I nostri Cigni

La leggenda delle Oche del Campidoglio

Una delle leggende più famose è legata all’assedio di Roma da parte del popolo dei Galli. La vicenda si svolge sul Campidoglio, là dove sorgeva il tempio di Giunone presso il quale vivevano le oche sacre alla dea. I Romani, assediati da lungo tempo dai Galli, cominciavano a soffrire la fame, essi erano tentati dal desiderio di uccidere le oche che liberamente si aggiravano sul Campidoglio, ma non osarono farlo essendo queste sacre.
Una notte Marco Manlio, un soldato che dormiva presso il tempio di Giunone, sentì le oche starnazzare, subito si alzò e corse alle mura della rocca. Si scontrò con un Gallo che insieme agli altri stavano scalando la rocca, affrontò il primo e gli strappò le dita. Intanto le oche continuavano a starnazzare e così svegliarono tutto l’esercito che si precipitò a dare man forte al Marco Manlio.
I Galli, grazie all’allarme dato dalle oche, furono sconfitti definitivamente.

Da pulcini a...cigni
Mandarino, Arancia, Mirtillo e Lampone

La capacità comunicativa di Mirtillo

Dopo aver visto queste immagini mi domando come sia possibile cucinarle

Non sono solo un piatto prelibato hanno cuore e anima

Akera

6 maggio 2013 h 11.15 Dopo quasi dieci anni, il 25 aprile sono arrivate a casa 4 Ochette del Campidoglio!

Ero molto restia a prenderle, perchè la crescita di Paperini così piccoli, mi crea sempre una certa agitazione, non sono proprio come MammaOca, e il dubbio di non riuscire nell'impresa di allevarle era fortissimo! Mi ha fatto decidere poi per il si, il pensiero di toglierle alle padelle dei mangiatori di carne!

I primi giorni sono trascorsi molto tranquillamente, i Paperini sono molto affiatati fra loro e pur cercando molto il contatto con le mie gambe, e gradire oltre ogni mia aspettativa l'appoiallarmisi accanto, vivono serenamente anche in mia assenza.

Da un paio di giorni però, ce ne una che mi dà un po' da pensare... secondo me ha qualcosa che non va... mangia beve e scorazza tranquilla con le altre, però, però qualcosa non mi convince...

Tombola! nel vero senso della parola. Ieri mattina Paolo l'ha trovata con la testa sotto la pedana, e non riusciva più fare a marcia indietro ... eppure non era incastrata, bastava che si tirasse appena indietro ... che strano! ... senza perdere tempo, Paolo subito la toglie da lì. La Paperina un po' confusa, starnazzando si ricongiunge alle altre.

Passano un paio d'ore e tutto sembra tornato alla normalità.

Non faccio in tempo a dire ''meno male'' che eccola di nuovo là sotto. Ok, spostiamoci di casa. Perse in braccio 2 a 2, le porto nel giardinetto accanto; la giornata scivola via fra un ''qua qua'' e '' pio pio''... questa mattina è di nuovo tutto ok, fino a che pochi minuti fa, non la trovo pancia all'aria! ... TANA per la Paperina! ...

Per farla breve: la prendo in braccio, la metto in una scatola di cartone foderata da morbida erbetta, infilo tutto in un trasportino da Gatto e la porto in casa. E' mia intenzione tenerla sotto controllo per qualche giorno, forse è solo un po' debole, forse solo un po' scioccata, non lo so, so solo che non me la sentito di lasciarla con le altre, non perchè loro possano farle del male, assolutamente no, ma perchè, al dire il vero un po' Mamma Chioccia mi ci sento e non posso permettere che a un mio Pulcino (a qualunque specie appartenga), possa capitare un imprevisto o possa accadere l'irreparabile senza che io abbia fatto di tutto per evirtarlo.

Ora è tranquilla nella sua casetta, aspettiamo e vediamo come procede con la ripresa (spero!)

12 maggio 2013 h 7.30 Sono passati sei giorni, finalmente la Paperina sta bene.

Ce la siamo vista brutta! ... la prime 24 ore non ha praticamente mangiato, nè bevuto; era debole, barcollava e scuoteva la testa come se avesse un problemo neurologico. Le ho fatto la terapia Natrum sulfuricum e arnica montana, e come per magia piano piano si è ripresa. la mattina del terzo giorno l'ho trovata in piedi, vitale e desiderosa di fare una passeggiatina, così me la sono portata nel giardinetto di Arancia e dondolando dondolando mi ha seguita passo passo (non nego che mi sono sentita tanto Konrad Lorenz ;) )... a quel punto ho pensato che potessi rimetterla con gli altri Paperini.

All'ora di pranzo, l'ho portata da loro. Uh che felicità! Non pensavo che si facessero le festine, sembrava di vedere un branchetto di cuccioli di Cani :)

Visto che per tutto il resto del giorno, non ha mostrato nessun segno di debolezza l'ho lasciata con loro anche la notte (oh si era un po' meno pimpante delle altre però niente a che vedere con quello che mi aspettavo o per come era stata prima).

E ho sbagliato!

La mattina Paolo l'ha trovata pancia all'in su, vicino alla ciotola dell'acqua, sporca e debole.

Di corsa l'ha portata in casa, l'abbiamo lavata asciugata e ''aspettato''!

Per fortuna solo due ore dopo accennva qualche passetto, ma non mangiava...

Nel tardo pomeriggio, però, ha cominciato a spiluccare le foglie di bieda che le avevo portato e di cui è golosissima... si faceva accarezzare e si faceva prendere in braccio, era finalmente più tranquilla ma dovevo aspettare ancora tutto il girono dopo per dire ''forse ce la fa''.

Per due giorni ancora, l'ho portata dalle altre e ce l'ho lasciata solo per qualche ora; quando le vedeva si illuminava e le Paperine le rispondevano; ho pensato che fosse una buona terapia...

Ieri la prima uscita nel giardinetto antistante al loro box :) ... sembra che tutto sia finito :) ... ora cominciano tutte e 4, una terapia contro i parassiti intenstinali e la storia dovrebbe concludersi con un lieto fine :D

Il video dei Paperini alla prima uscita

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Dal Libro “A TE …” - Educazione Naturale - Progetto Scuola Ambiente

Ottobre 2017 - Sono passati 4 anni da quel momento.
Mirtillo e Lampone sono stati per loro degli Zii esemplari.
Mai un litigio, mai una presa di posizione.
Dal primo momento che hanno condiviso, sono rimasti tutti e 6 sempre insieme.
Da Mirtillo hanno appreso la fiducia in noi nel momento del richiamo della pappa. Da Lampone la diffidenza (in noi) quando di pappa non c’era traccia.
Lampone è sempre stato un po’ schivo, fin da piccino; a differenza di Mirtillo che, dal momento del salvataggio è rimasto docilissimo - ‘’Era già un po’ di tempo che Papà Mandarino lo metteva sotto qualunque cosa facesse. Forse a ragione, non lo so. Un giorno esagerò di brutto e mi arrabbiai. Da quel momento Mirtillo mi vide con altri occhi e cominciò fra noi un legame che mai avrei pensato di avere con un’Oca‘’-.

La scorsa estate Lampone ha chiuso gli occhi… Come è stato per la sua Mamma - ‘’Arancia’’ - così per lui: all’apparenza una labirintite; Arancia con una cura omeopatica a base di Nartum Sulfuricum e Arnica Montana, aveva superato le crisi ed era tornata in forma. Lampone invece non ce l’ha fatta. Nei 3 giorni che è stato male, ho avuto il piacere di coccolarlo. Si è lasciato carezzare, prendere in braccio e baciare … Sinceramente avrei preferito che cedesse (nei miei confronti) per un altro tipo di necessità, magari per un piacere familiare… e invece no, lo ha fatto perché aveva bisogno di cure… che poi gli abbia fatto piacere mi rallegra…però…
… Poco prima di Lampone, ci hanno lasciati anche Paperina (la Piccola che stava male fin da piccina) e la Sorellina Ananas. Le abbiamo salutate la sera e la mattina le abbiamo trovate che ‘’dormivano’’. Persone che hanno una certa familiarità con questi Animali ci hanno detto che capita spesso. Con non particolare curanza, danno il giusto peso alla questione (‘’giusto’’ per loro ma non per me) e voltano pagina sulla questione (se possiamo dire che l’abbiano mai aperta ‘’una pagina’’)

Ci ho pensato tanto prima di decidere se riprenderne altre. Il dolore di vederle star male e la paura di non riuscire a curarle avevano il sopravvento sul ‘’si’’.
Poi, a maggio di quest’anno, il grande passo. Un po’ per il piacere di toglierle dalle padelle dei sapiens (le nostre Ochette sono esemplari di ‘’batteria’’, per cui il loro destino è segnato dalla nascita!) e un po’ perché da 4 anni sto lavorando ad un Progetto (che vorrei portare nelle scuole) sull’importanza del Mondo Animale nelle sue varietà che, seppur tanto diverse l’una dall’altra, mantengono molte similitudini fra loro. Dette similitudini permettono il coinvolgimento comunicativo e collaborativo, indi, l’equilibrio del sito. Anche se non sembra (visti i grandi danni che ci vedono colpevoli), Noi esseri umani facciamo parte di quell’equilibrio… lo abbiamo dimenticato, ma la verità e la conoscenza sono dentro di noi vive più che mai. È nostro dovere farle riemergere!

È così che Konradino, Lorenzino e Gertrude sono entrati a far parte della Famiglia. pag. 259

Mercoledì 18 maggio, nel tardo pomeriggio, arrivano a casa, tre Ochette. Dovrebbero avere, all’incirca tre settimane di età. Sono in una scatola di cartone dell’altezza di 10 cm. Larga forse 30 cm.
Sono logicamente ‘’accucciate’’ e immobili.
Portate con la scatolina nel recintino del giardino interno, cerchiamo di invitarle ad uscire da quella tanetta maleodorante.
Non sappiamo da dove arrivano, supponiamo da un normale allevamento di pollame vario.
Se crescono in batteria o in maniera meno limitativa, non possiamo dirlo; quel che è certo, è che non crediamo abbiamo avuto, con l’essere umano, un rapporto particolarmente ‘’intimo’’.
Mostrano un problema sociale, non sociale familiare ma sociale nel sociale (con le persone). Mancanza di ESPERIENZE POSITIVE, o di ATTACCAMENTO extra specifico.
La primissima cosa che notiamo è il loro stare sempre vicinissime, e la paura che hanno delle mani. Sembra siano abituate alla presenza dell’uomo, ma sembrano anche devastate dal contatto con l’uomo. Uomo inteso maggiormente come figura maschile e leggermente meno come figura femminile. Non sono assolutamente serene in presenza di Paolo, per non dire terrorizzate

Avvicinando le mani per prenderle in braccio e toglierle da quella scatola, hanno cominciato a starnazzare sconvolte e a calpestarsi.
Ci è sembrato di assistere ad un film dell’orrore che vuole la gente in preda al panico allorquando si manifesta un pericolo di vita.
Stesso schema descritto più volte in vari articoli per spiegare che non serve ‘’il Lupo per terrorizzare la Pecore’’ e ‘’non necessariamente deve essere stato lui a causare atti criminosi sugli Animali domestici con relative conseguenze - ferite o decessi’’, perché al sopraggiungere di un ipotetico pericolo in prossimità del recinto (sufficiente l’avvicinarsi dell’uomo) le Pecore nell’agitarsi possono superare i limiti della sicurezza e, calpestandosi fra loro, alla ricerca di una via di fuga, possono ferirsi anche mortalmente.
(Le tante disgrazie - decessi o ferite - che capitano in momenti come questi, causate più dal panico che non dà altro, vengono spesso attribuite ad accanimento violento sul bestiame appartenente all’uomo, da parte dei predatori/cacciatori naturali; quando poi, spessissimo i decessi o le ferite, sono le Pecorine stesse a causarsele scappando di qua e di là. Stesso discorso che riscontriamo in campo umano, quando aleggia il sospetto di un attentato dinamitardo)
Nelle situazioni di paura, spesso è più il panico a creare danni che la ragione vera e propria.

Superato il primo momento, presa un minimo di confidenza, si tranquillizzano un po’.
Poverine, non mangiano e non bevono da non so quante ore …

Lasciando da parte i pensieri meno simpatici nei riguardi di chi le ha gestite prima, cerchiamo di occuparci di loro per farle ristabilire quel tanto che basta da permettergli di superare una serie di stress che possono essere anche fatali.

Mentre ci gironzolano attorno, incuriosite e per fortuna non spaventate finché rimaniamo fermi, comincio a riflettere sul loro comportamento e sul loro aspetto fisico.
Vorrei continuare a riconoscerle, una volta diventate grandi, e chiamarle per nome come sono riuscita a fare con Arancia, Mandarino, Mirtillo e Lampone.
Sto cercando di analizzare una possibile teoria neotenica, classificando morfologia e carattere negli stadi di crescita. Non avendole conosciute dalla nascita, sarò carente (fra le tante carenze) di una parte del loro sviluppo, ma a qualcosa posso arrivare. ... - Guarda il video -

Arriva un nuovo ‘’Affiliato’’
Nel frattempo si è aggiunto alla Famiglia, un piccolo di Gazza Ladra! - cresce la Famiglia e crescono le interessanti notizie sul mondo che ci circonda e che ci mostra alcune fondamentali somiglianze.

Caduto dal nido, quando lo abbiamo trovato era riverso su un fianco incapace di rialzarsi. Senza perdere le speranze e tempo prezioso, abbiamo provato a prenderci cura di lui, e da allora è passato più di un mese.
Annibale, amorevolmente soprannominato Pio, è Uno di noi.

In lui, sono molto più sviluppati i sensi rispetto alle Ochette, e il distacco neotenico (sviluppo avanzato in Pio) si mostra giorno dopo giorno.pag. 267
Per quel che riguarda l’odore, anche per Pio ha moltissima importanza.

- Riporto un esempio che mi ha riportato alle prime esperienze con i Saarloos: dopo 20 giorni dal suo arrivo, quando ormai aveva con noi una confidenza tale da non invogliarlo ad uscire dalla finestra e tornare nel Selvatico, ecco che ho dovuto assentarmi per un accertamento clinico. Tornata dallo studio medico, avevo indosso un altro odore e Pio stentò a riconoscermi. Inutile chiamarlo o comportarmi come sempre. Solo quando uscii dalla doccia, tutto tornò alla normalità! – ... - Guarda il video -

Il 13 luglio è, per le Ochine giovani, il giorno dell’inserimento con il Gruppo di Mirtillo.
Sono un po’ indecisa se farle uscire da sole dalla loro casa o se invece prenderle in braccio e partale così direttamente nel giardino nuovo.
Da quando hanno preso confidenza con le mani, con noi, con casa e gli altri Fratelli strani che hanno trovato qui, se chiedo loro di seguirmi appena fuori del privè, si fidano e mi seguono (è logico che non devono esserci novità nel ‘’fuori’’ altrimenti rimangono in tana). Potrei dire che lo fanno perché sono obbedienti, o perché ci tengono a farlo con me per puro attaccamento (le Oche sono gregarie e seguono il Capo Clan ovunque mettendosi in fil indiana), ma non sarebbe leale né nei confronti di chi leggerà queste righe, né nei miei, né nei loro - la sincerità è l’organo essenziale per riuscire a capire! … mi seguono perché un po’ si fidano e un bel po’ perché seguono il cibo! … (ragionandoci su, sarò anche abbastanza importante, non dico di no, ma non tanto da seguirmi come si segue un faro). pag. 268 (interessante la riflessione sul ''cibo'' ... continua a leggere sul libro)
Non fidandomi del tragitto un po’ troppo lungo in confronto a quello che è per loro l’abitudine, decido di prenderle in braccio.
All’ora in cui ci organizziamo con Paolo, non è un momento che conoscono per certe cose (confidenze e atteggiamenti intimi) però sembrano fidarsi ugualmente.
Il primo ad essere portato è Konradino, poi Lorenzino e Gertrude.
Konradino lo porto io, Lorenzino e Gertrude, Paolo ed io insieme.
Fantastica la reazione di queste Ochette … e fantastico quello a cui abbiamo assistito.
Per non perdere nemmeno un attimo di quel che accadeva/sarebbe accaduto, e per poter godere anche in seguito di momenti del genere, abbiamo girato un video. - Guarda il video -

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Nel 2019, altre tre Ochette si uniscono a noi.
Oltre a volerle togliere da certe situazioni e dai piatti vari, vorremmo iniziare un percorso scolastico per divulgare una conoscenza che possa mostrare tanti lati del Mondo Animale che vive in stretta unione con quello umano.
È un Progetto importante il nostro, che parla di dedizione, di sicurezza, di equilibrio, di rispetto, di unione, di varie regolamentazioni che danno forza e limitano sproloqui dati da ipotesi partorite senza senso da chiunque si fregi di avere una mente superiore.
Più volte abbiamo parlato del grande senso sociale che accomuna le Oche e quanto di Loro ci porta a vedere basilari similitudini con altre Famiglie.
Nessuno mai ha visto nelle Oche dei Maestri di Vita.
E tanto è vera questa affermazione che ‘’l’essere giulivi e superficiali’’ viene, dispregiativamente parlando, accumulato alla stupidità – ‘’OCA GIULIVA’’ = ‘CRETINA’’


...continua a leggere tanto di più su loro e sulle Oche Domestiche . sul Libro “A TE …” - Educazione Naturale - Progetto Scuola Ambiente

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Marzo 2021
Il Clan è formato da sette elementi. Mirtillo resta il capo clack di tutto il Gruppo. Le tre più grandi gli fanno da "corte", mentre le tre più piccole, inserite ormai da un anno, seppure non sembra che siano proprio affiatate con le Altre, le cercano, dormano con loro (nelle vicinanze) e, se le separi per più di un tot, appaiono ai nostri occhi, insicure. Le piccole non hanno quel carattere che induce a imporre certe condizioni; accettano passivamente le decisioni di Mirtillo e Co. Riflettendo, mi viene da dire: forse ne hanno bisogno.
Allacciandomi a questi pensieri, arrivo al mese di marzo,
- c'è un certo fervore nel territorio; è il periodo dell'accoppiamento, della scelta della Regina (o la sua conferma, visto che parliamo di un Clan già esistente), e del successivo ‘’suo deporre le uova’’, più relativa cova.

Il vociare che arriva dal loro giardino è ricco: a volte piacevole, a volte inquietante.
I balli di corteggiamento di Mirtillo alla prescelta sono molto belli; il rituale è dolce e sinuoso come la più armonica delle danze, ed è accompagnata da chiacchierii amabili all'ascolto.
L'allontanamento delle altre femmine, è invece meno delicato. E per fortuna non è di partenza tattile.
La mimica corporea (segnali visivi) ha, a prescindere, il diritto di prelazione su gli altri segnali comunicativi.
Le voci logicamente sono in stretto legame con gli atti, ed è per questo che ha volte sentiamo un chiacchierio gentile, a volte battagliero e, di contro a quest'ultimo, un vociare impaurito.

Avvenuto l'accoppiamento fra il Re e la Regina, vengono deposte le uova fecondate. Ma anche le altre femmine in questo periodo deporranno le loro. È un momento di grande tormento. L'atmosfera cambia nel giro di attimi, e se non ci sbrighiamo a togliere le uova delle femmine non scelte, esse verranno rotte e mangiate.
Non so cosa pensare della faccenda se non "è un comportamento importante ai fini della selezione naturale"; ma per noi che ragioniamo in maniera diversa, è quanto mai doloroso,

Quando ho visto per la prima volta "l'ovicidio" sono rimasta senza parole.
Appena mi è stato possibile ho scartabellato la rete di internet. per cercare una motivazione logica per un simile atto. In rete: c'è chi dice che è per "fame", e chi ne parla come "fatti che avvengono" senza dare, però, nessun tipo di spiegazione (la semplice osservazione dello scienziato).
Anche digitando "K.Lorenz" non è uscito niente altro.
E così, dopo aver aumentato l'erba e le granaglie per scongiurare il fattore "fame", visto che di fatto non è cambiato nulla, ho cominciato a riflettere su altre possibilità.

"Il nostro Clan non è proprio unito, è vero: ma è vero pure che le tre " nuove" senza le altre non ci vogliono stare.
Ne consegue che:
- la Teoria del Branco "Uno di Uno", è sempre più valida. Esistono vari ruoli che corrispondono a diversi caratteri. Ognuno ha il suo compito e non deve sforare da questo. Seguire dei binari, permette ai vagoni di non far deragliare il treno.
- la Natura, ha dato ad ogni Famiglia la capacità di scegliere gli Elementi giusti per mantenere la Vita sana. Questo comporta, fra le tante cose, che per la riproduzione e la guida ci siano gli Individui più forti / sani a livello fisico e caratteriale.
Fra le nostre Oche domestiche, che vivono in uno stato di semi libertà, e sono dirette da Mirtillo (nato da una nidiata spontanea, concepita, covata e crescita in maniera assolutamente naturale) avviene la stessa cosa che avviene in un Branco di Lupi.
La Natura è Vita!

Sempre parlando di covate, ripenso allo scorso anno, a quando le tre Ochette "nuove" erano appena state unite al Clan di Mirtillo. Non erano ancora in età per produrre uova. E le vicende di questa Primavera, non ci sono state. C'è stato però un altro meraviglioso comportamento della Regina e di un'altra femmina. "Nel momento della cova, quando la Mamma si doveva alzare, una Balia arrivava in soccorso. Si metteva al suo fianco, prendeva il calore e forse l’odore dalla Mamma (pensando all’importanza degli odori fra tutte le Creature legate ancora alla Natura), e quando era pronta, si spostava piano sulle uova lasciando libera la Mamma di andare a sgranchirsi un po' ‘’. UNA VERA MERAVIGLIA!!!

Quest'anno qualcosa è cambiato.
Nella nostra ignoranza, non vogliamo che fra le Sette si creino dei dissapori, e non vogliamo avere sulla coscienza il possibile "maltrattamento" delle "nuove", per cui, fra questo e la paura che le uova vengano rotte e mangiate, le togliamo.
La cosa triste della faccenda è che la Mamma continua a stare sul nido che ha creato. Si alza e viene a mangiare, passeggia, sporca fuori dal nido ma...a lui torna e ci sta per un bel po'.
Mi spiace ...ma non so proprio cosa altro fare.

Maggio 2021
Il momento della cova è terminato, è finita anche la produzione di uova e nel Clan è tornata la tranquillità!
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Guarda alcuni attimi di ''Mirtillo e il suo Clan''

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