Linguaggio Naturale

Il Branco - L’unione di due numeri 1 (maschio e femmina – diversità necessaria per avere la possibilità di creare un nuovo numero 1), dà vita a un Branco. E il Branco si completa con la nascita della cucciolata.
La cucciolata
- l’insieme di singoli individui che possiedono una caratteristica che li diversifica uno dall’altro e che gli permette, una volta cresciuti, di mettersi in luce per quel compito specifico utile al completamento dell’entità di appartenenza ‘’perfezione che la Natura offre ai suoi figli agevolandoli istintivamente nell’applicazione del processo di Armonia’’.
Armonia facile da cogliere, se solo ci si ferma ad osservarli mentre comunicano fra loro, un dialogo fatto di gesti, espressioni, voci che esprimono un sentimento, un’intenzione, uno stato d’animo inequivocabilmente coerente.

dal libro '' Similitudini fra Cani e Lupi - Illuminanti riflessioni '' - Barbara Tullio e Paolo Caldora

''Il Linguaggio Naturale del Cane'' - la Filosofia della nostra scuola - i nostri libri

''Il Linguaggio Naturale del Cane'' - Video: "Attenzioni oltre la tana"

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Educazione Naturale

"Non esistono metodi e discipline l'unico vero linguaggio per capire un Cane e farsi capire da lui è quello Naturale"

In questa sezione non troverete nulla che abbia a che fare con le metodologie addestrative di moda, ma, esclusivamente ciò che la Vita Naturale insegna ai nostri Fratelli Cani. Le uniche regole da seguire sono: il rispetto, la pazienza, la saldezza di nervi, la coerenza, la dolcezza e non da ultimo, uno sviscerato amore per gli Animali.

Wolves Photo by www.livingwithwolves.org and www.webshots.com

Premessa

Tutto ciò che è naturale è spontaneo.Tutto ciò che è spontaneo è istintivo.Tutto ciò che è istintivo è profondo.

Solo tramite la genuinità delle espressioni è possibile comunicare con il prossimo. Più riusciamo ad usare un linguaggio naturale, più chi abbiamo di fronte riesce a capire il senso dei nostri intendimenti.

Il Cane è un animale con capacità altamente sociali e perciò perfettamente in grado di interagire con altri animali.
Creato dall’Uomo per poterne fruttare le indiscutibili attitudini di ambientamento, è divenuto un elemento chiave della vita odierna.
Nei molti anni passati accanto all’Uomo, pur avendo ampliato la propria capacità di apprendimento, immagazzinando esperienze preziose, il Cane, è riuscito a mantenere la propria semplicità di linguaggio, ed è per questo che non è difficile parlare con Lui.

Parlare con un Cane vuol dire aprire la sincerità che è nel nostro profondo. Un Cane legge nei nostri movimenti, nella tensione delle nostre nervature, nella dolcezza delle nostre parole, nell’odore del nostro corpo e risponde a ciò che vede e a ciò che sente.
Non sarà mai possibile ingannare un Cane, perché Lui sa leggere dentro di noi.

Nella selezione della razze, l’Uomo ha voluto marcare o meno alcune qualità del suo Amico, a seconda delle proprie necessità, selezionando il livello di crescita che maggiormente racchiudeva dette qualità. Quando parliamo di livello di crescita vuol dire che ci stiamo riferendo agli stadi evolutivi comprensivi di crescita caratteriale e ruolo gerarchico, il passaggio delle varie fasi da neonato ad adulto. Basandoci proprio su queste caratteristiche, sarà ancora più facile comunicare con il Cane.

Teoria Neotenica
Il Branco

Dopo aver letto con attenzione i due articoli sopra segnalati, vi sarete accorti di come è semplice la mente di un Cane, applicando la straordinaria naturalità che presenta, a questo punto vi rimarrà facile capire perché un Cane segue il suo Leader al fianco, o cammina leggermente dietro di lui, oppure perché lo precede. Sarà facile capire perché non ha problemi a rimanere a casa da solo o ne ha a rimanervi. Sarà facile capire perché ad una certa età ama mordicchiare tutto ciò che sventola, e capire quando sta usando la bocca per giocare o per fermare. Sarà facile capire perché i Cani non possono essere tutti amici, ma possono essere tolleranti vicini. Sarà facile capire perché le pantofole e tutto ciò che viene lasciato in giro, il Cane si sente in diritto di portare nel suo posticino preferito… e andando avanti, oltre la semplice vita quotidiana, sarà facile capire perché il tuo Cane con te affronta un percorso ad ostacoli o affronta un esame più complesso come può essere una prova IPO… e vi sarà facile capire perché non tutti i Cani sono uguali, non tutti riescono a fare tutto, perché alcuni eccellono in alcune cose e sono carenti se non totalmente deficitarii in altre. Vi sarà facile capire l’importanza del premio e del rimprovero, ugualmente importanti e costruttivi.
Mai confondere l’educazione familiare con l’insegnamento di esercizi addestrativi, e mai confondere l’ammaestramento con l’insegnamento.
Tutte le metologie di comunicazione studiate da alcuni anni, dialogano con il Cane attraverso schemi, questo porta a privare il Cane della sua capacità di relazionarsi con un Animale diverso da lui.

Lezione n°1

Per prima cosa dobbiamo essere in grado di riconoscere il livello di crescita neotenico del nostro Fratello Cane, al fine di porci in maniera corretta dinnanzi a lui.
Le razze sicuramente ci aiutano ad avere un’idea approssimativa, ma non sottovalutiamo mai la singolarità propria di ogni individuo.
La conoscenza del livello di crescita mentale è fondamentale, dato che, se ci troviamo di fronte ad un piccolo adulto, dovremo comportarci in un modo, se ci troviamo invece di fronte ad un eterno PeterPan, dovremo comportarci in maniera diametralmente opposta. Ma in entrambi i casi dobbiamo essere per lui la guida a cui affidarsi.

Bene! Accertata la natura di Fratello Cane, siamo pronti per cominciare.

Parlando di linguaggio naturale, andiamo a porci le prime domande:
perché un cucciolo si accoda alle gambe di mamma?... la risposta è semplice: perché è la sua fonte di vita; perché un cucciolo dovrebbe seguirci?... perché ha perso la sua mamma e cerca di identificarla in noi; cosa chiede un cucciolo alla sua mamma?... cibo, amore e protezione.
Cosa apprendiamo da queste risposte?... che dovremo essere il faro di Fratello Cane. Prendendoci l’impegno di accudirlo, di crescerlo, educarlo e assisterlo in tutto, abbiamo nei suoi confronti un obbligo che va ben oltre il sacrificio.

Appurata la coscienziosità nel nostro operato, caliamoci nei panni di ‘mamma’ o per meglio dire in quelli ‘lupo-balia’.
La balia di fatto si prende cura dell’infante in assenza di mamma, parimenti il lupo-balia, si prende cura dei cuccioli in assenza di mamma. I cuccioli seguono lupo-balia come se seguissero la loro mamma, e questo perché egli elargisce loro, cibo, amore e protezione.

Riconosciamo i primi atteggiamenti di intesa fra i cuccioli e le mamma, fra i cuccioli e le balie.
I cuccioli in natura leccano la loro guida sulla labbra per avere cibo, i cuccioli nati con l’uomo, leccano le sue mani per avere cibo. Le mani dell’uomo sono l’alter-ego della bocca del lupo; le mani dell’uomo porgono il cibo al cucciolo come fa la vera mamma usando la bocca. La mano dell’uomo che contiene cibo, odora di cibo, e normalmente per evitare che questo fuoriesca, la mano viene tenuta chiusa (pugno); nel momento in cui viene aperta, il cibo appare e può essere consumato. Nulla di diverso dalla bocca della mamma dei cuccioli.

Teniamo sempre a mente la similitudine fra le mani dell’uomo e la bocca di mamma-lupo.

Ma la bocca viene usata anche per fermare, per pulire, per guarire, per scaldare.
Fermare il cucciolo che sta osando troppo, pulire il cucciolo dalla sporcizia, dare sollievo alla sua pancina intasata, curargli una ferita, ristabilire la temperatura corporea nel cucciolo infreddolito.
Le mani dell’uomo, possono svolgere le stesse azioni.
L’unica grande differenza sta nella trasmissione di emozioni nei movimenti: i movimenti dell’uomo possono essere ora fluidi e delicati, ora rabbiosi e imprudenti, ora pacati e rassicuranti, ora nervosi e insicuri. La bocca di mamma-lupo non sarà mai rabbiosa, nervosa o insicura, la sola alternativa alla dolcezza che trasmette è la determinazione. La fermezza di un atteggiamento infonde sicurezza, al contrario di un atto nervoso che produce solo sfiducia.

Credo che già riuscire ad acquisire la fiducia del nostro piccolo Fratello Cane, non sia cosa da poco, per cui penso sia opportuno fermarci qui e lavorare almeno un paio di settimane per far si che ciò diventi una realtà.
Se in questo periodo di tempo avremo lavorato in modo naturalmente degno, vi do appuntamento per la prossima lezione, ove ci porremo l’interrogativo del perché un cane dovrebbe eseguire una chiamata e una condotta al piede. E se vi rimane un po’ di tempo, vi invito a leggere ‘Alfa, questa sconosciuta’, un libro nel quale descriviamo il passaggio da Lupo a Cane e le similitudini, ancora molto vive, fra loro. A dicembre 2010 è prevista la pubblicazione della seconda parte di questo lavoro: "Lupi allo Specchio - Ascoltando la Natura.
Buon lavoro!

Lezione n° 2

Non esiste una regola magica capace di rompere l’incantesimo fatto dalla strega cattiva al cucciolo che, nonostante la grande bontà mostrata nei suoi confronti dai suoi compagni umani, lo rende inspiegabilmente dominante, disubbidiente e incredibilmente irriconoscente, tanto da far venire l’esaurimento nervoso, ai suoi accompagnatori, il solo pensiero di portarlo a spasso o di scioglierlo in un prato, oppure, in opposto all’esaurimento, li induce alla totale incoscienza, compagna del menefreghismo, di gironzolare fra le strade e di disciogliere poi in un prato, una creatura senza controllo.

Se anche i vostri pensieri sono questi, siete ad anni luci dall’acquisizione di una conoscenza del Naturale.

- in America e nei paesi del Nord, se un cane, anche solo accidentalmente, graffia un passante, viene soppresso -

Per prima cosa, essere buoni nei confronti di qualcuno non vuol dire fare il suo bene. Spesso ci si nasconde dietro al buonismo per camuffare una forma esagerata di egoismo e di insicurezza. Chi si professa buono, molto spesso non lo è, molto spesso ‘la sua ragione’ sta nel fatto che non vuole mettersi in discussione, il che porta a non dover combattere contro la propria coscienza.
La persona egoista/insicura è disposta a soprassedere su tante cose sbagliate e solo se messa alle strette, aggira la causa del problema curandone esclusivamente l’effetto. È più facile convincersi del fatto che ad uno spirito libero, quale un cane nordico, o ad un cacciatore, quale un setter, o ad un piccolo terrier, è innaturale dare un’educazione, che accettare il fatto che l’uomo e il cane di questa situazione non siano un branco. La caccia si fa insieme, le esplorazioni si fanno insieme. L’indirizzo di caccia e di perlustrazione li dà il leader.

Voler bene a qualcuno, vuol dire provvedere al suo bene, agire per il suo bene; accettare il suo essere per quello che è e non per quello che si vorrebbe che fosse, il che non esclude che bisogna dar lui un indirizzo di vita sociale. Voler bene vuol dire avere rispetto.
Il pensiero del buonista, non è un pensiero che include il rispetto, né di se, tantomeno degli altri. E allora, come può un Animale che basa la sua sopravvivenza sul rispetto avere considerazione di una persona così?

Perché un cucciolo corre incontro alla sua mamma felice e festante?... perché un subalterno corre incontro al suo leader felice e festante come un cucciolo?... perché in natura non c’è bisogno di un giardino recintato per non far allontanare i membri del branco dalla zone rendez-vous?... perché in natura, cuccioli e adulti seguono il leader senza bisogno del guinzaglio?...

Fratello Cane non è diverso da Fratello Lupo se non dal suo livello di crescita neotenico, ma che sia un piccolo adulto o un eterno PeterPan, ha sempre rispetto del suo leader.

In natura, il leader non si accuccia all’arrivo dei subalterni, scodinzola semmai, assume degli atteggiamenti che esprimono contentezza, e, nel momento della riunione, si esibisce con loro in un rituale di danze. Spesso accade che i subalterni, si infilino sotto il suo costato in atteggiamento di richiesta di protezione che Egli è ben felice di elargire.
Al termine dei saluti, insieme si spostano e si incamminano - i subalterni senza mai oltrepassare il leader - verso ‘le zone di riposo’ per giocare o per godere l’un l’altro della reciproca compagnia.

Ma all’origine di questo comportamento collettivo c’è un rispetto individuale e al contempo generale che non collima con il buonismo e il permissivismo, no, è un sentimento molto più intenso e naturalmente semplice che lega l’intero branco.

Tornando all’inizio della lezione, è facile capire come la regola magica non può essere altro che il rispetto. Viene da se annotare, che il cane che sovrasta il suo conduttore nella condotta e non risponde al richiamo di quest’ultimo, subisce un problema gerarchico.

Le condotte naturali dei nostri Saarloos

Nel prossimo incontro vorrei parlare dell’attesa.

Lezione n° 3

Abbiamo parlato delle zone di riposo, che altro non sono che il giardino di casa. Leggendo gli stadi neotenici e riallacciandoci ai discorsi appena fatti, sappiamo che Fratello Cane conosce il restare a casa in attesa del rientro del leader.
E allora perché nelle famiglie cittadine a volte questo non avviene?...
Voglio raccontarvi una storia vera:
‘C’era una volta un Maremmano, età sette mesi, che proprio non digeriva il fatto di restare a casa quando la sua famiglia usciva… mi viene subito da pensare che forse, quando loro erano assenti, lui non si sentiva al sicuro, e se non si sentiva al sicuro, era forse perché i suoi familiari non erano stati in grado di infondere in lui la sicurezza del rientro; forse più volte si sono attardati; forse alcune sere non sono rientrati… poi, un giorno, a far visita al Maremmano vennero i ladri, e da quel momento in poi, le sue proteste si moltiplicarono.
Fatto sta che la situazione, divenuta insostenibile, portò la famiglia all’esasperazione e il Maremmano si rivoltò alla mano del padrone.

Analizziamo i fatti:
il Maremmano è neotenicamente un secondo stadio, adora quindi stare nel giardino di casa, cucciolone negli atteggiamenti e nelle fattezze, davvero non è un leader. Non lo è nel dna e tanto meno nella testa. È un fanciullone che se messo alle strette reagisce, ma se può evita di buon grado. È un buon guardiano, ma all’età giusta non a sette mesi.
In molti sono portati a trattare il grosso cane bianco come tratterebbero un maltesino, viene da se, quale conflitto interiore può provocare nella creatura. Questi atteggiamenti oltremodo vezzosi nei suoi confronti lo inducono a credere nella sua forza di leader. Ma leader non è, e quindi ecco che prende il via la destabilizzazione. In più, se deve essere leader, è lui che deve guidare il branco fuori casa… ve lo immaginate che squilibrio interiore nel povero Maremmano?... non è leader per natura, ce lo fanno credere e il branco esce senza di lui…
Rimasto a casa, all’età di sette mesi viene aggredito dai ladri… povero maremmanino, lui che si credeva un leader, ma leader non poteva essere, è stato brutalmente fatto rientrare nei ranghi… il cucciolo tornato immediatamente cucciolo, non sentendosi protetto da un branco cosa poteva fare, cosa poteva pensare se non ‘dov’è il mio branco?’... di sicuro non era con lui!

Il Maremmano dopo pochi giorni di acuta osservazione da parte dei geni fra i geni della lampada, fra cui dottori con tanto di laurea, è stato soppresso con tanto di bollo: CANE CATTIVO.

L’attesa a casa, è una cosa naturale alla quale Fratello Cane è atavicamente abituato, se il branco ospitante è naturalmente equilibrato.

Esorto tutti a pensare prima di agire, e vi invito a riflettere una volta in più piuttosto che una in meno.

Alla prossima, fra quindici giorni, con l’attesa in un’altra casa, grazie!

Lezione n°4

Esistono famiglie numerose e famiglie formate da soli due componenti. Anche se sono dell’idea che il nucleo famigliare debba restare sempre unito come concepisce la Natura, capisco che ciò potrebbe, in alcuni casi, non accadere, è quindi utile abituare Fratello Cane a familiarizzare con altri esseri umani, che potrà riconoscere come membri di un branco amico confinante con il territorio di sua appartenenza, e che, all’occorrenza, lo ospiteranno nel loro.
Tutto deve sempre avvenire attraverso piccoli passaggi, in modo da non far sentire il distacco dal nucleo familiare in maniera incisiva. Non ha importanza il luogo ove avviene la conoscenza fra i branchi, certo è che se questo è di comune familiarità è meglio, ma dopotutto la differenza la fa esclusivamente il legame che si creerà tra Fratello Cane e i nuovi amici.
Deve crearsi fra loro quella particolare forma di attaccamento che già unisce il branco di appartenenza. Una forma di fiducia che porta l’ospite a sentirsi a casa.

Di interessante approfondimento l’articolo ‘Psicologia umana e psicologia canina

Fra quindici giorni la spartizione del cibo

Lezione n°5

È ormai nota a tutti la sequenza educativa del lupo adulto che rientra dalle cacce e rigurgita per i piccoli il cibo. E credo sia nota a tutti anche la spartizione della preda catturata, fra i soggetti del branco, divisa a seconda del ruolo di appartenenza: alfa beta ecc ecc il lupo omega mangia per ultimo su concessione degli altri.
È uso comune della gente comune tenere Fratello Cane lontano dalla mensa. Non sono d’accordo.
È vero che in natura l’ultima ruota del carro mangia per ultima, ma in una famiglia composta da animali più evoluti, non ritengo necessario il dover relegare il cane nell’angolo al momento del desco.
Ritenendo Fratello Cane un membro importante nel branco, un eterno cucciolone da accudire ed educare, da proteggere e da amare, mi piace l’idea di spartire con lui il mio cibo.
Seguendo l’idea del rigurgito al piccolo, mi piace spezzare il mio pane con la creatura che ho accanto, mi fa sentire l’adulto che rientra dalle cacce e, come primo pensiero, provvede ad accudire i piccoli rimasti nelle zone rendez-vous.
Se fra me e il piccolo esiste rispetto non ci sarà irruenza da parte del piccolo nel voler accaparrarsi del cibo, ci sarà invece una forma di diligenza costruita esclusivamente su un fatto di fiducia ‘il piccolo sa che riceverà cibo e non sarà con l’insistenza delle leccate o delle zampate ad averlo… il lupo adulto non elargisce cibo fino a che non si trova nel punto da lui deciso.’
Nel momento in cui daremo la razione di pappa al nostro piccolo, come fanno gli adulti o gli alfa con i subalterni, non andremo più da lui a togliergliela, un adulto non ha ripensamenti, non gioca con il cucciolo come fa il gattino con lucertolina quando la cattura e la libera solo per catturarla ancora e così fino a che non sarà stufo di giocare ai giochi di predazione.
La pappa elargita è del cucciolo e solo gli insicuri e gli stolti vanno a mettere le mani nelle ciotole, curiosi di conoscere la reazione, valutare il carattere e semmai discutere.
La reazione del cucciolo, nella migliore delle ipotesi, sarà di avvertimento e di difesa della pappa, ringhierà e a ragione, nella peggiore, se ne allontanerà sminuito nell’essere.
Domanda:
- mamma e papà hanno mai tolto la pappa al bambino e giocato a togli e metti per valutare il carattere del proprio figlio e semmai spanciarlo se questi urlava?

Dove dorme Fratello Cane?... fra due settimane, grazie.

Lezione n°6

Nascono in una culla , dormono l’uno accanto all’altro nell’incavo del grembo di mamma.
Sonnecchiano nelle zone rendez-vous non necessariamente vicini, ma a vista.
Al calare della notte si ritirano nella tana o rimangono lì fuori, uno di fianco all’altro.

Quando il cucciolo entra in casa, ha appena lasciato mamma e fratelli, isolarlo al di fuori della stanza, è come rinnegarlo… un cucciolo tolto alla sua famiglia naturale o un adulto abbandonato dalla famiglia di appartenenza hanno bisogno del calore di un altro corpo per sentirsi parte di quel corpo e non ‘isolàno, isolato ed esule’.

Se ne avete voglia fra quindici giorni giochiamo con Fratello Cane


Lezione n°7

Il gioco non è quel qualcosa che serve per ingannare il tempo oppure quel qualcosa che va imbastito per far stancare l’amico quattro-zampe, no assolutamente no. Il gioco ha per Fratello Cane un valore, e più va avanti e più ne acquista, di vitale importanza. Attraverso il gioco impara a comportarsi con il suo branco, impara azioni che in un futuro potrà attuare per condurre una vita degna di essere vissuta, impara a dosare le qualità caratteriali e a trasformale in positività assoluta.
Il Lupo-Balia, sostituisce i genitori nell’insegnamento, quando questi gli affidano i loro cuccioli. Noi siamo il Lupo-Balia che si prenderà la briga di fare da precettore.
A seconda della razza a cui appartiene il nostro beniamino, i nostri giochi dovranno diversificarsi: è inutile insegnare ad un carlino la predazione, neotenicamente non raggiunge quello stadio di crescita, e se amerà sgrullare i nostri pantaloni, non è un atto predatorio che stiamo osservando.
Il fatto di sgrullare è si un atteggiamento di aggressività che può scaturire conseguentemente alla stimolazione sulla perdazione, ma solo se si passa al gioco della lotta. L’aggressività che il carlino conosce per crescita neotenica è mostrata puramente nello spintone e/o in un ipotetico abbaio acuto. L’aggressività scaturita da un istinto di lotta, se il carlino in questione amerà lottare con i nostri pantaloni, sarà un chiaro segnale di dominanza.
L’insegnamento della predazione sarà invece utile alla crescita di un soggetto più evoluto appartenente a razze particolari fra le quali sono da escludere quelle da presa, poiché in loro, il passaggio al successivo livello, la lotta, è sempre in agguato.
La predazione non è quel fantasma da esorcizzare di cui gli inetti parlano, ma il semplice rincorrere qualcosa in movimento; la predazione cessa nel momento di arresto del movimento. Giocare sulla predazione fra un ostacolo e l’altro di un percorso di agility o fra un albero e l’altro in un percorso naturale nel bosco, è un tornare ai giochi d’infanzia dimenticati nel tempo che fu. L’acchiapparella.

http://www.canelupodisaarloos.eu/riflessioni.htm

Da non confondere gli atteggiamenti scatenati con da una predazione con quelli scatenati da un richiamo sul temperamento: una pallina che corre via, prima o poi si fermerà rimanendo inanimata, se Fratello Cane sarà ancora interessato a lei dopo che il moto è finito, non è predazione ma temperamento (capacità di creare e di reagire ad uno stimolo esterno).

Il gioco della lotta deve includere il totale controllo e la conoscenza specifica del limite del dolore.

Il profano non deve assolutamente insegnare questo tipo di gioco a soggetti con capacità di sopportazione del dolore elevata e sensibilità bassa, il profano non dovrebbe neanche entrare in contatto con queste particolari razze e/o soggetti. La persona esperta invece è in grado, durante l’insegnamento, di favorire l’apprendimento del limite da non oltrepassare mai, facendo rimanere il gioco un gioco e non una conoscenza per il bagaglio culturale potenzialmente utile in una vita al di fuori di quella con l’uomo.

Molto impegnativo l’insegnamento del riporto di oggetti, lavorati sia sulla predazione (sempre la razza e il particolare soggetto ci faranno da consiglieri) sia sul temperamento, richiedono tempo e pazienza se il rapporto fra noi e Fratello Cane non è corretto.

E perché tralasciare la ricerca?... il primo senso che Fratello Cane mette in atto alla sua nascita è l’olfatto, veder lavorare il naso di un quattro-zampe, sentire quel tirare su e giù e quegli sbuffi da ciminiera, e musica per l’orecchio di chi sa ascoltare.

E non da ultimo, l’unirsi in una condotta al piede dopo una stimolazione sulla predazione, o un richiamo sul temperamento o ad una richiesta di cibo.

Gli accenni fatti su particolari tipi di gioco, educheranno Fratello Cane sul rispetto dei ruoli gerarchici e sulla comunione d’intesa obbligatoria in un branco sano ed equilibrato.


A risentirci fra due settimane con le cure parentali.

Lezione n°8

Momenti di intimità che rafforzano il rapporto.
La ferita che abbiamo sulla mano e che Fratello Cane incessantemente ci lecca, è una cura parentale. Se Fratello Cane non tenesse alla nostra salute, non lo farebbe. Parimenti, il nostro medicare una sua ferita, esprime considerazione per lui.
Nel caso in cui Fratello Cane non accettasse una cura parentale, è un chiaro segno di sfiducia nei confronti di chi la sta effettuando.

Molte volte si dice ‘se il cane viene a chiederti attenzioni, sinonimo in alcuni casi di cura parentale, devi ignorarlo, perché devi essere sempre tu a decidere quando porre a lui attenzioni’. Come sempre i luoghi comuni esprimono la totale ignoranza della mente di chi li ha partoriti. Esiste l’atto di dominanza ed esiste la richiesta di considerazione.
A tal proposito voglio fare una domanda : ‘se vostro figlio vi chiede attenzioni per un malore o per semplice bisogno di un contatto con voi che siete la sua Luce, lo rifiutate?’
È vero che bisogna saper leggere fra le righe e che capire un animaletto della nostra stessa specie è più facile, ma è pur vero che tanti bambini crescono nell’isolamento della propria stanza e solo quando diventano grandi, rappresentano stimolo di conversazione o oggetto di sfruttamento atto a sostituire le forze perdute, finite fra le pagine di favole mai lette.
Non c’è da sbalordirsi se quel bambino di un tempo o il Fratello Cane non più cucciolo, si rivoltano al bisogno di attenzioni della Luce che non brilla più.
Carezzare Fratello Cane, prendersi cura di lui, gratifica e nobilita la persona che compie l’azione, sempre che quest’azione sia fatta per puro altruismo e con conoscenza dell’argomento.

Arowen ed Eowyn: le pulizie

Arowen e Faal: le pulizie

Thisbe e Thea: cure parentali

Nel prossimo appuntamento andiamo in macchina

Lezione n°9

La macchina. Diligenza per sicurezza.
Mi spiegherò con un esempio: ‘il neonato viene trasportato in macchina, nell’apposito porte-enfant, da più grandino verrà assicurato nel seggiolino per auto, e poi arrivato alla giusta età, gli verrà insegnato a rimanere diligentemente seduto nel posto passeggero del sedile posteriore al sedile del guidatore, assicurato alla cintura di sicurezza.’

Non amo le cinture di sicurezza per Fratello Cane, non le trovo adeguatamente sicure. Preferisco rimanere legata alla fase del porte-enfant e dei seggiolini. Parlando di accessori PET , traduco con trasportino, ossia un lettino viaggiante o cuccia se preferite.
Se il trasportino proprio non è digerito dal bipede di Fratello Cane, consiglio il vano posteriore ai sedili passeggeri posteriori al guidatore.
Nella maniera più assoluta è concepibile la negligenza in auto. Non ci sarà sempre qualcuno che possa farci da accompagnatore o da guardiano o da orco capace di tenere a bada l’ineducato compagno quattro-zampe… e se l’uscita fosse obbligatoria per necessità di vita o di morte, come potremmo fare ?

Se il nostro Fratello Cane soffre la macchina, con un cucchiaino di zucchero prima di salirci, gli passerà il mal di stomaco.


È arrivato il momento di affrontare il veterinario.

Lezione n°10

Il veterinario non è il mostruoso medico di noi fanciulli dell’epoca, che per farci stare buoni o farci mangiare tutto quel che ci veniva servito nel piatto, usavano come spauracchio. Il veterinario è un amico che ama i suoi pazienti e cerca di interpretarne al meglio le sintomatologie.

Quel che più disturba Fratello Cane dell’ambulatorio è forse un odore molto particolare di disinfettante, ma non solo. Soprattutto se la visita dal dottore viene effettuata esclusivamente in momenti di malessere, questo può far associare il posto a qualcosa di negativo. Se invece così non fosse, la negatività può essere associata alla presenza di altri pazienti alquanto irrequieti, la quale irrequietezza non deve essere necessariamente scaturita da un malessere ma semplicemente dal fatto che fuori dal loro ambiente non si sentano al sicuro, oppure, a causa del forte odore del luogo (questa volta non di disinfettante) che non è altro che l’insieme di tanti odori di animali (da non confondere con quella che molte persone definiscono ‘puzza’).
L’olfatto del cane è di gran lunga più elevato di quello umano, quindi non necessariamente i pazienti devono ‘puzzare’, basta l’odore che viene emesso conseguentemente all’emozione vissuta. Fratello Cane individua tutte le nostre ‘puzze’ derivate dallo stress emotivo.


Come per tutte le cose la miglior cura allo stress è il riferimento sul quale contare per uscirne, il leader. L’abitudine farà il resto.
Di grande aiuto all’accettare di essere manipolato da un estraneo (che mette le mani dove normalmente nessuno le mette) è l’abitudine ad essere maneggiato dal leader (un po’ come fa la mamma con i cuccioli o il branco in generale nelle cure parentali per i rinsaldi gerarchici).

Un Saarloos dal veterinario

La lezione n°. 11 sarà quella conclusiva di questo bignami di consigli che spero abbiate trovato utili. La prossima volta cercherò di presentare attraverso alcuni spunti sulle fasi evolutive della crescita, i momenti per cambiare.


Lezione n°11

Nella crescita di un individuo dobbiamo rispettare le fasi di sviluppo dal punto di vista biologico, fisico e psichico, in maniera naturale. Il neonato verrà alimentato con latte materno e adeguatamente coccolato e tenuto al riparo da tutto e tutti. Crescendo la sua alimentazione cambierà e così pure le esigenze di relazione con il mondo ospitante, le cure della mamma, nonché le sue attenzioni nei confronti della creatura che cresce.
Varierà l’alimentazione trasformandosi in più complessa, diminuendo nel primo alimento all’epoca della nascita indispensabile ed insostituibile, il latte, ampliandosi in qualità e quantità di altri generi alimentari. E di pari passo, muteranno le attenzione dovutegli e da lui richieste.

Un adulto non potrà sostenersi mangiando solo latte e non avrà più bisogno di continue attenzioni da parte della mamma.
Le cure necessarie per un neonato, un domani, in età diversa, possono degenerate, se mantenute allo stesso livello, in coercizione o sottomissione.

Ma anche se esistono alcune similitudini indiscutibili fra uomo e cane, il grado di evoluzione finale, fa la grande differenza fra le due specie animali. Fratello Cane non sarà mai un ingegnere, anzi, non riuscirà neanche a fare la prima elementare. Saprà aspettare a casa il ritorno di mamma, preferendo si il seguirla nelle uscite, ma accettando diligentemente il restare. Amerà i momenti di intimità ma capirà che c’è un momento per ogni cosa. Saprà comportarsi correttamente in strada, seguendo il piede di chi lo guida, saprà comportarsi correttamente in casa con ospiti identificati come ‘branchi amici’. Saprà partecipare a giochi ed iniziative comprensibili dal suo livello di sviluppo. Non saprà riconoscere i sensi di colpa degli esseri umani e i loro intriganti sotterfugi per raggirare la sua purezza. Non saprà obbedire ad un subalterno ma al contrario saprà educarlo come la natura gli ha insegnato. Non sarà in grado di capire un cambio repentino di abitudini ma saprà invece accettarlo se avvenuto in maniera graduale. Non sarà un eterno infante ma neanche un intellettuale!

Non esistono regole d’oro per convivere con un animaletto intellettualmente millenni indietro al sapiens, se non quelle ch’Egli conosce per via genetica.

Come sempre il rispetto delle anime, la semplicità nell’agire e la sicurezza della guida sinonimo di punto fermo a cui fare sempre affidamento e da cui imparare, fanno la differenza nell’educazione e nell’equilibrio di crescita.

Nella sezione dedicata ai nostri video si possono vedere alcuni momenti dimostrativi del nostro modo di vivere con Fratello Cane, che sia casalingo, sportivo o puramente goliardico, in cui il linguaggio è sempre quello naturale.

La scuola rimane a disposizione di tutti coloro sono interessati ad approfondire il linguaggio naturale di Fratello Cane.