’esercito’’)
Quello che non era stato messo in preventivo, era che Cani così altamente ‘’evoluti/completi’’, non avrebbero lavorato se non motivati nel farlo, e la motivazione non è data né dalla meccanizzazione, né dalla costrizione, perché checché se ne dica, in Natura, ogni tipo di comportamento (forte o no) è sempre la risposta ad una domanda ricevuta nel tono e nell’importanza in cui essa (la risposta) si specchia. Tutti gli atteggiamenti che molti travisano in ‘’esageratamente forti’’, sono posti perché ‘’l’altro’’ o ‘’la situazione’’, ha chiesto un tale intervento.

Sforando un attimo dall’argomento, riflettiamo sulle false conclusioni a cui sono arrivati ultimamente gli studiosi, asserendo che il Branco assemblato dagli umani non è veritiero e che in Natura talune ‘’cattiverie comunicative’’ non sono mai espresse…che nel Branco esiste una linea orizzontale di ruoli che mai sfocia in esibizioni ‘’sopra le righe’’.
In realtà, essendo il Branco formato da Unità tutte diverse, ed essendo l’uomo un ‘’non’’ acuto osservatore, nell’assemblare Branchi in cattività, non tiene conto della possibile duplicità di soggetto inserito. Questo soggetto non potrà mai coesistere con un suo pari, per cui nel chiarimento di ruolo, venderà cara la sua mansione (ecco che si scatenano scenari un po’ troppo suggestivi… stessi scenari che comunque avvengono in libertà, quando un intruso non è bene accetto dal Branco padrone dell’appezzamento di terra).
Il Branco che nasce naturalmente, è fornito di singole unità tutte diverse fra loro (Teoria del Branco – Uno di Uno leggi articolo ) che difficilmente si troveranno in disaccordo, e che, semmai dovesse capitare che ad uno dei componenti, la Famiglia vada stretta, ecco che lui è libero di andarsene. Cosa che è impossibile che accada nei recinti delle riserve.
– detto questo riflettete!

Tornando al Saarloos e alle sue possibilità ‘’carrieristiche’’, una volta capito come entrare nel suo cuore e nella sua mente, forse L. Saarloos si accorse di quel che aveva creato, della sensibilità della sua Creatura e al contempo della sua forza. Non riuscendo a far entrare un ‘’Lupo’’ nell’esercito (secondo me per via delle forme di pensiero un po’ chiuse dell’esercito), ne fece un ammirevole Animale da pet, ovvero un Cane che potesse assistere un disabile. Nel suo caso: un non vedente.

Avete mai pensato a che tipo di equilibrio può/deve avere un Cane guida?
- Saldezza di nervi
- Fermezza decisionale
- Docilità
- Duttilità motivata
- Temperamento medio
- Sensibilità sociale

Queste caratteristiche fanno del soggetto un individuo altamente equilibrato e affidabile.

Pensiamo pure al luogo ove il Saarloos è stato selezionato, ossia siti che sono un po’ lontani da quelli urbani odierni, e, seppur un filo caotici, non negativi per un Cane dal carattere forte, addestrato, compagno di una persona ben consapevole che accanto ha un amico, un collega, una spalla a cui poggiarsi.
Tornando a discorsi precedenti, riflettiamo su queste tre figure, e riflettiamo su quanto un Cane si senta gratificato quando gli si chiede di collaborare…!

Non so perché nel tempo, il Cane Lupo di Saarloos si è andato a perdere nel carattere; forse la ragione è da ricercare nella personalità un po’ scarsa del genere umano che non è più in grado di poter gestire situazioni in cui deve mettersi in discussione, deve mettersi alla prova per crescere.
Viviamo in un Era di totale abbandono degli ideali e viviamo negli Animali da affezione i nostri desideri più nascosti; come anche però usiamo farci scudo di loro per mostrare in loro le nostre decadenze psicologiche, scaricando su loro responsabilità che non riusciamo più a sostenere.

Il Cane Lupo di Saarloos è diventato un essere che mostra il grande disagio dell’uomo nel mondo…
Per fortuna però, ancora qualcuno sostiene la razza non eliminando elementi che per essere gestiti abbisognano di equilibrio, quello stesso equilibrio di cui il Saarloos deve tornare ad essere fiero di mostrare.
Cercare il Lupo da parco, da baby, da ometto senza attributi che si fa Lupo nel vestito di colui che tiene al guinzaglio, è un non voler guardare l’immagine che si riflette nello specchio quando ci si affaccia al suo cospetto (dello specchio).
Non accettare la realtà di un Cane nato per dare ‘’mens sana in corpore sano’’ è un fuggire dalla propria grettezza, è un non accettare la propria nullità. L’umiltà è la prima cosa che mostra ogni Animale diverso dall’uomo, quando si trova al cospetto della propria Madre. Ed è una dote che il sapiens ha cancellato.

Chi si prende l’onere di mettere al mondo delle vite, ha ‘’l’obbligo’’ di garantire loro un futuro, ma se gli cancella la forza vitale, gli ha negato un’esistenza degna di essere vissuta.

Che si chiami Skog o Zazi Zen o Satana o Morgana o Maria Maddalena, il soggetto scelto per riprodurre, deve essere provvisto di ‘’mente sana’’ per avere ‘’un corpo sano’’.