Christal l'Amico del Lupo e Louis Vitton Olimpalus - Edward Teach

il mio diario

Nell’ambito della mia tana,

personalmente condivido la mia giornata con due esemplari di questa particolarissima razza:

Christal, sette anni e Edward Teach cinque mesi

( ottobre 2012, inizio una raccolta di pensieri e di aneddoti interessanti

che ho il piacere di condividere con chi chiunque, come me,

trova affascinante e particolarissimo il Cane Lupo Cecoslovacco).

Christal arriva a casa grande, un bellissimo Lupo di sei anni con un turbolento passato alle spalle (VEDI CHRISTAL)

Ora, è già trascorso più di un anno da che sono andato in allevamento a Firenze, a prenderlo, ma ad essere sincero, mi sembra di conoscerlo da molto più tempo, probabilmente perché la vita con lui è talmente intensa che i minuti, le ore, le giornate si moltiplicano!!...


Fra noi, è nata subito un’intesa particolare, fin dai primi attimi, fatto sta che, nonostante all’incontro a Firenze, ci fossero i suoi primi proprietari e l’allevatrice, come l’ho preso al guinzaglio, è venuto via con me senza alcun problema.
Da subito, non l’ho mai lasciato gestire a nessun altro, e, anche se mia moglie Barbara, non sia una sprovveduta in fatto di Cani in generale e di Ibridi nel particolare, ho sempre voluto occuparmene direttamente. Era, secondo me, un Animale ferito dentro, solo; aveva bisogno di prendere fiducia in se stesso attraverso un punto di riferimento.
A parte le ore notturne, per questioni logistiche del nostro appartamento, per tutto il resto della giornata, Christal ed io non passiamo un solo momento lontani. Viene con me al lavoro, a far piccole spese, dal commercialista perfino… in strada mi si affianca, e insieme ci inseriamo nei contesti urbani… la gente ci scivola accanto invisibile… siamo insieme.
Se penso a lui, e a quello che aveva fatto in passato, quando ha subito la più grande onta che si può fare ad un Cane, anzi, in questo caso ad un Cane Lupo, con difficoltà lo riconosco.
Si è vero, è un Animale possente, materiale, determinato, audace, ma caspita!... è un Cecoslovacco mica un Golden! … vorrei tanto sapere cosa passa per la testa alla gente quando si prende un CLC… in lui tutte le qualità e gli istinti del Lupo sono presenti, modellati o, se preferiamo, addolciti dalla fanciullezza del Cane, ma sempre di un Ibrido di Lupo parliamo!
Molto spesso alla scuola, mi aiuta nella conferma della valutazione del Cane che arriva al primo incontro di conoscenza. E molto spesso, le persone che assistono alle sue valutazioni, si stupiscono del fatto che, sembra realmente una consulenza fra colleghi (permettetemi l’assonanza di ruoli!)

In Christal vedo l’equilibrio di un Lupo, e vedo la soddisfazione di appartenere ad un Branco, così come vedo anche, il suo bisogno disperato di sentirsi rispettato.
Rispettare un Cecoslovacco, non vuol dire che bisogna trattarlo con i guanti di velluto, come se fosse fatto di porcellana, non vuol dire che bisogna mostrarlo al mondo per integrarlo nella nostra società… ma vuol dire, dargli una pacca sulla spalla e fargli sentire che è parte di noi; vuol dire spiegargli nella sua ugual maniera, che se ha timore di qualcosa non deve reagire sempre come un ‘’tamarro’’ così come non deve comportarsi sempre da materialone, quando vuole le attenzioni di qualcuno o semplicemente vuole conoscerlo; vuol dire domare la sua spontaneità di gesti, in maniera serena e determinata. E vuol dire anche, spiegargli che una cura parentale è sinonimo di attenzioni e non di ‘’fastidio’’.

Bellissimo è stato il suo incontro con la mia Tortuga.
Capitò in un momento molto particolare, e cioè quando la mia Pastorella, ricominciò a venire al campo scuola dopo il calore.
Tortuga è cresciuta con i Cani Lupi di Saarloos di mia moglie, e questo le ha dato una conoscenza degli Ibridi di Lupo, che va oltre l’immaginazione. Conosce i loro comportamenti e il loro linguaggio, il loro canto e il loro modo di conoscersi.
Corista era già in macchina quando mi avvicinai con lei, i due si guardarono intensamente… stetti per un attimo a ammirarli, rapito un po’ da quella scena, poi Tortuga si voltò e salì nel suo trasportino. Socchiusi gli sportelli della macchina e tornai in casa per cambiarmi e a prendere le ultime cose che mi servivano per andare al lavoro.
Ero in camera quando sentii Tortuga intonare un ululato; da noi è un po’ la normalità sentire ululati e canti al di fuori del normale linguaggio prettamente canino, ma quell’ululato aveva una melodia particolare, e infatti, Christal, come lei terminò la sua ultima nota, le rispose con un tono basso, oserei dire ‘caldo’… e, come dice Barbara ‘’Magia fu’’.
Tortuga è l’unica che ha la capacità di far assumere atteggiamenti infantili e ammaliatori, a Christal, lui l’impenetrabile dallo sguardo glaciale, dal portamento austero, quando vede quella Pastorella, si rincretinisce come un pischello innamorato ? !!!

C’è da dire che Tortuga ci sa fare con i Lupi, da poco più di un mese si è assunta il compito di badare al piccolo Edward Teach (Louis Vitton Olim Palus).

Teach arriva da noi all’età di quattro mesi (VEDI TEACH) ....

È il 20 ottobre, due mesi da quel giorno in cui il piccolo Louis Vitton è entrato nella nostra Famiglia. Ricordare come era e guardarlo ora, sembra impossibile riconoscere lo stesso lupetto spaesato. A parte alcuni atteggiamenti che non so se riuscirà a superare, posso dire con orgoglio che è tornato il cucciolo solare di cui ci parlava Simona. Sempre pronto a far casino, è lui l’anima della festa. Con chiunque gli passa vicino, cerca di imbastire giochi. Che siano questi semplici corse o finti morsi predatori, non ha importanza, basta che si fa qualcosa.


Con Tortuga, formano una meravigliosa coppia. La mia Pastorina è stata fondamentale in questi due mesi; lo ha preso per mano – posso azzardare a dire – e lo ha inserito nel Branco. Lei, cresciuta con i Saarloos, ha sviluppato doti che gli altri non hanno; sa giocare come i Lupi in maniera figurata e sa essere materiale come il Cecoslovacco; un po’ invadente e un po’ smorfiosa, è stata per Teach la sorella grande che insegna al fratellino a giocare e a comportarsi in maniera educata… anche se, gli ha trasmesso un pizzico di quella follia spregiudicata, che ha nelle sue linee di sangue.
Vederli giocare a rincorrersi o vederli lottare, ti fa un po’ accapponare la pelle: lei, piccola e compatta, lui gigantesco e ancora dinoccolato, quando si agitano fra gli alberi del bosco o fra staccionate del giardino… mhmhmh meglio non pensarci, spero solo che non si facciano male urtando con violenza da qualche parte!
Tanto sono legati, che Teach non sopporta che lei abbia altri interessi oltre a lui, e così, è sempre pronto a metter bocca!

L'attenzione di Tortuga VIDEO

Ma non è solo un piccolo Acrith, anche lui, ha cominciato a distinguersi nelle prime fasi educative.

Qui la sua prima pista VIDEO

Qui i primi passi in condotta VIDEO

La sua caratteristica migliore, che più delle altre si mette in luce?... La dolcezza!
È capace di tale dolcezza d’espressione, sia nello sguardo che negli atteggiamenti in generale, che solo a pensarci mi si stampa un sorriso sulla faccia.

Quella ‘’peggiore’’?... La materialità!
Un grosso bue di trenta chili, che con le movenze di un cucciolo, pretende di salirti in braccio, morderti le braccia, afferrarti pantaloni e felpe, rubarti ogni cosa tu hai la sfortuna di avere in mano… lui non sa di avere denti affilatissimi, e zampe da lottatore di sumo, non sa che quando si alza sulle due zampe posteriori, praticamente ti mangia in testa… lui non sa… e quindi, pensando di essere un cucciolotto (quale è nella testa ma assolutamente non lo è nel corpo), fa tutte quelle cose che fanno i cuccioli… gli ‘’ahia’’ si sprecano!!!

Con Barbara, che adora il suo essere così manesco, ogni tanto si cimenta in lotte greco-romane, e può essere che quando non senti i fatidici ‘’ahia’’, stanno dietro qualche anfratto arrotolati uno sopra l’altra e viceversa, a mordersi e a dirsi … boh, chennesò, chi li capisce!!! … alla fine della manfrina, Barbara e Teach sono esausti, sfatti dalla fatica ma, devo dire, contenti!

Adesso Teach, è davvero uno di Noi!

14 novembre 2012: pensieri condivisi con mia moglie Barbara mentre riprendo con la telecamera il lavoro di affiancamento di Teach, a lei.

Il nostro piccolo Cecoslovacco Olim Palus, Edward Teach ha compiuto sette mesi e come da copione ha cominciato a chiedere un po’ a tutto il Branco ‘’c’è nient’altro da sapere?... ho già conosciuto tutto delle cose della vita?’’
Con i nostri Pastori Tedeschi più anziani, è sempre riverente e fanciullesco, dalle Veline si tiene alla larga, con Boh è diventato più materiale, ma lei sembra gradire la cosa, alle Malinois Leyla e Pamia ha iniziato a chiedere e, quando non ottiene, a pretendere.
Fino alla settimana scorsa anche con loro era tutto baci e ossequi, poi, deve essere scattato in lui qualcosa che lo ha spinto ad osare. Ed in soli due giorni, le due signore in giallo non riescono più a gestirlo.
Questo fatto mi ha dato da pensare, e ho voluto fare una verifica riguardo a ciò che stavo valutando: sono nel piazzale di casa con lui a fare due passi di condotta. La settimana scorsa ero (sempre con lui) dall’altra parte del giardino, un posto molto tranquillo e intimo, situato proprio davanti alla cucina e più lontano dalla strada rispetto al piazzale. In quel piccolo separet, gli ho impostato le condotte naturali nel modo più veritiero possibile cercando di immedesimarmi in una Balia o in un’adulto al rientro dalla caccia che porta cibo al piccolo che attende nel giardino davanti alla tana. Teach ha risposto in maniera esemplare a questo indottrinamento tanto che in solo cinque riprese ha imparato il significato di affiancamento per richiesta. Vedi il video prime condotte
Oggi: '' all’inizio tutto procede come per le altre volte, poi ad un certo punto comincia a mettermi le zampe addosso mentre lo richiamo di fronte e a rifiutare la condotta a sinistra, prediligendo di molto la condotta a destra e, novità, non cerca più le mani, anche se sono sempre tenute sotto controllo, ma cerca i miei occhi - Teach sta crescendo mi son detta fra e me! - .
Premiando comunque la condotta di destra perché attento e preciso, ho faticato non poco a tenerlo in quella di sinistra, tanto che ad un certo punto ha cominciato a provare ad allinearsi andando avanti scegliendo lui stesso la direzione. Mi sono sentita come se le parti si fossero invertite, cioè lui il conduttore io l’ausiliario.
Per rendere l’idea basta pensare ad una condotta richiesta in sport meccanici come l’obedience o come l'odierna utilità e difesa (senza offesa per gli sport in questione è solo un paragone): il conduttore senza degnare di uno sguardo il suo Cane, cammina per la sua strada e il Cane lo segue fedelmente anelando un cenno, uno sguardo e … niente, solo a fine esercizio egli sarà degnato di una carezza (in fase di allenamento di un click e di un bocconcino prelibato o di un gioco ''x'').
A quel punto ho dovuto ribaltare la situazione e rispondere al piccolo CLC nella maniera da lui richiesta.
È passato il tempo dell’allineamento agli adulti per avere cibo ed è arrivato il momento di allinearsi per seguire il leader. E il leader quando spiega è fermo nelle sue spiegazioni, è deciso e rifiuta atteggiamenti infantili. Quindi, per forza di cose, ho dovuto inserire alcuni richiami e piccole toccate per chiedere un poco di disciplina. La mia toccata nello specifico caso di oggi è stato un leggero colpetto con il guinzaglino di stoffa leggera, che altro non è che il lieve richiamo all'ordine usato fra loro nei chiarimenti.
Fra Teach e me tutto si è svolto nel giro di pochi minuti e l’esito è stato ancora una volta sorprendente, Teach, che normalmente si esprime in maniera mordace (tranquilla ma sempre e comunque pesante) in tutte le sue effusioni sociali, alla fine dell’esercizio mi ha ossequiato con un delicatissimo bacio.

Qui l'obbedienza di Teach VIDEO

Ho voluto riportare questo esempio per far capire la differenza di interpretazione e di spiegazione che si dà alle azioni dei nostri Cani nelle diverse fasi di crescita. Quando il Cane comincia a chiedere di essere educato nei fatti della vita, erroneamente si definisce l’atteggiamento come un tentativo di scalata gerarchica. Il chiedere è d’obbligo per un Cane in crescita, come può imparare se gli adulti non gli insegnano? … e se gli adulti non gli insegnano, lui in qualche modo dovrà pur progredire, e così fa appello a rimembranze ataviche e tenta. Se le sue azioni vengono accettate egli apprende che ciò che ha fatto è lecito e così va avanti per la sua strada continuando a chiedere ed ottenere fino alla crescita completa. Purtroppo non sempre le conferme che gli sono state date sono quelle giuste, spesso sono state dettate dall’incompetenza, e timore degli effetti in caso di diniego. La scalata gerarchica si pone in attivo in circostanze ben precise e comincia sempre da forme di richieste e si sussegue poi in forme di rifiuto a fare una tal cosa chiesta da coloro che si sono dimostrati subalterni al momento in cui lui chiedeva istruzione e conferme al suo operato. (da ''Similitudini fra Cani e Lupi'' di Barbara Tullio e Paolo Caldora)

22 novembre 2012

Passano alcuni giorni, il piccolo Teach continua nella sua crescita a chiedere informazioni. Il modo di agire è sempre molto materiale, per lui non fa differenza se l'essere che gli sta di fronte è un Cane di 40 kg o uno di 5, o ancora se è un grottesco Animalone come lui oppure un delicatissimo sapiens; lui è totalmente disinibito dal comportarsi come gli detta il cuore. Teach fa, chiede, aspetta la risposta alla domanda, si scansa per un attimo se la risposta non gli è gradita e subito dopo ricomincia.

Bene piccolo Teach, è arrivato il momento di capire il vero significato delle cure parentali, di capire il significato di una carezza e di un morso, di un bravo e di un no.

L'allineamento agli adulti dopo la richiesta di cibo, avviene per richiesta di considerazione. Da non fraintendere con la mera richiesta ''fammi di tutto purchè mi consideri''. Questo tipo di paranoie lasciamole agli strizza-cervelli umani e ai loro succubi pazienti. Per il Cane il significato è completamnte diverso. Dare attenzione ad un cucciolo o a un cucciolone o ad un subalterno, significa prendersi cura di lui. L'adulto mostra il suo attaccamento a chi gli è sottoposto, elargendo piacevoli cure e severi insegnamenti. Il subalterno è molto grato all'adulto per entrambe le facce della considerazione, perchè capisce il valore di ambedue i risvolti.

Le richieste e le conferme vengono ancora formulate nell'ambito del giardino di casa (zona rendez-vous) perchè è lì che avvengono in Natura. Anche se Teach ha compiuto i sette mesi, è ancora molto fanciullesco in tutte le sue espressioni, per cui, lavorare con lui queste delicate fasi al di fuori della tana, non lo ritengo opportuno.

Nel video che segue, Barbara inizia ad insegnare a Teach il significato della carezza intesa come cura parentale, e di conseguenza della carezza come premio all'allineamento. Ogni volta che si aggiunge un tassello all'educazione è importante fare qualche passo indietro, oggi ricomincerà dalla richiesta base, perchè è la prima domanda che fa il cucciolone all'inizio di ogni fase. Ancora una volta si aiuta con il guinzaglio, ma solo ed esclusivamente per limitare il margine di errore del piccolo. Oggi Teach, al contrario di qualche giorno fa, preferisce l'allineamento a sinistra, questo vuol dire che ha assimilato il concetto di rispetto alla richiesta di educazione identificata nel susseguirsi dei giorni in ''scavalcamento gerarchico'' fatto alle Malinois in maniera diretta e in maniera più sottile agli altri, e in ''imposizione'' a Barbara e a me (imposizione tradotta in innocenti rifiuti e altrettanto innocenti pretese, ma pur sempre imposizioni).

A scuola con Teach VIDEO

2 gennaio 2013: oggi il piccolo Teach compie nove mesi: i suoi atteggiamenti sono ancora molto fanciulleschi ma la sua mole non gli dà ragione sulla delicatezza degli stessi! ... le sue esigenze si fanno più impegnative e lui risponde ai messaggi educativi in maniera sorprendente! ... da qualche giorno ha cominciato a chiedere l'affiancamento e a scansare chi si intromette nella richiesta; ancora ha bisogno di mettersi in coda quando non capisce o non sa quali sono le risposte più adeguate, ma una volta interpretato il messaggio è ben felice di partecipare alle azioni di collaborazione.

Nel video qui sotto riportato, è facile vedere la serietà di questo giovane Cecoslovacco, l'impegno e la soddisfazione, che mette nelle azioni di collegamento.

9 mesi - la condotta di Teach VIDEO

Con Barbara ci siamo divisi i ruoli di MammaBalia e di Papà - lei lo educa nelle zone rendez-vous nelle basi delle richieste e dei giochi formativi, ed io cercherò di fare il Lupo che lo inizia nelle esperienze al di fuori della tana. Già all'età di sei mesi è stato bellissimo affrontare con lui la prima pista e la presentazione a quel che c'è fuori casa ... è un Cecoslovacco dal grande cuore e dalla grande personalità, un marinaio attento, un Lupetto esigente.

Dal nostro libro ''Similitudini fra Cani e Lupi''''...Per ciò che riguarda la stimolazione sulla predazione e sul combattimento, il linguaggio naturale richiama i giochi di predazione che si trasformano in lotta per la conquista della preda e vittoria finale da parte di uno dei due contendenti.
Molto naturale, non c’è che dire, con una particolarità che secondo me, è provvista di inganno.
E cioè: se lo scopo del gioco circa la predazione e la lotta per la conquista, è quello di insegnare una tecnica di sopravvivenza che deve necessariamente condurre alla vittoria (anche passando da sconfitte iniziali, ma che, gradualmente si trasformano necessariamente in vittorie, altrimenti il cucciolo perde la motivazione) come viene giustificata la restituzione dell’oggetto all’insegnante, il momento in cui l’esercizio termina?

Ricordo le prime volte che giocavo con i miei Saarloos con gli stracci che andavano raccattando un po’ ovunque in casa.
Durante il gioco, una volta caduto il velo dell’inibizione, erano molto attivi e, per vincere su di me, davano delle vigorose scrollate. Una volta conquistata la preda però, trovavano molto strano se cercavo di rubargliela, cosa che non accadeva se era un’azione che avveniva fra loro.
Di fatto, nel momento in cui avevo concesso il combattimento, avevo elevato il loro grado gerarchico. È molto difficile farli entrare in competizione con colui che reputano il leader, e quindi, il tentare il furto o peggio, l’esigere il maltolto dopo la vittoria, li lasciava nella confusione.
A questo punto mi sono posta proprio quella domanda… ‘’come viene giustificata la restituzione dell’oggetto all’insegnante, il momento in cui l’esercizio termina?’’

Quale è stata la risposta?... che nessuno dei due metodi era giusto dal punto di vista del pensiero naturale del Cane, per cui entrambe le tecniche, andavano contro Natura.

Così elaborai che l’unica fonte a cui bisognava fare riferimento era la predazione pura e semplice, e cioè il correre dietro a qualcosa che si muove. E per la riconsegna ho solo ragionato in merito a quel che avviene in Natura:
‘’…Gli adulti portano cibo ai cuccioli, gli adulti portano oggetti naturali ai cuccioli per insegnar loro le tecniche per la sopravvivenza, i tallonatori nella caccia conducono la preda verso la trappola, portano la preda agli altri membri del branco… naturalmente Fratello Cane conosce quest’azione. La difficoltà può consistere solo nel fatto che la possessività del nostro amico sia un po’ troppo elevata, ma dato che la possessività è una qualità naturale, non è impossibile modificarla…‘’ (dal libro ‘’Lupi allo specchio – Ascoltando la Natura’’)

Ma è pur vero che un subalterno, se ha piena fiducia nel superiore, è ben felice di omaggiarlo con qualsiasi cosa.

Senza dover per forza tirare in ballo stracci o similari, ho cominciato a giocare con ogni tipo di oggetto/perda mi capitasse fra le mani e:
‘’…dopo aver giocato con le palline con i miei Saarloos, mi metto seduta vicino a loro. Arowen, la Saarloos leader, dapprima controlla cosa fanno gli altri e solo quando tutto è tranquillo, viene da me con la sua pallina e me la avvicina alla bocca.
Anche se per qualcuno può essere una cosa un po’ poco igienica, io la trovo meravigliosa!’’ (dal diario dei Saarloos su www.canelupodisaarloos.eu)

Sugli atteggiamenti descritti intorno ai giochi di lotta e di predazione dei cuccioli in Natura, si basa l’insegnamento degli esercizi di difesa o esercizi di morso negli sport cinofili ‘’Utilità e Difesa’’ e ‘’Mondioring’’, nati con l’intento di testare le capacità caratteriali del Cane (istinti e qualità naturali di alcune razze specifiche) e il rapporto d’intesa lavorativa e confidenziale fra il Cane e il suo conduttore; temperamento, saldezza di nervi, socialità, docilità, attitudine alla ricerca, difesa personale, aggressività e possessività, sono alla base della visione negli esercizi da svolgere.

Nel contesto specifico dell’insegnamento degli esercizi di difesa o esercizi di morso, la stimolazione viene impostata sulla predazione, e nel momento in cui il Cane afferra la preda mordendola, ecco che inizia un contendimento della stessa fra: l’uomo-figurante e il Cane. L’aggressività che deriva, in questo caso rimane attiva, poiché, appena la preda viene catturata, immediatamente un altro istinto diventa la motivazione dell’azione: l’istinto alla lotta (l’uomo-figurante non cederà facilmente, e il Cane dovrà lottare per conquistare/immobilizzare la preda) .
Durante le fasi di insegnamento degli esercizi, allo stesso modo dei cuccioli che testano le proprie capacità, avverrà fra insegnante e allievo; anche il Cane ogni tanto perderà e dovrà ripartire all’attacco dell’avversario per vincere, e, nel momento in cui avrà ragione su di lui, non mollerà la preda anche se l’azione di lotta avrà termine, perché la possessività gli detterà ragione sulla vittoria, imponendogli di mostrare al mondo il trofeo e di portarlo poi nella sua tana o in un luogo ritenuto tranquillo… ma attenzione, l’avversario è in agguato e tenterà di riconquistare il maltolto.
Il gioco comincia e finisce, ricomincia e rifinisce, proprio come accade in Natura nel periodo educativo nelle zone rendez-vous, con la grande differenza però, che l’uomo/figurante, non è membro interno del Branco, per cui, non c’è conflitto di ruoli.

Nel Mondioring, una nota espressiva dell’arte predatoria la troviamo nella fase di presa del figurante in fuga, e precisamente nella cattura di quest’ultimo (da parte del Cane) fermato da un morso sulle gambe; questo tipo di azione ricorda il tallonatore naturale che ferma la preda durante la corsa...''

Il primo salsicciotto di Teach VIDEO

25 aprile 2013: Edward Teach, da qualche giorno rimane a casa, ultimamente si sta mostrando un po’ riluttante ad uscire per venire al campo scuola. Fasi della crescita? Può essere!
Barbara è molto felice della cosa, così può avere il Lupetto tutto per lei…
E devo dire che anche a Teach non dispiace…

Oggi mi hanno fatto questa sorpresa:
‘’Vorrei mettere sulle pagine del sito, Teach che lavora in Heelwork … è un Cecoslovacco, lo so, ma l’altro giorno, dopo avermi cercata in maniera esasperante, gli ho fatto fare due cosine, giusto le primissime figure, e lui ha risposto molto bene!
Parto sempre dall’allineamento, che oramai è una costante spontanea delle nostre passeggiate, e da lì aggiungo un paio di passaggi diversi per arrivare all’allineamento come lui richiede.
Vorrei fare dei filmati, sai vedere un Cecoslovacco in Heelwork, mi fa un certo effetto, sono proprio curiosa!’’

Detto fatto!
Questa mattina abbiamo filmato tutti i nostri Lupetti e Tortuga.
I Saarloos pure sono alle prime armi, il tempo per lavorare è sempre troppo poco e così non fanno che piccole cose … Tortuga è un po’ più avanti, ma lei è un Pastore Tedesco, la sua duttilità è completamente diversa.

Ognuno di loro comunica in maniera diversa, la razza e il carattere distinguono il modo di esprimersi: il temperamento è alla base di tutto, ma a seconda dell’allievo che lavora, bisogna che la Balia si mostri in un modo o in un altro. C’è chi va calmato, chi va gratificato con la voce e chi con il corpo, chi alla fine del lavoro vuole solo cure e chi invece vuole giocare i giochi dei morsi.

Una bella esperienza da custodire, sette Cani diversi che eseguono piccoli passi di una disciplina che per loro ha senso solo se eseguita per rapporto e non per meccanizzazione, tanto meno per condizionamento!

Edward Teach VIDEO

Tortuga VIDEO

Saarloos VIDEO

12 luglio 2013: oggi è il compleanno di Alfa e Arek, ossia, oggi sono nati e oggi si commemora l'inizio di una passione, era il lontano 1990, 23 anni fa. All'epoca eravamo ancora ignari del vero aspetto della realtà cinofila, pensavamo che tutto era bello, tutte le persone che lavoravano con i Cani erano mosse da un Amore Vero verso i Compagni di pelo, e invece, poco a poco ci siamo resi conto che tutto è mosso da superficialità, egoismo, frustrazione e puro materialismo. Il mondo cinofilo non è bello e limpido come pensavamo al tempo dei nostri inizi ma, se è possibile, è più sporco e marcio della fogna dimenticata chiusa e lasciata là a ristagnare.

Perchè oggi dico queste cose? Perchè oggi, 23 anni fa, festeggiavamo la nascita di una cucciolata che avrebbe cambiato la nostra vita, ma non pensavamo davvero di scoprire tante cose brutte attorno a un mondo che doveva essere per forza pulito, perchè insito in un mondo naturale dove l'uomo è un Animale come tutti gli altri.

E perchè le scrivo qui? Perchè oggi ho deciso di mettere nero su bianco il mio pensiero riguardante il Cane Lupo Ceslovacco, un meraviglioso esemplare di una specie che l'uomo non merita.

Molto si è detto su questi Cani, anzi su questi Ibridi di Lupo, ma nessuno ha mai detto la verità. Forse per ingoranza (non conoscenza), forse per paura di non riuscire a smerciare il bottino, forse per paura di affrontare una realtà che vuole il compagno di un simil soggetto, capace, docile, sensibile ed equilibrato.

Come è stato per la moda dei Pitt, o dei Bull, o dei Corsi e di tutti quegli esemplari che mettevano in mostra la possanza del soggetto, della razza, del proprietario che la viveva solo riflessa nel proprio Cane, anche per gli Ibridi si è aperto il baratro del ''voglio'' ... si voglio il Cane che uccide, voglio il Cane forte, voglio il Cane che fa paura e, da qualche anno, voglio il Lupo!

Ora la moda si sta allargando ai meno noti Cani Lupi di Saarloos e ai nuovissimi American Wolf Dog e ai neonati European Wolf Dog.

Le notizie che giungono da ogni dove in merito alle qualità di questi Ibridi, sono: buoni belli e bravi!

''eh, come no!!!''

Come sono nella realtà? Sono Cani con doti Lupine.

Questo non vuol dire che sono cattivi, ma solamente che sono particolari. Se l'uomo nel tempo trascorso dalla creazione della specie ''Cane - canis Lupus Familiaris'' ad oggi, anzi a qualche tempo fa, si è preso la briga di distanziare la selezione dei soggetti il più possibile dal Genitore Lupo, è perchè voleva eliminare alcune caratteristiche selvatiche da Animali che avrebbero dovuto vivere e lavorare con lui. Se parliamo quindi di Ibridi di Lupo, ossia di esemplari con genitori: Lupo e Cane, di fatto siamo tornati al tempo delle ibridazioni (concedetemi il termine non proprio perfetto), per cui abbiamo a che fare con Animali mezzi Cani e mezzi Lupi. Tutti hanno sempre presentato il Lupo come un Animale feroce e cattivo, e seppur non ho mai condiviso una così brutta e erronea presentazione, non posso negare che il Lupo, abbisogna di un qualcuno con un certo carattere per poter vivere in Armonia nel luogo e nel Branco ove dimora.

In quanti possono dire di essere in grado di gestire un Cane Lupo, quando non riescono a gestire un Pastore Tedesco, un Golden, un Boxer e neanche un Carlino? Per non parlare poi delle persone che si definiscono tecnici dell'insegnamento, che lavorano su teorie e metodi basati sulla logicità umana e non sulla modalità d'espressione animale.

Già con il Cane normale è orribile, destabilizzante, coercitivo e limitato l'insegnamento dell'educazione sociale attraverso un meccanismo sterile di sentimenti, come può essere adatto a un esemplare di una specie che molto si avvicina a quella primordiale, quella che vive nei boschi e legge il linguaggio nelle movenze del corpo, nella tonalità della voce, nell'espressività dello sguardo, e legge gli odori portati dal vento, legge i messaggi fra le foglie e avverte la presenza di un Amico o di un Nemico senza il bisogno di vederlo materialmente, e non fraintende le parole dolci dette con un cuore di pietra, sussidiari di crudeltà ed egocentrismo...!?!?

Come si può credere che un Ibrido sia gestibile parimenti ad un Cane?

Troppi di loro sono da tempo nei canili e vivono un'esistenza atroce; alcuni hanno scelto la fuga e sono morti sotto le ruote di auto impazzite; altri sono riusciti a tornare nel bosco, ma quanti di loro riusciranno a tornare alle origini? quanti non saranno scambiati per Lupi e solo per il fatto che le favole raccontano che il LUPO E' CATTIVO, non verranno presi a fucilate come i loro Genitori? quanti vivono esistenze relegate in un misero balcone, in un misero box? quanti di loro finiranno i loro giorni impiccati alla catena? e quanti stanno finendo la loro vita sotto l'effetto di psicofarmaci in disuso per l'uomo ma ben commerciali per l'Animale che non può rivoltarsi alla mano che offre cibo mascherante la pastiglia che lo avvelenerà poco a poco?

Già educare un Cane normale, può rimanere non facile, figuriamoci un Ibrido! ... La preghiera è di non rivolgersi a nessuno che non parli la lingua naturale del Cane, che imbrogli con attrezzi di gioco e condizioni la mente al pari di un prestigiatore.

Sono 7 anni che viviamo a stretto contatto con questi stupendi esemplari, che ci abbandoniamo con loro a cure parentali e attenzioni educative ma come Natura vuole, e mai seguendo la logicità umana.

Prima di prendere un Ibrido, pensaci tante e tante volte! ... prima di dire ‘’si lo voglio’’ pensaci ancora una volta e di più, perché la cosa più importante che tu puoi fare per lui, è quella di dargli un posto accanto a te, nel tuo Branco, dove possa esprimere il suo vero lato Lupino. Non reprimere il suo essere selvatico sotto un bel guinzaglietto o in una passeggiatina fra le piazze e le contrade, fra i mercati e le feste, non offendere la sua intelligenza con stupide riprese di esercizi senza capo né coda, non sottovalutare il suo nome per metà Cane, ma ama di lui, tutto quello che tu non puoi permetterti di essere: naturale, spontaneo e sincero!

Non affidarti ad allevatori improvvisati, ad allevatori senza scrupoli, a persone senza cervello e senza istintività, non affidarti al commercio ... e una volta compagno di un Ibrido, non aver paura di educare, non aver paura di amare, rispetta e chiedi rispetto, non squilibrare il tuo Ibrido pensando a lui come a un ragazzo sapiens, non offenderlo ignorando la sua vera identità.

E ricorda sempre che il cammino è duro ed una volta iniziato il percorso E' PER SEMPRE e NON FINO ALL'INIZIO DEI PROBLEMI CHE SICURAMENTE PRIMA O POI ARRIVERANNO!

15 luglio 2013: Barbara - prendo in prestito il diario per scrivere due righe sul piccolino - questa mattina, il piccolo Teach, proprio non ce la faceva a stare fuori in giardino senza di me; a dire il vero è da qualche tempo che non ama più stare in un posto senza di me. La cosa non mi spiace affatto, avere questo simpatico Lupetto sempre fra i piedi :)

3 ottobre 2013: Christal e le cure parentali - oggi, il nostro Christal, 8 anni, mentre stava tranquillamente sdraiato, ha avuto una torsione dello stomaco.
Paolo ha immediatamente avvertito lo Zoospedale Flaminio di Roma e dal campo scuola sotto casa, è volato giù per far ricoverare Chris, e tramite l’operazione di ancoraggio dello stomaco, salvargli la vita.

Racconto io la storia (Barbara) perchè vi assicuro che la situazione si è presentata ai nostri occhi davvero drammatica, Paolo non sapeva cosa dire quando mi ha chiamata per darmi la notizia e io ... rimasta senza parole, come sempre mi sono messa alla tastiera a prendere appunti, per darmi coraggio? per organizzare le idee? per pensare in maniera analitica? Forse! ... ecco come si sono svolte le cose e cosa è emerso di davvero importante:

Non nego che nella telefonata ricca di emozioni, avvenuta fra Paolo e me, durante il tragitto che separava lui e Chris dalla clinica veterinaria, il pensiero più grande non sia stato quello della degenza post-operatoria, perché il Lupo in questione non è un soggetto di facilissima gestione. Lui non è molto tempo che sta a casa nostra, viene da un abbandono, ha conosciuto le brutture della solitudine, ha conosciuto il canile e non ha mai avuto un rapporto corretto con il genere umano; spesso mostra il suo bisogno di educazione in maniera tempestosa come se fosse carico di un’energia che non riesce più a contenere e di un bisogno estremo di appartenere a qualcuno; alle sue richieste non è facile rispondere stando sempre un passo avanti a lui… soprattutto quando esprimono il disagio del suo passato che riaffiora.

Operarlo voleva dire fargli vivere la degenza obbligata: star fermo, tranquillo, farsi assistere accettando le imposizione delle attenzioni e accettare di entrare in casa in maniera educata… ce la farà a superare tutto lo stress che la situazione lo porterà a vivere?… cosa fare?

Alla fine abbiamo deciso che si doveva comunque tentare.

Chrital entra in sala operatoria e non potendo assolutamente restare in degenza ospedaliera durante le 24h necessarie dopo un intervento del genere, sempre per via del suo carattere, appena sveglio dall’anestesia, Paolo lo riporta a casa.
A differenza di ogni nostra aspettativa, Chris (collare elisabettiano a parte) si trasforma minuto dopo minuto in un Animaletto mansueto.
Le attenzioni che gli dobbiamo, soprattutto Paolo, sono le stesse che si hanno per un cucciolo, e questo probabilmente lo riporta indietro nel tempo e lo spinge a godersi le cure parentali che gli sono tanto mancate dopo che ha lasciato la sua Mamma in allevamento.
Non si deve pensare però che fino a quel momento, non avesse considerazione da noi, anzi, è solo che vivendo sempre lui sul ‘’chi va là’’, non fidandosi e non abbassando mai la guardia, dimostrando il suo disagio interiore sempre con un atteggiamento molto materiale nei nostri confronti, soprattutto io (Barbara), avevo difficoltà a rispondergli; lui è un gigante rispetto a me e ha una forza che al pari della mia, io sono assolutamente nulla; diciamo, in parole semplici, che il mio volere è sempre stato niente al confronto del suo potere!

Chris, sentendosi debole e capendo che senza di noi non ce la poteva fare, ha finalmente abbassato la guardia, permettendoci, soprattutto a Paolo, di dargli un po’ più di attenzioni e di fare cose che prima erano impossibili, del tipo, imboccarlo, tenergli la ciotola, toccarlo con una certa insistenza, prenderlo in braccio per farlo salire in macchina.
Christal non ha mai amato avere contatti corporei (carezze) per più di qualche secondo, non ha mai tollerato che gli si stesse vicino durante il pasto e men che meno ha mai sopportato di sentirsi chiuso in un abbraccio perdendo il controllo della libertà d’azione.
Abbiamo sempre riconosciuto in questi atteggiamenti l’insicurezza che lo invadeva e che ha trovato al fine, una cura nell’assistenza obbligata durante la degenza.

Se mi permettete, vorrei spendere due parole ancora sul discorso pappa.
Christal non ha mai ringhiato sulla ciotola ma visibilmente era insofferente se eravamo vicini a lui nel momento in cui mangiava. Questo può dipendere da due fattori: il primo può essere riconosciuto in una situazione alla quale non è stato abituato ‘’mangiare con qualcuno davanti’’; e il secondo potrebbe derivare da un’errata educazione ‘’da piccino, forse, lo hanno infastidito con il lavoro che viene consigliato per abituare il Cane a farsi togliere la ciotola in segno di rispetto per la persona che impone l’azione – quella fastidiosa e orribile commedia che consiste nel mettere le mani nel cibo, togliere più volte la ciotola mentre il soggetto sta mangiando, oppure nell’allungare una mano (propria o preferibilmente finta) in direzione della ciotola, per vedere se la cosa viene accettata oppure no. (Pantomima che innervosisce il soggetto che la subisce causandone un disagio comportamentale di inibizione – e non di rispetto come vogliono dare ad intendere – o di diffidenza).

Durante la degenza Chris ha dovuto mangiare con la ciotola sorretta dalle nostre mani e con il nostro viso a pochi centimetri dalla sua bocca.
Spesso eravamo chini su di lui e Paolo addirittura a volte lo sovrastava completamente.

Nel frangente della sua degenza, non si è potuto star lì troppo a pensare a quali comportamenti assumere, a volte le azioni dovevano essere rapide e silenziose, a volte molto tranquille. Probabilmente la sua debolezza e la nostra decisione nell’agire, hanno trovato il giusto connubio per la sua rieducazione, e ora Christal è una Cane sereno, che non prova più fastidio nell’essere toccato, nel mangiare con noi, e nel fare cose che tutti i Cani normali della terra fanno con le proprie famiglie.

La sua avventura, ci conferma ancora una volta quanto siano importanti le cure parentali, gli obblighi di assistenza e le modalità di comunicazione, che siano esse carezze e baci o siano imposizioni doverose per la salvaguardia della salute e/o per l’educazione/sociale.

21 novembre 2013 - Teach, mostra giorno dopo giorno, un interesse per le attività del Branco che è a dir poco spettacolare! ... per lui l'interazione è fondamentale, e se uno di noi non ha abbastanza tempo per fare ''cose'' con lui, ecco che ci viene a cercare: con Tortuga e Boh, sono i giochi di predazione e cattura, sempre all'insegna dello spettacolo e della delicatezza (per quanto possono essere delicati 3 sciammannati come loro ;) ), con me l'attenzione e con Barbara tutto ciò che è l'insegnamento, l'educazione delle zone rendez-vous.

Ecco uno di questi momenti - Edward Teach istinto e rapporto

5 dicembre 2013 - Teach, smania, è incontenibile il suo desiderio di fare qualcosa insieme a noi. Lì, sempre pronto a rispondere ad ogni nostro cenno e sempre pronto a cercare di inglobarci nelle sue attività. E' un periodo un po' strano a casa, per cui, anche se ci sentiamo molto in colpa verso tutti i nostri Cani, e sappiamo che è difficile fare altrimenti, abbiamo un dovere verso di loro... qualcosa si può riuscire a fare; e così, per quel che riguarda il piccolo Marinaio, tracciamo per lui una pista nel giardino grande, dove da qualche tempo c'è solo il passaggio del selvatico.

Nel video qui sotto riportato, Teach è alle prese con un tracciato in discesa e di traverso; l'odore è portato in basso dal verso del terreno, e seguire una traccia trasversale richiede molta attenzione e un po' di esperienza: Teach non ha alle spalle l'esperienza dovuta, ma ha l'istinto dalla sua parte ... in più, è un tracciato sulla brina che non conosce, ed è poco pestato, cioè con una pressione di tracciatura molto leggera. Lui mostra subito il grande interesse che ha per la ricerca, e le lievi limitazioni, alla fine della pista, sono solo dei leggeri impedimenti a non andare subito a ''meta'' - a un certo punto si vede che alza la testa in direzione della fine della traccia dove per la prima volta avevamo messo un oggetto che lui adora ''la coda a salsiccia''.

Questo Cecoslovacco, è un grande Animale, equilibrato, sicuro, forte e docile, ed estremamente duttile con noi.

Edward Teach

15 maggio 2014
Paolo - Christal e Teach inviati speciali per un documentario sull'Antica Roma - servizio fotografico al Colosseo " I Lupi di Roma"

Foto

5 giugno 2014
Barbara - Inesorabilmente e sfacciatamente confesso di aver rubato a Paolo il Mitico Edward Teach Capitano Barbanera !
Da quando Christal è stato operato di torsione dello stomaco, il povero Lupone ha bisogno costante delle attenzioni di Paolo, e ogni minuto speso con lui, in più di quello che era la normalità prima dell’intervento, è un minuto tolto a Teach; così, di comune accordo, il Marinaio (che devo dire mi sembra molto contento ;) ), è divenuto il mio CLC del Cuore.

Teach è in quella fase dell’età dove le domande si fanno sempre più frequenti e le risposte devono necessariamente essere immediate, altrimenti da qui a breve potrei perdere la sua considerazione nei miei riguardi.
Non è facile per me uscire dall’ordinario del tran-tran giornaliero, visto che poi ‘’i Pesci Contrattempo’’ qui sono di casa!!! .. però … però non posso esimermi dall’impegno preso con lui e così, cerco di adoperarmi al meglio per soddisfare le sue aspettative.

Sono finiti i tempi degli allineamenti a Mamma che torna dalle cacce, per cui ora, quando si lavora, si lavora!
Non voglio dire che non ci sono più le fasi distensive o il gioco;
voglio dire che quando lavoriamo, lavoriamo.

Gli allineamenti che fa ora Teach, e che gli chiedo, sono dettati dalla docilità che accresce la duttilità quando gli stimoli sono pacati, ma che invece chiama una delle sue qualità naturali più spiccate quando ci confrontiamo.
Una delle doti che più amo di questi Cani Lupo, è l’aggressività.

Leggi articolo ‘’aggressività’’

Senza fraintendere le mie parole, specifico che con questo intendo ‘’la loro materialità, il loro fare tutto con la bocca e con le zampe, usando un’intensità che non è dettata solo dalla forza fisica ma anche dall’aggressività’’
.
Meravigliosamente si allinea a me e mi fascia in un modo talmente particolare che quasi non riesco a camminare; la sua coda è bassa, ferma verso di me; il suo musone si chiude alto sul mio bacino e ‘’torno in un attimo al passato, a quando al mio fianco avevo Arek, il Grande Mufasa, Re di un mondo fantastico!’’ …
Che dire?!
Quando fa così, mi inebrio di quell’attenzione che non fa trasparire servilismo, ma saggezza e coscienza nel lavoro; ad ogni mio movimento eccolo sempre più attento, vigile e contento di essere lì.
Proprio l’altro ieri, in una di queste sue esibizioni, ho pensato che dopo una tale fase di rispetto, mai avrebbe accettato di giocare con me con la coda in predazione … e infatti, così è stato!
Veder muovere quella cosa posticcia, lo ha indotto ad assumere un’espressione interdetta e contrariata, allorché l’ho sfidato a venire a mordere frontale a me, con la coda (salsicciotto) ben in vista e sotto un atteggiamento ‘’adulto’’ .
Teach è venuto su a mordere la coda; ha sferrato il morso con determinazione e fermezza. GRANDE!

Dopo un combattimento in aggressività da parte di entrambi, l’ho lasciato vincere e ho goduto di quel che avevo visto e di quello che mi stava regalando ancora nel momento in cui aveva la preda in bocca ed era tutta sua: Teach era davanti a me, non dritto, ma di fianco, mi porgeva il fianco, le orecchie chiuse in maniera infantile, gli occhi dolci di sempre.
Sembrava chiedere: sono stato bravo? … a me è piaciuto, e a te?

Posso azzardare un ‘’ti adoro piccolo grande Marinaio!’’

E questo è quello che accade a casa nostra ed è quello che viviamo in piena armonia con tutti i componenti del Branco, ma se qualche lettore non interpreta le parole scritte nel giusto senso, sicuramente penserà che siamo dei pazzi scatenati che lavorano i Cani in modo da creare e, se già provvisti a far aumentare, ‘’PATOLOGIE’’ anziché tentare di sopirle o eliminarle del tutto.

La differenza fra Noi e coloro che la pensano in modo diverso dal nostro, sta nel fatto che noi non ci nascondiamo dietro alla dialettica e non forgiamo sindromi collegabili a malattie.

‘’L’AGGRESSIVITA’ NON E’ UNA PATOLOGIA!’’

L’aggressività è una splendida qualità naturale che esce fuori al momento in cui necessita ed è quella intenzione che porta il Cane a fermare qualcosa. PUNTO E BASTA!

E ora mi rivolgo ad una persona nel particolare che con la sua sciocca presunzione ha rischiato di condannare a morte un innocente che ha avuto (e come lui altri purtroppo) la sfortuna di avere una compagna ingenua, con poca dimestichezza con la malafede e l’inettitudine, e una esagerata umiltà.
Non sto accusando la Compagna che ha agito sempre per Amore verso il suo Cane, ma la persona a cui si è affidata a che le si rivela amica! .. ma quale amica? … hai solo una gran paura del mondo e hai solo dei problemi di identità, e attraverso le tue paure hai condannato un innocente che ha avuto la sfortuna di incontrarti.
La mia accusa non vuole essere diffamatoria, assolutamente non è mia intenzione, ma solo un monito alla persona dal guardarsi d provocare altri danni ai Cani che possono non avere la fortuna di ripiegare in direzioni opposte a quelle che persone come lei hanno deciso far loro intraprendere, e che nonostante siano della Anime Innocenti vittime dell’ignoranza e del denaro, MUOIONO PER MANO DI UN CARNEFICE PREZZOLATO!

23 aprile 2015 –Il 4 aprile 2015 – Teach ha compiuto 3 anni.
In questo tempo passato insieme, il Marinaio mi ha insegnato moltissime cose. Grazie a lui, ma anche a Chris e da alcuni mesi al giovane Sirius Black, sto (stiamo Paolo ed io) approfondendo la conoscenza su questa razza. Al campo scuola ci sono altri Cechini che frequentano regolarmente, però, un conto è lavorare con i propri e un conto è farlo aiutando i Compagni esterni.
Tornando a Teach, ieri ha fatto una cosa che lì per lì, ho pensato fosse la solita cosa che fa quando è un po’ che non me lo filo a livello lavorativo, e cioè prendermi la mano in bocca e passo dopo passo, serrandola sempre più forte, mi invita a giocare; no ieri no, seppur ha preso la mia mano, non l’ha mai serrata forte e mi ha portata in giro per il giardino. Già il prendermi mi aveva un po’ sorpresa perché ci eravamo dedicati del tempo la mattina facendo un po’ di allineamenti, e questo suo camminare tranquillo poi, davvero non me lo aspettavo, (anche se, pensandoci bene, collegando il fatto di aver lavorato la mattina, non doveva davvero comportarsi come fa di solito quando non gli dedico quel tipo di attenzioni e cioè prendermi per giocare!) … Continuo: dopo più di qualche attimo che vagavamo, mi accorgo che la sua non è una semplice passeggiata e il suo atteggiamento è addottrinante in maniera dolce e infantile (come sei fossi l’infante).

Le sue orecchie sono accostate al capo e di tanto in tanto le stacca
(misembra di notare, quando deve concentrarsi di più),
la presa è ferma ma delicata e le direzioni che prende sembra che seguano uno schema …

beh, la faccio breve: ‘’mi faceva compiere dei cerchi molto stretti tenendosi all’esterno del cerchio – mi proteggeva nell’indicazione e conduzione – poi come era tranquillo della mia condotta, i cerchi si ingrandivano fino a portarmi a fare dei brevi tratti dritti. Arrivati davanti al cancellino di entrata per la veranda, mi ha guardata in modo diverso, ha chiuso le orecchie attaccate attaccate al capo e mi ha lasciato andare …’’
Era soddisfatto e contento!

Come interpretare un simile comportamento?
Pensando al significato degli allineamenti, pensando al rapporto che si è formato fra lui e me, pensando al lavoro fatto sulla condotta qualche mese fa quando mi chiedeva di diventare seria perché non era più un cucciolo e aveva capito cosa cercavo di tirar fuori in lui, pensando a come si erano svolti i pochi minuti dedicatici la mattina e alle direzioni di conduzione che ha appreso da quando ha iniziato (cucciolo di 6 mesi) … beh, ho fatto 1 + 1 + 1 + … e ho partorito l’idea che mi avesse ‘’condotta’’ in un allineamento dove lui era colui che dirigeva.
E mi ha condotta proteggendomi!
Il suo corpo era attaccato al mio e accerchiandomi quasi completamente, non ho avuto la possibilità di scostarmi da lui (lui forse non lo sapeva o forse si, comunque sia, non era certo mia intenzione farlo, e sfido chiunque abbia la fortuna di vivere certe cose a pensare di interrompere tanta intimità!)
Avrei voluto non finisse mai!
Mi ha lasciato nel momento in cui ero in piena grazia; mi ha lasciata con una gran voglia di rivivere quell’esperienza.

Quando Paolo è tornato a casa, gli ho raccontato l’accaduto e gli ho chiesto di prendere la telecamera e di tenerla fissa nella tasca della giacca che mette per stare in giardino, in modo tale che, se si fosse ripresentata la situazione, avrebbe potuto filmare e io avrei visto dal di fuori quello che è accaduto, perché da dentro a volte si travisa, da fuori è tutto più distaccato.

Memore di questa bella esperienza, a prescindere da quale sia il suo significato reale, ho cercato dentro di me quel vissuto tentando di riproporre l’insegnamento avuto da Teach con RealLupo, il RossoSaarloos.

Certo Teach ha un atteggiamento spontaneo e completamente naturale, oltre a conoscere i significati di tutto dall’origine e nell’evoluzione, però, qualcosina di buono devo essere riuscita a fare, perché il Rosso che da qualche tempo sta crescendo molto nel carattere, dacché rifiutava un po’ gli allineamenti, ecco che si è illuminato e ha eseguito con me passi di condotta spettacolari … io in esterno, lui protetto all’interno del cerchio, mi ha fasciata con: testa, busto e anche, in maniera tale che non sembra possibile neanche a livello logico di un movimento…

Beh! Che dire?!

Teach mi ha insegnato e confermato una miriade di cosa in quei pochi minuti passati a ‘’passeggiare’’ in giardino … mi ha insegnato l’istinto, l’apprendimento atavico, l’apprendimento individuale, il rispetto per i tempi di attenzione … mi ha confermato l’importanza degli influssi dati nel momento giusto e quanto sia importante l’attenzione del Conduttore sul Compagno … lui era pronto a correggere i miei sbagli e a rispondere alle mie domande, domande che non arrivavano da una coscienza ragionata ma istintiva

Grazie Teach!

Elaborando l’insegnamento mi accorgo dell’importanza della prontezza della correzione, o meglio, nel non permettere che l’allievo sbagli. Non è una forma di costrizione che il maestro mette in pratica, ma un aiuto a rimanere sempre sulla retta via. Non era infatti Teach a richiamarmi, lui era fermo nella sua postura, e se io uscivo dalla linea di condotta, avvertivo la sensazione che la mia mano non fosse più nella giusta sede, per cui velocemente mi riallineavo come lui disponeva. Non bisogna fraintendere il suo comportamento in imposizione e correzione, perché non era quello il suo atteggiamento, lui era proprio una guida, e io mi sentivo esattamente come quando avevo 5 anni e mi trovavo nella difficile situazione di dover togliere le rotelle di supporto alla bicicletta. Papà era accanto a me, mi indirizzava e mi dava equilibrio, fino a che non ho più avuto bisogno del suo forte braccio e mi ha lasciata libera dal guinzaglio.

Teach oltre ad avermi concesso di essere una sua allieva, mi ha permesso di rivivere attimi meravigliosi di ‘’tanti anni fa’’ …

Adesso tutto è più facile, adesso conosco i perché e da dove essi nascono. Conosco il mostrare fermezza e dolcezza e ancor di più, capisco quanto sia stupido perdere la pazienza, e ho toccato con mano ‘’ ;) ‘’ l’insegnamento di un soggetto-maestro, che per ruolo, è quello che avrebbe fatto se fosse stato un Lupo vero.
In alcuni video di Antonio Iannibelli, ho visto la zona rendez-vous di un Branco di Lupi, ho visto chi rimane a prescindere dall’età e chi invece si allontana per fare la spesa o per verificare che il territorio sia tranquillo.
Grazie a quei video, ho potuto verificare finalmente l’identità del nostro Marinaio ‘’Edward Teach – Capitano Barbanera’’.

Grazie Antonio della grande opportunità che mi ha dato!
Grazie a Simona Coriddi – OlimPalus che mi ha affidato tre anni fa, un suo meraviglioso cucciolo!
E ancora Grazie a Teach!

16 maggio 2015 -articolo del messaggero sul documentario girato al Colosseo con Christal -https://archeologiavocidalpassato.com/tag/colosseum-roman-death-trap/ - https://www.youtube.com/watch?v=Ldfej4yE4hg&feature=emb_logo

11 settembre 2015

In una delle tante uscite da casa, il Marinaio è stato attore di un altro insegnamento.
Assicurato al guinzaglio, mi ha dato una strattonata che davvero non mi aspettavo mi destasse un simile stato d’animo. Nulla di che, semplicemente ci sono rimasta malissimo!
Mi sentivo tanto come il palloncino di un Bimbetto che, mentre il piccolo corre, lui, legato al sottile filo bianco, arranca nel trascinamento. Al palloncino non importa niente di essere tirato, ma a me si…mi ha dato fastidio, ci sono rimasta male.
Pensando al mio stato d’animo, e all’espressione dipinta sulla mia faccia che di certo non era di godimento, ma neanche di ira, ho cominciato a ragionare su cosa può provare il Cane quando viene strattonato, e a cosa provano le persone nello stesso atto.
Senza collegare la strattonata solo dal guinzaglio legato al collare o da quello legato alla pettorina, ho capito perché tante persone vedono la cosa (strattonare il Cane), come un atto negativo e cercano un colloquio educativo gentile con il proprio Compagno a 4zampe.
Posso capire ora il loro punto di vista, però, non è che il Cane rimane ferito nell’orgoglio se riceve una strattonata; il Cane collega la strattonata ad un atto rafforzativo di un rimprovero dovuto; la strattonata cosciente, viene data e simboleggia, la pressione di un adulto su un sottoposto o un cucciolo (con le dovute proporzioni del caso e per il soggetto, è logico!). La pressione dal collare, laterale o anteriore ha un significato (anzi due perché le posizioni sono diverse); la pressione dalla pettorina ne ha un altro (differente è il significato se il Cane va in tiro con gradualità). Tirare il Cane verso una direzione, ne ha un altro; essere tirati da lui ne ha un altro ancora.
Quella di Teach, era simile a quella della persona che deve andare da una parte e, incurante dell’Animaletto che si porta dietro, lo trascina via con sé – azione scorretta anche se fatta senza forza consistente, basta l’intento.

Ero a Roma, l’altra settimana; una signora aveva un Canetto piccino legato alla pettorina; come se niente fosse, teneva il guinzaglio in tiro (forse aveva fretta) con il Cane che le camminava perfettamente al fianco. Il guinzaglio era in tiro vero l’alto. In questo modo le gambine del Canetto toccavano appena l’asfalto, tanto era sollevato attraverso il pettorale da terra.

Mi sono chiesta se questa signora si è fatto venire lo scrupolo che stava imponendo al Cane un’andatura in maniera tale che il piccolo non potesse replicare. – Educazione gentile –

Trovo questo comportamento e quello di Teach, mancanti di rispetto per chi è dall’altra parte del guinzaglio!

Allorché, ho dato la stessa strattonata a Teach, per fargli rivivere quell’esperienza e fargli venire qualche punto interrogativo!!!
Anche lui c’è rimasto male! – certamente con stati d’animo diversi però ha vissuto anche lui la negatività della cosa.
Da questo ho capito quanto la gente manca di rispetto ai propri Cani quando li tirano approfittando che sono piccoli e leggeri, di quanto sono crudeli quando non correggono i tironi dei propri Cani lasciando che siamo loro a vagare da un lato all’altro del marciapiede alla ricerca di un ‘’odore’’ forse, da seguire. Dare direttive a prescindere anche se in maniera apparentemente soft, e non darle affatto, implica mancanza di rispetto verso la docilità dell’individuo.

Le mancanze di rispetto da parte dei Cani non avvengono con coscienza, ma semplicemente perché non è vero che sono altruisti. Se stai male e loro si avvicinano piano, è perché sei diverso e non perché sanno che se stai male.

Le persone mancano di rispetto ai Cani per superficialità e per egoismo.

Morale: Teach mi ha mancato di rispetto; ugualmente i Cani mancano d rispettoalle persone; e le persone a loro volta mancano di rispetto ai Cani. Un muto che dice cornuto a un sordo!

Ho riflettuto sulla questione ripresentando la cosa ugualmente all’atto di conoscenza concreta con il Fratello nella tana. E lui ha capito!

Ancora: Grazie Teach!

Leggi collegamento con il diario dei Saarloos - Infantilismo

Ottobre 2015 Addestramento

Leggi collegamento con il diario dei Saarloos - Del comportamento: motivazione e stimolo

20 ottobre sono riscesa al campo con Tortuga e Teach! Non mi rassegno che il Marinaio sia così, voglio andare in fondo al suo carattere per capire quale è la sua espressione migliore; la mia non è solo curiosità, soprattutto è il desiderio di farlo vivere bene.
Oggi eravamo solo noi tre, quindi nessuna interferenza: ho tracciato un pista per Tortuga e una volta eseguita sono tornata in campo con lui. Ha seguito in parte la traccia della sua Compagna, in parte ha annusato l’aria e il terreno poco distante dalla traccia, quasi dovesse conoscere la situazione per capire se tutto era tranquillo o se c’erano novità di rilievo, e poi, con mio stupore ha seguito il mio odore che era di fianco a quello di Torti (questo perché non sempre ero in linea con lei per controllare bene dove metteva il naso). Mi ha stupita perché pensavo che fosse più interessante per lui Tortuga che non io.
Riflettendo mi sono ricordata che gli piaceva fare le piste ma solo nel terreno di casa… forse è cresciuto e posso ricominciare anche qui … la prossima volta gli farò fare una pista.
Finita la pseudo passeggiata, gli ho chiesto di lavorare un po’. Da bravo soldato si è messo sull’attenti.

La cosa che non mi convince è la sua serietà estrema che dal punto di vista tutto umano, mi fa credere che non si diverta.
Ho provato ad aggiungere dei complimenti e del cibo e delle carezze, tornando indietro nel lavoro ma solo per farlo esprimere di più.

Mh mica l’ho convinto più di tanto!
E ho ottenuto forse solo di farlo innervosire un po’.
Rimesso in condizione seria, ha ricominciato ad essere lui.

Questo Cechino mi fa pensare molto. Sinceramente non ho visto molti Cecoslovacchi che si comportassero con estrema esuberanza nel lavoro. Loro sono un po’ cafoni nella vita di tutti i giorni, e quando chiedi, si ammosciano. Sirius non è così. Lo attribuisco alle linee di sangue e non davvero alla vita che ha fatto poverino. E quindi? … quindi niente, mi sa che Teach rispecchia proprio il Lupo buonino, come già pensavo, ed è il classico esempio del Cane da casa, giardino, famiglia (non bambini perché è materiale).
Questo gli fa molto onore, ma ai fini della razza, perché cambiare un Cane Lupo in Cane che assomiglia a un Lupo?

Io lo amo e sono felicissima di averlo in Famiglia, sono felice che lui mi abbia scelto e sono felice di tutte le moine che mi fa; mi riempie il cuore quando mi prende le mani o il braccio nel suo modo di fare infantile, anche se poi un po’ mi dispiace, perché vorrei farlo uscire da quel guscio.

È un grande Cane e meriterebbe di crescere.

Teach, un CLC – materialità; …mancanza di inibizioni dovuta a cosa? …posso solo immaginarlo ma non ne avrò mai la certezza; … continua richiesta di assistenza e di educazione.
In due parole ‘’vuole appartenere’’.
Lo abbracci e lui è felice!


Christal 28 gennaio 2016

Coraggio, forza e determinazione … quella che hai avuto nella tua vita sin da quando la tua 1° padrona ti ha sbattuto in canile dopo cinque anni di vita insieme. Perchè l’ha fatto? … Non perché avevi morso come tutti possono immaginare, e non perché distruggevi il divano o i mobili o riducevi a brandelli i suoi vestiti quando rimanevi solo; tu non eri che un bravo Cane Lupo Cecoslovacco, equilibrato nonostante facessi parte di una famiglia “tu e lei” nella quale lei non era proprio una santa, ma neanche l’ultimo dei diavoli. No, ti ha messo in canile perché ha deciso che voleva essere madre; ti ha cacciato perché era incinta e non c’era più posto per te! … d’altronde chi sei tu, sei solo un Cane …
Il canile e tutto il resto, condizionato dalle dicerie del popolo ignorante, non ti ha portato a manifestare nessuno squilibrio pur avendone tu tutte le ragioni; ha rafforzato il tuo carattere portandoti ad affrontare tutto con saggia determinazione. Anche ieri nella malattia hai dimostrato la tua forza e il tuo coraggio andandotene dopo 2 anni e mezzo.. Quando sei nato tu la Mielopatia Degenerativa non la conosceva nessuno e nessuno faceva i test, ma era una malattia che nel Pastore Tedesco, tuo progenitore, era gioà diffusa. Da qualche anno lo è anche nella tua razza, il Cane Lupo Cecoslovacco. La storia di Forrest, il primo a farne le spese, o di Chris o di altri purtroppo però non serve a molto. Troppe persone che vogliono Clc comprano cuccioli senza pedigree o senza test “ tanto non ci faccio niente e spendo meno”; così nella loro ignoranza alimentano la riproduzione da parte di quei maledetti, privati o allevatori che siano, che accoppiano Cani senza pedigree (e quindi ,spieghiamolo una volta per tutte, di cui non sono rintracciabili le linee di sangue e che quindi non dovrebbero MAI RIPRODURRE) e senza test genetici su questa malattia per far nascere cuccioli spesso malati o portatori. Allevare significa far nascere innocenti di cui dovrebbe sentirsi responsabile chiunque faccia riproduzione … anche se i Cani hanno i test ma gli accoppiamenti sono sbagliati, spessissimo consanguinei, la malattia può manifestarsi. Non voglio raccontarvi come un Cane vive durante la degenerazione della D.M. oppure come vive le sue ultime ore … mano a mano che lui si spegne si gonfia il tuo Cuore
In questo breve filmato ricordo i momenti della vita insieme, dalle foto del volantino dell’adozione a quelle del divano dentro casa passando per le corse nel bosco, i legnetti, la neve e il documentario sul Colosseo di Chris è stato protagonista. 4 anni e mezzo insieme… https://www.youtube.com/watch?v=9wSy56Lvfhs&feature=youtu.be e un altro sulle note di una sua fans, Daniela Ciampitti https://www.youtube.com/watch?v=ODRsCl_x334

Barbara e Chris - Mi ritrovo davanti alla tastiera a scrivere di un sentimento che non ha fine. Una forza che viene da dentro ed esplode in energia una volta che riesce a raggiungere il suo apice. Ogni giorno affrontiamo cose semplici e cose piú grandi di noi, ma fino a che la vita scorre nei nostri corpi, riusciamo a tenere testa a tutto. Anche la malattia non è un problema se riusciamo a guardare oltre il disagio momentaneo. E' di fronte alla morte, al passaggio da un mondo ad un altro che ci troviamo ad affrontare cose più grandi di noi.
Interrompere quella carica che nessuno è mai riuscito a riprodurre spontaneamente, non è un diritto che ci appartiene. Solo davanti alla reale sofferenza abbiamo il dovere di prendere coscienza dei fatti in tutta la loro logicità. Ma finché faremo entrare l'aria di nostri polmoni, vuol dire che è viva la naturale coscienza che ci permette di varcare il confine del mondo, per cui nessuno ha il diritto di interrompere quel canale.
... mi rivolgo a te che non hai la forza di affrontare la realtà e non hai la dignità per assistere chi ti chiede aiuto, specchiati negli Occhi di colui che chiede, e non guardare solo quello che vuoi vedere con la tua anima umana; guarda la forza di quegli occhi, guarda l'impeto con cui quel corpo ancora reagisce alle pecche della vita e aiutalo, sostienilo finché avrà voglia di respirare.
Se non ce la fai, guardalo bene, lui che si fida di te, mentre gli dai il congedo. Lui non può reagire in altro modo che non sia quello di respirare!!! Fino all'ultimo respiro ti sarò accanto.
E ora mi rivolgo a te che metti al mondo chi non ti ha chiesto di nascere: Tu per tutta la tua vita e oltre, sei responsabile di chi metti al mondo, che sia Figlio della tua carne o Figlio di una Madre che tu hai voluto fosse Madre, per sempre e sempre sarà come il Frutto del grembo. Per cui non dare spazio alla follia della superficialità.
Metti un punto alla nascita. A tutte le nascite, che abbiano titoli o non li abbiano. Rifletti su ciò che stai facendo e quando hai riflettuto analizza con chiarezza. Studia, e solo dopo aver studiato prendi la tua decisione. Ma devi studiare le cose giuste, le cose vere, quelle che permettono un'esistenza degna, degna per quel Figlio che stai mettendo al mondo.
Pensa anche a questo quando rifletti: E' vero che l'amore non si compra, ma stai pur certo che non e'il denaro a darti il rispetto di quel Figlio; e pensa che più Figli di Genitori noti solo perché hanno un titolo o ignoti perché voluti con superficialità o senza volere, tutti tutti tutti possono finire fra le braccia di quell'organo che alcuni chiamano assistenza ma che nella realtà poche volte e' mossa dalla pietà. Esiste un mondo parallelo che scorre accanto a noi, ci sfiora senza ferirci in maniera grave e si alimenta del nostro pietismo

Ottobre 2016 - Teach e la manica

Lavorare con un soggetto di questa razza mette in discussione tutte le teorie conosciute e pressoché valide, che si usano con soggetti di altre razze.
La bellezza di lavorare Cani così particolari sta nel fatto che non devi dare mai niente per scontato.
Anche se le basi del lavoro ti portano comunque a prendere spunti dalla conoscenza acquisita con altre razze, con loro e' piú che fondamentale trovare lo spunto chiave in ciò che avviene in Natura; racchiudendo in questa frase tutto quello che e' "rapporto, intimità, rispetto e capacità caratteriale".
Teach ha 4 anni e 1/2; purtroppo non ho il tempo necessario per poter lavorare con lui come vorrei, però le piccole sessioni che ci dedichiamo sono molto costruttive.
Nella fase del morso siamo passati dalla conoscenza degli oggetti alla stimolazione sugli stessi, e dal momento in cui si è sentito sicuro e sereno abbiamo percorso la fasi successive fino ad arrivare ad oggi che addirittura e' stato raggiunto il morso passando prima dall'obbedienza!
Seppur manca un doveroso sprint iniziale, il morso è pieno e forte!!!
Grande Marinaio!!!!!

Tempo fa credevo che in lui ci fossero delle mancanze caratteriali perché non esprimeva altro che infantilismo. L'infantilismo e' una manifestazione che ha due facce: una è quella che tutti sanno analizzare, l'altra è l'esatto opposto, ossia, il soggetto si fa passare per cucciolo e alla prima occasione sovverte le parti. Il suo era un comportamento che non riuscivo a spiegarmi. E' sempre stato un individuo forte e temuto dai maschi Cani Lupo di casa, pur non mostrando (Teach), mai mai mai intolleranza verso di loro.
Nell'espressività del lavoro, mi sono sempre chiesta da cosa poteva dipendere la sua risposta non adeguata ad alcune richieste dell'addestramento / educazione...e...si ok il rispetto...ok la personalità che non sempre è adeguata al carattere...va bene tutto, ma...
La risposta, oltre che nell'esperienza non maturata per causa del poco tempo dedicato all'istruzione, e' legata alle fasi di crescita. Perciò e' probabile che fosse anche per un fattore di età.
Ora è un giovanotto abbastanza grande da poter affrontare certi discorsi e ancora sufficientemente piccolo per poter essere disponibile ad apprendere.
Nel lavoro del morso (e lo sto vedendo anche nei Saarloos), bisogna necessariamente passare per la predazione con o senza compagnia (per un aiuto o meno attraverso l'imitazione), gratificare, passare poi al combattimento e infine mantenere l'interesse attraverso il possesso. Una volta acquisita una certa dimestichezza con il lavoro, proseguire con la conoscenza di altri parti/oggetti più impegnativi.
Il tutto però sempre passando dalla conoscenza degli oggetti, altrimenti la diffidenza può inibire il comportamento.

Una volta assicurato l'apprendimento nella zona rendez-vous, e' possibile uscire senza staccarci piú di tanto dal posto conosciuto, e riproporre l'a, b, c dell'addestramento/educazione e in seguito il resto dell'alfabeto conosciuto.
Importante è l'insegnamento nell'ambito del giardino di casa e la riproposta "piano piano" fuori da esso (dal giardino), in un crescendo di distanze e difficoltà, fra le quali, interazioni con nuovi personaggi che, a loro volta, proporranno gli atti conosciuti.
Il Lupo agisce sempre nel suo territorio; nel suo territorio è sicuro e certo di come agire, mentre non lo è in zona forestiera.
Se con le Razze Ibride di Lupo non si procede per gradi, allo stesso modo di come si procede in Natura, non si otterrà niente, perché solo ciò che agisce con uno scopo naturale, può essere motivante per loro!!!

Edward Teach e la manica - VIDEO

Maggio 2017

Il Cane Lupo Cecoslovacco, un mix di Lupo e di Pastore Tedesco.
Del carattere del Lupo ha mantenuto una forma di circospezione che gli permette di essere guardingo, differentemente dal cugino Saarloos (anche se provenienti entrambi dall’incrocio con Lupo e Pastore Tedesco), che di questa dote del Lupo, ha mantenuto soprattutto una diffidenza che lo rende schivo; l’essere guardingo del Cecoslovacco, è un profilo dell’attenzione che lo spinge in avanti.
Del Pastore Tedesco, mantiene una buona parte di disponibilità ad apprendere (da non confondere con: il Saarloos è stupido, e il Lupo è poco perspicace …perché così non è! … il Saarloos e, ancor di più, il Lupo non cedono se non sono estremamente convinti/motivati da chi propone (qualità del Cane - la duttilità - più o meno elevata da razza a razza).

Riflettendo sulle due annotazione, tali caratteristiche sono più che normali, vista la selezione lavorativa che è stata portata avanti per l’una e per l’altra razza. Quello che però non appare in maniera così evidente, è il modello comportamentale/educativo e addestrativo, che va assunto con il Cecoslovacco, un Cane nato per servire l’esercito!
Cosa vuol dire?
Vuol dire che nella selezione sono stati portati avanti esemplari che non soffrissero il distacco dal Branco (compagno umano) nel momento del riposo (soggetti che non patissero il box), e che il rigore militare, non li sopisse espressivamente, anzi, ne innalzasse le caratteristiche.
– personalmente sull’argomento avrei qualche remora (parlo del distacco), pur se capisco le circostanze e capisco la difficoltà gestionale di soggetti tanto particolari; però, la tana è, e rimarrà sempre la tana, con tutti i suoi pro e i suoi contro, parlando sempre a livello di gestione; e nella tana si formano e si saldano i legami, quei legami che permettono il lavoro sociale/familiare –

Non è facile mantenere un ruolo che rappresenti guida e compagno; è un po’ come, per noi umani, quando diventiamo Genitori; mantenere la saldezza emotiva mostrandola in tante piccole cose, senza cadere nel tranello dei sentimenti, non è la cosa più facile del mondo.
Un Genitore è un insegnante e un amico. Il primo ruolo non deve escludere l’altro e viceversa!
Come diceva la canzone di Cocciante: ‘’…per te, un Amico prende anche le botte, e poi te le ridà!...’’ – ti spalleggio e ti proteggo, ma ti insegno, pure! (è logico che la frase della bellissima canzone, sia una metafora ;) )

L’esperimento del Cane Lupo dell’esercito, fallì! …forse la colpa è d’attribuirsi anche all’errata gestione e al non adeguato addestramento? … non lo sappiamo, sappiamo però che molti allevatori hanno cercato di smussare alcuni angoli della razza da esercito, e hanno cambiato il modello di vita da tenere con questi esemplari.

Per quanto l’allevamento abbia voluto fare, molti, molti, molti sono ancora i soggetti che non vivono nella maniera giusta nella comunità civile.
È giusto l’isolamento nel box?
È giusto il focolare domestico?
È giusto il rigore?
È giusto essere sdolcinati?

Il Cecoslovacco nasce come ‘’Soldato’’ e non come un ‘’Peluche’’. E per quanto l’allevamento abbia cambiato un po’ le carte del Cane Lupo ‘’da esercito’’, nel rispetto della sua nascita, è così che vuole vivere.
– un Pesce d’acqua dolce, non può vivere in mare’’ –


Chris, Teach e Sirius sono arrivati da noi in circostanza diverse, e, a parte le linee di sangue e i ruoli che gli appartengono per nascita, mostrano comportamenti differenti anche per le dissimili modalità di cresciuta.
Tutti e tre hanno avuto una famiglia: Chirs per 5 anni,Sirius per pochi mesi, e Teach per pochi giorni.
Chris e Sirius, dopo ‘’l’allontanamento’’ dalla famiglia, hanno vissuto il maltrattamento, mentre Teach, per fortuna, dopo l’intolleranza che ha subito in quei pochi giorni nella nuova casa (dai quale è rimasto comunque provato), ha trovato il suo posto nel nostro Branco.
Alla base dei comportamenti dei tre Cecoslovacchi, sia quelli un po’ bizzarri che quelli normali, la mancata forma di attaccamento che racchiude l’educazione e la comprensione familiare, è evidente.
Questa mancanza ha portato ad accentuare, nelle personalità, alcune forme di disagio date dalla ‘’indifferenza’’, intesa come non attenzione a ciò che l’individuo chiede, e a ciò che a lui necessita, e perciò dalla ‘’incomprensione’’.
Teach, è l’unico dei tre che vive in maniera tranquilla, perché il suo disagio è stato solo di un periodo limitato (anche se avvenuto in tenera età e nel momento del passaggio di famiglia); subito dopo c’è Siris (arrivato a un anno) e Chris conclude (arrivato a 6 anni).
Le differenze caratteriali e di esperienza fanno la differenza nei comportamenti, ma questa differenza non si mostra più di tanto se è stato appagato il bisogno di avere una figura portante, una guida che indirizza, una guida che sa essere, a volte militare, a volte materna/paterna.
Se i due profili non si alternano adeguatamente (a seconda delle situazioni e degli individui), in loro si crea un disequilibrio che li porta a chiedere … ‘’cosa?’’ … ‘’cosa hai in testa e cosa ti ha fatto cambiare atteggiamento’’.
Il cambiamento di atteggiamento, è la risultante di un mutamento originato dalle circostanze.
Le circostanze devono essere analizzate e affrontate.
Come?
E’ la guida a dare le direttive!
Se le direttive mancano, il soldato non sa cosa fare.
A questo punto si cominciano a creare delle incomprensioni.

Vivere con Teach, Sirius e Chris, è altamente educativo (per Paolo e me), per imparare: l’attenzione, la riflessione, la reattività.
Paragono l’impegno educativo, per dare una vita adeguata ad un Cecoslovacco (nel rispetto della sua indole), a quello di un Genitore che non stacca mai gli occhi da suo Figlio (senza inibirlo e senza lasciarlo ‘’a briglia sciolta’’ – anticamera dell’insicurezza); a quello di un Leader che è sempre attento al Popolo che a lui si è affidato; a quello di un Capitano attento alla sua Ciurma; a quello di un Alfa attento al suo Branco.

Chi dice che la vita del Capo è una ficata, per me non ha capito di quali responsabilità deve coprirsi un Capo per guidare il Popolo. Se guardiamo attentamente le varie similitudini, notiamo che non c’è differenza fra noi e loro (la loro socialità – limitata – e la nostra – ampliata dalla famiglia alla nazione), un Capo ha molti più oneri che onori.


Teach è un concentrato di moine e infantilità quando siamo in casa o in giardino, nell’intimità del luogo familiare; quando è tranquillo e sa che non deve stare attento a chissà cosa. In campo esterno si trasforma in soldato: vedetta o spalla; mai osa il distacco; nel suo camminare in condotta da lavoro, non saltella (perché quello che sta facendo, non è un gioco, lui sta lavorando), non intralcia (perché sa quale è il suo posto, e non lo sa perché gli è stato imposto, lo sa perché conosce le sue potenzialità), non decide le direzioni (perché è sicuro nel suo compito, che non è davvero quello di dirigere). Nel suo essere ‘’vedetta’’, non va’ in perlustrazione, ma semplicemente: il suo affiancarmi, in alcune situazione non è fasciante come in altre. Se ci sono persone che non conosce, o circostanze strane, o rumori che non padroneggia, nello starmi vicino, non tiene l’attenzione solo a me, nella mia direzione, ma anche verso quella da dove arrivano gli stimoli esterni (la sua testa è dritta nella direzione di marcia e l’orecchio esterno a noi è in attenzione su quello che accade al di fuori di ‘’noi’’.
Potrebbe sembrare questo comportamento una mancanza di fiducia nelle mie decisioni, e lo sarebbe se la sua esperienza e la sua selezione iniziale non lo avessero voluto ‘’guardia di confine’’ – d’altronde, se ci pensate bene, quando due soldati chiacchierano fra loro, non stanno lì tanto a guardarsi o ad ascoltare solo le chiacchiere l’uno dell’altro, no, un occhio è sempre sulla strada e un orecchio al bosco. L’attenzione a largo raggio.
Sta poi alla sensibilità del conduttore capire se il compagno è attento ad altro perché ha un problema, è solo attento per eseguire il suo compito, oppure perché del conduttore non gli importa più di tanto.
Rapporto, confidenza, collaborazione, distacco, non considerazione … sono tanti i messaggi che possono essere letti durante le condotte e lo svolgimento di compiti/esercizi, ed è qui che è indispensabile la sensibilità del conduttore e la ‘’sua’’ conoscenza del ‘’suo’’ compagno.
A volte, un comportamento di rifiuto del Cecoslovacco, è solo la manifestazione di un’insicurezza, mentre altre volte, lo è di scarsa considerazione per il conduttore.
In entrambe le situazioni, il conduttore deve agire con fermezza per confermare al compagno la fiducia che in lui deve riporre oppure farlo rientrare nel rango a lui più idoneo.
Parlare di ranghi, ruoli, compiti ed esercizi, fa pensare molto alla vita militare, che molta gente non accetta, poiché vede quel tipo di esistenza in maniera coercitiva, proibitiva, limitativa… una vita fatta di regole! … le regole non prescindono lo svago, non prescindono il divertimento, non pretendono solamente; le regole danno certezza, danno una via da percorrere ben segnalata, che dice al viandante quali sono i limiti da cui non uscire. Non si esce per sicurezza, e non per obbligo!!! … e se da una parte questo appare limitativo, dall’altro dà una particolare forza all’individuo che gli permette di affrontare tutte le vicissitudini della strada con coraggio.

Sirius e Teach, per esperienze diverse, hanno un problema con gli estranei (maschi soprattutto). La loro personalità non permette al loro carattere di superare il limite della diffidenza (giustificata dalle esperienze fatte). Se lasciata a loro la decisione su come affrontare la situazione, la scelta si indirizza verso l’evasione (in primo luogo,) che potrebbe poi decidersi in indietreggiamento o in avanzamento.
Entrambe le scelte, non vanno bene, ed è qui che il conduttore deve scegliere per loro.
Pretendendo lo star accanto alle nostre gambe, che, se vogliamo possiamo anche interpretare come la posizione di un ‘’attenti’’ militare, noi diamo a Sirius (Paolo), e a Teach (io), la sicurezza che finchè si fideranno di noi, nulla può accadere … e semmai dovesse accadere, noi saremo pronti a difendere.
In quei momenti la fiducia del Cecoslovacco cresce nel conduttore, accrescendo la propria.
Risultato: rafforzamento del carattere e crescita della personalità.

Il Cecoslovacco nasce soldato, ama l’intimità, ma non sopporta l’insicurezza.

7 Settembre 2017

Come sempre non sto lavorando molto con Teach e con gli altri nostri Cani; purtroppo il tempo che riservo a questo settore del rapporto è sempre limitatissimo e la discontinuità crea degli arresti di percorso. Per fortuna i Ragazzi sono perspicaci e se nella seduta riusciamo a concretizzare senza fare ‘’.azzat.’’, loro ben immagazzinano quello il lavoro fatto e lo elaborano nelle pause.
Dacché ho proposto la manica da utilità a Teach, è passato più di qualche mese (probabilmente anche un anno). In questo periodo ho lavorato con lui e con la manica forse tre o al massimo quattro volte.

Ieri, 6 settembre, Paolo ed io eravamo in giardino con Teach e Tortuga.
Nell’armadio appena fuori della veranda, sono riposte le maniche.
Abbiamo preso quella del mondioring per Tortuga e quella dell’utilità per Teach.
Alla vista degli attrezzi sono impazziti di gioia tutti e due!!!!!

Entrambi hanno morso con determinazione e hanno tenuto in possesso le parti conquistate, ma gli atteggiamenti erano molto diversi.

- Tortuga entra in uno schema di Cane da lavoro. Attenta al figurante, vibra per andare da lui e impadronirsi dell’oggetto della canalizzazione; oggetto che, una volta conquistato, tiene saldamente in bocca non mostrando alcun disequilibrio dato da insicurezze o mancanze caratteriali. Se la chiamiamo, seppur mantiene un morso fermo e duro, arriva da noi in maniera fanciullesca, con movimenti sinuosi (stringendo sempre la sua conquista in bocca) e le orecchie sono basse.

- Teach invece mostra un atteggiamento completamente diverso.
Il morso è duro e fermo con una punta di riservo per la sua immensa docilità; il suo fare è un misto fra il gioioso, lo spensierato, il sicuro e l’infantile. (Tortuga è infantile solo nella riconsegna, altrimenti no).

Tornando indietro nella crescita a quando i Piccoli sono ancora all’interno della cassa parto, mordicchiare o ciucciare ogni cosa gli capiti a tiro fa parte delle loro prime scoperte. Scoperte esterne/diverse dai seni materni.
Ricordo un video dove un cucciolo di Lupo era fra le braccia della sua Mamma. Attento e soddisfatto, mordicchiava il braccio della Genitrice. Lei non diceva assolutamente nulla al suo Piccolo, e il Piccolo acquisiva esperienza e personalità da quell’atto.
Teach, quando riesce a dribblare gli altri e ad arrivarmi vicino vicino, ancora ama prendere il mio braccio o la mia mano in bocca. A seconda delle situazione, un po’ ciuccia e un po’ serra. Interessante scoprire come, in entrambe le manifestazioni emotive, non mostri mai atteggiamenti diversi da quelli di intimità. La sua delicatezza intenzionale è proverbiale!
Nella manica proposta senza lavorare stimolazioni diverse dal gioco, Teach ha trovato la possibilità di poter serrare il braccio senza il pericolo di ferire.
Non sentendo lamenti e non percependo irrigidimenti in noi, è stato possibile far cadere un pizzico di soggezione e relativa inibizione nel morso; specifica che si verifica nella fase del lavoro in quel po’ di titubanza con la quale sembra chiedere ‘’posso farlo?’’; il che non vuol dire che nella fase di attacco non c’è combattimento e intenzione di possedere l’oggetto, bensì vuol dire che se gli atteggiamenti rimangono su un fare ludico di apprendimento, lui partecipa attivamente in maniera gioiosa, altrimenti dubita.
Non possiamo dire con certezza che se al posto della nostra persona ci fosse un estraneo, Teach non mollerebbe la presa se non per obbedienza, perché non c’è stata verifica. Però sicuramente lui mostra, come tantissimi altri Cecoslovacchi, piacere a mordere le braccia delle persone con cui ha confidenza (fondamentalmente i familiari), mettendo in luce una forma di docilità estrema che lo spinge a non oltrepassare mai il limite del gioco, mentre con l’estraneo (in generale il Cecoslovacco) è più facilmente diffidente. Abbastanza raro è trovarne uno che invece si attivi subitamente.

Anche lui come Tortuga porta la via la conquista, ma al contrario di lei, Teach non riconsegna. Molla la manica dove l’ha portata quando ha vinto e torna saltando come un cucciolo (a dire il vero sembra un invito al gioco, un invito ad essere seguito fin dove ha lasciato la manica).
Se andiamo verso la manica lasciata incustodita, lui si fionda su l’oggetto mettendocisi letteralmente sopra. A questo punto sta a noi decidere se lasciarglielo e rinforzare il possesso (modalità per fortificare l’atto e la personalità), oppure decidere che il gioco è finito e perciò riequilibrare le parti.

Teaach ha fatto moltissimi progressi da quel primo indugio sulla coda posticcia, passando dal morso sotto stimolo, al morso sulla manica dopo una fase di obbedienza, a ieri, 6 settembre 2017, dove ha mostrato un piacere fortissimo nel gioco del morso che nasce da un atto di intimità.

Un Marinaio che ci riserva un mondo di sorpresa!!!

Estate 2019
Siamo fermi da molto su questo diario ... I perché di questo ‘’silenzio’’ sono tanti, alcuni belli alcuni brutti. Il problema è che non si riesce mai a star dietro a tutto, e ancor meno si riescono ad accettare le tante difficoltà che giornalmente ci si accumulano sulle spalle. Per non parlare poi, di quanto non si accettano le cose negative, soprattutto se legate a forti sentimenti che nel tempo sono divenuti talmente grandi che … rimarranno sempre vivi e forti anche nel momento in cui ‘’l’altro’’ non sarà più con te a condividerli.
Mediante quel sentimento tanto forte da inebriarti ogni volta che hai la possibilità di verificare che non è ‘’solo un sogno’’, riesci a sopportare tutto, ma nel momento in cui, non ti rimane che il ricordo ad alimentare quella fiamma … beh … è dura

Dando corpo ai ricordi di questo semi-vuoto degli ultimi anni e vuoto totale dell’ultimo, iniziamo con il parlare di cose belle: - Dopo un’assenza di molti anni dal Lavoro, nel 2016 sono riuscita a calpestare nuovamente, per qualche giorno, un campo diverso da quello di casa, sostenuta da chi come me è appassionato dello Sport e nello Sport crede, Carlo Fagioli.
Ma solo nel giugno del 2018, ho potuto concentrare il tempo per dedicarmi (in un certo modo) alla Disciplina del cuore. E in tre mesi sono riuscita a vivere alcune esperienze davvero interessanti con Real, Akera e Akisni, per quel che riguarda il mondo Saarloos, e con Teach, per il mondo del Cecoslovacco.
Aiutata dalla professionalità di un bravo tecnico del lavoro nonché caro amico, Carlo Fagioli, sono entrata nello Sport ‘’Utilità e Difesa’’ da una porta che, orgogliosamente dico, nessuno mai (a saper mio) era riuscito ad accedervi in questo modo. -

Lo Sport come fonte di espressione personale ed educazione sociale

Lo Sport è una delle attività più importanti, a livello personale e sociale, che un Individuo possa praticare per affinare la propria crescita fisica e psichica in perfetto equilibrio.
Nello Sport, se la scelta della disciplina seguita non è condizionata da altri all’infuori di noi stessi (della nostra volontà), abbiamo la possibilità di esprimerci per quel che siamo e, senza veli, possiamo mostrarci nella maniera più spontanea e naturale.
Tramite lo Sport, educhiamo la nostra speciale ‘’nota distintiva’’ – quel particolare ‘’nonsoché’’ che ci differenzia, e fa di noi un Elemento unico – al fine di poterla esprimere senza danneggiare la nostra ‘’figura’’ (senza farci del male) né quella di coloro con cui veniamo in contatto,
Lo Sport ci educa nel rispetto delle regole (regolamento peculiare della disciplina scelta), nel rispetto verso coloro con i quali condividiamo la passione (fornendoci quella particolare educazione, durante l’allenamento, che ci insegna il significato di collettività – comunicazione e collaborazione); ci educa nel rispetto delle norme sociali che impongono giustamente un limite d’azione dando un tempo e un luogo per poter entrare in ‘’gioco’’, come anche un tempo e un luogo dove saper attendere, e un tempo e un luogo dove non sarà possibile esprimerci in maniera completa bensì educati alla circostanza (senza per questo però, infliggerci un comportamento castrante, diverso solo come intenzione, tensione ed eccitazione).
Lo Sport ci unisce e ci fortifica sia caratterialmente che socialmente, lo Sport ci appaga nell’intimo e ci dà la possibilità di partecipare ad iniziative solamente distensive o importanti in quanto utili al pubblico ufficio. Ci impedisce pertanto di cadere nei viziosi meandri della frustrazione e della depressione, poiché anche se solo per un tempo limitato o in una forma circoscritta, possiamo essere noi stessi in pieno appagamento, esprimendoci educatamene per quel che siamo e non per quello che gli altri ci impongono di essere.
- Dignità, rispetto fiducia stima sacrificio impegno valore della sconfitta e della vittoria conoscenza del negativo e uso del negativo come spinta per risorgere o migliorare, tutto questo lo possiamo trovare nello Sport. - … e non solo questo …
leggi tutto l'articolo ''QUI''

Il CaneLupo e lo Sport

Lavoro e Saarloos, non sono mai andati d’accordo se non, forse, nei primissimi anni della selezione della razza, ma le notizie che circolano sono talmente poche e scarsamente tecniche, che non si ha materiale sufficiente e chiaro che ne dia certezza (ricordo per chi fosse estraneo al circolo sportivo, che per ‘’lavoro’’ si intende la disciplina ‘’Utilità e Difesa’’ e similare impegno). Il Cane Lupo Cecoslovacco invece ha tutte le sue origini nel settore, ma anche per lui, il destino ha piegato verso altre vie, portandolo ad essere (a sembrare di essere) un altro peluche da collezione.
Tornando al ‘’Lavoro’’, causa del mancato o scarso impiego nell’impegno di discipline e attività sociali di siffatto calibro, è da ricercarsi nella completa non considerazione del fatto che davanti a noi, o al nostro fianco, non ci sono dei normali Cani, ma Cani con un alto tasso di influenza lupina, come già molte volte spiegato. Per cui, se si vuole interagire con loro, la sola conoscenza metodologica non è sufficiente; e lo è ancor meno (il metodo) se non si possiede ‘’più di una normale infarinatura di etologia’’ … senza inserire nel discorso le varie selezioni caratteriali dei Cecoslovacchi (dei Saarloos neanche a parlarne), che vertono unicamente nella direzione morfologica e (attitudinalmente) volgono perdutamente verso un carattere molto ma molto Goldenesco/Bambolesco,, smembrando in siffatto modo, tutto il lavoro di selezione effettuato alla nascita di questa razza (per non toccare il tasto del rispetto dell’individualità, specificità necessaria nell’equilibrio collaborativo del Branco / Coppia. Non esistono infatti Allevatori che abbiano esperienza in campo del ‘’Lavoro’’.
Nel binomio con Carlo, presuntuosamente (ma neanche tanto) dico: abbiamo un’ottima base di partenza e soprattutto tanta umiltà e passione da metterci costantemente in discussione. Senza logicamente dimenticare il grande merito dei nostri collaboratori CaniLupo che, nelle loro singolarità, possiedono caratteristiche che ci indirizzano verso la conoscenza. ...

Attenzione: Quando parlo di conoscenza, non penso allo Sport come competizione, anzi quella è l’ultima cosa a cui penso, anche perché non ho chiesto aiuto a Carlo per rientrare nelle dispute delle sfide sapiens, ma solo per avere risposte ai tanti perché che mi si sono accumulati in testa e nel cuore … ‘’Conoscenza’’, per me e per lui anche, è capire il perché di tanti comportamenti, di tante risposte strane che danno questi esemplari semi-domestici; capire cosa voglia realmente dire per loro ‘’collaborazione’’, quanto sia importante e fino a che punto; questo per meglio indirizzarli nel farli elaborare, scoprendo quando è il momento per chiedere e quando il momento per dare (chiedere e dare, una scoperta valida per entrambi - noi e loro).
… Prima di entrare in campo e iniziare lì la pratica, Carlo ed io ci attardiamo a parlare, ci interroghiamo su chi sono questi Cani, su cosa sono, su cos’è o dovrebbe essere il lavoro per loro. Cerchiamo di fare luce sui loro comportamenti e sui legami che esistono fra loro e le persone di casa, sempre al fine di poter meglio presentare ‘’un compito’’ che a volte dovranno portare avanti in solitaria (che poi, nel profondo, rimane sempre collaborativo nel binomio Cane/Uomo) e a volte sarà palesemente ‘’congiunto’’.
… piano piano il Selvatico e il Domestico prendono vita in varie forme, tutte perfettamente in linea con l’equilibrio psico-fisico del ‘’Mastro-Allievo CaneLupo’’.
Erano anni che non mi sentivo tanto appagata … o forse non mi ci sono mai sentita così…

Senza Carlo tutto questo non sarebbe stato possibile!
Perché? … Ve lo dico subito.

Chi è Carlo Fagioli.
Ho conosciuto Carlo circa trent’anni fa. Capelli neri portati un po’ più lunghi del normale, baffi e mosca, abbigliamento sportivo, un fare amichevole, educato e simpaticamente spartano – un moderno D’Artagnan! –. Sempre sorridente e disponibile. Parlare con lui, metteva chiunque di buon umore; era una persona positiva che cercava di farti vedere sempre il lato ‘’buono’’ delle cose; era il suo ‘’modo giusto’’ per superare le difficoltà. … Quando entrai nel mondo della cinofilia non c’erano, come ci sono oggi, miliardi di ‘’maestri’’ invogliati a indirizzare le proprie ‘’attività’’ nel settore mossi, più che dalla passione, da un disequilibrio psicologico personale legato anche ad un commercio ‘’facile’’; non c’erano personaggi che straparlavano solo della loro magnificenza in danno di tutti quelli che invece se ne stavano quieti a fare il proprio lavoro con umiltà, e tutti erano amici; la collaborazione era di casa. … Carlo spesso veniva chiamato come Figurante di gara; dopo qualche tempo capii il perché: lui non entrava mai in sfida con il Cane, non doveva vincere sul Cane, non doveva mettere in mostra la sua ‘’mascolinità’’ attraverso una prova caratteriale del Cane, anzi, faceva sempre di tutto per mostrare le sue qualità (le qualità del Cane) e mascherarne un po’ le carenze. … Fra tutti i tecnici di quel tempo, è l’unico che si è messo più volte in discussione, è l’unico che ha sempre ascoltato e indirizzato il lavoro prendendo in considerazione quello che nasceva dalle riflessioni, dalle conversazioni, ragionando ed elaborando … è questo uno dei motivi per cui oggi vanta di un curriculum che non molti possono dire di avere. … Personalmente ho cercato Carlo, oltre che per la simpatia che provo per lui e l’amicizia e rispetto che ci lega da anni, per la sua professionalità e conoscenza del settore; come accadeva ‘’al tempo’’, lui mi ascolta, ragiona su quello che gli racconto e sui ragionamenti che faccio, mi consiglia, mi insegna; parlare con lui vuol dire accompagnarsi in una piacevole camminata discorrendo di cose interessantissime che possono nascere da un pensiero semplicissimo evadendo poi in collegamenti astrusi/enigmatici, ma che alla fine trovano sbocco sempre nella semplicità … quella semplicità che è parte della coscienza di un Cane e non più nostra. … Entrare nei panni di un Animale diverso, è difficile solo se sei avvinto alle presupponenze sapiens.


I primi momenti

La prima esperienza da assorbire per i miei Cani, sta nello scoprire che oltre casa, il giardino e il campo scuola sotto casa, esiste qualcosa di più. … Questa loro ‘’de-efficienza sociale’’ un po’ è dipesa dal tempo sempre limitatissimo, un po’ da me che sono solitaria oltre le righe, e un po’ dal luogo dove abitiamo: ‘’una zona che già il Pastore Tedesco Grigio era visto (più di vent’anni fa, appena ci siamo trasferiti) come il Lupo…!’’ … Vi lascio immaginare cosa poteva uscire da tali ‘’menti’’ se, nel 2006 i paesani sabini avessero visto le Saarloos … faccia a faccia con un CaneLupo!! Avrei avuto la Forestale al cancello di casa in men che non si dica (pensando positivamente!) … Dopo qualche anno, per fortuna sono arrivati in zona esemplari di Cecoslovacco e quindi già con i nostri Cechini potevo azzardare qualche passeggiata senza problemi, però di Saarloos non ce ne era e non ce ne è traccia tuttora.
Il Lupo sarà sempre il Lupo, che i media vogliano o meno beatificarlo, la psiche umana partorirà sempre aborti di verità. … lascio una nota che purtroppo tratta di una delle tante incresciose disgrazie causate dalla cattiveria umana, nonché dalla sua dispotica avversità nei confronti di tutto quello che ipoteticamente può nuocergli, senza toccare il critico tasto ‘’Favole e Spettri’’ - ... -
Immagine dello scorso aprile -

… Oltre all’orribile pensiero dell’uomo sul Selvatico e alle oscenità a cui la sua prepotenza porta, in zona è uso comune lasciare Cani, Gatti, Galline, Pecore, Cavalli in giro per i terreni; alcuni terreni sono limitati da filo spinato, il che circoscrive le zone ai Cavalli, ma il filo è assolutamente inefficace per gli altri Animaletti vacanti (per fortuna anche, pensando a quali ferite potrebbero andare incontro); la piena libertà in cui ‘’gli Altri’’ vivono, non permette a chi non fa parte del Branco (noi ad esempio) di passeggiare tranquillamente per i sentieri, ergo, l’asocialità è più che altro doverosa! - …
Vabbeh, comunque, tristezza, amarezza e polemica a parte, cercando di ritrovare il buon umore, il succo del discorso è che i miei Lupetti sono scarsamente socializzati! … Fortunatamente fra noi c’è una buona base di rispetto e fiducia, per cui sanno che possono venire da me a risolvere un problema o a chiedere aiuto per risolverlo o, se così non fosse, sanno comunque che standomi vicino non gli accadrà niente di male, per cui nella peggior versione dell’intesa, ‘’io’’ sono sempre il male minore ;)

Arrivati alla scuola di Carlo, il Centro Cinofilo Tiberino, parcheggio, apro un po’ gli sportelli della macchina in modo che loro possano cominciare ad assaporare la nuova atmosfera mentre vado a salutare il padrone di casa. … Più di qualche minuto passa, speso fra alcune delle ‘’chiacchiere’’ di cui sopra, dopodiché torno dai miei Cani. Uno per volta li faccio scendere (dalla macchina) al guinzaglio; facciamo insieme il giro del campo e dell’area appena fuori; conoscono Carlo e conoscono l’ufficio dove ci attardiamo ancora un attimo a parlare (Carlo ed io) per far assaporare (a loro) un clima molto tranquillo.
È fondamentale che il CaneLupo si senta a suo agio, facendo della novità una realtà conosciuta e cominci, piano piano, a provare familiarità con il posto. … Non è certo una cosa che si realizza da un momento all’altro, assolutamente no; e anche con i soggetti più forti, bisogna avere pazienza. … Altro dato importante, la pazienza, il saper aspettare il momento in cui prudenza e vigilanza non saranno più le uniche voci del comportamento del Lupino, e cominci (il Lupino) a chiedere ‘se abbiamo visto tutto, io toglierei il disturbo e me ne tornerei piacevolmente in macchina a riflettere!’’ … A seconda di quello che percepiamo, decideremo se, per la sua sanità esperienziale, dovremmo aspettare ancora qualche minuto, attivarci in campo oppure se sarà più idoneo tornare un poco in macchina.
Come primissima uscita, avendo intenzione di farli comunque uscire più volte, li riaccompagno in macchina. Nel susseguirsi del ‘’vai vieni’’ degli Altri, cominciano a guadagnare maggior tranquillità.

L’approccio in campo con il lavoro, posso presentarlo esattamente nella stessa modalità che conoscono a casa e hanno conosciuto nella nostra scuola quelle poche volte che siamo riusciti ad andarci. Posso farlo nella versione ultima o in un crescendo dalla più ‘’semplice’’ alla più ‘’completa’’… saranno loro a dirmelo. L’intento è quello di fargli ritrovare degli ‘’schemi’’ conosciuti (attenzione: non schemi di lavoro ma di comportamento e di attività creativa e ricreativa delle zone rendez-vous), affinché possano acquisire fiducia anche da quelli (dagli schemi) oltre che da me (conduttore) e dal nostro binomio.
… Il comportamento riportato da ognuno di loro, ha rispecchiato perfettamente le caratteristiche delle singole individualità; non risposte date da uno stampo di laboratorio, ma reazioni/atti specchio di quell’individuo / quell’unità.
Uno spettacolo che ha confermato i primi dei tanti pensieri formulati nel tempo.

Andando avanti con i minuti, sono cominciate ad arrivare le loro prime domande (anch’esse diverse soggettivamente), alle quali non è sempre stato facile rispondere. … Purtroppo, non avere quel tipo di esperienza di ‘’Lavoro’’ con i Saarloos e con i Cecoslovacchi, mi impone di dover fare riferimento a tutto quello che posso aver assorbito dal ‘’Lavoro’’ con i Pastori Tedeschi, dagli anni di vita in casa con i Saarloos e i Cecoslovacchi, dalle ore di studio del Lupo e, da quel che sono riuscita ad estrapolare dalle dicerie comuni - appunti spesso nascosti in uno sguardo, in una vibrazione, in qualche frase formata da parole messe lì alla rinfusa… - nonché dall’esperienza con il recupero di Soggetti che avevano avuto la sfortuna di vivere parte della loro esistenza a contatto con il mondo sapiens che li aveva disintegrati a livello psichico... partorendo così un pensiero il più possibile consono alla realtà.

- Esistono, nell’ambito del piano educativo, tre profili: formale, non formale e informale.
Il primo rispecchia le normative che devono essere seguite nell’ambito di alcuni luoghi e circostanze (che possiamo riconoscere in obblighi sociali); il secondo è ciò che riguarda la libera espressione dell’individuo, incentivata per stimolare la sua inventiva e far sì che egli, da essa possa trarre sempre nuovi stimoli e sicurezza interiore, e raggiungere una completezza dell’espressione caratteriale (sia per beneficio soggettivo, ossia per ciò che riguarda l’individuo, sia per beneficio sociale, ossia come aggiunta preziosa per la società); il terzo rappresenta tutto quello che avviene per casualità, che oltre ad impressionare, incuriosire, stimolare o reprimere (allorquando l’episodio casuale produce un fattore negativo), spinge l’individuo ad improvvisare o riflettere traendo forza dalle esperienze passate o dall’intuito, per trovare la giusta soluzione all’imprevisto. -
- Dal libro ‘’A TE…’Educazione Naturale -

Sezione B -
Akera e Akisni (Saarloos) - Fratelli di cucciolata, frutto di una accurata selezione caratteriale e morfologica, diversi come Natura vuole! Lei, intraprendente in compagnia e saggia in solitaria; lui collaborativo in compagnia e schivo in solitaria. La varietà di atteggiamenti nelle diverse situazioni, sono lo specchio del loro essere ‘’individui’’, e di non essere ‘’deprivatizzati trionfi di cloni’’.
In linea generale il CaneLupo, nelle sue espressioni lavorative, usa tenere sotto controllo tutta la situazione, per cui, nell’esecuzione di un esercizio, terrà sempre un orecchio sul suo conduttore e gli occhi e l’altro orecchio, vigili all’esterno del binomio. Per questo è importante che il luogo dove lavora o si appresta a lavorare, sia per lui ‘’familiare’’, altrimenti non potrà dare tutto se stesso nell’allenamento.
Nel video che seguirà, riporto la prima mattina, il primo momento in un campo nuovo, la prima volta che i miei CaniLupo si trovano a lavorare di fronte ad uno sconosciuto in un posto sconosciuto.
Nel particolare di Akera e Akisni, è facile individuare la coscienza che li porta ad agire.

Akera, più serena, esplora e, una volta assaporati i profumi del sito, fa per tornare alla macchina. Lei non sa logicamente cosa ci stiamo a fare in quel posto, ed è normale quindi che, una volta conosciuto l’esterno, voglia ‘’tornare nel Bosco’’. Essendo Akera completa sotto moltissimi aspetti, è docile alla mia richiesta di lavorare. E tanto lo è, che i suoi atteggiamenti sono molti infantili rispetto soprattutto a quelli che normalmente adopera nelle stesse situazioni a casa. In un crescendo di sicurezza poi (riconosciuto l’atteggiamento collaborativo), passa da un fare attento e fiducioso tipico del Cucciolo dipendente e non curante dell’esterno, ad un fare sempre attento alla persona e alla situazione, per finire con un’intenzionale modalità conduttrice (determinazione a dirigere).

Akisni, meno rilassato, risponde alla collaborazione imponendo la sua decisione, arrivando cioè, direttamente al termine dell’esecuzione del lavoro al piede chiudendo il passo in avanti nell’anticipazione della sosta di MammaLupa data dall’accerchiamento dei Cuccioli alla fine dell’andatura al passo. - (sosta del rigurgito – alimentazione) -. È logico che per Akisni è solo un rituale, perché mai in situazioni esterne è tanto tranquillo da potersi distrarre o rilassarsi a un punto tale da ‘’mangiare’’ (anche bocconcini molto prelibati).
Nella condotta al piede, Lui si appiattisce un poco, preme sulle mie gambe e cerca di indirizzarmi verso l’uscita; non riesce a staccare l’attenzione dall’esterno ‘’tanto da non accettare un ritorno al piede dando le spalle al mondo’’. Akisni ha bisogno di direttive tranquille ma ferme. Perdere la pazienza con Lui o assoggettarlo, porterebbe ad uno schiacciamento caratteriale che segnerebbe in negativo la sua personalità. Al contempo però non bisogna assecondarlo perché in questo modo si convaliderebbero le sue incertezze.
Come indole si affida, ma fargli accantonare la sua asocialità nel sociale, non è facile.
È un gregario con tutti i suoi pro e i suoi contro
Così come la Sorella è (sarebbe) leader con tutti i suoi pro e i suoi contro.

Real (Saarloos) e Teach (Cecoslovacco), coetanei, cercano e trovano la loro sicurezza chiedendomi entrambi delle direttive da seguire, differenziando la richiesta a seconda delle loro caratteristiche caratteriali e di personalità (modalità espressiva esperienziale).

Real, forte e dipendente, estremamente docile e duttile, molto sensibile ed emotivo, con i suoi atteggiamenti scolareschi, fluidi e disponibili, cerca in me, nelle figure e negli oggetti le indicazioni, cerca ‘’casa’’, ossia quel che conosce e che gli dà forza nella sicurezza. Non schemi di lavoro o schemi di figure ripetitive, ma tracce familiari che possano fargli affrontare il nuovo con la leggerezza di un Fanciullo e la serietà di un Allievo pronto.

Teach, forte e dipendente, docile ma più materiale che sensibile e più duro nell’afferrare il piacere, chiede principalmente qualcosa di forte e tangibile, con pochi condimenti e molta fermezza, senza mai raggiungere, né lui né io, una forma di autoritarismo estremo poiché in questo ultimo livello, sono troppi i malintesi a cui si può arrivare. Con un Cecoslovacco, il malinteso va chiarito nella forza della determinazione facendo molta attenzione a non chiamare i nervi che renderebbero insicuro il nostro Compagno. Soprattutto nella fase di apprendimento e familiarizzazione sarebbe la cosa più sbagliata.
Anche al Saarloos si creerebbero non pochi dubbi e incertezze, ma essendo il Saarloos più rispettoso, sbagliando modalità espressive, Egli cadrebbe nella passività o nell’infantilismo. La qual cosa lascerebbe il segno negativo o in forma di congelamento del coraggio espressivo, o in forma di scappatoia espressiva strumentale (connessa ad uno scopo).

Entrambi, a modo loro, chiedono a me cosa fare, quale atteggiamento assumere.

Real meno guardingo di Teach. La differenza fra loro può dipendere, oltre che dalla ‘’razza’’ (selezione originaria differente fra Saarloos e Cecoslovacchi), dal ‘’ruolo’’ che individualmente occupano nella società (ruolo idoneo al loro carattere – Uno di Uno / Legge del Branco) e dalle esperienze vissute prima e dopo il passaggio nella Famiglia definitiva.
Le loro espressioni parlano per loro! Tutto di loro parla di responsabilità dei ruoli e modalità comunicative. Più li guardo, più vivo con loro e con loro lavoro, più mi rendo conto della necessità di tenere una certa espressione linguistica, e di quanto siano fraintendibili gli atteggiamenti dei Genitori Lupi, per noi sofisticati sapiens!

Oggi non ci sono giochini che canalizzano l’attenzione, oggi dobbiamo prendere fiducia nel posto, per cui lavoreremo solo sulla docilità cercando di desensibilizzare un poco la diffidenza.

Video – Akera e Akisni primi passi nel campo nuovo
Video – Real e Teach primi passi nel campo nuovo


La cosa più difficile da affrontare con i CaniLupo è il passaggio dalle attività delle zone rendez-vous a quelle fuori casa. Nel mio piccolo, con i miei Pastori Tedeschi, ho vissuto questi momenti quando uscivo dal nostro campo scuola nelle occasioni sportive; a differenza di tanti altri cinofili (la maggior parte dei concorrenti), non avevo molto tempo a disposizione, né denaro da ‘’spendere in trasferte varie pre-gara’’ (senza contare poi che provare i campi di gara era vietato …ma qui entriamo in un altro discorso che esula molto dal concetto che si ha di serietà e, nel particolare, di serietà sportiva). Non familiarizzare con ‘’il luogo’’ portava i miei Cani ad esprimersi con riserva; e solo dopo aver approfondito ulteriormente il nostro rapporto in ‘’esterno’’ le loro espressioni furono più serene, mai giocose (adolescenziali) però, perché non condizionate da sollecitazioni che chiamavano ‘’dipendenza psichica e fisiologica’’ da incentivi esterni al nostro essere una Coppia (cosa apprezzata solo da chi veramente conosceva i Cani ed escludeva la privazione espressiva spontanea/peculiare data dal metodo).
Il superamento delle ‘’fasi’’ con loro (con i Pastori Tedeschi) è stato certamente più facile e più veloce, perché le motivazioni del Pastore Tedesco (rispetto al CaneLupo) sono meno profonde (meno sviluppate, evolutivamente parlando); questo permette loro di attivarsi un poco (se necessario) mediante degli stimoli che amplificano l’interesse sul binomio, distogliendo l’attenzione dall’ipotetico deficit esterno.
Con i CaniLupo, gli stimoli possono entrare in ballo solo quando i soggetti si sentono estremamente sicuri. In più, è necessario avere un voluminoso bagaglio ricolmo, oltre che di pazienza, di tempo; nella possibilità di sbagliare il meno possibile (poiché la loro sensibilità li porta ad assorbire tutto con estrema permeanza), si possono raggiungere dei risultati davvero entusiasmanti.

La Sezione C - è un punto interrogativo che va spiegato nei minimi particolari.
È un settore fatto di domande che si susseguono in maniera regolare una dopo l’altra, per favorire una continua crescita del soggetto e, per quel che riguarda il CaneLupo, si alternano (le domande) in una successione di ‘’ipotetiche’’ contraddizioni.
Se parliamo di normali Cani da Utilità e Difesa, l’approccio con loro, del Figurante, avviene sotto forma ludica; si parte dalla stimolazione sull’Istinto Predatorio muovendo uno straccio di iuta che simula un Esserino da bloccare. Il Figurante dà a lui vita (vita allo straccio) agitandolo in una sequenza di ‘’accendi / spegni’’, lo munisce di una voce e di spinte emotive (energia attraverso stati d’animo). Il gesticolare del Figurante, la sua commedia, unita al supporto dal Compagno umano del Cane (in questa veste - Compagno di Giochi che spalleggia) porta il Cane ad attivarsi in serenità come accade nel ‘’giardino di casa’’.
In un susseguirsi di istinti e qualità naturali, il Cane mette in luce le sue peculiarità e cresce caratterialmente e psicologicamente in/fra sicurezza e serenità.
Con il CaneLupo, non è facile questo tipo di approccio, per via della sua metà lupina e, permettetemi un rimarco polemico, per via della scarsa conoscenza del ‘’settore caratteriale’’ come scelta dei soggetti e consapevolezza del ‘’potere’’ dei soggetti e, scarsa conoscenza del ‘’settore educazione caratteriale’’ nel rispetto degli individui e delle razze, di moltissimi selezionatori di cucciolate e tecnici insegnanti!
Per prima cosa bisogna valutare il fatto che un esemplare di queste razze, muove tutti i suoi primi passi insieme ai suoi Familiari nelle zone rendez-vous, ossia vuole e accetta di ‘’giocare nell’apprendimento’’ solo con loro e nel territorio domestico. Qui apprende le basi delle modalità espressive che un domani faranno di lui un Adulto collaborativo.
Seconda cosa: sempre la caratteristica lupina, lo spinge a chiedere alla persona di cui si fida, esattamente cosa deve fare quando ‘’la Coppia’’ si trova fuori casa; chiede se le circostanze similari a quelle conosciute, possono avere un nesso espressivo e, se si, in quale modalità e con quale intenzione devono essere vissute. E chiede anche se non è meglio lasciare tutto lì com’è, e ‘’far cuocere nel loro brodo, coloro che vogliono incastrarli in qualche modo in affari che non li riguardano’’.
:o ;) :D
La saggezza del Lupo, porta il CaneLupo ad evitare scontri inutili; ad immobilizzarsi per ‘’tastare il terreno’’ e, se non è potuto fuggire (e osservare poi ‘’la faccenda’’ da lontano), nell’immobilità studia la ‘’scena’’ cercando di prendere la decisione più giusta per non lasciarci ‘’le penne’’ emh ‘’la pelliccia’’.
La diffidenza lupina non gli permette di interagire con l’estraneo come un Cane normale, per cui l’estraneo, per entrare nel suo mondo, deve farlo in punta di piedi valutando le distanze, accorciandole o meno a seconda delle risposte che riceve. Deve studiarlo e deve farsi studiare.
L’abilità del Figurante sta nell’interessarlo senza innervosirlo.
Terza cosa: già in tutti gli esseri viventi sociali, esiste una specializzazione individuale (Teoria del Branco - Uno di Uno), nelle razze canine la specializzazione è ancora più marcata, e in quelle Ibride di Lupo assume degli aspetti davvero particolari che avvalorano ancor di più la veridicità della Teoria del Branco - Uno di Uno.

(Approfondisci aiutandoti con la ‘’Teoria Neotenica’’ in una forma più completa sul libro ‘’A TE…’’ da pag. 246 a pag. 255 - In un esposto di tutti gli stadi di crescita del Lupo e le attinenze delle razze ad essi, entriamo nello specifico degli Ibridi di Lupo nelle pag.247, 252, 253, 254).

L’individualità porta i soggetti ad attivarsi solo per ciò che riguarda il loro ruolo, per cui è inutile e dannoso chiedere a tutti i singoli di svolgere lo stesso compito, e di chiederlo ‘’oltretutto’’ con egual enfasi pretendendo anche lo stesso risultato.
La modalità di approccio in campo è importantissima. Si deve simulare una situazione veritiera in un crescendo molto graduale delle difficoltà. Senza mai bruciare le tappe, bisogna far attivare il CaneLupo cercando di far prendere a lui l’iniziativa; indirizzando questa iniziativa, va aiutato quel tanto che basta per non farlo sentire solo e per fargli capire e credere che ne uscirà vittorioso; questo lo responsabilizzerà e gli permetterà di crescere.
È logico che nella sua testa, prima di tutto si aprirà il varco verso lo studio di un attimo (più o meno lungo), ed è normale una possibile conseguente ritrosia o allontanamento per uno studio successivo da ‘’una certa distanza’’. Come è normale che, solo se messo alle strette, scelga di reagire in maniera attiva pur di porre fine ad uno strano quiproquo che esula dal suo quotidiano (atteggiamento spesso più intenso nel CaneLupo Cecoslovacco che non nel CaneLupo di Saarloos; il che non vuol dire che quest’ultimo non possa o non sappia farlo, ma vuol dire che le decisioni prese - o da prendere -, oltre ad essere il frutto delle peculiarità individuali, e un domani dell’esperienza, sono date dagli input della selezione iniziale, quella che ha fatto nascere le razze, come progettate dai loro ideatori).
Aggiungiamo anche che, per un subalterno ancora non in condizione di collaborare in esterno, la logica gli impone che vada in tana o si pari dietro al suo superiore, pronto (semmai) a fargli da spalla, e che sia quest’ultimo (il suo superiore) ad attivarsi, a proteggere e/o indirizzare.
… beh, è chiaro che nella testa dello Scolaro lupino, si formino tanti tanti dubbi …
Per rendervene conto, provate ad immedesimarvi in Lui; immaginate una Famiglia dove i Genitori hanno sempre messo a cuccia i Figli per evitare che prendessero ‘’pericolose iniziative’’ date da una ancora scarsa crescita esperienziale, e adesso, di punto in bianco, in un luogo che è di tutti e di nessuno, e di cui ancora non si è presa una adeguata coscienza, i Figli non ancora idonei alla faccenda (ribadisco: per mancanza di esperienza), debbano agire in attivo senza che il primo passo lo facciano ‘’Mamma’’ o ‘’Papà’’ … pensate a quanti punti interrogativi possono nascere nelle loro teste!

ATTENZIONE - Il territorio di tutti e di nessuno. È questo un argomento molto importante e va sottolineato.
Il Lupo, quando si trova in terra di nessuno, non assume mai atteggiamenti troppo sicuri / sereni se non è più che certo che non ci siano pericoli. Prima di azzardare un cenno di tranquillità, annusa tutto l’annusabile cercando di carpire tutti i messaggio lasciati da… ‘’chiunque’’. Nel suo territorio invece, si muove senza star lì troppo a pensare, ma se avverte un minimo cambiamento, ecco che immediatamente si allerta. Sua prerogativa è quella di difendere la propria casa, per cui insieme al Branco, caccia via l’intruso se riconosce in lui un pericolo.
e se il Branco non c’è? … se parliamo di un Lupo solitario, nel momento in cui, nella zona che ha scelto momentaneamente come dimora (dimora temporanea), avverte un ‘’pericolo’’, si rintana il più possibile come farebbe se fosse un Cucciolo; in silenzio attende la fine della novità che gli procura così tanto disagio; e se si trova con le spalle al muro e non vede altra via di salvezza (oltre all’immobilità), fa di tutto pur di fuggire da lì (dalla situazione).
… tornando al territorio comune, nel mio piccolo, vivendo con un numero abbastanza inusuale di Cani, ho notato che soprattutto i Saarloos non accettano alcun estraneo nel proprio territorio, mentre i Cecoslovacchi sono più magnanimi (nel senso che, essendo stati selezionati all’origine per vigilare in Coppia - CaneLupo/Uomo -, devono essere in grado di discernere, di aspettare/ascoltare anche la decisione del Compagno umano, e poi di attivarsi in un senso o in un altro). Al contrario, tutti gli altri (Branchi misti che vanno dai Pastori Tedeschi, ai Maremmani, ai mix Siberian, ai Cani da caccia, ai mix di nani un po’ Pincher un po’ Terrier) invece, dopo il primo ‘’forse’’, sono disponibili verso ‘’nuovi amici’’ (o comunque non li disturba un ‘’Uno’’ in più). … Le stesse modalità (asociale, vigile e confidenziale), si riscontrano in esterno; ossia: i Saarloos tanto non accettano l’intruso in casa, tanto non lo accettano fuori (fuori casa) e si attivano in modo tale da rendersi abbastanza invisibili; i Cecoslovacchi rimangono nel ‘’loro’’ senza esternare troppo; gli altri sono (generalizzando un po’) più o meno come sono nella proprietà, amici di tutti o comunque non nemici.
Da questo viene fuori la diversa forma di saggezza data dall’evoluzione neotenica, e la conseguente disposizione sociale (nel sociale – verso la società esterna al Nucleo), più o meno espressa.
Viene da sé che il comportamento dei Saarloos, nel momento in cui si trovano in terra straniera, non sia del tutto tranquillo fino a che quella Terra non diverrà un luogo conosciuto. E quando questo avverrà, potremo assistere a manifestazioni comportamentali più adatte al loro lato canino. Stesso discorso vale per il Cecoslovacco nel quale però, verranno alla luce anche le sue doti di selezione (selezione che ha dato origine alla razza).

Le diversità delle razze sono un segnale molto chiaro che ci avverte su quale deve essere il nostro comportamento nei riguardo di coloro con cui condividiamo la nostra vita e di cui ci apprestiamo a conoscere (per renderli esternabili) lati personali che altrimenti rimarrebbero soffocati.

Detto questo, non è complicato capire perché il campo di lavoro deve diventare un luogo familiare; il tempo poi, e l’esperienza, permetteranno a questi particolari Allievi di attivarsi nella giusta espressione.

. Vivendo in una società umana, se si volesse intraprendere un percorso sportivo completa come l’Utilità e Difesa, o un’altra disciplina sportiva purché sia in linea con le caratteristiche di razza e soggettive (proprie dell’individuo) per far esprimere il proprio Cane, oltre al lavoro a casa, in tana - per quel che riguarda le attenzioni al Cucciolo e le iniziative ludiche volte ad indirizzarne le specifiche peculiarità nell’impegno di educarle - il Piccolo dovrà conoscere anche il campo dove inizierà a muovere i suoi primi passi e le persone che un domani aiuteranno il Binomio nella crescita sportiva. -

Primo giorno prova della sezione C
- Premessa: l’utilità degli esercizi di questa sezione, e tutto il lavoro di preparazione per arrivare alla loro esecuzione in assimilazione e non in forzatura (elaborata nel condizionamento), verte sull’insegnamento distintivo (all’Allievo Cane / CaneLupo) di alcuni atteggiamenti dell’uomo a volte offensivi, a volte distaccati, a volte inespressivi, e le modalità di approccio / reazione da tenere nel momento in cui tali atteggiamenti sono a lui rivolti. … ‘’Noi siamo passati da un incontro più che tranquillo / amichevole nella zona antistante al ring di lavoro, ad un incontro e presenza distaccata o anche inespressiva (comunque tranquilla) durante la prova (sempre nel ring) di obbedienza, e ora, eccoci giunti al momento in cui bisogna saper riconoscere quando, dalle fasi di ‘’tranquillità’’ o ‘’indifferenza’’, si passa alle fasi nelle quali è giusto allertarsi, e nel farlo, quando è giusto rispondere ad una minaccia con un’altra minaccia, ad una provocazione tattile con una corrispondente offesa, e quando è giusto interrompere le azione (tattili e/o intimidatorie attive) rimanendo vigili in caso necessitasse una nuova risposta. … Nella conoscenza del suo lavoro, Carlo mi invita a posizionarmi in un posto tranquillo dove (a turno) mi metterò con i miei CaniLupo. … Acquistata la tranquillità del posto dove ci siamo posizionati, tranquillità necessaria per permettere la dovuta attenzione (mia e del mio Compagno Cane/Lupo) alle movenze di Carlo come Figurante e non al resto del campo, ecco che Carlo si attiva assumendo dei comportamenti un po’ giocosi, un po’ animaleschi e un po’ umani; si avvicina e si allontana a seconda delle risposte che riceve. Il suo intento è quello di interessare l’Allievo CaneLupo, senza creargli problemi e, al contrario, stimolarlo ad interagire con lui in forma adeguata alle sue domande. … Noi, lo osserviamo mentre assume quegli atteggiamenti particolari che svelano il tentativo di cercare di entrare nel nostro cerchio. Ed ecco che prendono vita le varie domande (mie e del Cane/Lupo) su cosa può accadere, cosa possono significare quelle provocazioni. ’’
- Inserisco sempre la parola ‘’Noi’’ perché anche il Compagno umano deve partecipare emozionalmente all’azione, trasmettendo quel certo ‘’che’’ che dice all’Altro ‘’sono con te’’. -

Le reazioni avute dagli Allievi sono state tutte consone al disturbo, e al loro ‘’modo di essere’’, nell'equilibrio di un comportamento da apprendere in un posto che non è casa ed è territorio ''di tutti''.

Essere guardinghi, diffidare, cercare nell'immobilità la coscienza di agire in serenità, sono le disposizioni che naturalmente si attivano per permettere di ponderare e procedere!

Il Figurante studia la distanza ... si avvicina, entra ed esce dal confine senza innervosire l’Allievo ma mettendolo in un’aspettativa guardinga. … Carlo cerca solo di responsabilizzare in attivo un comportamento che deve essere assunto (dall’Allievo) con decisione e fermezza senza passare da una fase di nervosismo che chiamerebbe solo dubbi ed esitazioni!
Nel momento in cui l’Allievo reagisce con un vocale o con un visivo che intima al Figurante di non avvicinarsi oltre, Carlo conferma quell’avvertimento allontanandosi. ... Nel mio ruolo di sostegno, confermo a mia volta l‘operato del mio Compagno, gratificandolo!

- Gratifica - attenzione va posta alla modalità della gratifica che deve essere si partecipe, ma deve anche non essere spunto di distrazione (come giustamente evidenziato da Carlo), soprattutto nei momenti in cui l’Allievo ‘’cerca’’ una virgola per terminare l’azione o ‘’crede’’ che la stessa (l’azione) sia terminata.
Non è uno scoglio tanto facile da superare con i Cani/Lupo, quello di dare corpo ad una sequenza di azioni riguardanti lo stesso discorso, perché loro sono abituati ad interrompere i vari ‘’giochi’’ nel momento in cui la risposta avuta alla domanda che hanno formulato è quella di resa. E la resa è una, non ha altri significati, cioè, l’Altro, una volta che è stato vinto, non cerca di tornare alla carica subito dopo … semmai, lo fa passato qualche giorno! - È un comportamento che prende spunto da attività che nasce nelle zone rendez-vous fra familiari - È quindi difficile, in breve tempo, confermare delle risposte che potrebbero far terminare gli atti, e/ma che invece devono esser la porta d’accesso per poter iniziare ad allungare i tempi di attenzione e (a seguire) l’intensità/complessità delle risposte che un domani porteranno a conoscere quelle definitive; è un momento (quello dell’unione delle risposte) che necessità di una sottile sensibilità che ne permetta il superamento da parte dell’Allievo.
- Il CaneLupo, sempre per i suoi stretti legami con il Selvatico, non capisce il proseguire delle azioni nel momento in cui raggiunge la ‘’vittoria’’. Mi ricordo, durante i primi giochi che facevo con le Saarloos (Arowen ed Eowyn) ben 13 anni fa, che quando vincevano sul combattimento della predina posticcia, ci rimanevamo malissimo se andavo nuovamente a contendergliela, o se, rubandogliela, la riproponevo come gioco. Quando una cosa viene conquistata è propria di diritto. Anche fra di loro non c’era tentativo di riconquista. Il gioco finiva lì con un vincitore che si godeva la proprietà e un vinto che andava a cercare qualcos’altro da fare. -
Stesso discorso è probabile che sia valido nelle vittorie sul Figurante: finita l’offesa perché vinta, e un domani conquistata la preda, è finito il lavoro. … Si ok ma… la fine dell’offesa chi la decide, e come si fa a capire se il Figurante rinuncia alla riconquista della preda o si ‘’contenta’’ della modalità in cui ‘’è stato sconfitto’’? … qui non stiamo parlando del gioco fra loro o del gioco con me, qui parliamo di un ‘’gioco’’ che avviene fra noi e un estraneo. L’offesa terminerà perciò quando l’estraneo avrà deciso di non voler più continuare, ossia quando si riterrà vinto.
Sicuramente nel ‘’susseguirsi’’ di piccole vittorie (e se parliamo di un ‘’susseguirsi’’ è logico che stiamo parlando non di un’unica risposta positiva alla stimolazione, ma di più d’una, il che esorta l’Allievo a non distrarsi), si può già notare un percorso che non ha un immediato arresto bensì chiede una più lunga ‘’prestazione’’; e sarà proprio il concatenamento e sommatoria delle piccole vittorie che, praticamente non avranno più la pausa del godimento o rilassamento, a certificare il verdetto finale

Perciò, come il Figurante deve lasciare nell’Allievo la sensazione che l’allerta non è ancora cessata, così devo bilanciare io le gratifiche al suo operato. (Superare un gradino è un bel risultato, fare tutta la scalinata è un grande risultato… se le mie gratifiche corrono oltre le righe, non faccio altro che confermare la fine dell’atto).

Nel rispetto delle personali attivazioni (risposte), non bisogna mai chiedere di più. L’Allievo deve sempre uscire dalla lezione con una vittoria certa, in modo tale che, al prossimo incontro saprà di non partire con un deficit ma con il ‘’successo in tasca’’.

Un piccolo accenno alle risposte date da Akera, Akisni, Real e Teach

Akera Lakewolf - primo giorno prova della sezione C
La tipicità caratteriale del Saarloos viene fuori, e in Akera, in tutte le sue espressioni assume quelle linee particolari che fanno di lei un individuo forte di base e giustamente dubbioso nelle situazioni nuove, vista la sua scarsa esperienza. … Dal momento in cui ci siamo posizionate dove ci aveva indicato Carlo, lei, in piedi vicino a me, ha osservato ogni movenza della persona che stava in campo (Carlo), interessandosi anche pero, agli abbai dei Cani nella pensione attigua al Centro, senza trascurare di tener d’occhio la macchina. Carlo dapprincipio, distante da noi qualche metro, si faceva beatamente i fatti suoi (stava mettendo a punto la telecamera per le riprese). Akera era vigile su lui, ma lo era di più nei confronti degli abbai e della macchina. Era abbastanza tranquilla ma non ha mai abbassato la guardia. … Questo suo guardare la persona e verso la pensione e la macchina, rimanendo ferma accanto a me, ha messo in luce un suo ragionamento accorto, misurato, ma non spaventato. Per come conosco i Saarloos e lei (visto che è di lei che stiamo parlando), mi sento di poter dire che stava vivendo la situazione in equilibrio, altrimenti avrebbe fatto di tutto per andarsene. … È chiaro che la situazione nuova non le permetteva di comportarsi come se fosse stata a casa sua, ma proprio perché quella era una ‘’scena’’ di vita che non conosceva affatto, il suo star lì ferma ad aspettare senza agitarsi, ha chiaramente parlato in suo favore. …
Iniziata la fase interattiva del Figurante, mentre Carlo si avvicinava con quel suo fare ‘’strano’’, lei lo teneva sotto tiro, ma come si rendeva conto che la situazione non era pericolosa, girava la testa guardando altrove. Forse il suo voltare l’attenzione, poteva essere una forma ‘’generale’’ di rifiuto a tutto il contesto, oppure un messaggio diretto a Carlo di non desiderare un’interazione con lui, oppure era un semplice non considerare quegli atteggiamenti (del Figurante) sufficientemente provocatori o offensivi da dover rimanere ‘’attenta con lo sguardo su di Lui’’. La cosa certa era che ‘’il tutto’’ non sembrava la scalfisse più di tanto. …
Bellissimo il lavoro di Carlo, i suoi gesti durante l’attenzione della Saarloos e le sue posture quando invece Akera guardava altrove. Ogni volta che questo accadeva, ossia quando Akera girava lo sguardo, lui assumeva delle pose diverse da quelle di una persona normale, e attivamente la stuzzicava; se Akera lo guardava con un’intenzionalità forse non amichevole, lui subito si allontanava … questi piccoli allontanamenti possiamo definirli piccole vittorie utili per i discorsi fatti prima in merito alle vittorie e al termine dei giochi!

In un susseguirsi di tentativi, Akera ha preso sempre più sicurezza valutando la fase di all'erta e, all’occorrenza intervenendo... infatti, nell’insistenza di Carlo, è passata dallo sguardo diretto ad un leggero ringhio per farlo allontanare, e quando non sono più bastati quei due segnali, gli ha mostrato i denti.
Risposte visive e vocali sono state date in un crescendo di atteggiamenti che sono sempre rimasti nei limiti dell’entità con cui erano state formulate le domande. Non è stata mai mostrata una forma di squilibrio, anzi, il comportamento di Akera ha chiaramente messo in evidenza un crescendo di sicurezza in se stessa e padronanza della situazione!

Il primo incontro si conclude così, con delle vittorie visive e vocali, come la situazione chiedeva di fare.

Video – Akera primi passi nella sez. C

Akisni Lakewolf primo giorno sez. C
Akisni ed io ci troviamo nello stesso angolo tranquillo del campo dove poco prima stavo con Akera. … Carlo è ancora lontano. Akisni, in piedi vicino a me, lo guarda incuriosito. Carlo batte la mano su un telo per unire un ulteriore stimolo che aumenti la curiosità del Saarloosino … poi comincia ad avvicinarsi.
Cercherà di mantenere sempre viva questa attenzione senza mai immettere stimoli o assumere atteggiamenti che possano innervosirlo, perché ‘’ricordo’’ che il fine di questo lavoro (Disciplina sportiva per competizione a parte) è quello di insegnar loro a gestire le fasi riconosciute come ‘’dubbie’’ o anche ‘’scomode’’ (non pacificamente equilibrate) discernendo su quale sia il comportamento più idoneo da tenere, lavorando sempre nell’educazione delle singole peculiarità caratteriali senza chiedere mai l’impossibile e senza mai insegnare atti che fuoriescano da una logica sociale. Ricordo anche che ’’porgi l’altra guancia’’ non è sempre conforme alla loro linea di condotta per quel che concerne un’offesa (ed io sono d’accordo con loro)! E sottolineo che il tutto si svolge in forma comunicativa ludica e per questo ogni risposta ‘’chiesta’’ deve essere conforme a quella qualità o istinto che maggiormente spicca nel Soggetto. ‘’interrogato’’.
La preparazione di Carlo e la sua conoscenza profonda del settore, gli permetterà di agire sempre in maniera serena, il che porterà nell’Allievo, uno sviluppo positivo ‘’anche’ della soglia di reazione dei nervi senza toccarne mai la fase di eccitazione che porterebbe solo ad un eccesso di insicurezza. … È questo un modo per disciplinare la diffidenza che contraddistingue la parte lupina del Saarloos, il quale spesso si attiva non seguendo la giusta linea espressiva, ossia, spesso si attiva fuggendo l’offesa se pecca in sicurezza personale ed esperienziale positiva. - Sia ben chiaro che ‘’non parliamo di mordere a prescindere’’, ma solo di educazione durante occasioni provocatorie e di canalizzazione delle risposte. - Doveroso è: non lavorare mai la diffidenza in negativo. Mai toccare la diffidenza in maniera non equilibrata, perché si rischia di accentuarla in difetto provocando, nel Soggetto, reazioni esageratamente attive o esageratamente passive! … Il Figurante assumerà quindi, dei comportamenti che dovranno interessare Akisni facendolo crescere mediante un comportamento attivo rispondente e conforme a ‘’provocazione’’ (prima) e ‘’fuga’’ (poi) del ‘’Figurante’’.
Diversamente da Akera, Akisni non presta attenzione ad altro che non sia il Figurante, e solo alcune volte distoglie lo sguardo da lui per rivolgerlo alla macchina. … Akisni manifesta prontezza nell’attivarsi, sia intesa l’attivazione in senso positivo, ossia verso il Figurante, sia in senso passivo, ovvero indietreggiando.
La diversità degli atteggiamenti dei due, sta nel fatto che caratterialmente hanno una diversa sensibilità verso ciò che è esterno a loro, data (questa sensibilità) dalla loro distinta individualità (e mansioni nel Branco)
Nella saggiatura delle varie domande del Figurante, Akisni risponde con messaggi corporei ai quali unisce, poi, ulteriori risposte; dapprima ringhia rimanendo fermo e poi abbaia, legando all’abbaio un avanzamento corporeo in direzione di Carlo.

Le vittorie sul Figurante, lavoreranno in positivo sulla sua tempra psichica!

E come è accaduto con Akera, anche con Akisni, nel momento in cui ha mostrato una reale crescita espressiva, giustamente viene interrotta la lezione. Sempre al fine di favorire una crescita di fiducia in se stesso.

Video – Akisni primi passi nella sez. C

Real – RedLupo Tachunga Betouk primo giorno sez. C
Real ed io entriamo in campo, e prima di metterci nel punto dove sono stata anche con Akera e Akisni, facciamo una brevissima passeggiata. … Con calma poi ci sistemiamo aspettando Carlo. … Real è sufficientemente sereno ma anche guardingo. Non conoscendo quell’atmosfera, i suoi atteggiamenti sono più che conformi alla situazione. Fra una domanda a me, una a se stesso e, dopo, una al Figurante, cerca di capire cosa sta succedendo.
Ho con me il suo gioco preferito, un salsicciotto fatto con dei calzini da ginnastica, che chiamo ‘’coda’’ per via della sua consistenza – nasce da una riflessione fatta anni fa, quando ho visto giocare Arowen ed Eowyn fra loro: mentre si rincorrevano in piena attività predatoria, la Saarloos che si trovava dietro, per fermare quella che stava davanti, la afferrava per la coda. Due Soggetti che si attivano in questo modo in un gioco del genere, pensavo che avrebbero risposto benissimo alla stimolazione con un salsicciotto di iuta, e invece no, i salsicciotti normali non le interessavano affatto, e non mi spiegavo il perché. Subito ho dato la colpa di un loro non interesse al mio essere una frana nell’animarli, poi però, tastando la loro coda, ho capito! Era un problema di consistenza e di forma. I calzini, infilati uno sopra l’altro, avevano probabilmente una maggiore somiglianza con la ‘’coda vera’’… fatto sta, che con i calzini così sistemati, iniziarono a giocarci molto volentieri! –
Real possiede come primarie caratteristiche personali: un’alta docilità unita ad un’altrettanta alta possessività e alto piacere a tenere le cose in bocca ben serrate; ha piacere a non condividerle con nessuno, ma con me è molto rispettoso; il suo ruolo nel Branco è di Gregario, con una distinzione fra tutti i Gregari, davvero tanto tanto particolare. È forte e dominante in alcune situazioni, e remissivo in altre; sembra l’esatto connubio fra un Individuo Alfa e un Omega.
Ho portato il suo gioco perché ho pensato che potesse acquisirne sicurezza (da non confondere con l’oggetto autistico che rasserena il Bimbo afflitto da tale patologia); ho pensato che in una situazione nuova potesse dargli un input di serenità. … La riflessione dà il suo risultato positivo solo per pochi attimi, poi le novità sono troppo importanti per ‘’avere la bocca occupata’’ e quindi lascia cadere il gioco a terra si concentra su quello che sta accadendo.

Ricordo fino ad arrivare ad annoiare chi mi legge o ascolta, che ogni azione promossa da Carlo, la cui maestria lo distingue fra i Figuranti, è una commedia nella quale lui si presenta non come un attore umano, o specificatamente come un attore umano con intenzioni particolari, ma come uno strano essere un po’ animalesco e un po’ fanciullesco che chiede e infastidisce appena nelle sue richieste; Carlo sta simulando una forma ludica che avviene fra i Saarloos quando fra di loro c’è qualcuno che vuol giocare alle rincorse predatorie o ai giochi di lotta e chiede, dando delle spintarelle a colui a cui è indirizzata la richiesta, di muoversi, di scappare o di rincorrerlo … solo dopo aver ottenuto la risposta attesa, il chiedente smetterà di dar lui ‘’fastidio’’ (bonariamente parlando). … C’è da dire anche però, che queste piccole provocazioni, sono pure quelle che ‘’un Gattino fa ad una Lucertola’’ e le fa ‘’un Individuo che incontra un Animale (conspecifico o no) quando, nel dubbio di quello che realmente vuole fare, lo stimola al movimento’’ … Il fatto che fra Real e il Figurante non ci sia una forma confidenziale, non spinge il Saarloos (Real in questo caso) a rispondere con ‘’amichevole’’ fiducia, ma con ‘’guardinga’’ interrogazione.
- Fra Saarloos è un gioco molto frequente, e nel farlo si divertono sempre; quando noi familiari (Paolo ed io), lo abbiamo loro riproposto, anche se con qualche punto interrogativo iniziale (siamo sapiens purtroppo!), tutti hanno reagito attivandosi nella giusta maniera. Il dato più importante affinché ciò avvenga, è il livello confidenziale fra colui che provoca e colui che risponde! -

NOTA - Come per tutte le fasi di lavoro, importanti sono i tempi di attenzione e le risposte che si ottengono. E infatti, il Figurante saggiamente deve cambiare ‘’intenzione’’ a seconda di ciò che raggiunge, e ancor più saggiamente deve lasciare il campo al momento giusto.

Durane l’avvicinamento di Carlo, sempre molto tranquillo e fluido nei movimenti, la saggezza lupina di Real, lo porta a rimanere fermo, a studiare, un paio di volte ad indietreggiare appena e a sistemarsi meglio, e ad attivarsi solo quando Carlo entra nel suo (nostro) cerchio.

Con Real (come per gli altri anche, ma con lui in maniera più intensa) vale il suo punto interrogativo in merito al: ‘’perché io (Barbara) non faccio altro, oltre a stargli vicino? Perché non partecipo attivamente alla missione?’’ … in verità io, che sono molto ‘’umanamente materna’’, vorrei partecipare di più alla scena non limitandomi ad incoraggiarli, a sostenerli, a coprir loro le spalle, ma se lo facessi limiterei solo la loro crescita individuale, quindi non posso che ‘’coprirgli il fianco’’, e gratificarli (con il giusto contenimento per non distrarli dal lavoro) ad ogni loro iniziativa presa e vittoria raggiunta.

Il risultato arriva con soddisfazione, ed è lampante l’ottima risposta di Real che, senza lasciare il suo posto, dice chiaramente al Figurante di cambiare zona!

Video – Real primi passi nella sez. C

Interessante la diversità di comportamento fra i tre Saarloos: Real attende seduto, Akera e Akisni sono in piedi; Real, in base alla sua alta docilità (conoscenza e accettazione delle regole sociali del Branco), chiede spesso a me, cosa che non fanno Akera e Akisni. … Anche le loro risposte corporee e vocali indirizzate a Carlo sono differenti, e tutte certificano la spinta caratteriale che posseggono, diversa e utile (la diversità) al fine di una miglior collaborazione nel Branco (retaggi fondamentali per la vita del Lupo).

Importante valutare la stimolazione del Figurante su ognuno di loro per non cadere nei tranelli della psiche umana che vede, in certi atti, la manipolazione della lucidità sociale – insegnare la valutazione delle circostanze e far vivere agli Allievi delle situazioni che li mettono a conoscenza di atti non sempre coccolosi, non fa di loro dei diffidenti squilibrati, ma l’esatto contrario! … :

- Carlo simula una forma ludica che avviene fra i Saarloos quando fra di loro c’è qualcuno che vuol giocare alle rincorse predatorie e chiede, con movenze strane e nell’avvicinamento dando anche delle spintarelle a colui a cui è indirizzata la richiesta, di muoversi per iniziare la rincorsa ...ma Loro non hanno confidenza con Carlo, per cui non accettano molto questa richiesta ... e glielo dicono! - … interessante ragionare sul fatto che pur non sapendolo, loro hanno comunque risposto in maniera positiva alla stimolazione, perché essa non chiedeva altro che un’interazione. … A volte le migliori amicizie nascono da screzi iniziali

TeachLouis Vuitton Olim Palus primo giorno sez. C

‘’Affrontare i ricordi e superare le paure’’
Il passato non lo si deve fuggire, lo si deve affrontare,
perché solo così si possono valutare e, se serve, combattere i traumi vissuti
e finalmente sconfiggerli.

Attraverso il lavoro, vivendo una situazione diversa, ma con ipotetici simili quadri vivi nel bagaglio esperienziale dell’Individuo, può (l’Individuo) riuscire ad affrontare i suoi Spettri. Sostenuto da colui di cui si può fidare, con lui al fianco, è certo che ce la farà.
‘’ … se devi sconfiggere una paura, guardala negli occhi e digli esattamente chi sei!’’

Teach ed io entriamo in campo; intendo condurre il mio Compagno verso Carlo con calma e con determinazione, lui è reduce da un problema vissuto quando era un Cucciolo e che non ha mai superato.
Per Teach, la situazione da superare è quella di un lontano ricordo che riguarda i suoi primi giorni di vita lontani dall’allevamento, in quella che sarebbe dovuta essere la sua nuova Famiglia.
Con il ‘’padrone di casa’’, Teach ha avuto subito degli scontri non proprio simpatici; e quando nell’esasperazione delle situazioni subite, Teach ha reagito attivamente, alla sua reazione ‘’offensiva’’ è stato risposto in maniera ancor meno simpatica (soprattutto a livello psicologico). È così che lui ha patito il dramma dell’incomprensione, dell’incompatibilità sociale, del non rispetto … ed è così che ha imparato a chiudersi nel suo guscio e, appena possibile, a fuggire.
I segni che si porta dentro gravano di insicurezza la sua personalità.
Il lavoro che dobbiamo fare su Teach, è quello di renderlo più sicuro indirizzando le sue scelte nelle diverse possibilità che lo porteranno a vincere sul disagio e ad acquistare fiducia in se stesso.
Se il suo problema è l’uomo che lo infastidisce, che abusa del suo spazio, che lo minaccia, Lui dovrà imparare a non chiudersi in un bozzolo subendo, ma a dire chiaro a quell’uomo di interrompere le sue azioni. … A seconda dell’insistenza e del calibro del fastidio e/o minaccia che sta ricevendo, dovrà, se l’avvertimento uditivo e/o visivo non saranno sufficienti, fermare direttamente ‘’i gesti offensivi nei suoi riguardi’’ bloccandoli ‘’manualmente’’.
Tutto il lavoro dovrà essere presentato in maniera sufficientemente interessante ma non disagiatamente stressante; e l’intensità delle intenzioni nelle situazioni, dovranno aumentare di pari passo alla sicurezza di Teach.
Solo così imparerà a discernere le situazioni, a non temerle e a saperle affrontare.
Sono molte le persone che credono che un simile approccio al discernimento dei comportamenti da assumere sia negativo, perché di fatto noi insegneremo a Teach a reagire come Madre Natura detta, ossia non porgendo ‘’sempre’’ l’altra guancia. Sono fermamente convinta che non è vero che l’assenza di conoscenza di certi atti, ponga l’Individuo nella condizione di non attuarli mai, ma solo di non saperli ‘’gestire’’. L’educazione delle qualità naturali e degli istinti consiste nell’insegnamento del loro uso e non nella loro castrazione.
Riflettendo: l’uomo vive nella castrazione dell’io e infatti è un pazzo squilibrato che ha bisogno di ‘’n’’ tipologie di droghe per sopportare la propria presenza (sopportazione dell’io)

- Il povero Teach, si trova a vivere ogni situazione nuova, dove ci sono degli umani (sesso maschile, maggiormente) che non conosce e che si comportano in modo strano, patendola enormemente. Nel patimento cerca di fuggire. (vedi similitudine con Classe ‘’Z’’, il Ragazzo che scappa ad ogni difficoltà sociale)
La serenità di Carlo, nell’attivarsi cercando di assumere sempre espressioni non dure che, a seconda delle risposte del Cane cambia e ricambia fino al momento in cui non ha trovato quella giusta, può aiutare sicuramente Teach ad uscire dal suo bozzolo.
In campo - Come da copione, all’inizio Teach non ne vuol sapere di reagire attivamente e cerca di allontanarsi. Cambiato punto del campo, ci mettiamo spalle ad una siepe per non doverci guardare dietro e poter stare attenti solo a quello che accade davanti o accanto a noi.
Carlo si avvicina e cerca di provocare la reazione attiva in Teach. Il fare di Carlo è molto simile a quello già descritto sulla provocazione al gioco che fra di loro attuano nel giardino di casa (le zone rendez-vous), ma avendo Teach, quei traumi sociali, e non essendoci confidenza fra lui e il Figurante, le sue risposte non sono conformi alla stimolazione ludica. La cosa buona è che le azioni di Carlo, rimangono comunque distese e non entrano mai nella fase di stress che va oltre la possibilità di ragionare.
Alle provocazioni, Teach sembra reagire come se ne andasse di mezzo qualcosa di più di una semplice interazione non confidenziale. Sicuramente lui si sente in pericolo e, non potendo fuggire il problema, non potendolo aggirare rimanendo immobile nella ‘’speranza’’ che la mancata ‘’risposta di offesa’’ possa vincere sulla richiesta del Figurante, ecco che a un certo punto, dove scegliere un’altra strada … deve uscire dal suo guscio con una risposta attiva.
Le spintarelle, le toccatine di Carlo sul corpo di Teach, le posturali minacce sono solo intenzionali/figurali e hanno la ‘’pressione’’ si e no di una carezza. È l’atto a dire a Teach cosa gli si sta chiedendo.
Oggi lui deve imparare a non temere più l’uomo, per cui, nella delicatezza e determinazione delle azioni di Carlo deve trovare il coraggio di dire basta ai ricordi e uscire dal guscio.
…e ce la fa!!!

Video – Teach primi passi nella sez. C

Nella simulazione dell’offesa, il Figurante, variando a seconda delle risposte dell’Allievo, assume posture ed esegue piccole sequenze di moviment0 che sembrano impersonare: una volta un possibile uomo, una volta un possibile Animaletto. Anche se sono atti che escono un po’ dall’ordinario, nel loro insieme portano gli ‘’Attori’’ a vivere delle situazioni di stress minori di quelle vissute nella realtà e proprio per queste più facili da superare. Piano piano, e solo quando l’Allievo dirà espressamente che sta acquistando fiducia nel suo modo di agire, le azioni possono cambiare ancora, ma fino a che questo non accadrà, è assolutamente controproducente al fine della terapia.

Solo la conoscenza del settore e una passione coinvolgente che esula dal mercato, può portare ai risultati sperati. Tutto deve avvenire nel rispetto dell’Animale.
Solo un Figurante sereno e rispettoso delle diversità, capace tecnicamente e interiormente può arrivare ad un simile risultato! ... per questo motivo ho scelto Carlo Fagioli!
Molto importante è anche il rapporto fra Conduttore e CaneLupo!

* Un consiglio per tutti coloro che davvero capiscono l'importanza di vivere nell'espressione delle proprie peculiarità seguendo le regole del rispetto sociale senza però dover castrare la propria indole o quella del Compagno Cane, è di approfondire il discorso vivendolo in prima persona. ... Se volete, potete conttarci per avere più chiarezza... * - Scuola Stella Grigia

***

Sezione A – Ricerca in pista.
Argomento già trattato anni fa ‘’l’olfatto’’ , a cui oggi voglio dare un qualcosa di più.
Gli Attori in scena sono Ekra, Faal, Real (prima parte); Akera, Akisni, ancora Real eTeach (seconda parte).
Rimanendo nel tema della Sport, esistono alcune teorie per l’insegnamento della traccia all’Allievo Cane. Come caratteristica vigente in tutte le teorie, anche in queste, non viene evidenziata una forma di discernimento (dell’insegnamento per un dovuto apprendimento) in base alle razze e alle attitudini individuali, per cui, chi è all’inizio della conoscenza, essendo privo di esperienza, se non conosce a menadito il suo Compagno Cane, si trova a dover procedere a tentoni nella speranza di non incontrare il baratro della presupponenza della regola!

Mettere il naso a terra per individuare un odore, il Cane sa farlo già da sé senza che nessuno glielo insegni; questo atto è parte del suo bagaglio evolutivo ‘’una preziosa prerogativa donata da Madtre Natura’’. … Il problema per noi umani, è quello di capire cos'è che lo motiva a mettercelo, ossia quale è la circostanza che permette al Cane di estraniarsi dal resto del ‘’mondo’’ per canalizzare tutta la sua attenzione a ‘’quel particolare odore'' o ''particolare qualcosa’’ a cui non sa ‘’dire di no’’.
Usando un termine tecnico: la giusta motivazione per permettere l’azione.

Facendo un discorso sul ‘’naturale’’: una volta può essere l’essenza di un altro Animale, una volta di un Fiore, una volta di un escremento, una volta di un oggetto conosciuto o no. ... Nota curiosa e affascinante, è il modo di interessarsi all’odore seguito, diverso fra Inviduo e Individuo sia per specifiche di razza e caratteriali, sia per esperienza vissuta o non vissuta; per cui, se vogliamo iniziare con il nostro Compagno Cane un’avventurosa conoscenza di un mondo a noi scarsamente ‘’visibile’’ per peculiarità (differenti da specie a specie), dobbiamo prestare molta attenzione a cosa al nostro Amico interessa veramente al fine di stimolare in lui l’attuazione dell’istinto che lo porta ad assumere quel certo comportamento che gli permette di seguire una via ‘’invisibile per noi’’ ma ''un'autostrada'' per lui.
Da non sottovalutare la conoscenza globale del proprio Cane!

Essendo questo un diario di ''Cani Lupo'', ho videato alcuni momenti dei loro atti di ricerca; atti non esclusivamente compiuti nella traccia da me segnata, ma anche nelle ‘’tracce’’ che normalmente Essi (e in generale tutti i Cani) seguono durante una passeggiata. E' importante guardare tutto di questi Attori; le loro movenze, le loro posture; tutto parla di come sono (di come sono ''loro'') caratterialmente e di quale sia la loro attitudine e la loro personalità; importantissimo e altamente esplicativo il portamento della coda, la distanza del muso dal terreno, il cambiamento di atteggiamento a seconda degli odori e di ciò che dall’esterno arriva. ... In molti non riusciranno a capire il perché di tali atteggiamenti in quanto legati (i molti) a leggende metropolitane e sistemi di studio ... fra ''i molti'' della mia ''considerazione'' inserisco non chi non è addentro più di tanto alla faccenda, perchè non è facile capire certe cose se non si ha dimestichezza, ma ci metto chi si fregia di poter proferir giudizi dando voti attraverso le commissioni!!!
Interessante la seconda parte del video, dove Akera e Akisni ci mostrano un comportamento naturalissimo che Real ci ripresenta eseguendo una figura sportiva (riagganciata ad una sequenza della disciplina dell’Obedience e del Mondioring) e Teach, in ultimo, ricollega ad una fase della Ricerca Sportiva su traccia (educata non attraverso metodi ma nella conoscenza della naturalità dell'azione).

Video La ricerca della traccia e di oggetti

… ma queste non sono le uniche similitudini fra atti costruiti e atti naturali che possiamo incontrare nel mondo dello Soprt (logicamente se viviamo lo Sport in un certo modo – espressione del Se / equilibrio e riequilibrio ).

Video La ricerca nei nascondigli

***

Il segreto del Mondioring

Il Mondioring è una disciplina sportiva similare, per molti versi, all’Utilità e Difesa, ma a differenza di quest’ultima, non pretende l’assoluta perfezione nell’esecuzione degli esercizi richiesti nelle singole sezioni. È una disciplina che verte più verso un’espressione delle attitudini (dell’Individuo Cane) nella loro specifica intensità e modalità d’uso (quando, come e perché si attivano in quel modo). … Questo permette un’ulteriore crescita del Cane e di conseguenza del suo Compagno umano. Si sviluppa infatti in loro, una più naturale sinergia, e si rispetta ancor di più la specificità individuale.

Ho notato che nelle razze Ibride di Lupo, è l’esatta rifrazione fra Natura e Domestico, ossia fra ciò che è Selvatico e ciò che è parte del sociale umano. Soprattutto il Cane Lupo di Saarloos evidenzia in questo Sport, la particolare differenza di ruoli che esiste fra Individuo e Individuo.
Parlando invece di altre razze, portate per poter praticare un similare Sport, evidenzia le caratteristiche sì soggettive, ma svela anche quelle peculiarità dovute alla selezione effettuata dall’uomo all’origine sui Soggetti ritenuti idonei a dare l’impronta specifica di riconoscimento (singolarità della razza)

La non necessaria precisone del portamento durante l’esecuzione dell’esercizio, permette al Cane di dire, a chi l’osserva, se in quel preciso momento è talmente tranquillo da non dover ‘’ascoltare’’ altro che non sia il suo Compagno umano, oppure ci avverte che qualcosa sta per cambiare; e ancora, bilancia e/o alterna la sua energia spingendosi oltre una certa distanza o superando un determinato ‘’ostacolo’’, mantenendo una costante attenzione anche alla ‘’sua metà’’ rimasta ‘’al paletto di partenza’’.

Distingui il predatore, il paratore a cui insegni a superare un piccolo gradino che lo porta a raggiungere il livello successivo; distingui il lottatore che ha appreso la differenza fra una necessità vitale e una attività ludo-educativa creativa/ricreativa.

Il segreto dell’Agility.

Arrivò in Italia negli anni ‘80. A farla conoscere nel nostro Paese, fu Chiara De Martini. A lei dobbiamo l’iniziazione e la formazione di molti addetti ai lavori che, di questo Sport, si innamorarono. … Personalmente ne venimmo a conoscenza tramite un suo diretto allievo, Massimo Perla, il quale ce ne diede le prime infarinature. … L’Agility, ci aprì la mente verso una veduta meno schematica dell’espressione, poiché, nella sua variabilità di percorsi, l’ultima cosa a cui si deve far riferimento è lo schema. Attraverso questo Sport, la Coppia, ma soprattutto il Cane, è libero di esprimersi per quello che realmente è, e in un’unica e semplicistica manifestazione. … Egli può ‘’aggredire’’ gli ostacoli da superare, correndo con il suo Compagno umano che, dal canto suo, può dichiarare di sé la stessa cosa che dice il Cane mostrando una sintonia caratteriale. (Aggredire gli ostacoli non vuol dire mangiarli o farli in briciole, ma solo correre fra loro in un modo energico!), oppure può lasciare (l’Agility) il Compagno umano a dirigere solo la sequenza da affrontare, e il Cane libero di percorrere ‘’la via’’in completa autonomia.
Ma che sia una corsa fatta insieme o sia l’espressione di un Solista diretto da un Maestro (che non ha solo un valore a livello scenografico), non ha nessuna importanza perché, in entrambi i casi, quel che rimane importante è: l’unione fra i Due, l’entusiasmo e la reale attitudine!

Il segreto dell’Obedience

Presa così come si legge da regolamento, non è altro che la sequenza di alcuni esercizi che necessariamente devono essere eseguiti alla perfezione.
Io non la vedo così, o comunque non l’ho mai concepita in questo senso.
Per me è un diversivo ludo-educativo che può aiutare la Coppia in quei momenti dove ancora sono precoci alcune esperienze al di là della casa, o come spunti attentivi volti a stimolare l’a, b, c dell’alfabeto esperienziale di Colui che con noi vive la quotidianità. … in pratica è l’insieme di giochi interattivi che lasciano un margine di interpretazione individuale dell’Uno-Cane, seppur Egli resta sempre legato alla guida dell’Uno-umano.
È una disciplina che si attiva molto su determinate qualità naturali e poco sugli istinti, tolto l’esercizio che chiama la ricerca tramite l’olfatto.
Personalmente ho trovato utile ‘’giocare’’ seguendo certi schemi orientativi, con i miei Cani più giovani e i più anziani. In quelle fasi della crescita, cioè, che abbisognano di una certa iniziazione e ad una certa considerazione e attivazione nonché attenzione. E ognuno di loro ha risposto sempre con piacere e soddisfazione.

Il segreto dell’Heel-work to music

Non è tanto la spettacolarità degli esercizi ad entusiasmare chi guarda o chi pratica, quanto l’assonanza che si crea fra due Individui che si accompagnano, l’uno accanto all’altro, nella conformità dei loro atti e del desiderio di compierli insieme; apertamente si percepisce la complicità, la sintonia che, nell’esibizione di una particolarissima o semplicissima figura, la Coppia esegue. … Con la musica che fa da sottofondo ai respiri dei due ballerini, è impossibile non rimanerne coinvolti.
Passi di condotta, piccoli volteggi, movimenti un po’ inconsueti del Compagno Cane fra le gambe del Compagno umano, e mirabili riallineamenti al piede, mostrano quella magia armonica che sotto il ritmo di musiche ben assortite, inebria la Coppia accentuandone i battiti del cuore.

‘’…se lei mi permette di condurla nel ballo, ha fiducia in me,
ma ancora più di questo, ha fiducia in se stessa…’’

dal film: ‘’Ti va di ballare’’ - Eagle Picture

Chiudi gli occhi e fatti guidare.
Dimostra la tua forza permettendo a colui che guida di essere alla tua altezza.
Nella magia della danza, esiste un momento per lasciarsi andare, un momento per portare e un momento per accompagnarsi. Ognuno di questi momenti favorisce la crescita personale e la crescita del compagno; permette la crescita del rapporto e del rispetto, e accresce l’importanza della collaborazione.

I 50 e più video riguardanti la sezione Sport, sono visibili presso la Scuola Stella Grigia.

 

Gennaio 2020 - dopo una pausa di più di un anno, dovrei riuscire a ricominciare il lavoro da Carlo con Teach, Akisni e Akera. Cosa voglio fare? Delle cose che sono rimaste in sospeso e che spero presto di documentare!!!

Nell'attesa di quegli ''avvenimenti'', vorrei intrattenervi con una Favola che ha origine nella provincia di Parma e arriva fino a noi sotto l'effige di due fiocchi rosa - ''C'erano una volta, Cappuccetto rosso e il Lupo cattivo. Ma questo accadeva tanto tanto tempo fa ... adesso quei tempi sono molto lontani e, in quelli di oggi, il Lupo veste i suoi veri panni e i suoi Figli ne rispecchiano l'ardore e la saggezza! ...Oddio ...qui siamo sul diario dei Cani Lupo Cecoslovacchi, e parlando di Cani Lupo Cecoslovacchi, non si può davvero dire che la saggezza sia una loro caratteristica ;), ma in fin dei conti ''chi siamo noi per poter giudicare chi è veramente saggio? ... noi che ci siamo apostrofati ''doppiamente sapiens'' e ne combiniamo di ''ogni'' tutti i giorni!? No davvero!!! ... e allora, benvenuta saggezza nel diario, con le vesti di due ‘’fenomeni’’ splendidi e splendenti come le più radiose delle Stelle! ... Paolo ed io, in tutta la nostra e la loro ''saggezza'' :D vi presentiamo Cappuccetto Rosso e ''Grauen Stern e G'Rey'' <3 <3

Non so perché, ma le Favole sono sempre cominciate nei momenti più bui. Parlo anche delle Favole vere e proprie, quelle che parlano di cose magiche e mondi fantastici. Ricordo soprattutto le primissime Favole, quelle che si raccontavano la sera per far addormentare i Bambini un po’ capricciosetti nella speranza di intimorirli un po’ (ma che ogni tanto toccavano anche a quelli più tranquilli perché ‘’non si sa mai, meglio buttare la mani avanti che ritrovarsi a combattere anche con loro per ‘’farli rigar dritto’’!). … Le più ‘’rosee’’ partivano da una serie di ‘’pensierini’’ gai e spensierati, ma come si accedeva alla pagina successiva, ecco che il buio della notte, il fragore del tuono, e una serie di indescrivibili mostri neri dalle orecchie lunghe e dai denti aguzzi erano pronti per inghiottirti … e quando ti inghiottivano, non finivi in un normale stomaco comune a tutti gli esseri viventi (non che la cosa sia piacevole per carità, però almeno sapevi che più di quello non ti capitava e che, come fu per Geppetto e Pinocchio, prima o poi ne saresti ri-uscito), macché, finivi in caverne, tuguri ancor più scuri e puzzolenti (si pure le puzze erano parte determinante delle caratteristiche del mostro nero che t’aveva mangiato). … Per fortuna, ora di quelle Favole non è rimasto molto, a parte il buio che sembra essere determinante :(-
Non so perché ‘’sto buio’’ è tanto presente … forse perché è nei momenti di oscurità che si vedono cose che alla luce del giorno si fa fatica notare - un po’ perché si è abbagliati da frastuoni accecanti, un po’ perché si è sopraffatti dalla realtà, un po’ perché quando ci si trova al buio si ha voglia di aggrapparsi a qualsiasi cosa pur di arrivare a vedere un lumino che ci guidi fuori da ‘’lo stomaco del mostro’’.

Il buio può essere ‘’qualunque cosa’’, e a seconda di chi sei e di come vivi ‘’la cosa’’, reagisci in un modo o in un altro. Noi abbiamo sempre trovato soluzioni diverse dalle normali persone, forse perché il doppio sapiens che è in noi funziona a giorni alterni ;) … il che non ci disturba affatto, perché noi almeno, continuando a credere nelle Favole, forse riusciamo a vedere ‘’lumini’’ anche nelle oscurità più tetre.

Ehi ma quando finisce 'sto strazio delle favole buie?

Subito!!!

Ringraziando Stefania Galvani della meravigliosa sorpresa, ecco a voi: Stella e Rey - Video!!!