Cane Lupo di Saarloos

Un ringraziamento particolare a Tanya per il bel lavoro svolto sullo studio del Cane Lupo di Saarloos

Corso di laurea in Produzioni Animali e Controllo della Fauna Selvatica


Tanya Muratori

Matr. N° 0000463096

INDICE:

- STORIA

- DEFINIZIONE DI CANE

- COMPORTAMENTO

- ALLEVAMENTO

- ADDESTRAMENTO E GIOCHI DI PREDAZIONE

- SCELTA DEL SESSO

- L’ACCOPPIAMENTO
o A) IL CALORE
o B) IL PERIODO GIUSTO
o C) LA MONTA

- LA GRAVIDANZA
o A) ASPETTANDO I CUCCIOLI
o B) ESIGENZE NUTRIZIONALI

- ASSISTENZA AL PARTO
o A) IL PARTO
o B) CONDIZIONI NECESSARIE AL PARTO
o C) E’ ARRIVATO IL MOMENTO

- TEORIA NEOTENIA

- MORTE NATURALE

- AGENTI PATOGENI

- L’HERPESVIROSI DEL CANE

- SALUTE E CURA

- DIFETTI GENETICI

- UTILIZZAZIONE

- CLASSIFICAZIONE F.C.I

- STANDARD
o APPARENZE GENERALI
o PROPORZIONI IMPORTANTI

o A) TESTA
o A1) REGIONI DEL CRANIO
o A2) REGIONE FACCIALE
o B) COLLO
o C) CORPO
o D) CODA
o E) ARTI
o E1) ARTI INFERIORI
o E2) ARTI POSTERIORI
o F) ANDATURA / MOVIMENTO
o G) MANTO
o G1) PELO
o G2) COLORE
o H) TAGLIA

- DIFETTI
o A) TESTA
o B) CORPO
o C) CODA
o D) ARTI
o E) MANTO

- DIFETTI ELIMINATORI

- ALIMENTAZIONE
o A) MANGIMI SECCHI
o B) MANGIMI UMIDI
o C) BISCOTTI SECCHI GRANDI, CROCCHETTE E BISCOTTINI
o D) OSSA DI PELLE DI BUFALO

o 1) N° RAZIONI GIORNALIERE
o 2) RAZIONE TEORICA
o REGOLE IMPORTANTI DA RISPETTARE

- L’UOMO CONTRO IL LUPO – AMICO NEMICO PER PAURA DI PERDERE IL POTERE

- IL LUPO E L’UOMO

- ALLEGATI

- BIBLIOGRAFIA


CANE LUPO DI SAARLOOS
“CANE LUPO NEL NOME, LUPO NELL’ASPETTO E NELL’ANIMA

CONQUISTARE UN CANE LUPO DI SAARLOOS E’ UNA VERA “CONQUISTA”.
NON SI CONCEDERA’ A TE FINO A CHE NON SI SENTIRA’ AL SICURO.
SE VUOI ESSERE ACCETTATO NEL SUO BRANCO DEVI ESSERE TALMENTE EQUILIBRATO, TALMENTE FORTE NEL TUO ANIMO SELVATICO, DA CONSENTIRE A LUI DI VEDERE IN TE UN LUPO, NON UN UOMO.
SCAVA DENTRO DI TE, SELEZIONA LA TUA PARTE PIU’ PURA, GRIDA AL MONDO LA TUA VERA ANIMA.”
Cit.

STORIA

Leendert Saarloos (16.11.1884 – 13.01.1969) era un cuoco per una compagnia di navigazione ed un etologo per passione che dedicava il suo tempo libero allo studio ed alla conoscenza della fauna selvatica.
Era particolarmente ossessionato dall’idea della creazione di una razza canina che fosse un esatto connubio tra Cane e Lupo e per riuscire in questo nei primi anni del 1920, lasciò il lavoro per dedicarsi completamente allo studio della genetica.
Il suo scopo era quello di riuscire a rallentare la decadenza strutturale del Cane fortificandone il fisico e rendendolo più resistente allo stress e alle malattie cosi da ricreare in lui la vigoria ed i sensi tipici del Lupo. A Saarloos, che era attratto dal Pastore Tedesco, l’idea che a causa della selezione questo si stesse indebolendo non piaceva cosi decise di renderlo più robusto e maggiormente idoneo all'addestramento.
“Gerard van Fransenum” un Pastore Tedesco di origine prussiana, la cui discendenza era riconosciuta dalle doti addestrative dimostrate dai suoi avi durante la prima guerra mondiale, e “Fleur” una Lupa Europea discendente dai Lupi Siberiani, acquistata allo Zoo di Blijdorp a Rotterdam, furono scelti come capostipiti.
“Fleur”, ancora cucciola, fu colpita da una malattia che la portò alla morte ma questo evento non fece vacillare la convinzione dell’uomo sul fatto che l’animale selvatico fosse più resistente alle malattie e sempre allo Zoo di Blijdorp a Rotterdam comprò un’altra lupa che chiamò ancora “Fleur”.
Saarloosdiede lo stesso nome a tutte le Lupe che acquistò nel corso degli anni per gli accoppiamenti di rinsanguamento al fine d’ottenere la nuova razza.
Finalmente nel 1937, dalla coppia Gerard-Fleur (foto a lato) nacquero tre cuccioli che, purtroppo, morirono dopo circa un mese ammalati di peste, probabilmente contagiati da un visitatore. Senza scoraggiarsi, l’anno successivo, Saarloos fece riaccoppiare i due e dalla cucciolata nacquero due femmine grigie “Pittah” e “Fleurie” ed un maschio “Barrè”, malauguratamente anche questi si ammalarono ed il maschio morì.
Essendo essenziale avere un maschio dall’unione Lupa-Pastore, nella primavera del 1938 Gerard e Fleur ebbero una nuova cucciolata dalla quale nacquero sei femmine ed un maschio che fu chiamato “Barrè” in memoria del precedente cucciolo. Solo Barrè rimase all’allevamento mentre le sorelline furono affidate.
Tutti gli animali affidati rimasero di proprietà di Saarloos ed i maschi furono castrati per evitare incroci di sangue non voluti e tenere controllate le nascite.

Si arrivò ad avere il 25% di Lupo ed il 75% di Pastore con la cucciolata nata da Gerard e la figlia “Fleurie” (1939), proporzioni ricercate per eliminare l’ereditaria riservatezza del lupo. Nacquero sette cuccioli dei quali due furono tenuti in allevamento, “Largo” e “Kaja”; la quale, inoltre, fu la prima cagna marrone della storia.
Nel 1940, Leendert fece accoppiare “Largo” con la sorella “Dela” (figlia di Gerard ed Assia, a sua volta figlia di Axel e Asta).
Di Assia e dei suoi genitori non si sa molto. Dal database risulta che Assia sia nata nel 1935 e questo fa dedurre che siano stati effettuati altri accoppiamenti Pastore-Lupa antecedenti a quello noto del 1937. Presumibilmente non sono stati menzionati i soggetti che non riportavano le caratteristiche ricercate.
Da Largo e Dela nacquero tredici cuccioli dei quali sette, compreso il piccolo “Tarzan”, furono tenuti. Nello stesso anno anche Barrè e Fleurie ebbero otto cuccioli, un maschio ed una femmina furono tenuti nel gruppo di riproduttori ma secondo gli studi di Saarloos, il maschio non risultò idoneo e, quindi, venne consegnato allo Zoo di Rhenen.
Finalmente nel 1941 la cucciolata tra Phitta ed il fratellastro Max (figlio di Gerard ed Assia) rese enormemente fiero lo studioso; per la prima volta tutti i nati presentavano le peculiarità auspicate, la timidezza non era manifesta ed al contrario apparivano le doti del capo-stipite Gerard. Tutta la prole fu arruolata per il servizio d’ordine nella polizia.
Anche Fleurie e Max nella primavera dello stesso anno ebbero i piccoli.

Col tempo si ebbero riscontri positivi nel mercato, dall’esterno iniziarono ad arrivare impressioni gratificanti e giungere richieste per i CaniLupi; cosi Saarloos decise di dare ufficialmente il nome alla nuova razza “European Wolfdog” e al suo allevamento “Van De Kilstroom”.
Nel 1942 arrivò il riconoscimento dal Kennel club Olandese ma a livello nazionale avvenne solo nel 1975 quando il nome della razza fu modificato in “Saarloos Wolfhound” a memoria del suo fondatore morto nel 1969. Si pensa che il tardato riconoscimento e l’accoglimento al libro genealogico delle razze, fosse causato da ostilità politiche.
Tra gli anni 1941 e 1969, l’allevamento dei CaniLupi ebbe un andamento altalenante, si ebbe un declino durante la seconda guerra mondiale seguito nel 1950 da un virus che danneggiò ulteriormente l’allevamento. Il dottor Van Lochum dichiarò che la mortalità era dovuta ad un’endogamia e quindi consigliò a Saarloos di fare vaccinare gli animali, egli, però, non ne volle sapere in quanto convinto che non si trattasse di un epidemia da virus ma da un problema di malnutrizione ed allo stato di cattività.
Durante la seconda guerra mondiale, Saarloos, ebbe la visita della commissione per accertare il riconoscimento della razza. Nonostante gli animali fossero identificabili, gli incroci venissero sotto controllo e con registrazioni regolari, il comitato rimase negativamente colpito, le varie specie da lui tenute, non solo Cani e Lupi ma anche volpi, scimmie e sciacalli, producevano un rumore assordante ed emanavano un forte odore che unito a quello del cibo risultava nauseabondo; inoltre, la stampa faceva propaganda negativa nei confronti dei Cani Lupo accusandoli d’essere pericolosi.
Nonostante tutte queste avversità l’uomo andò avanti col suo progetto lavorando per consolidare i successi ottenuti.
Il Cane Lupo non era un cane da difesa, il lupo tendenzialmente è un animale sospettoso che conduce una vita appartata e preferisce scappare piuttosto che attaccare, non dimostrando aggressività né con i suoi simili né con l’uomo; fu proprio questa caratteristica pacifica a salvare la vita ai cani durante la seconda guerra mondiale, in quanto, al rumore dello sparo di una pistola scapparono tutti e ciò indusse gli ufficiali tedeschi a rinunciare al progetto di utilizzarli al fronte.

Nel 1955 lo studioso irrobustisce la prole inserendo una nuova linea di sangue lupino mediante “Fleuril” accoppiata con “Barnun Van de Kilstroom”, figlio di Zanzibar Van de Kilstroom (a sua volta figlio di Almadin x Circe) e Petronella Van de Kilstroom (nata dall’incrocio tra Tarzan e Dewata), riuscendo così ad unire il sangue di Largo, Fleurie, Max e Phitta.
Nel 1963 Saarloos accoppiò “Fleuril” con il suo preferito “Yro Van de Kilstroom”, figlio di Damascus Van de Kilstroom(da Tarzan x Dewata) e Odile Van de Kilstroom(da Astor x Olivia) con unione del sangue di Tarzan, Dewata, Circe e Zanzibar.
Quest’accoppiamento però fece rinascere nei piccoli quella diffidenza che tanto aveva fatto per riuscire ad eliminare.
L’uomo ebbe un dispiacere immenso dal non avere ottenuto un nuovo Cane da lavoro, con un’intelligenza ed una vigorosità fisica superiore alle razze esistenti.
Grazie alla figlia Marijka Saarloos ed all’Associazione Olandese alla morte dello scienziato gli stupendi esemplari non soccomberono con lui; purtroppo, però, i collaboratori non avevano a conoscenza i segreti del suo lavoro ed arrivati all’ottava generazione scoprirono che gli esemplari erano infecondi.
Il Cane Lupo di Saarloos arriva in Italia nel 2002.

L’innata diffidenza lupina è la principale caratteristica che contraddistingue il Cane Lupo di Saarloos nel mondo ed è proprio tale peculiarità che l’Associazione Olandese, la quale lo tutela dalle ibridazioni di coloro che vorrebbero creare un’occasione di commercio, ha posto come qualità basilare per il riconoscimento della razza.


DEFINIZIONE DI CANE

La definizione del vocabolario della lingua italiana dice: quadrupede domestico, mammifero, intelligente. Si affeziona incredibilmente all’uomo ed è impiegato nella caccia, per la difesa, per la guardia, in guerra, nelle ricerche, per compagnia.
Come definizione è un po’ limitativa, un cane è un essere vivente, scelto dall’uomo per farsi accompagnare tutti i giorni da un amico sincero, è una creatura motivata da un forte senso altruistico, caratteristico di un animale assolutamente socializzato.
Il suo livello d’integrazione è tale che, per la salvaguardia del suo “branco”, è indotto a comportamenti rischiosi, il gruppo è fonte di vita, di conseguenza la famiglia umana nella quale si trova è “tutto”.
Figlio diretto del Lupo tiene serbata in se la Legge del Branco, pertanto, caratteristica ereditata dal suo progenitore è il rispetto del prossimo e dell’autorità.
Il Lupo è un individuo sociale, docile, intelligente, duttile. La sua natura sociale, il suo impegno per il branco, la sua totale disponibilità per il gruppo, la capacità di collaborare affinchè esista l’ordine, di controllare l’indole aggressiva, di aiutare nella crescita dei cuccioli e di collaborare nella caccia, hanno aiutato il processo di addomesticamento permettendo all’uomo la trasformazione da Lupo a Cane.

COMPORTAMENTO

Incontrare un Cane Lupo di Saarloos significa trovarsi a confronto con un piccolo esemplare di Lupo che inizialmente studia ogni tuo movimento, mantenendo la distanza di sicurezza ti osserva, annusa l’aria per decifrare il tuo odore e con quello il tuo stato d’animo.
Indistintamente dalla presenza d’altri membri del branco manterrà le orecchie in continuo movimento, così da poter rilevare ogni singolo suono emesso, e la coda né tra le zampe né tantomeno alta.
Qualora decidesse di fidarsi si avvicinerà, spinto dall’innata curiosità, con movimenti posati anche se un’eventuale spostamento dell’uomo può aumentare la diffidenza dell’animale, caratteristica ereditata dal progenitore lupino e confermata dalle esperienze.
Nel momento in cui vogliamo introdurre un Cane Lupo di Saarloos in famiglia dobbiamo ricordaci che in natura il branco si regola basandosi sulla lealtà, il rispetto e la collaborazione, non esistono le imposizioni e per lui la famiglia umana è l’equivalente del branco naturale, in esso, la gerarchia è ben presente, ci sono i genitori, i fratelli e le sorelle ma non ci sono padroni.
Per lui l’ambiente famigliare è fondamentale, si fida di te e come i cuccioli una volta fiutatoti ti riempie di baci, ama condividere la routine con te dal mangiare al dormire passando per le lotte, i giochi con l’acqua ed i “giochi di predazione”; è un animale estremamente intelligente che senza un valido motivo non accetterà di compiere nessuno degli esercizi d’obbedienza che gli imponi e nel momento in cui deciderà di camminare non si porrà al tuo fianco secondo le tue preferenze ma, secondo il ruolo nel branco, alla tua sinistra, alla tua destra o leggermente indietreggiato.
Il Cane Lupo di Saarloos è un animale estremamente affettuoso dolce e vivace ma non aggressivo anche se, per una corretta educazione, necessità che il proprietario dimostri sempre d’essere il capo.
Qualora non si senta parte integrante del branco può decidere di allontanarsi (raggiunge i due metri d’altezza con un salto dalla posizione di fermo) per cercare un branco tutto suo, pertanto, non si può lasciare solo in giardino ma necessita di condividere la casa con i suoi abitanti.
Per riassumere si può definire il SaarloosWolfhund come un animale pieno di energie, vivace, affettuoso, orgoglioso ed indipendente con una timidezza tipica del progenitore lupino che in determinate circostanze lo porta a voler fuggire. È un animale allo stesso tempo totalmente affidabile e non sottomesso con la famiglia e diffidente, insicuro e sospettoso con gli estranei.
La fase d’approccio non deve essere ne forzata ne indesiderata per non stimolare l’istinto alla fuga insito nell’animale e la soppressione di questa innata inclinazione mediante la limitazione della libertà può rendere il suo temperamento nervoso.

ALLEVAMENTO

A causa dei preconcetti legati alla parentela col lupo, il Cane Lupo di Saarloos finora è stata una razza poco diffusa.
I Lupi, sono uno differente dall’altro, nel fisico e nella mente.
Quando si parla di allevamento in generale, l’allevatore tenta di fornire al mercato cucciolate omogenee nel carattere e nel fisico, per garantire un prodotto conosciuto nel più piccolo dettaglio.
Nello specifico del Cane Lupo di Saarloos ciò che si tiene maggiormente in considerazione è l’impronta lupina: L’allevatore vuole presentare animali resistenti alle malattie, docili, equilibrati nel rispetto del branco, socievoli nell’ambiente famigliare ed allo stesso tempo diffidenti con gli estranei. Senza però dimenticare che all’interno di ogni cucciolata è già presente un branco completo e che a seconda del proprio ruolo, all’interno del clan, il cucciolo presenterà caratteristiche fisiche e mentali differenti; ad esempio, un tallonatore sarà longilineo e scattante così da poter essere sia veloce che agile, al contrario di un soggetto Beta che, dovendo proteggere e mantenere l’equilibrio di Alpha oltre che potersi dover occupare dei suoi cuccioli, manifesterà nel fisico caratteristiche di forza e potenza.
Sono proprio queste le caratteristiche che definiscono la ricerca dell’ “omogeneità” assolutamente sbagliata per questa razza.

L’Olanda, patria del Cane Lupo di Saarloos, e soprattutto la Germania stanno lottando per controllare tutti gli accoppiamenti affinché questa razza possa proseguire a rispecchiare i canoni prescelti.
La richiesta per l’accoppiamento deve pervenire all’organo centrale, essere esaminata e solo dopo l’approvazione del consiglio potrà essere effettuata.
Purtroppo, non tutta l’Europa si è adeguata a queste regole e questo ha portato alla comparsa di soggetti portatori di malattie ereditarie, o malati loro stessi, fra i riproduttori di alcuni allevamenti; oltre a quella disoggetti assolutamente lupini nei colori e nell’aspetto ma caratterialmente simili al Pastore Tedesco. Presumibilmente questi ultimi possono adattarsi meglio a quella che è la vita in città ma allo stesso tempo non preservano le caratteristiche della razza.

In Italia gli allevamenti ancora sono pochi e poco controllati, non sempre vengono eseguiti i test per le malattie genetiche e bisogna occuparsi in prima persona della richiesta di denuncia dell’animale all’ente.
Discorso differente va fatto per altri paesi esteri, gli allevatori tedeschi, ad esempio, consegnano gli animali con tutta la documentazione necessaria e le vaccinazioni del caso; inoltre, vengono fatti adottare solo gli esemplari che sono risultati negativi a tutte le malattie genetiche.

E’ un animale che dovrebbe essere allevato con almeno un altro esemplare della stessa razza, ma è anche possibile affiancargli un cane di razza diversa.
In generale quando si decide di comprare un esemplare di questa razza si deve scegliere di acquistarlo in un allevamento di tipo famigliare. I cuccioli devono conoscere e fidarsi dell’uomo per poter arrivare a stringere rapporti forti con la famiglia ed un allevatore che utilizza box o batterie lascia implicito che non ha molto tempo da dedicare alla cura ed all’allevamento di questi animali. Minore sarà la conoscenza tra uomo e cucciolo più grande sarà la diffidenza di quest’ultimo e quindi,conseguentemente, la difficoltà nel suo inserimento in famiglia.

“L'Amore verso una razza viene dimostrato attraverso i sacrifici che si fanno nel suo nome; vittorie e sconfitte coronano il sogno di una vita; nessun Animale deve essere vittima della speculazione dell'uomo.”
Cit.

ADDESTRAMENTO E GIOCHI DI PREDAZIONE.
Per quanto concerne l’addestramento il ruolo fondamentale è giocato dall’odore, esso ci consente d’entrare in una comunicazione profonda, vera con il cucciolo. A seconda del momento il nostro odore è differente e questo consente all’animale non solo di comprendere il nostro stato d’animo ma anche di decidere di fidarsi e quindi lavorare con noi.
Fondamentale risulta essere il gioco, esso è alla base delle esperienze comunicative del Saarloos, e pertanto della crescita conoscitiva.
Ogni azione che noi compiamo deve riprodurre quelle che avvengono nel branco naturale:
Al termine della caccia la madre torna verso la tana ed i cuccioli che si trovano nella zona di randezvous le corrono incontro (CHIAMATA).
A questo punto la baciano sulla bocca, gesto che ha la duplice funzione d’essere un segno di riverenza nei confronti della madre e di stimolare il rigurgito.
Dopo qualche momento la madre riparte seguita dai cuccioli (CONDOTTA) e si fermerà in un punto che considera sicuro per rigurgitare (FERMO + PREMIO).
Man mano che il cucciolo cresce i giochi dovranno diventare più evoluti pertanto inizieranno i giochi di lotta,quelli di predazione, dei saccheggi, ecc.. Tutti questi hanno la funzione di richiamare alla mente del piccolo Saarloos quelle forme di comunicazione impresse nel suo DNA e derivanti dai propri antenati.
È fondamentale ricordare che esiste una differenza sostanziale tra la predazione e l’aggressività.
Il concetto di predazione coincide con quello di gioco, ovvero, è un’azione offensiva ma non aggressiva che inizia con l’appostamento prosegue con lo scatto e l’inseguimento e termina con l’accerchiamento e l’aspirazione di cattura. Solo con il sopraggiungere di quello che è l’istinto alla caccia incontriamo il concetto di aggressività, ovvero la volontà di mordere e ferire la preda.
In generale quindi i giochi di predazione non hanno che lo scopo di insegnare, mediante la più efficace delle armi,quegli atteggiamenti e quei segnali che in natura apprenderebbero nella zona di randezvous.
Ad esempio i giochi di predazione aiutano i cuccioli a dosare le proprie forze avendo un’esperienza diretta di ciò che vuol dire insistere e desistere con la pressione di un morso e, di conseguenza, alla consapevolezza del dolore stesso. In futuro il cucciolo “predatore” sentendo i guaiti di dolore del cucciolo “preda” desisterà ricordando il dolore provato in precedenza, come preoccupato dalla possibilità di riprovarlo nuovamente.
Non sono pertanto necessari,nell’addestramento, strumentazioni tipiche dei centri cinofili per l’attivazione mentale, come ad esempio i clicker, poiché porterebbero unicamente al condizionamento dell’animale e non ad una sua corretta istruzione.


SCELTA DEL SESSO
Al contrario che nelle altre razze canine, nel Cane Lupo di Saarloos, è il maschio ad essere tendenzialmente più tranquillo rispetto alla femmina.
È comunque tutto relativo a come si alleva il cucciolo, da quando viene preso in poi, infatti l’educazione sarà quella che determinerà molto anche il carattere del cane stesso.
In generale, però nel momento della scelta dell’acquisto, si può utilizzare il “gioco degli opposti” secondo cui a proprietaria donna va cane maschio e viceversa. Questo è dovuto al fatto che un cane maschio con un proprietario dello stesso sesso entrerebbe in competizione, mentre ciò non avviene con una proprietaria del sesso opposto della quale non solo accetta l’autorità senza competizione ma entra anche in protezione, senza creare problemi, rispetto agli estranei.
Viceversa un soggetto di sesso femminile, pur essendopiù tranquilla con gli estranei, in casa è da conquistare e per quanto riguarda le attenzioni, predilige quelle di un proprietario di sesso opposto.


L'ACCOPPIAMENTO :

IL CALORE
La femmina di Cane Lupo solitamente presenta due calori all'anno, come capita per le altre razze, ma può succedere (a seconda della genealogia della femmina) che ne abbia soltanto uno come avviene per le femmine di Lupo.
La frequenza dei calori è all'incirca ogni 6 mesi con una durata che va dalle 2 alle 3 settimane.
Al momento del calore, sono le femmine a selezionare il maschio con cui accoppiarsi ed esse presentano un comportamento particolare, non solo nei confronti del sesso opposto ma anche nei confronti delle altre femmine.
In generale, si può distinguere il calore della femmina Alpha da quello delle altre femmine del branco, nel secondo caso la leader nasconderà il calore fino a che le altre non saranno feconde, per poi mostrare un calore pieno e lasciare avvicinare solo i maschi che considererà degni; contrariamente qualora sia la femmina Alpha a mostrare il calore, nel momento in cui questa sarà feconda la femmina Beta mostrerà a sua volta un calore, così da essere pronta ad aiutare la leader in caso di carenza di latte.
Nella femmina di Cane Lupo, il primo calore può verificarsi a partire dall' 7°/9° mese fino al 15°; in relazione al grado di sviluppo fisico dell'animale, questo poiché, rispetto ai canni di piccola taglia quelli di grossa taglia presentano una maturazione sessuale e, quindi, una conclusione dello sviluppo molto più tardiva.
Per quanto riguarda i maschi, l’interesse verso i soggetti di sesso femminile incomincia al comparire delle perdite.

IL PERIODO GIUSTO
L'ovulazione,solitamente, inizia all' 11°/13° giorno e dura all'incirca fino al 17° giorno, a seconda della razza e del soggetto.
E’ proprio durante questo periodo che si dovrebbe effettuare l'accoppiamento e per esser certi, che la Cagna sia stata fecondata, occorre farla coprire almeno 3 volte a intervalli regolari.
Per avere la certezza completa, che il periodo sia quello giusto bisognerebbe, oltre alla conta dei giorni, effettuare anche lo Striscio e accertare i livelli di Progesterone.
Questi due esami sono indicati soprattutto per chi non ha a disposizione il proprio maschio e quindi deve appoggiarsi ad un soggetto esterno. In questo caso l'accoppiamento dovrà essere pianificato così da avere una certezza nel risultato, in quanto, le monte esterne di solito hanno un costo.

LA MONTA
Sarebbe ottimale far visitare i due soggetti riproduttori prima della fase di accoppiamento, così d’avere una certificazione del buon stato di salute di questi.
Anche la toelettatura rientra tra le pratiche consigliate prima dell’accoppiamento.
Una volta iniziata la fase di monta però non si deve intervenire, bisogna lasciare che sia l’istinto a guidare gli animali e l’unica azione che possiamo compiere è quella di controllo per verificare che non si facciano male durante il movimento o durante la fase di unione che va dai 15’ ai 30’.
Durante l’accoppiamento è possibile, da parte della femmina, l’espulsione di feci a causa della pressione esercitata dal maschio e l’ingestione di queste sempre da parte della femmina per mantenere pulita l’area vaginale.

LA GRAVIDANZA:
a) ASPETTANDO I CUCCIOLI
Questa fase è estremamente delicata e particolare ed il punto focale da tenere sotto osservazione è l’alimentazione, fondamentale per l’esito dell’attività riproduttiva.

b) ESIGENZE NUTRIZIONALI

Durante i due mesi di gravidanza, l’organismo materno si occupa di provvedere non solo ad i fabbisogni della madre ma anche a quelli dei nascituri e pertanto, dovremo adeguare la dieta a questa nuova situazione, così da evitare sbilanciamenti che porterebbero alla morte dei feti.
Per aiutare la formazione dei tessuti, la dieta deve presentare un contenuto maggiore in proteine rispetto a quello abituale, inoltre, non devono mancare i grassi, d’origine sia animale che vegetale, che oltre ad essere fonti primarie d’energie, sia per i nascituri che per la madre, garantiscono un sapore appetibile all’alimento.
I carboidrati presentano la duplice funzione d’aiutare la madre a non avere cali glicemici ed evitare la nascita di cuccioli apatici.
Importante non dimenticare i Sali minerali e le fibre, fondamentali per regolare il transito intestinale, delle quali,qualora fossero presenti fenomeni diarroici, è importante ridurre la dose somministrata; oltre che le vitamine lipo/idrosolubili, tra le quali è importante porre l’attenzione sul contenuto di vitamina D e Calcio, il cui eccesso comporta rischi di calcificazione dei tessuti molli e malformazioni.Ulteriore aiuto potrebbe essere somministrare alla madre alimenti per cuccioli a partire dalla 4°/5° settimana di gravidanza così da aiutarla a soddisfare i fabbisogni proteici, lipidici, vitaminici dello sviluppo dei piccoli.


ASSISTENZA AL PARTO :

a) IL PARTO
Nonostante gli animali non abbiano perso la capacità di autogestirsi, è bene assistere in questo momento così delicato, per riconoscere ed aiutare nel caso di problemi, inoltre l’animale apprezza le rassicurazioni del proprio compagno umano.
Per assicurare la tranquillità, sia fisica che mentale della futura madre, sarebbe bene porre la “sala parto” in una zona a lei già conosciuta e qualora ciò non fosse possibile, abituarla conducendola al luogo più volte al giorno nei periodi antecedenti.
La sala parto deve presentare pareti di legno, isolante dal freddo, il fondo rivestito da linoleum per facilitare il lavaggio, deve essere sollevata da terra econ bordi aggiungibili in base alla crescita dei cuccioli, per evitare eventuali fughe.

c) CONDIZIONI NECESSARIE AL PARTO:

• ambiente tranquillo: generalmente i parti avvengono verso la sera o durante la notte, quando diminuiscono o addirittura cessano le attività.

• la femmina deve essere in uno stato di calma e tranquillità: deve fidarsi dell’ambiente circostante.

• l’utero dev’essere perfettamente dilatato.

• ci devono essere sufficienti contrazioni.

• i feti devono presentarsi in posizione corretta.

Qualora venissero a mancare le ultime tre condizioni, è bene contattare il veterinario così da controllare situazioni che metterebbero a rischio, sia la vita dei feti che della madre.
Il momento del parto, presenta una durata che va dalle due alle dodici ore, ma che può protrarsi fino alle trentasei ore.
L’intervallo che intercorre, tra un nascituro e l’altro, va dai 10’ ai 60’ e tutto ciò provoca stress alla madre, che presenta un comportamento agitato (gratta il terreno od il fondo della “cassa-parto”) correlato dal rifiuto del cibo e dalla continua urinazione e liberazione dalle feci.
Per quanto concerne, l’espulsione della placenta questa, generalmente, si ha a seguito di ogni nascita, ma è bene evitare che avvenga oltre dodici ore dall’uscita dell’ultimo nato e proprio per questo motivo, è buona prassi far muovere la neo-mamma a partire dalla 6°/7° ora dal parto così che la combinazione di movimento ed evacuazione, stimolino il distaccamento dei residui dalla parete uterina.
Successivamente le dodici ore, è necessario un controllo veterinario.


c) E’ ARRIVATO IL MOMENTO

L’atto del parto è preceduto da segnali che ci indicano l’imminenza del momento:
• le mammelle si gonfiano: la lattazione inizia circa 24 h prima del parto.
• dilatazione vulvare con contemporaneo abbassamento del ventre.
• 12-24 ore prima si può notare una perdita di colore verdastro: espulsione del tappo di chiusura della cervice vaginale.
• nella prima fase del travaglio perdita di liquido/muco incolore.
• calo della temperatura corporea nelle 12-24 ore antecedenti al parto, con un passaggio da 38,5° a 37°/36,5° (a seconda del soggetto): sarebbe buona norma rilevare quotidianamente la temperatura a partire del 55gg di gravidanza così da tenere monitorata la situazione.
Inoltre in questa fase, è presente una variazione nei comportamenti dell’animale che inizierà a leccarsi ano e vagina con maggior frequenza e che cercherà luoghi tranquilli in cui posizionarsi.

TEORIA NEOTENIA
Il termine neotenia vuol dire: permanenza nel soggetto adulto di caratteri fisici e mentali più o meno infantili (a seconda dello stadio di appartenenza) rispetto al lupo (sviluppo completo).
La teoria fu elaborata in primis da Konrad Lorenz e successivamente applicata all’evoluzione delle razze canine dai biologi Lorna e Raymond Coppinger.
Si compone di quattro stadi:

1° stadio – neo-natale: va dalla nascita ai primi quaranta giorni di vita.
Nel primo mese il cucciolo manifesta nell’aspetto fisico quelle che sono le caratteristiche del lupo.
Il cranio si presenta tondeggiante, le orecchie attaccate alla testa, pendenti e di piccole dimensioni, il muso corto e piuttosto rugoso, il corpo tozzo e l’andatura del passo alquanto goffa.
In questa fase il cucciolo presenta la madre ed i fratelli come unici interessi.


2° stadio – ludico: inizia verso la fine del secondo mese di vita.
L’aspetto fisico si presenta meno infantile, il muso inizia ad allungarsi portando alla scomparsa delle rughe, le orecchie, pur rimanendo pendenti, aumentano di dimensioni e la stabilità nella camminata migliora notevolmente.
In natura questa è la fase dell’apprendimento, i cuccioli di lupo, di otto/dieci settimane, prendono confidenza con la zona di randezvous (area situata appena all’esterno della tana) e con ciò che la compone, così da conoscere il mondo esterno e misurare la possibilità d’errore. Sempre in questa fase, abbiamo la relazione con i fratelli mediante i giochi e le sfide, fondamentali per apprendere i propri limiti e le proprie capacità oltre che per imparare a misurare la forza.
3° stadio – parata: intorno al quinto mese di vita.
I cuccioli cominciano ad assomigliare all’adulto, le orecchie sono portate semi-erette o addirittura erette ed il muso allungato si affina, i movimenti molto più sciolti. A partire dal 7°/8° mese presenta una dentizione completa, il pelo invernale prende il posto di quello estivo ed il lupacchiotto segue il branco negli spostamenti.
4° stadio - tallonatore: La figura fisica assomiglia molto a quella del lupo e la crescita psico-fisica è quasi completa, l’unica cosa che porterà il giovane al raggiungimento della completa maturità, sarà la volontà di formare un proprio nucleo famigliare e quindi, la decisione di separarsi dalla famiglia.
In questa fase, il lupo è ancora fortemente dipendente dal clan e ne accetta le regole, riconosce il proprio livello gerarchico, non risponde agli stimoli sessuali ed inizia a partecipare alle caccie.
Il completamento si avrà nel quinto stadio ma, siccome il cane non lo raggiunge neanche nelle razze più primitive, lo stadio del tallonatore risulta essere quello conclusivo per la crescita psico-fisica.

MORTE NATURALE
La morte naturale può avvenire direttamente alla nascita, oppure, entro le prime due settimane di vita e le cause che comportano questo fenomeno possono essere varie:
-Tare ereditarie.
-Sviluppo incompleto del piccolo.
-Cuccioli di dimensioni troppo piccole.
-Abbassamento della temperatura corporea: la temperatura ambientale influisce sui piccoli appena nati che ancora non presentano un sistema di termoregolazione.
-Alimentazione insufficiente.
-Parto asciutto: solitamente il feto rompe la sacca amniotica una volta raggiunto l’imbocco vaginale, oppure si mostra all’esterno ancora all’interno di quest’ultima. Qualora questa si rompa, prima dell’uscita, il cucciolo presenterà conseguenze negative a livello respiratorio.
-Problemi respiratori dovuti all’inalazione di liquido amniotico.
-Traumi pre/postparto.
-Posizione fetale anomala.
Il 25% dei cuccioli deceduti prematuramente rientra in una di queste categorie.

AGENTI PATOGENI

I batteri ed i virus maggiormente noti sono:
-Staphylococus
-Klebsiella
-Streptococco beta-emolitico
-E.coli beta-emolitico
-CHV o Herpes Virus

L'HERPESVIROSI DEL CANE
Il CHV o “Herpes virus Canino” è un agente patogeno, responsabile di mortalità neonatale e danneggiamento della fertilità nei riproduttori.
A livello d’allevamento, il problema maggiore è quello legato alla sfera economica in quanto, chi non possiede entrambi i riproduttori necessita d’appoggiarsi ad allevatori esterni. Nel caso in cui lo stallone esterno fosse infetto, il rischio di trasmissione alla prole attraverso la madre sarebbe molto alto; inoltre, considerando che la prestazione viene retribuita subito dopo la monta, se ne rimanessero pochi il loro costo andrebbe a coprire le spese sostenute. Qualora fosse la femmina ad essere portatrice del virus, attraverso la monta il maschio diventerebbe positivo a sua volta andando a mettere a rischio tutte le future cucciolate.
Proprio per questa ragione, sarebbe corretto dal punto di vista etico, effettuare le analisi del sangue dei riproduttori prima di ogni accoppiamento, così da verificare lo stato di salute degli animali e, mediante vaccinazione, prevenire il passaggio dell’infezione alla cucciolata.
In generale il CHV, non è una malattia genetica e non è una patologia debilitante o pericolosa nel soggetto portatore qualora questo sia adulto.
Il virus fu scoperto per la prima volta negli anni 60’, all’interno degli Stati Uniti, ed attualmente è diffuso in quasi tutto il mondo (U.S.A. EUROPA, AUSTRALIA, NUOVA ZELANDA), per quanto riguarda il territorio italiano la diffusione è elevatissima, secondo le statistiche l’80% / 90% della popolazione canina è risultato positivo al test.

SALUTE E CURE
Il Cane Lupo di Saarloos è una razza, che accanto agli innumerevoli pregi, manifesta tare genetiche derivate dalla consanguineità manifestatasi all’origine della selezione effettuata da Saarloos. Tra queste, si ricordano le oculopatie ereditarie, come la “progressiva atrofia della retina” (PRA) ed i problemi alle cataratte (HC). Considerando che queste malattie possono portare a cecità animali in età avanzata è bene far controllare gli esemplari da un veterinario così da ottenere un certificato di negatività ed evitare che soggetti portatori vengano inseriti tra i produttori.

DIFETTI GENETICI
All’interno della razza del SaarloosWolfdog, gli allevatori operano per cercare di bloccare la diffusione della malattie ereditarie, patologie legate al corredo genetico, prestando molta attenzione ad evitare quelli che sono i problemi legati alla superficialità ed all’incompetenza.
Le maggiori malattie ereditarie, che riguardano il Cane Lupo di Saarloos sono:
- Mielopatia degenerativa (DM)
- Hypophyser nanismo (HZ)
- Atrofia progressiva della retina (PRA)
- Cataratta (HC)
- Displasia HD
- Ipertermia maligna (MH) test per identificare animali sensibiliall'anestesia
- MDR1 gene difetto a Ivermectina (antiparassitario)

MIELOPATIA DEGENERATIVA DEL CANE:
L’IMPORTANTE E’ RICONOSCERLA
Una volta era descritta come mielopatia degenerativa del pastore tedesco, oggi si è visto che colpisce varie razze di cani specie quelle medio- grandi ma può colpire anche quelle piccole- medie. L’eziologia più accreditata è quella immunitaria. Una patologia immunomediata dove la causa scatenante può essere uno squilibrio immunitario, tale squilibrio può scaturire da una carenza immunitaria (non a caso il pastore è il classico cane con un sistema immunitario carente, con predisposizione a dermatiti, intolleranze, allergie ecc) avvolte questo squilibrio può avvenire dopo il superamento di alcune malattie virali, batteriche o protozoarie che innescano uno squilibrio nel sistema immunitario. Attraverso la circolazione delle meningi o il liquido cefalorachidiano questi anticorpi possono innescare l’infiltrazione di cellule infiammatorie con l’inizio della patologia.

L’inizio della sintomatologia è subdolo il proprietario riferisce una debolezza del treno posteriore .Spesso tale debolezza si presume essere causata da una displasia delle anche ma un esame neurologico attento mette in evidenza la patologia che avvolte può coesistere con altre patologie come: cauda equina, protrusioni discali, ecc ,da qui l’importanza di escludere tutte le problematiche neurologiche ortopediche che possono giustificare l’incordinazione del movimento . Il proprietario deve però sapere che se presa in tempo la degenerazione si può rallentare consentendo al cane una vita dignitosa. Lo squilibrio immunitario che si va ad innescare può essere modulato con l’uso di citochine diluite che lavorano riequilibrando la serie immunitaria responsabile delle reazioni di autoimmunità. Fondamentale in questi soggetti evitare tutti gli allergeni che possono continuare a squilibrare il sistema immunitario. Spesso questi cani sono soggetti predisposti ad intolleranze, allergie con dermatiti autoimmuni con processi settici che recidivano perché hanno le difese immunitarie insufficienti. Terapia: la terapia nella mielopatia degenerativa del cane non deve solo mirare a rallentare i processi infiammatori midollari ma evitare di sovrastimolare il sistema immunitario con allergeni provenienti dall’alimentazione, vaccinazioni in eccesso, inquinanti ambientali, antiparassitari, tenere la bocca pulita da placca batterica, curare eventuali focolai settici, favorire il movimento all’aperto su terreno morbido con passeggiate lunghe. Non si può generalizzare una terapia standard perché ogni cane è una storia a se, certamente l’uso di antiossidanti come la vitamine E e B, migliorare il microcircolo del midollo spinale con drenanti del connettivo e del linfatico, l’ acido aminocaproico per la sua attività antiproteasica che inibisce la cascata antinfiammatoria, le citochine omeopatizzate per modulare l’infiammazione, il fattore di crescita nervino per la degenerazione dei neuroni ed infine fondamentale è la fisioterapia, il movimento, il nuoto e l’integrazione di amminoacidi per combattere l’atrofia muscolare il nemico numero uno della malattia degenerativa. In alcuni casi specie per combattere l’infiammazione per periodi brevi ed intervallati l’uso del cortisone a dosi generose può favorire questi cani ad alzarsi e deambulare. In commercio ci sono dei presidi come bretelle che aiutano il cane a
non sbandare nell’andatura MIELOPATIA DEGENERATIVA CANE.
Dott. Alessandro Prota
Consulenza veterinaria online 3393201159


NANISMO IPOFISARIO NEL PASTORE TEDESCO e NEL CANE LUPO DI SAARLOOS
La ghiandola pituitaria o ipòfisi è una ghiandola alla base del cervello che produce ormoni. Questa ghiandola delle dimensioni di un pisello consta di tre parti: l'ipofisi anteriore, il lobo intermedio e l'ipofisi posteriore. L'ipofisi anteriore sintetizza e secerne sei ormoni, necessari per numerose funzioni corporee come la crescita, la riproduzione, l'allattamento, il metabolismo e la gestione dello stress. Qesti 6 ormoni sono:
• Ormone della crescita (growth ormone) GH, essenziale per la crescita
• Ormone tiroide-stimolante TSH, regola le funzioni della tiroide
• Prolactina PRL, regola le funzioni dell'allattamento
• Ormone follicolo-stimolante FSH e ormone luteinizzante LH, essenziali per l'ovulazione
nelle femmine e per la produzione di sperma nei maschi
• Ormone adrenocorticotropo ACTH, stimola la corteccia surrenale
Ogni difetto nello sviluppo della ghiandola pituitaria si traduce nella non produzione di uno o più ormoni pituitari. Nei cani il deficit congenito dell'ormone GH o Nanismo Ipofisario, è l'esempio più evidente di difetti nello sviluppo dell' ipòfisi. Questo disturbo ereditario recessivo è riscontrato con maggiore frequenza nei Pastori Tedeschi ed è stato osservato anche nel Cane Lupo di Saarloos. Il difetto genetico che causa una deficienza congenita di GH nel Pastore Tedesco è lo stesso anche nel Cane Lupo di Saarloos poiché il disturbo in quest'ultima razza è comparso dopo che il Pastore Tedesco è stato utilizzato nella riproduzione dei Cani
Lupo di Saarloos.
Esemplari affetti da Nanismo Ipofisario di Pastore Tedesco e di Cane Lupo di Saarloos presentano una deficienza combinata degli ormoni GH, TSH, PRL e genadotropine. Invece la secrezione di ACTH è nella norma. I cani portatori del gene mutato che causa il Nanismo Ipofisario non presentano sintomi e appaiono esattamente uguali ai cani non portatori. Dal momento che il Nanismo Ipofisario è un disordine recessivo di un singolo gene, la nascita di un esemplare malato indica che entrambe I genitori sono portatori del gene mutato. Nella stessa cucciolata i cani malati sono significativamente più piccoli dei loro fratelli sani, mantenendo comunque le proporzioni corrette. Un' altra manifestazione clinica del nanismo è che gli esemplari malati non sviluppano il pelo da adulto, col tempo perderanno il pelo da cucciolo e svilupperanno l'alopecia. Il ritardo nella crescita e l'anomalia nel pelo diventano molto evidenti attorno al secondo e terzo mese d'età. Il pelo viene perso facilmente e dove manca la pelle comincia a diventare squamosa e iperpigmentata rendendo la pelle di colore scuro. Inoltre, a causa delle scarse difese immunitarie locali della pelle, gli esemplari malati sono soggetti a numerose infezioni batteriche cutanee. I segni clinici della malattia non si limitano all'aspetto esteriore del cane. L'esemplare malato soffre di un ampio spettro di manifestazioni cliniche ben peggiori dell'alopecia o delle infezioni cutanee. Per esempio la carenza dell'ormone GH ha come effetto il sottosviluppo renale, causando danni cronici ai reni. Allo stesso modo la carenza di TSH produce una scarsa attività della ghiandola tiroidea rendendo l'animale lento e poco attivo. La carenza di gonadotropine si traduce in una non discesa di uno o entrambe I testicoli nel maschio (criptorchidismo). Le femmine invece riescono ad andare in calore ma non ad ovulare. Si può quindi convenire che il Nanismo Ipofisario sia una malattia con effetti molto gravi. Anche se l'apparenza esteriore dell'esemplare malato porta ad una diagnosi ovvia, la diagnosi finale dovrebbe basarsi sulle “prove di simulazione ipofisaria”. Questi test sono in grado di rilevare in che misura vi sia carenza o deficit degli ormoni GH, TSH, PRL,LH, FSH. La logica vorrebbe che il cane malato fosse curato con ormoni GH canini e ormoni tiroidei. Curare l'animale con ormoni tiroidei è semplice, ma non è possibile somministrare GH canini dal momento che non sono disponibili per uso terapeutico. Tuttavia la ricerca ha dimostrato che I GH suini sono identici ai GH canini, rendendoli una buona alternativa per il trattamento della malattia. Senza cure appropriate, la prognosi a lungo termine è scarsa. Molti esemplari affetti da nanismo ipofisario non vivono più di quattro o cinque anni. Alcuni raggiungono anche età più avanzata, probabilmente perchè in alcuni casi la ghiandola pituitaria produce ancora un piccolo quantitativo di ormoni. Anche se la prognosi migliora in maniera significativa quando l'esemplare viene curato, rimane comunque sempre una prognosi riservata. Dovrebbe essere quindi chiaro che la nascita di animali affetti da questa grave malattia andrebbe evitata. A questo scopo non bisognerebbe lasciare accoppiare due cani portatori. Il problema è che non si possono distinguere dall'apparenza esteriore I cani portatori da quelli non portatori. Per distinguerli è necessario fare un Test genetico. Dopo anni di intensiva ricerca presso il Dipartimento delle Scienze Cliniche degli Animali da Compagnia dell'Università di Utrecht questo test è ora possibile! Se questo test venisse svolto su tutti I soggetti riproduttori, il Nanismo Ipofisario verrebbe completamente eliminato sia nel Pastore Tedesco che nel Cane Lupo di Saarloos. Potrebbe sembrare che il test non abbia una grande importanza dal momento che la malattia si presenta solo occasionalmente. Tuttavia si dovrebbe tenere a mente che molti esemplari malati di Nanismo Ipofisario muoiono nell'utero o subito dopo la nascita. E' necessario anche essere informati del fatto che se anche solo l' 1% dei cani fosse malato, ci sarebbe il 18% della popolazione della stessa razza che è portatore della mutazione. Questo vuol dire che il numero dei portatori è e diventerà più alto di quello che comunemente si pensa. Nel momento in cui due portatori venissero fatti accoppiare, una media del 25% della loro progenie nascerebbe malata e metà dei fratelli sarebbe portatrice della malattia.
Per il test genetico sono necessari 4ml. di sangue, raccolti in una provetta con EDTA. Il campione di sangue deve essere spedito a:
Dr. H.S. Kooistra (H.S.Kooistra@uu.nl)
Department of Clinical Sciences of Companion Animals
Faculty of Veterinary Medicine, Utrecht University
Yalelaan 108
3584 CM Utrecht
The Netherlands
Il costo per lo screaning genetico per la mutazione che causa Nanismo Ipofisario nel Pastore Tedesco e nel Cane Lupo di Saarloos è di 100 euro (excl. VAT). In breve, il Nanismo Ipofisario è una malattia seria e incurabile, la cui incidenza è molto sottostimata. La buona notizia è che esiste un test genetico per individuare i cani portatori della mutazione. Se tutti i riproduttori fossero testati (basta una volta), e fosse applicata una corretta politica di allevamento, questa grave malattia potrebbe essere completamente eliminata.
-Possibilità di un Test Genetico-
AnnemarieVoorbij e Hans Kooistra
Dipartimento delle Scienze Cliniche degli Animali da Compagnia
Facoltà di Medicina Veterinaria, Utrecht University
Utrecht, Olanda

PRA : ATROFIA PROGRESSIVA DELLA RETINA NEL CANE
L’Atrofia Progressiva della Retina è una patologia su base ereditaria che consiste in una degenerazione ed atrofia secondaria della retina. L’esame del fondo oculare si nota una modificazione diffusa del colore e del fondo con un aumento della reflettività del tappeto lucido alla luce del oftalmoscopio, con una attenuazione graduale dei vasi retinici
La papilla é chiara ed atrofica
La malattia si presenta in entrambi gli occhi ed il proprietario del cane nota segni di ansia ed atteggiamento prudente nel muoversi dell’animale maggiormente alla luce crepuscolare.
La diagnosi si basa sui segni clinici, l’esame del fondo può essere confermata dall’ERG .
Terapia: non esiste una terapia efficace e la prognosi per la vista è infausta.
Gli animali conservano una certa capacità di muoversi nell’ambiente famigliare. L’uso di sostanze antiossidanti e vitamine per la degenerazione nervosa della retina rallentano la progressione.
Le razze maggiormente predisposte al PRA sono: Barboncino, Pointer Tedesco, Cocher Spaniel Inglese e Americano, Schnauzer Nano, Terrier Tibetano, Labrador, Setter Irlandese, Gordon Setter, Collie, Bassotto .
Oggi giorno l’inquinamento ambientale e alimentare crea un aumento di radicali liberi con alterazioni del sistema immunitario e fenomeni degenerativi responsabili di invecchiamento precoce e alterazione della retina
La luteina è in grado di prevenire e rallentare i processi degenerativi a carico delle retina.
Un approccio integrato della malattia migliora la retina e l’organismo nel suo insieme, l’uso di antiossidanti, vitamine e oligoelementi migliora la visione, l’applicazione di colliri localmente deve tenere sotto controllo eventuali malattie oculari come cataratta, uveite, cheratocongiuntiviti ecc.
Non bisogna dimenticare che la retina è un prolungamento del cervello, importante quindi migliorare la funzionalità cerebrale.
Una degenerazione retinica precoce è sintomo di un invecchiamento precoce sempre più presente nei nostri animali a causa di un eccesso di inquinanti ambientali ed alimentari da un sistema vaccinale spesso troppo intenso, da un uso spropositato di farmaci e da una carenza di antiossidanti ed enzimi indispensabili per l’attività cellulare.

dott Alessandro Prota
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CATARATTA NEL CANE :

LA PREVENZIONE
Un apporto sufficiente di Luteina con la dieta può contribuire a ridurre il rischio di una degenerazione retinica e a migliorare lo stato di salute generale degli occhi. Il carotenoide viene assorbito durante il processo di digestione e trasportato dal sangue alla retina. Nell’occhio la luteina esplica la propria azione protettiva sui tessuti, intercettando, da un lato le sostanze nocive (come i radicali liberi) e assorbendo, dall’altro, i raggi UV dannosi della luce solare. La carenza di luteina porta ad un aumento del rischio di sviluppo di un offuscamento del cristallino dell’occhio, la cosiddetta cataratta . Un apporto sufficiente di luteina con l’alimentazione, sotto forma di integratori alimentari, può contribuire ad una notevole riduzione del rischio di formazione di cataratta .
LA LUTEINA CONTRIBUISCE :
a prevenire la degenerazione retinica
a prevenire la cataratta
a favorire la normale funzionalità e la salute dell’occhio
a proteggere contro i radicali liberi (antiossidanti) ostacolando in modo particolare la perossidazione dei lipidi
Se ingerita sotto forma di integratore alimentare, la Luteina dovrebbe essere assunta sempre durante i pasti poiché, essendo liposolubile, viene meglio assorbita con un pasto con la presenza di grassi. Nei nostri animali domestici specie nel cane l’insorgenza di cataratta sta interessando sempre piu’ animali giovani, questo è dovuto ad un eccesso di inquinanti tossici ambientali ed alimentari che richiedono una maggiore integrazione di antiossidanti spesso carente nel cibo industriale. La cataratta è l’espressione (oltre all’evoluzione senile del cristallino) di un organismo intossicato con eccesso di radicali liberi, una visita oculistica con scadenza semestrale permette di anticipare il danno da ossidazione del cristallino e cosi ritardare o impedire l’evoluzione della cataratta attraverso l’integrazione di antiossidanti e vitamine evitando l’esposizione diretta per lunghi periodi a raggi ultravioletti e riducendo al minimo applicazione di antiparassitari spot on o spray tossici, inoltre va ricordato che infiammazioni oculari cronicizzate e trascurate nel tempo possono alterare il liquido oculare all’interno dell’occhio (Umore Acqueo) modificando la struttura e il metabolismo del cristallino e quindi favorire i processi di ossidazione che portano all’opacizzazione del cristallino.

Dott Alessandro Prota
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DISPLASIA DELL'ANCA
L'intento di questa trattazione è dare ai "non addetti ai lavori" alcuni concetti elementari su che cosa è la displasia dell'anca, è ovvio che per la complessità dell'argomento, questa trattazione può prestare il fianco a critiche e puntualizzazioni da parte dei lettori più esperti, che se pur bene accette, non sono si prestano agli scopi di questo lavoro.
La displasia dell’anca è una anomalia di formazione e di sviluppo dell’articolazione coxo-femorale che può essere riscontrata in tutte le specie di animali domestici ma assume particolare risalto nel cane. Consiste in una malformazione dell’articolazione coxo-femorale nella sua componente acetabolare (displasia dell’anca di tipo acetabolare), femorale (displasia dell’anca di tipo femorale ) o di entrambe le componenti, ciò produce un'incongruenza tra le superfici articolari con conseguente alterazione delle stesse; ciò porta inevitabilmente a malattia degenerativa articolare o artrosi cronica. E’ la malattia ortopedica di origine non traumatica più diffusa e conosciuta nei cani di taglia media, grande e gigante (taglie canine in cui la malattia ha maggior prevalenza e soprattutto si manifesta con maggior gravità). Essa costituisce la malattia ereditaria del cane che da più anni è stata oggetto di studi e di programmi di controllo; è stata studiata e diagnosticata in oltre 150 razze canine.
Le cause
Questa è una patologia multifattoriale, ossia numerosi fattori, quali quelli genetici, ambientali e nutrizionali, entrano in gioco nel suo sviluppo e nel determinarne la gravità .La displasia dell’anca è considerata una malattia ereditaria, pur non essendo congenita, con modalità di trasmissione determinate da numerosi geni, cosa che ne rende difficile l'identificazione dei soggetti portatori. Ciò significa che la malattia può essere trasmessa, con modalità ancora non chiarite, da un genitore ad un discendente, ma non è comunque presente quando il cane nasce perché la stessa articolazione si conforma durante il periodo della crescita. Le alterazioni anatomiche poligenetiche si osservano sul processo di formazione dell’acetabolo, oppure sullo sviluppo dei mezzi di contenimento, attivi (muscoli del bacino), e passivi (legamento rotondo e capsula articolare) dell’articolazione coxo-femorale. Indipendentemente dai fattori ereditari, anche caratteristiche morfologiche di razza e condizioni endocrine individuali possono rivestire un ruolo complementare nella genesi della malattia. Tra le condizioni ambientali, il movimento troppo intenso di cuccioli in rapido accrescimento, eccessivamente pesanti, tenuti liberi in ambiente accidentato, può favorire l’aggravamento della condizione patologica. Anche il sesso dell’animale può condizionare la comparsa della displasia; nel cane le femmine sono colpite in rapporto 3:1 rispetto ai maschi, questo è dovuto alla presenza di estrogeni, in quanto la relaxina determina un rilassamento della capsule articolare. Nei cani displasici, la cavità acetabolare risulta troppo ampia, poco profonda e con margini insufficientemente rilevati. Ne risulta una instabilità della testa del femore nel corso del movimento che, con il progredire dello sviluppo dell’animale determinano manifestazioni consequenziali di tipo artrosico. Nei cani con displasia dell’anca, le modalità con cui si presentano i segni clinici e la loro gravità variano notevolmente da un soggetto all’altro. Il cane appare comunemente riluttante a muoversi, perché cerca di proteggere l’articolazione dolente. Si riscontra anche una modificazione del modo di correre, in quanto l’animale cerca di proteggere l’articolazione dolente assumendo una nuova andatura, che richieda minor movimento a livello dell’anca. L’animale può manifestare un quadro clinico caratterizzato da difficoltà ad alzarsi, a procedere ad andatura normale e a sdraiarsi, e mostrare dolore in seguito a manualità sugli arti posteriori.
Il controllo della malattia
Non essendo ancora state identificate le mappe genetiche del cane e quindi non essendo ancora stati identificati i geni responsabili della malattia per poter individuare i soggetti portatori, il controllo di queste razze può essere effettuato oggi solo attraverso lo screening del fenotipo (ossia come sono fatte le articolazioni) dei riproduttori e di quanti più parenti possibili. Il controllo del fenotipo, infatti, avviene attraverso lo studio radiografico delle articolazioni delle anche e lo studio viene eseguito all’età minima di un anno, per essere certi che le anche abbiano completato il loro sviluppo. L’età minima richiesta è di 12 mesi per tutte le razze, eccetto però quelle giganti (Alani, Molossi, S. Bernardo, Terranova, Mastino napoletano) per le quali è di 18 mesi; altra eccezione riguarda razze come Leonberger, Rottweiler, Briard, Grande bovaro svizzero e Bovaro del Bernese per le quali l’età è di 15 mesi. Per i soggetti che vengono radiografati ad un’età superiore si deve tener conto delle modificazioni artosiche secondarie. L’esame radiografico viene effettuato sul cane anestetizzato o profondamente sedato e mantenuto in decubito dorsale.
Radiografia
Modalità di controllo della displasia nel mondo
In tutti i paesi dove la displasia si è sviluppata sono diventati operativi dei programmi di controllo che, presuppongono dei protocolli ufficiali tali da rendere accreditate, a livello nazionale ed internazionale, le certificazioni conseguite. Per la diversità temporale ed ambientale in cui si sono sviluppate tutte queste esperienze nei vari paesi del mondo, sono stati utilizzati diversi sistemi per il controllo e la classificazione della displasia dell’anca ed ancora oggi sono difficili i confronti tra le certificazioni emesse dai vari paesi e dalle varie organizzazioni. La Commissione Scientifica della FCI ha cercato di razionalizzare la classificazione della displasia dell’anca proponendo una classificazione in cinque gradi (A,B,C,D,E) che è stata adottata da molte nazioni e che permette comunque un confronto con quelle utilizzate in altri paesi che hanno mantenuto le loro precedenti classificazioni. La classificazione della FCI, ulteriormente suddivisa in sottoclassi (A1, A2; B1, B2; C1, C2; D1, D2; E1, E2) permette un immediato confronto ed una facile comparazione con le diverse classificazioni di Stati Uniti d’America, Regno Unito, Finlandia, Olanda, Svezia e Norvegia.
Protocollo e classificazione FCI
Le norme per l’esecuzione e l’interpretazione delle radiografie sono state formalizzate come riportato di seguito:
A) l’età minima per la lettura dei radiogrammi è di un anno e, per le razze giganti, di un anno e mezzo.
B) i cani devono essere identificati attraverso sistemi di riconoscimento quali tatuaggi o microchip. La stessa identificazione deve comparire sul pedigree e sul radiogramma.
C) Sul radiogramma deve comparire il numero di identificazione del soggetto esaminato, la data in cui è stato effettuato ed il simbolo D ed S che identifichi sulla radiografia l’anca destra o l’anca sinistra del cane.
D) Il proprietario deve sottoscrivere l’autenticità dell’identità del cane radiografato. Il proprietario deve inoltre autorizzare il veterinario affinché possa trattenere la radiografia. Il veterinario deve confermare di aver verificato l’identità del cane, dichiarare se abbia sottoposto l’animale a sedazione o ad anestesia e se il cane è stato giudicato sufficientemente rilassato.
E) Le radiografie dovranno essere archiviate in un archivio centralizzato.
F) La diagnosi dovrà essere posta sulla scorta di almeno una proiezione radiografica ventro-dorsale con le zampe estese (posizione standard 1). Potrà essere analizzata anche una seconda radiografia con le zampe flesse (posizione standard 2).
G) La radiografia dovrà avere una misura minima da contenere almeno entrambe le anche ed entrambe le rotule.
H) La qualità tecnica delle radiografie dovrà consentire una diagnosi accurata dello stato delle anche.
I) Se le regole precedenti non sono rispettate integralmente le radiografie dovranno essere respinte. J) Le radiografie dovrebbero essere interpretate da un esperto accreditato o da un gruppo di lettori scelti dal club di appartenenza del cane radiografato.
K) Ogni centrale di lettura nazionale dovrebbe consentire la possibilità di appello rivolgendosi alla centrale di lettura del Comitato Scientifico della FCI.
Descrizione delle classi di displasia
Queste classi fanno riferimento ai cani di età compresa fra uno e due anni, sulla scorta della valutazione della proiezione ad arti tesi:
A) nessun segno di displasia (GRADO A): la testa del femore e l’acetabolo sono congruenti. Il margine acetabolare cranio-laterale appare netto e leggermente arrotondato. La rima acetabolare è sottile ed uniforme. L’angolo acetabolare secondo Norberg è di circa 105° o superiore. Nelle anche giudicabili eccellenti il margine acetabolare cranio-laterale include la testa del femore ancora di più in direzione latero-caudale.
B) anche quasi normali (GRADO B): la testa del femore e la cavità acetabolare sono leggermente incongruenti e l’angolo secondo Norberg è di circa 105°, oppure l’angolo di Norberg è inferiore a 105°, ma il centro della testa del femore si trova medialmente rispetto al margine acetabolare dorsale mentre la testa del femore e l’acetabolo sono congruenti.
C) leggera displasia dell’anca (GRADO C):la testa del femore e l’acetabolo sono incongruenti, l’angolo secondo Norberg è di circa 100° e/o sussiste un leggero appiattimento del margine cranio-laterale dell’acetabolo. Sono presenti lievi irregolarità o leggeri segni di artrosi a carico del margine acetabolare craniale, caudale o dorsale od in corrispondenza del collo o della testa del femore.
D) displasia di grado medio (GRADO D): è presente un’incongruenza evidente tra testa del femore e cavità acetabolare con sublussazione. L’angolo acetabolare secondo Norberg è compreso tra 90 e 100°. Sono presenti segni riferibili ad osteoartrosi ed è evidente l’appiattimento del margine acetabolare cranio-laterale.
E) displasia grave (GRADO E): sono presenti modificazioni displastiche evidenti delle articolazioni coxo-femorali quali lussazione o marcata sublussazione, l’angolo acetabolare secondo Norberg è minore di 90°, c’è appiattimento del margini acetabolare craniale, deformazione della testa del femore (testa a fungo, appiattita) o altri segni di osteoartrosi. Questa classificazione deve essere fatta sulla scorta del solo referto radiografico e deve essere il più obiettiva possibile. Lo schema di classificazione può essere adattato a cani più anziani tenendo in considerazione i segni secondari di artrosi in relazione all’età del cane. Sono adatti alla riproduzione solo i soggetti appartenenti alle tre categorie “a”, cioè normale (HD A), quasi normale (HD B) ed ancora ammesso (HD C) quest'ultimo grado può non essere ammesso per alcuni club di razza (es. doberman).
Tratto da:
"DISPLASIE DI SVILUPPO DELL'ANCA E DEL GOMITO NEL BOVARO DEL BERNESE"
Tesi di laurea anno accademico 2000/2001 del dr. Mai Fiorenzo, che si ringrazia per la gentile concessione
Dr.ssa C.Pigozzi e Dr. U. Riccò.

IPERTERMIA MALIGNA
Disturbo di origine ereditaria, a trasmissione autosomica dominante, caratterizzato dall’improvviso e rapidissimo aumento della temperatura corporea fino a valori superiori ai 41 °C, in seguito all’inalazione di anestetici inalatori (gas e vapori anestetici quali alotano, metossiflurano, ciclopropano) o alla somministrazione di farmaci miorilassanti (curarici), in particolare la succinilcolina. Al di fuori degli attacchi il soggetto appare del tutto normale e il primo episodio può accadere inatteso e imprevedibile. Una parte rilevante dei soggetti che sviluppano forme di ipertermia maligna presenta valori basali di creatinfosfochinasi (CPK), un enzima di origine muscolare, molto superiori alla norma. I sintomi, oltre al rapido aumento della temperatura corporea, sono: difficoltà al rilassamento durante l'induzione dell'anestesia, tachicardia sostenuta, tachipnea, cianosi, fascicolazioni muscolari (con la succinilcolina), rigidità muscolare (con rischio di rabdomiolisi e insufficienza renale acuta), ipotensione (fino allo shock). La terapia delle forme in atto prevede la somministrazione di dantrolene sodico subito dopo l’immediata cessazione della narcosi, il controllo della temperatura con i mezzi fisici e farmacologici disponibili, il supporto delle funzioni vitali. Nelle persone suscettibili di sviluppare l’ipertermia maligna, l’anestesia (quando indifferibile) deve essere condotta con altre tecniche (loco-regionali) o con altri farmaci (per esempio, barbiturici, oppiacei, benzodiazepine, neurolettici).

Anestetici: farmaci che producono modificazioni reversibili a livello del sistema nervoso, producendo una perdita temporanea della sensibilità dolorifica e della coscienza (vedi anestesia). I farmaci anestetici possono essere classificati in anestetici generali, anestetici locali e preanestetici.
I primi agiscono producendo una perdita della coscienza estesa a tutto l'organismo, e possono essere somministrati per inalazione (gassosi o volatili) o per via endovenosa.
Gli anestetici locali, invece, sono farmaci che bloccano la conduzione degli stimoli nervosi direttamente sul tessuto nervoso. La durata dell'effetto può essere potenziata dall'associazione con un farmaco vasocostrittore, che ne ritardi l'assorbimento ematico. L’uso di anestetici locali iniettabili è consentito nell'attività sportiva con una serie di limitazioni: possono essere utilizzate bupivacaina, lidocaina, mepivacaina, procaina ma non cocaina; possono essere utilizzati agenti vasocostrittori come l’adrenalina, ma soltanto su giustificazione medica e tramite iniezioni locali o intra-locali.
(o anestesia peridurale, narcosi, anestesia epidurale), perdita della sensibilità in alcune zone del corpo. Può essere provocata da patologie (anestesia organica) o essere indotta dall’uomo (anestesia artificiale); può essere periferica se localizzata in un solo distretto corporeo e se il paziente è cosciente, oppure totale se la sensibilità viene perduta dal corpo intero e se il paziente non è cosciente. L’anestesia periferica, o locale, viene utilizzata in caso di interventi chirurgici di modesta entità, e viene indotta attraverso l’utilizzo di anestetici. L’anestesia totale, o generale, viene praticata somministrando gli anestetici per inalazione o per via endovenosa.
Curarici: farmaci che possono essere o di origine vegetale o di produzione sintetica (curaro), che agiscono sulla muscolatura volontaria paralizzando la trasmissione degli impulsi dai nervi motori alle fibre muscolari striate.
Possono essere competitivi (antagonizzano l'acetilcolina) e depolarizzanti (provocano un accumulo dell'acetilcolina nelle giunzioni neuromuscolari, causando il blocco della trasmissione degli stimoli).
La paralisi colpisce i muscoli delle palpebre, gli oculomotori, del collo, faringei e laringei e degli arti.
Bloccano anche i muscoli intercostali e il diaframma, causando asfissia.

MDR1 gene difetto aIvermectina (antiparassitario)
Farmaci noti per causare tossicità connessa con il gene MDR1: • Ivermectina (antiparassitario) • Loperamide (diarrea anti) • Doxorubicina, Vincristina, vinblastina (antitumorale)
Per la tossicità farmaco sospetto relative al gene MDR1: • Ciclosporina (immunosoppressiva) • Paclitaxel, Mitoxantrone (cancro) • chinidina, digossina (cardiogeno) • Ondansetron, Domperidone (antihémétique) • Acepromazine (tranquillante) Butorphanol • (analgesico)
Attenzione, questi farmaci come ivermectina usato per il trattamento del bestiame, come i cavalli, maiali, mucche ...

INTERCEPTOR il principio attivo è la milbemicina (non l'ivermectina). La milbemicinae' presente nel farmaco in milligrammi (mg. = un millesimo di grammo).
CARDOTEK il principio attivo è l'ivermectina. L'ivermectinaè presente nel farmaco in microgrammi (un milionesimo di grammo).
Entrambi i prodotti sono in commercio e sono autorizzati per l' uso nel cane. L' Interceptor, si dice, ha meno effetti collaterali del Cardotek, il quale però se usato nel rispetto della posologia prescritta non presenta problemi. Le formulazioni presenti per entrambi i prodotti sono solide, compresse e tavolette masticabili E NON SONO DIVISIBILI.
Perchè il quantitativo di prodotto attivo (specie per il Cardotek) è cosi limitato (milionesimi di grammo per l'ivermectina) che dividendo la pastiglia o la tavoletta è del tutto improbabile dividere anche il quantitativo di principio attivo secondo le aspettative. Si correrebbe ad es. il rischio di avere un pezzo tavoletta masticabile con tutto il principio attivo e l' altro pezzo con zero ivermectina.
L'Ivomece' un prodotto a base di ivermectina, commercializzato per bovini, ovini e suini, è in fase liquida, e l' uso nel cane non è affatto privo di effetti collaterali. Non solo perché l' ivermectina in quanto tale è più pericolosa della milbemicina, ma perché i dosaggi vengono fatti in modo del tutto empirico (i messaggi inviati lo confermano), ed il veicolo liquido non aiuta certo ad avere una omogenea e costante distribuzione del principio attivo nel prodotto.
In pratica è un po' come se noi umani dovessimo assumere un farmaco messo in commercio per elefanti, che ha effetti collaterali anche pericolosi, in cui ci si dicesse che ne dobbiamo assumere un cucchiaino. Ma quale cucchiaino, da the o caffe poi colmo o raso?
Rischieremmo di assumere troppo farmaco o troppo poco.
Non nego che in alcuni casi il Vet. somministri al soggetto o consegni al proprietario dosi di Ivomec, ma dietro sua specifica responsabilità e controllo.
L' uso "privato" del medicinale è quanto mai pericoloso od inutile e ritengo venga in buona parte fatto con la colpevole complicità di Colleghi che per conquistare clientela passano non solo falciando i principi etici della professione ma anche qualche animale.
Cordiali saluti
F.G.
Dr. Ferruccio Gabuzzi
Medico Veterinario
gabuzzi.ferruccio@bluewin.ch
http://mypage.bluewin.ch/dr_gabuzzi/index.html
http://digilander.iol.it/ormevecolc/index.html

UTILIZZAZIONE
il Cane Lupo di Saarloos è dotato di qualità che gli permettono di essere un affidabile e fedele compagno, manifesta una grande intelligenza ed una capacità di apprendimento sbalorditiva.
La sua prima occupazione è stata come cane guida per i ciechi, la sua naturale diffidenza lo portava ad essere accorto e quindi si pensava, fosse particolarmente idoneo in situazioni nuove e presumibilmente rischiose, attualmente, considerando la frenetica vita moderna, non è più fattibile.
Le somme di denaro necessarie all’addestramento furono donate dai numerosi amici di Saarloos.
Il secondo impiego è stato nel soccorso, la Protezione Civile Olandese ( BeschermingBurgertevolking), lo addestrò a tale scopo, mentre Saarloos, si occupò personalmente dell’addestramento di “Yro”, il suo prediletto, che alla fine degli anni sessanta, venne promosso al test di salvataggio.
Attualmente viene utilizzato unicamente, come animale da compagnia.

CLASSIFICAZIONE F.C.I.
Gruppo 1 : Cani da pastori e Bovari (eccetto il Bovaro svizzero)
Sezione 1 : Cani da pastore. Senza prova di lavoro.


STANDARD
APPARENZE GENERALI: Il Cane Lupo di Saarloospresenta una struttura robusta, nel suo aspetto esteriore (costruzione del corpo, mantello e movimento) ricorda il progenitore lupino, la sua ossatura è armonica con arti lunghi, senza però apparire sproporzionato.
PROPORZIONI IMPORTANTI: il Cane Lupo di Saarloos è più lungo che alto. Il rapporto cranio-muso è di 1:1.

A) TESTA: La testa deve dare l’impressione del lupo e le sue dimensioni devono presentarsi in rapporto armonico al corpo. Vista dall'alto e di profilo, la testa è a forma di cuneo. Il passaggio dal cranio alla canna nasale, che è robusta e piena, è costituito da uno stop poco marcato.
La linea del muso all'arco zigomatico ben sviluppata è molto caratteristica e non deve terminare a punta. Le narici devono essere larghe e forti, possono essere di colore nero o rosso-bruno. Le labbra sono ben chiuse e non si sovrappongano. Ha una dentatura tagliente, completa e poderosa. L’insieme della forma con la posizione dell'occhio, dà il desiderato aspetto di Lupo.
A1) REGIONE DEL CRANIO
Cranio: piatto e largo. Un cranio particolarmente ampio, rischia di compromettere la tipica forma a cuneo della testa. L'osso occipitale e la cavità oculare non devono essere evidenti. Le arcate sopraccigliari dovrebbero fondersi con il cranio in una linea che scorre.
Stop: Il passaggio dal muso al cranio deve formare un leggero stop, la depressione naso-frontale deve essere appena marcata.
A2) REGIONE FACCIALE:
Naso: Di colore nero o rosso-bruno con tartufo ben pigmentato, canna nasale diritta.
Labbra: Ben chiuse che non si sovrappongono.
Mascella superiore: Non deve apparire sproporzionata rispetto al cranio, perché muterebbe la tipica forma del lupo.
Mascella inferiore: Non visibile.
Denti: le mascelle superiore ed inferiore sono ben sviluppate e hanno un morso forte con chiusura a forbice, dallo standard è accettata anche la forma di un morso a forbice molto stretto.
Occhi: preferibilmente di color ambra a forma di mandorla, impostati leggermente obliqui, non sporgenti e non rotondi, con palpebre ben aderenti. L'espressione è vigile, riservato ma non ansioso. L'occhio è una caratteristica tipica della razza che sottolinea l’appartenenza alla specie del lupo. Un alto valore deve essere dato al colore ed alla forma corretta del cranio.
In un esemplare anziano, il colore giallo degli occhi si può oscurare, ma deve essere mantenuta la disposizione originale del colore, una tendenza al colore marrone è meno desiderabile. La cavità oculare si fonde con il cranio in una linea fluida: una cavità oculare insieme con un arco sopraccigliare troppo pronunciati ed una fermata marcata sono indesiderati.

Orecchie: di media grandezza, carnose, erette di forma triangolare con punta arrotondata e base larga e pelose all'interno. L'orecchio è impostato all’altezza degli occhi. Le orecchie sono molto mobili ed esprimono le emozioni ed i sentimenti del cane. Non sono accettate le orecchie troppo appuntite, attaccate troppo alte o troppo distanti lateralmente poiché sfigurano la testa nel suo aspetto tipico.
B)COLLO: asciutto e ben muscoloso si fonde con il tronco in una linea molto fluida, così come quella che scorre dalla gola al petto. In inverno, quando l’animale presenta il pelo invernale, il collo è ornato da un bellissimo colletto. La pelle della gola è minima e non visibile. È tipico del Saarlooswolfdog che testa e collo, al trotto rilassato, formino una linea quasi orizzontale.
C)CORPO: Il Cane Lupo di Saarloos è più lungo che alto.
Dorso: dritto, robusto e forte.
Costole: normalmente molle.
Petto: ampio con costole ben cerchiate al massimo arriva all’altezza dei gomiti. la distanza tra il petto e le gambe, visto frontalmente, appare moderatamente larga. Una cassa toracica troppo massiccia deve essere evitata in quanto disturba la forma sottile caratteristica del trottatore simile a quella del Lupo.
Linea inferiore: tesa e leggermente retratta.
D)CODA: larga e abbondantemente rivestita di peli e lunga almeno fino ai garretti. Appare nell’insieme leggermente bassa. La coda è portata leggermente curvata a forma di sciabola o quasi dritta nello stato di riposo, può essere portata leggermente più alta quando il cane è in uno stato di eccitazione o quando è al trotto.
E)ARTI
E1) ARTI ANTERIORI: le gambe sono dritte e ben muscolose e proporzionate al corpo. Le ossa viste in sezione trasversale sono ovali e non troppo grossolane. L’ossatura leggera delle gambe regala una certa grazia al corpo.
Spalla: sufficientemente ampia e lunga. Normale l’angolazione non è esagerata ed è di circa 30 ° rispetto alla verticale.
Gomiti: ben aderenti al torace, senza essere pressati vicino. A causa della curva delle nervature e la posizione corretta della spalla e il braccio superiore, la distanza tra le gambe anteriori è moderatamente larga.
Piedi anteriori: ben muscolosi e leggermente arcuati con i rilievi fortemente sviluppati di forma un po’ ovale, le suole sono elastiche e solide. Il cuscinetto centrale è molto flessibile. Questo, unitamente alle articolazioni carpali forti e metacarpi leggermente inclinati, sono responsabili di una buona flessibilità. E’ consentito il mancinismo.
E2) ARTI POSTERIORI: molto muscoloso con una buona angolatura. La posizione normale del bacino, grazie alla coda bassa, è spesso accentuata da una leggera depressione, il bacino, generalmente, sembra essere posizionato più obliquamente. Il movimento della luce, tipica della razza, è molto dipendente dalla corretta angolazione della grassella e garretto. La minima deviazione impedisce questo movimento tipico.
Coscia: lunghezza normale rapportata al corpo, molto muscolosa.
Ginocchio: angolazione non esagerata.
Garretto: sufficientemente lungo con pendenza media, l’angolazione non deve essere esagerata. Le ossa ed i muscoli permettono l’allungamento ottimale del garretto.
Piedi posteriori: ben sviluppati e ben arcuati. E’ consentito il vaccinismo.
F)ANDATURA / MOVIMENTO: Il Cane Lupo di Saarloos è un tipico trottatore instancabile, che può facilmente coprire grandi distanze al suo ritmo e la sua naturale andatura ricorda quella del lupo.
Il Cane Lupo Saarloos è molto diverso dalle altre razze per il suo molto agile movimento. Il movimento in avanti dipende da molti diversi particolari della costruzione del corpo, soprattutto, la corretta angolazione degli arti differenti, è di grande influenza. Al trotto libero, il SaarloosWolfdog porta testa e collo a livello quasi orizzontale: in questa posa, la posizione degli occhi e la forma a cuneo della testa sono particolarmente caratteristici. Ad un trotto instancabile, che è il movimento tipico della razza, il cane non mostra una posizione degli arti perché questo, rovinerebbe l'agile figura che è un modello per il movimento.

G)MANTO
G1) PELO: Il mantello estivo è molto diversa dal pelo invernale.
In inverno il sottopelo, che insieme con il pelo di protezione dello strato di finitura costituisce uno strato abbondante, predomina e copre tutto il corpo a formare un collare distinto intorno al collo. Con il mantello estivo è invece il pelo di protezione dello strato di finitura a predominare.
I cambiamenti di temperatura in autunno e in inverno possano avere una grande influenza sul fondo. È essenziale che il ventre, l'interno delle cosce e scroto, nei maschi, siano coperti da peli.

G2) COLORE: Colori del manto sono:
• con sfumature che vanno dal bianco al grigio-nero. Viene chiamato Argento.
• con sfumature che partendo dal bianco al rosso ed al grigio-nero. Viene chiamato Grigio-Lupo
• con sfumature che vanno dal bianco al rosso, colore caratteristico che viene chiamato “bos”-brown (bos= foresta). Viene chiamato Marrone-Foresta.
• Dalla luce bianco crema al bianco.
Pigmento: la pigmentazione del naso, il colore della cerchiatura delle palpebre, le labbra e le unghie devono essere nere in un Cane Lupo grigio e bianco-argento. Nel cane color «bos»-marrone o crema e nei cani bianchi questi caratteri dovrebbe essere di colore fegato. Il mantello è chiaro sul lato inferiore del corpo interno e sul lato interno degli arti e sul retro.
Il lupo grigio e il «bos»-marrone Saarlooswolfdog mostrano un colore scuro all'esterno degli arti. Essi dovrebbero inoltre avere anche una maschera espressiva.

H)TAGLIA:
Altezza al garrese: Variabile.
Maschi: Da 65 a 75 cm.
Femmine: da 60 a 70 cm.
Lievi scostamenti verso l'alto sono ammessi.

DIFETTI:
Qualsiasi differenza da quanto sopra deve essere considerato un difetto e la severità con cui questo sarà penalizzato deve essere proporzionale alla sua gravità e ai suoi effetti sulla salute e sul benessere del cane.
A)TESTA
• Troppo rotonda.
• occhio troppo pronunciato nel modo che le arcate sopracciliari non si fondono con il cranio in una linea che scorre. Ciò si verifica spesso con gli occhi marcati stop e troppo rotondi. Occhi sporgenti.
• Orecchie troppo alte, larghe e o appuntite.
• Orecchie che puntano troppo verso l'esterno.
B)CORPO
•troppo lungo o corto.
C)CODA
• portata sul dorso.
D)ARTI
• ossatura troppo pesante.
E) MANTO
• Colori non sufficientemente intensi.
• Formazione di una sella scura a causa della cattiva distribuzione dei peli scuri.

DIFETTI ELIMINATORI:
• Cane aggressivo o pauroso.
• Colore del pelo diverso da quelli consentiti.
• Ogni forma di aggressione.
Qualsiasi cane che mostri chiaramente anomalie fisiche o comportamentali deve essere squalificato.
N.B. I maschi devono avere due testicoli di aspetto normale completamente discesi nello scroto.

ALIMENTAZIONE
Il Cane Lupo di Saarloos, è un animale, che presenta particolarità nell’alimentazione e nel fabbisogno nutrizionale. E’ molto vorace, goloso ed alla continua ricerca di cibo, quindi, il proprietario, dovrà essere molto attento alla sua dieta. In commercio esistono infinità di prodotti pronti che rendono difficile riuscire a scegliere quello giusto.
La stessa cosa succede agli allevatori, nel momento in cui devono calcolare il bilanciamento nutritivo necessario devono tenere in considerazione che questo varierà in base a diversi fattori: il clima, la stagione, l’età e l’ambiente nel quale vivono gli animali. Il Cane Lupo di Saarloos è una razza che tende ad ingrassare ed è quindi necessario evitare un eccessivo apporto di grassi e proteine.
Ideali sarebbero i mangimi secchi, preferibilmente del tipo “sensibile”, cioè contenenti un ridotto apporto calorico,ciò nonostante, bisogna stare attenti a non superare mai la razione giornaliera consigliata.
Nella preparazione della dieta dobbiamo ricordarci che il SaarloosWolfdog è però anche un animale particolarmente attivo e per questo, tende a perdere peso,quindi dobbiamo prestare attenzione da una parte a non eccedere con la quote proteica e lipidica ma dall’altra a non rischiare insufficienze.
È idonea anche la “dieta casalinga”basata su verdure, carne riso o altri carboidrati anche se presenta difficoltà nella fase di razionalizzazione del pasto perché apporti il corretto quantitativo di proteine e grassi.
Attualmente è molto diffusa anche la dieta Barf ( "Bones and RawFood") : illustrata da molti veterinari tra cui il dott.Ian Billinghurstnei due testi "Give your Dog A Bone" e “Grow Your Pup with Bone", edildott. Tom Lonsdale nel libro "RawMeatyBones"; si basa sul tentativo di nutrire i nostri animali con quelli che sarebbero i loro alimenti in natura, ovvero, cibo crudo, ossa polpose, muscolo, organi uniti a verdure e frutta crude frullate.
Possono essere intolleranti al glutine.
Esistono diverse categorie di mangimi in commercio ed ognuna presenta al suo interno tipologie differenti così da poter soddisfare i fabbisogni di ogni età.


a) mangimi secchi:
a1) Tipo “Puppy” sono specifici per i cuccioli in quanto possiedono maggiore quantità di calcio, proteine e vitamine a garanzia di un migliore e corretto sviluppo della massa muscolare e scheletrica.
a2) Tipo “Premium” ideali per cani con un attività fisica intensa e per le femmine in allattamento in quanto in possesso di un alto contenuto proteico (oltre 25%)
a3) Tipo “regular” o “standard” ideali per cani con un attività fisica medio-normale, per il cane adulto sono un mantenimento. (Hanno una quota proteica dal 22% al 25%).
a4) Tipo “light” ideali per il cane anziano o per il cane giovane sedentario in sovrappeso. (a basso contenuto proteico inferiore al 22%).
b) Mangimi umidi:
Sono le cosiddette scatolette, nonostante possano apparire maggiormente appetibili di quelli secchi, bisogna tenere presente che in gran parte sono costituiti da acqua e, quindi, per creare un pasto equilibrato, paragonabile al secco, gli animali necessitano di una razione quantitativamente almeno doppia.
c) Biscotti secchi grandi, crocchette e biscottini:
Mentre i primi sono l’ideale per combattere il tartaro e aiutare a sviluppare il morso, i biscottini sono maggiormente utilizzati durante l’addestramento come premio. Bisogna però ricordarsi di conteggiarli nel calcolo giornaliero delle calorie perché, pur essendo un premio, rimangono comunque cibo.
d) ossa di pelle di bufalo:
La funzione è la stessa dei biscotti duri con il vantaggio di presentare un consumo molto più lento e, quindi, una distrazione prolungata all’animale. Lo svantaggio consiste nella pericolosità poiché il Saarloos potrebbe ingerire pezzetti interi.
In un pasto casalingo,perché sia garantito il soddisfacimento di tutti i fabbisogni, deve essere contenuta una parte di proteine sotto forma di carne sia bianca che rossa, verdure, cereali, riso o pasta e pane secco. Un paio di volte alla settimana è possibile sostituire le proteine della carne con quelle del pesce, delle uova o del formaggio magro.
Carne: Alimento principale nell’alimentazione del Cane, necessità di essere integrata con altri prodotti. La carne di manzo è ideale in quanto molto ricca di ferro e sostanze minerali mentre è buona norma evitare la carne troppo magra o di maiale.
E’ necessario cuocere la carne tramite bollitura per un paio di minuti prima servirla in forma tritata ai cuccioli e tagliata a pezzi agli adulti.
Si sta osservando come il SaarloosWolfdog presenti problemi epatici dopo i sei anni di vita correlati all’ingestione di carne rossa. Sebbene non si conosca ancora molto su questo problema è stato visto che un’eliminazione dalla dieta di uova, formaggi stagionati ed in particolare carne rossa, unita ad un trattamento con farmaco specifico consente al fegato di ritornare ai valori ottimali (vedi esami allegati).
Buona misura preventiva sarebbe iniziare prima dei sei anni ad effettuare controlli periodici (es: dai 4 anni) così da monitorare la situazione epatica e, qualora fossero presenti segni d’alterazione, variare la dieta.

Pesce:Alimento ricco di proteine ideale nella dieta dei cuccioli, non può in nessuna circostanza essere somministrato all’animale crudo o presentante lische. Per quanto riguarda gli adulti è buona prassi non somministrare il pesce più di una volta la settimana,così da evitare la trasformazione in alimento inappetibile.
Ossa: necessarie per la pulizia della dentizione vengono servite al cane soprattutto se cucciolo. Ideali sono le ossa di manzo e nello specifico quelle delle ginocchia.
Latte e derivati: Il latte è un alimento indispensabile per i cuccioli per il suo alto contenuto di calcio. Dopo le prime settimane però, si può rimediare alla perdita della lattasi, enzima che consente la digestione del latte, ponendo nella dieta formaggio a pasta dura, in quanto, proteico e ricco di calcio.
Uova: indicate quelle di gallinadate sia cotte che crude. Se vengono servite crude meglio togliere l’albume, mentre il tuorlo può essere dato una o due volte a settimana.
Cereali: Sono una delle maggiori componenti della razione quotidiana del Cane, in quanto molto ricchi di vitamine, proteine, minerali e grassi. Sia la pasta che il riso vengono serviti previa cottura ed è buona norma sciacquarli prima di servirli così da eliminare tutto l’amido, polisaccaride indigeribile per il cane. I fiocchi di mais, di segale e d’avena apportano molte calorie e sono facilmente digeribili.
Frutta e verdura: le verdure devono rappresentare il 10-15% della razione giornaliera e sonoun alimento ricco di vitamine, in particolare le carote appena sbollentate grazie al loro contenuto di vitamine termolabili ed idrosolubili. Hanno un apporto molto basso in zuccheri e nullo di grassi.
Sono da evitare i grandi quantitativi di spinaci, bietole, cicorie e lattughea causa dell’alto contenuto di acido ossalicoche fissando il calcio a livello intestinale rende difficile l’assorbimento e favorisce la comparsa di calcoli nell’apparato urinario.
Se appetibile per l’animale si considera idonea tutta la frutta di stagione.
E’ vietato dare al Cane gli avanzi della nostra tavola, cibi speziati, piccanti o conditi. I dolci sono assolutamente da eludere, ad esempio la cioccolata è pericolosissima ( tre/ quattro etti possano provocare la morte di un cucciolo).
L’acqua deve essere sempre fresca, pulita e presente vicino alla ciotola dell’alimento.

1) IL NUMERO DELLE RAZIONI GIORNALIERE:
Dopo lo svezzamento, i cuccioli, devono mangiare 4 volte al giorno, per poi scendere gradatamente a 3 per finire a 2 nella fase adulta. Sarebbe necessario, in età adulta, considerare un pasto principale e l’altro più leggero e fare trascorrere almeno 8 ore tra i due in modo da favorire la digestione. I premi educativi, biscotti o crocchette, vanno conteggiati nella quota giornaliera.
A fine pasto dobbiamo, innanzitutto, prestare attenzione allo stato di svuotamento della ciotola, così da capire lo stato di salute del proprio cane.
Dopo averla lavata perfettamente va riposizionata al suo posto in attesa del pasto successivo.
Bisogna evitare di lasciare la ciotola con avanzi di cibo, poiché il cane potrebbe prendere la cattiva abitudine di mangiare fuori pasto spinto non dalla fame ma dalla noia. Questa pratica favorisce la cattiva digestione e l’obesità.
Bisogna differenziare la dieta dell’animale sulla base del suo stile di vita, se l’animale vive all’esterno in inverno necessiterà di un razione maggiore, contrariamente, se vive in casa la manterrà invariata.

2) RAZIONE TEORICA:
Per definire quella che teoricamente sarebbe la razione ottimale possiamo basarci sui consigli dell’allevatore, che si fondano sull’occhio e l’esperienza,e sulle tabelle consigliate dalle case produttrici di mangimi ricordando però, di adattare quest’ultime alle esigenze del proprio animale (stile di vita, età, peso).
Essendo il SaarloosWolfdog un razza di taglia grande, la sua razione dovrà proteggere le articolazioni l’ossatura e le cartilagini dai numerosi e veloci mutamenti strutturali del processo di crescita.
Un mangime consigliato per il Cane Lupo di Saarloos è
La cui composizione nella tipologia per animali anziani e sovrappeso è:
Winner Plus Senior Light
Ingredienti generali Vitamine
Proteine Grezze 20 % Vitamina A 18.000 I.E.
Lipidi Grezzi 8 % Vitamina D3 1.800 I.E.
Fibre Grezze 3,0 % Vitamina E 220 mg
Ceneri Grezze 6,5 % Vitamina B1 15 mg.
Calcio 0,9 gr/Kg. Vitamina B2 20 mg.
Fosforo 0,7 gr./Kg. Vitamina B6 20 mg.
Vitamina B12 100 mcg.
Umidità 8%

Acido Pantotenico 25 mg.
Acido Folico 5,0 mg.
Energia metabolica 340 Kcal/100 gr. Biotina (Vitamina H) 650 mcg.

Omega 6 + 3 ++


.
Sostanze minerali
Ferro 200 mg. Iodio 2,0 mg.
Zinco 160 mg. Selenio 0,25 mg.
Manganese 16,0 mg.
Rame 20,0 mg.



Valore Energetico (EM): 340kcal/kg con una razione di 100g.
Altra mangime consigliato è quello della Solideo poiché presenta nella composizione anche erbe officinali.
Valore Energetico (EM): 3’550kcal/kg con una razione di 230g
I suoi tenori analitici sono:
Calcio 1,4%
Fosforo 1,2%
Umidità 9%
Proteina greggia 30%
Grassi greggi 13%
Fibra grezza 3%
Ceneri gregge 7%
Ponendo che i cuccioli all’età di tre mesi abbiano un peso medio di 8,3kg, possiamo calcolare il loro fabbisogno reale come:
EM\d = [132 x P.V.^0.67] x 2= [132 x8.3^0.67]x2= 544.95 x2= 1089.9 kcal/d
A questo punto possiamo certamente definire la razione raccomandata come eccessiva e pertanto, dovremo praticare aggiustamenti per adeguarla al nostro cucciolo.
Per calcolare la razione corretta mettiamo in relazione le Kcal con i grammi della razione:
EM= 3550:230=1089.9:x
Dove x= 70.6g è il valore della nuova razione.
Per quanto riguarda un esemplare adulto, possiamo porre un peso medio di 44kg ricordando le eventuali variazioni dovute al sesso dell’animale. Quindi, volendo calcolare il suo fabbisogno reale questo sarà:
EM\d = 145 x P.V^0.67= 145x 44^0.67 = 1830.1 kcal/d per un cane attivo (145= K per un cane attivo)
EM\d = 132 x P.V^0.67= 132x 44^0.67= 1663.2 kcal/d per un cane inattivo
Se prendiamo a riferimento un esemplare di Cane Lupo di Saarloos di 73cm d’altezza al garrese e 46.5kg considerato attivo ( K=145 )avremo che il suo fabbisogno energetico ( EM= PV^0.69) sarà dato da:
EM= 145 x 46.3^0.69 = 145 x 14.1 = 2044 kcal/ d
Se vogliamo calcolare i singoli fabbisogni avremo:
-FABBISOGNI ENERGETICI:
Con RPC (rapporto proteine / calorie) = 65
RPC x McalEM= 65 x 2.044 = 132.86g di proteine di cui il 70% di fonte animale
132.86x70/100= 93g
93/0.184 (PG del pollo)= 505.4g
-FABBISOGNI LIPIDICI:
sono l’8% dell’EM
2044kcal x 0.08= 163.2 kcal
163.2 / (880/100)= 1.9g di olio di semi
-FABBISOGNI DI FIBRA:
è il 5% dell’EM
[2044kcal x 0.05]/0.32=102/0.32=319.4g di carote
Oppure [2044kcal x 0.05]/5.19=102/5.19=19.7g di avena
-FABBISOGNO DI CARBOIDRATI:
EMmantenimento – EM(carne+olio+verdura)
2044- (1430.8+163.5+102.2)= 2044-1696.5= 347.5kcal
È importante tenere sempre sotto controllo le feci del nostro cane, così da monitorare eventuali sintomi di malessere; ad esempio, feci troppo liquide necessitano di una variazionenella dose di fibre mentre nel caso di stitichezza è buona norma aggiungere una quantità di olii (come l’olio di fegato di merluzzo) così da favorire l’espulsione.
3) REGOLE IMPORTANTI DA RISPETTARE:
La zona pasto deve essere situata in un luogo tranquillo ed appartato dove l’animale non possa essere disturbato.
Servire i pasti ad orari regolari e sempre attraverso un componente della famiglia così da evitare che il cane possa accettare alimenti da persone sconosciute. Mai lasciare avanzi di cibo umido,che si ossiderebbero od inquinerebbero con gli agenti atmosferici, così che il cucciolo comprenda l’orario dei pasti.

LONGEVITA
In media i soggetti vivono 12-15 anni.

COSTO
Un cucciolo di Cane Lupo di Saarloos costa dai 1.100€ a 1.500€ circa. Bisogna diffidare delle offerte al di sotto di questa cifra,in quanto, vengono venduti animali mancanti delle caratteristiche necessarie. È importante ricordare che un buon Cane Lupo, con passaporto, pedigree, e le analisi eseguite per determinare la negatività verso le malattie genetiche, necessita di un adeguato costo, la cui mancanza implica l’assenza di uno dei fattori precedentemente detti.


“L'uomo contro il Lupo - da amico a nemico per paura di perdere il potere”
…La persecuzione e lo sterminio perpetrato ai danni del lupo hanno origini medioevali, causate dal non saper più discernere con chiarezza l’antico e mitizzante significato di questo animale nel linguaggio arcaico. Il prevalere del terrore e dell’aspetto negativo nell’immaginario popolare portò l’Europa del Medioevo a inventare le più crudeli strategie di caccia per sterminarlo. Unica eccezione leggendaria quella del lupo di Gubbio, ammansito da Francesco d’Assisi, santo che ricordava sapienzialmente come dialogare con tutti: il lupo visse tranquillo e non più temuto, ma anzi nutrito e accudito da un’intera comunità.
In ogni villaggio spagnolo attorno al 1100, invece, il sabato si organizzava obbligatoriamente una battuta di caccia al lupo; a Vicenza nel 1300 vennero erette mura di cinta come barriere per i lupi; in molti paesi europei il lupo veniva catturato, processato e impiccato come i ladri; nel 1308 Filippo il Bello istituì un corpo speciale di cacciatori preposti al lupo denominato Louveterie; in Inghilterra, il pregiudicato che avesse voluto riscattare i propri reati era tenuto a consegnare alla corte cento teste di lupo; in Russia la caccia al lupo divenne prerogativa nobiliare e aristocratica, resa più divertente dal legare dietro una slitta in corsa la carcassa sanguinante di un animale domestico, lasciare che un branco di lupi entrasse in quella scia e sparare sul gruppo a più non posso; nel 1560 i Savoia diedero il permesso di cacciare senza restrizione i lupi in Piemonte; fino ai primi decenni del Novecento era comune in Italia la figura del “lupanaro”, uccisore di lupi di professione, armato di tagliole, uncini, scure e corde che aspettava il passaggio dei lupi nei boschi, nascosto sugli alberi. Tanto ha potuto la natura umana, generalmente vittima della propria tendenza egemonica, apportatrice, nel corso di errori accumulati nei secoli, di danni anche ecologici e ambientali.
Così nel 1500 veniva abbattuto in Inghilterra l’ultimo lupo; nel 1800 in Francia non ne rimaneva nemmeno la traccia; in Scozia e in Irlanda gli ultimi lupi furono intravisti fra il 1700 e il 1770; in Italia fu eliminato dalle Alpi nel 1927, dal Cuneese nel 1921, dalla Pianura Padana nel 1830.
Credo che l’attuale revisione della fama del lupo e il suo reinserimento, almeno nei parchi naturalistici di tutto il mondo, siano una piccola speranza accesa, una fiaccola tenue che serve comunque a dare risalto ai bagliori di splendida libertà che si possono ammirare nei suoi occhi, così come credo profondamente che nell’omega del mondo – e all’interno di ogni tipo di fede – tornerà il tempo in cui lupi e agnelli condivideranno senza prevaricazioni gli stessi spazi, infiniti, liberi ed eterni.
Articolo della professoressa Barbara Spadini”

IL LUPO E L'UOMO
L’uomo attribuisce agli animali capaci di suscitare in lui qualche incanto, virtù o vizi che, in realtà, appartengono solo alla nostra specie. Il lupo, ha da sempre stimolato l’immaginario umano, ricorre assiduamente nella cultura, tradizione e folklore della maggior parte delle popolazioni dell’emisfero boreale, suscitando in generale sentimenti contrastanti, odi odio o di ammirazione. Aldilà di altri elementi distintivi del lupo che hanno influitosulla sua considerazione presso l’uomo, l’ululato, il suo tipico mezzo di comunicazione, ha indiscussamente toccato punti profondi dell’emotività umana fin dalla notte dei tempi, costituendo uno dei suoni più sconvolgentiudibili in natura, affascinante ed angosciante allo stesso tempo. Un suono lamentoso, e per certi versi sinistro, che ha accompagnato da tempi immemorabili la storia e lo sviluppo delle civiltà del mondo settentrionale.
Bisogna risalire al Paleolitico (tra 1 e 2 milioni di anni fa) per comprendere l’origine del contorto rapporto tra uomo e lupo, quando l’Eurasia era costituita da taighe e tundre, ed il clima glaciale faceva altalenare con le sue intermittenze una strabiliante fauna di renne, cavalli selvatici, bisonti e cervi. In quell’epoca due predatori straordinariamente similari per tecniche e capacità venatorie, l’uomo ed il lupo, si ripartivanoquesta ricchezza di prede senza conflitti. Entrambi contrassegnati dall’appartenenza a gruppi sociali organizzati gerarchicamente al loro interno in modo ben definito, ma soprattutto dalla tendenza ad abbattere prede dalla massa più grande della propria, grazie alle potenzialità permesse dalla "caccia sociale", ossia grazie all’azione combinata dai vari membri del gruppo, oltre che alle capacità di comunicazione. L’uomo ed il luposi confermarono, da un punto di vista evolutivo, al nord, come cacciatori di primo piano, in seguito alla sparizione da questa scenografia dei grandi felini.
Tutto sembra puntualizzare che fino a quando l’uomo non si dedicò alla pastorizia, condivise con il lupo i propri territori senza entrare in competizione con lui. Infatti, gli equivalenti moderni dei cacciatori nomadi paleolitici, ossia gli Indiani Nord Americani e gli Eschimesi, non odiano il lupo, al contrario, gli conferiscono tutte le virtù del perfetto cacciatore, addirittura venerandolo come divinità positiva. Fra i pellerossa era usanza che i guerrieri più coraggiosi ed i migliori cacciatori portassero il nome di questo animale (Lupo Rosso, Lupo Grigio, etc). Anche gli Eschimesi considerano il lupo una divinità, Amorak, identificata nella luce solare. I Mongoli, identificavano in questo animale, il mitico progenitore di Gengis Khan. Questo testimonia chiaramente l’ammirazione che l’uomo cacciatore provava, e prova tutt’oggi, la forza, per la resistenza, la tenacia, l’intelligenza ed il coraggio del lupo.
Si reputa che il lupo sia entrato in conflitto diretto con l’uomo - e da allora sia diventato così, un proscritto da combattere ed annientare –non appena questi si dedicò alla pastorizia. Difatti il lupo, predatore assai adattabile, opportunista e generalista, ebbe rapidamente modo di saggiare ed apprezzare i vantaggi derivanti dalla predazione sugli animali domestici che, avendo perso l’attitudine a difendersi dai predatori nel corso dell’evoluzione di domesticazione, rappresentavano, e rappresentano, una preda invitante e facile rispetto ai loro progenitori selvatici. Da quei tempi la tendenza dei lupi ad approfittare di questa moderatamente facile fonte di nutrimento - con frequenze variabili a seconda delle caratteristiche ambientali e delle congiunture stagionali (scarsità di ungulati selvatici) - ha influenzato profondamente il suo rapporto con l’uomo.
Per molti secoli, gran parte della popolazione dell’Europa settentrionale,eracostituita da pastori nomadi. All’epoca i pascoli disponibili erano nettamente inferiori rispetto alla copertura boschiva, ed il clima di molte regioni europee obbligava i pastori a continui e prolungati trasferimenti. La popolazione umana aveva unadensità relativamente ridotta e le distanze da coprire così vaste che era impossibile per i pastori conoscere in dettaglio i luoghi che via via frequentavano, nonché di avere a disposizione costruzioniadatte al ricovero notturno delle bestie. Ciò, in aggiunta alle complessità da parte dei cani da pastore di poter svolgere il loro compito in tragitti così lunghi e attraverso luoghi così disparati, spinse questi pastori a combattere meticolosamente i lupi attraverso violente campagne di eradicazione della specie (Mc Namee 1997).
Nell’Europa meridionale invece, dal clima più mite e di conseguenza più ospitale, la pastorizia si sviluppò fin da subito come attività stanziale. Cioè il bestiame veniva allevato, durante tutto l’anno, su pascoli relativamente delimitati, e gli spostamenti stagionali venivano effettuati lungo tragitti tradizionali (transumanze), di minore vastità rispetto a quelli intrapresi dai pastori nomadi del Nord Europa. La differenza significativa è che i pastori stanziali utilizzavano ricoveri per le loro greggi. Quindi i pastori del sud hanno vissuto per secoli in villaggi e fattorie adiacenti ai pascoli, in rapporto di vicinanza con territori boschivi e scoscesi abitati dai lupi. Anno dopo anno, i greggi stanziavano negli stessi pascoli, estivi ed invernali, cosa che permetteva al pastore di accrescere una profonda conoscenza del territorio che frequentava. Questo era certamente un notevole vantaggio nell’osteggiare efficacemente i pericoli dovuti dalla presenza dei lupi, in quanto, così, il pastore sapeva esattamente quanti branchi vivevano nella zona, e le loro abitudini durante le diverse stagioni. Così il pastore aveva la possibilità di mettere in atto le difese per il caso, semplici ma efficaci, tramandate di generazione in generazione, come l’utilizzo di cani da pastore addestrati ed appositamente selezionati all’uomo (es. il pastore maremmano), il controllo ed il ricovero notturno del bestiame. Praticamente si creò un rapporto di convivenza più o meno pacifico tra il predatore lupo e l’ex-predatore uomo, creato sulla reciproca conoscenza e rispetto (Mc Namee 1997). D’altra parte anche il rapporto tra queste società pastorali stanziali ed il lupo non è sempre stato pacifico, anzi. I sentimenti contrastanti suscitati dal lupo in questi popoli, si riflettono nel modo in cui l’animale veniva rappresentato nelle loro culture e miti. La figura di una lupa rappresenta nella cultura classica la madre adottiva di Romolo e Remo, i mitologici fratelli fondatori e capostipiti di Roma. Ma è con l’avvento delle religioni monoteistiche, che il lupo venne rappresentato quale simbolo di malvagità, crudeltà e perfino eretismo nelle civiltà pastorali stanziali. Riabilitato,momentaneamente, da San Francesco d’Assisi nel XIII sec., nelle leggende, il lupo continua ad essere associato, nei detti e nelle tradizioni popolari, a qualità essenzialmente negative.
Si pensa che questo modo differente di relazionarsi al lupo da parte dei pastori nomadi settentrionali e da parte di quelli stanziali meridionali, abbia determinato la distribuzione di questo predatore/competitore dell’uomo nell’Europa. Praticamente sterminato nell’Europa nord-occidentale, il lupo seguitava a sopravvivere nelle sterminate regioni dell’Europa nord-orientale - fino alle diramazioni più estreme della Siberia - grazie alle basse densità umane (che comportavano una bassa pressione persecutoria), e nell’Europa meridionale, in un equilibrio sofferto ma alquanto stabile con le popolazioni rurali.
La persecuzione del lupo si è però accresciuta in Occidente nel corso del 900, particolarmente dopo la seconda guerra mondiale, in concomitanza al progressivo ed inarrestabile incremento demografico delle popolazioni umane, imponendo al lupo un’ ulteriore drastica riduzione del suo territorio. In questi due secoli sono stati usati, a tale scopo, i mezzi più disparati, dalle tagliole, ai bocconi avvelenati, alle aquile reali addestrate alla necessità dai Kirghisi, alla distruzione sistematica delle tane, fino alla recente caccia da velivoli. Lo sterminio del lupo è stato particolarmente sistematico negli Stati Uniti, dove il canide venne praticamente eliminato da 48/49 dei 50, nella prima metà del secolo. Non meraviglia quindi che il lupo sia sopravvissuto in densità naturali solo nei territori più freddi ed inospitali, quindi meno ambiti dall’uomo dell’emisfero boreale, ovvero nelle regioni dell’estremo nord, in Canada, Alaska e Russia.


BIBLIOGRAFIA

Delucidazioni telefoniche fornite dalla Sig.ra Barbara Tullio

Siti Internet:
http://www.canelupodisaarloos.eu
http://www.sulleormedellupo.it
http://www.allevamentodeimaggio.it
http://www.lupi.difossombrone.it
http://www.ilcane.eu
http://www.stellagrigia.it
http://www.rivistadiagraria.org
http://www.euroitaliapet.it
http://www.ciuffogatto.it
http://www.bau-del-mondo.com

TESTI:
"Lupi allo Specchio – Ascoltando la Natura" di Barbara Tullio e Paolo Caldora.
“Alfa questa sconosciuta” di Barbara Tullio e Paolo Caldora.
“Atlante delle razze di cani” di Federico Vinattieri.

Un ringraziamento alla Sig.ra Barbara Tullio per tutto l’aiuto e le informazioni a me fornite.